Una casa in pietra in stile mediterraneo

La casa, rinnovata puntando sulla valorizzazione dei materiali locali, come il tufo e la pietra leccese, prevede strutture in muratura che sostituiscono in molti casi i mobili. Elemento distintivo è il bianco della finitura a calce che “illumina” interni ed esterni.

Su due livelli, la costruzione fa parte di un antico insediamento rurale. Per seguire la pendenza della collina digradante verso il mare, sulla quale l’edificio è costruito, il piano terra dell’abitazione viene a trovarsi a quote differenti. Gli ingressi sono due, alle estremità opposte dalla pianta: il soggiorno è all’altezza della strada, la parte della cucina è invece più in basso. Essenziale e rustica, l’atmosfera degli interni ha mantenuto nel suo insieme l’aspetto e le caratteristiche originarie, puntando sulla conservazione delle strutture architettoniche e delle pavimentazioni e sull’utilizzo di materiali locali e di recupero. Mentre il piano terra è un unico ambiente privo di divisioni murarie, quello superiore si articola in due camere da letto e due bagni.
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  • L’ingresso della casa si apre sul soggiorno; l’ambiente è arredato conuna grande struttura in muratura che, disegnando una U, alterna sedute e piani d’appoggio laterali. Di provenienza africana sono i materassi e i cuscini disposti sul piano: anche i complementi – le lampade a forma di piramide, le cornici e i tappeti – sono tutti etnici (Marocco e Tunisia). Di fianco alla porta d’entrata, schermata da un tendaggio in tessuto di garza, il riquadro sulla parete evidenzia la presenza di una rientranza la cui profondità è utilizzata come miniripostiglio.

Gli arredi in blocco di tufo

Il grande divano angolare del soggiorno e la zona funzionale della cucina sono stati realizzati su disegno con la stessa tecnica costruttiva. ● Il materiale utilizzato è quello con cui è realizzato l’intero edificio: blocchi di tufo locale, di dimensioni omogenee, che vengono posati direttamente in opera. Trattandosi di un materiale facilmente lavorabile, può essere scolpito e smussato ai bordi in modo da ottenere le forme desiderate. ● La parte superiore delle strutture e gli zoccolini sono stati rivestiti con lastre di pietra leccese, fissate al supporto con malta cementizia. Una volta completata l’asciugatura, si procede alla finitura delle superficie: la vernice a calce bianca impiegata non è del tutto coprente, ma lascia a vista le linee di giunzione tra i diversi elementi in pietra.ffiorentini-ruzzetti-cucina

  • Il pavimento della cucina è stato rinnovato con una colata unica di cemento naturale. Il grigio opaco del materiale si accosta bene al rivestimento dell’adiacente soggiorno in marmittoni primo ’900 conservati nella finitura originaria. Le nicchie scavate nella profondità dei muri perimetrali erano già presenti in origine e sono state parzialmente modificate solo nelle dimensioni. Sfruttate in vari modi, servono a ricavare piani d’appoggio e vani contenitori ma anche per inserire il frigorifero a libera installazione.ffiorentini-ruzzetti-dettaglio
  • In cucina un’isola centrale in muratura, di dimensioni compatte, integra tutti gli elementi indispensabili; è protetta su tre lati da un’alzata che la scherma rispetto al resto dell’ambiente. Il top ha doppia profondità: più sporgente la parte in cui sono incassati la piastra in acciaio con bruciatori a gas e il forno; arretrata, invece, quella occupata dal lavello con gocciolatoio in ceramica. Il blocco funzionale è illuminato da tre lampade a sospensione. • Lampada: Melodi di Ikea (con diametro 38 cm: 16,12 euro)ffiorentini-ruzzetti-porta
  • Nel soggiorno sulla console decapata è appoggiata una lampada etnica a piramide. Tre gradini in cemento rifinito a calce portano, attraverso un vano aperto, alla scala che conduce alla zona notte.

Decorazione: dettagli etnici e finiture decapate

Negli interni essenziali dell’abitazione, dove si è scelto di mettere in risalto soprattutto i tratti architettonici e i materiali, l’effetto d’insieme è completato da scelte d’arredo mirate che concorrono a ricostruire lo stile rurale e mediterraneo della casa. Ai pezzi principali sono accostati complementi di ispirazione etnica, provenienti soprattutto dall’Africa e dall’India: cuscini, lampade con diffusori in fibre naturali e oggetti in ceramica decorata.Nuova vita per il legno Nella zona giorno alcuni mobili di recupero sono stati rinnovati con la tecnica del decapaggio: la superficie del legno viene cioè carteggiata per rimuovere la vecchia finitura e verniciata poi con un prodotto non coprente che permette di ottenere il tipico effetto “vissuto”. Si è proceduto in questo modo, per esempio, con le sedie e con il tavolo da pranzo: quest’ultimo, un modello da sarto del secolo scorso, ha il caratteristico piano d’appoggio nella zona inferiore.ffiorentini-ruzzetti-camera

