Attico trasformato per avere più luce naturale

Grazia Baccari
A cura di Grazia Baccari
Pubblicato il 24/09/2018 Aggiornato il 24/09/2018

A Palermo, in un edificio moderno anni '70, la ristrutturazione di un attico - ridisegnato intorno agli elementi strutturali - ha puntato sulla luce naturale per trasformare totalmente gli spazi.

Attico - soggiorno open space

Sapore mediterraneo in questo attico con il terrazzo arredato da piante di ulivi e cactus di cui si può godere visivamente grazie alle ampie vetrate che separano (ma non dividono) l’esterno dal living. Il layout della zona giorno dell’attico ha valorizzato gli elementi strutturali, come il pilastro tra zona conversazione e tavolo da pranzo.

I lucernari, in aggiunta alle ampie vetrate, diffondono la luce in modo omogeneo e senza abbagliamenti. Per la massima luminosità durante l’arco della giornata.

Sia che si tratti di