  • Di fianco alla finestra della camera matrimoniale, lo spessore della parete, di poco inferiore a un metro, ha permesso di ricavare un armadio-ripostiglio, chiuso da una porta in legno con riquadro centrale vetrato. La testiera del letto in ferro è appoggiata in una rientranza della parete. La profondità è stata sfruttata anche per alloggiare due comodini, costituiti da un sostegno in muratura e da un piano d’appoggio. La zona lettura è illuminata da applique di artigianato marocchino.
Il pavimento è originale

In camera, le preesistenti lastre di cocciopesto erano in ottime condizioni e sono state quindi conservate senza necessità di interventi di restauro. Questo materiale edilizio si ottiene mescolando con malta una polvere, di granulometria più o meno sottile, formata da scarti di lavorazione della ceramica e da frammenti di mattoni e tegole sminuzzati. La pasta, che assume colorazione e consistenza diverse a seconda del contenuto, una volta stesa sul supporto si asciuga all’aria senza bisogno di cottura; la superficie diventa durissima e molto resistente. Il cocciopesto veniva utilizzato fin dall’antichità per costruzioni e rivestimenti di interni ed esterni con proprietà impermeabilizzanti.

 

  • Il bagno con pianta di forma lunga e stretta è tutto in muratura. Il lavabo in ceramica di linea squadrata poggia su una base in tufo, completata ai due lati da piani d’appoggio in pietra leccese. In muratura anche la cabina doccia, illuminata da un piccola finestra che si apre, a destra, sulla parete di fondo.

Due tipi di rivestimento

In uno dei bagni al piano superiore sono state conservate, a pavimento, le caratteristiche mattonelle dell’800: alternando diverse tonalità di beige e marrone formano una composizione geometrica decorativa. Durante i lavori di ristrutturazione alcuni elementi, rimossi da terra, sono stati ricomposti sulla parete per formare un “quadro” che fa da sfondo al lavabo. Il mosaico nella doccia Per l’interno del box in muratura è stato impiegato un mosaico vetrato in monocromia bianca che riveste sia il piatto doccia sia le pareti a tutta altezza. Per facilitare la posa, le tessere di formato 1×1 cm sono premontate su rete.

Il progetto

Trattandosi di una costruzione storica, per rispettare l’architettura originaria, l’intervento di ristrutturazione ha riguardato soltanto gli interni, senza modifiche alla facciata e alle aperture preesistenti. Se non si apportanto cambiamenti all’impianto strutturale non è necessario adeguarsi alle norme vigenti nel nuovo regolamento edilizio locale (per esempio per quanto riguarda i rapporti aeroilluminanti).
● L’abitazione si sviluppa su due livelli con superficie di circa 50 mq ciascuno. Demolendo alcuni tramezzi, il piano terra è stato trasformato in un’unica grande stanza che integra soggiorno e zona cottura. Fuori, nell’area prospiciente la cucina, un cortile privato è organizzato con un tavolo da pranzo all’aperto e un barbecue; e c’è anche un bagno accessibile dall’esterno.
● Al livello superiore la nuova distribuzione ha permesso di ricavare due camere, una matrimoniale e una a due letti, e due ambienti di servizio.

Piano terra

PIANTE-RUZZETTI-terraterra Primo piano

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Tra collina e mare
la casa tipica del salento

In un borgo agricolo pugliese, che risale alla fine dell’800, l’edificio è un esempio della tipologia architettonica locale. Tra i tratti caratteristici, le finiture a calce, le volte a stella delle coperture e le tonalità mediterranee del bianco e dell’azzurro.
La costruzione fa parte di un antico insediamento che, come molti altri presenti nel Sud delle Puglie, si sviluppa intorno a un castello. Si tratta di fabbricati tipici di alcune aree collinari non lontane dalla costa, dove la popolazione era dedita
nel passato soprattutto alla coltivazione di ulivo e tabacco.
Le case, che sono in pietra di tufo locale, vengono chiamate anche “palazzetti”: l’impianto architettonico prevede,
in genere, una disposizione degli ambienti su due livelli. Dentro e fuori, le murature sono rifinite in bianco a calce: un materiale traspirante ed ecocompatibile largamente impiegato da secoli in tutto il bacino del Mediterraneo. Molto riconoscibile è il tetto, formato da “gobbe” che corrispondono, all’interno, alla forma delle volte a stella che vengono lasciate a vista; accessibili attraverso una scala esterna, gli spazi sulla copertura venivano in passato utilizzati per l’essiccazione del tabacco. Ogni abitazione disponeva di una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, localizzata sul tetto o interrata.

 

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Progetto: Gianpiero Ruzzetti, ruzzetti@yahoo.com – Foto: Cristina Fiorentini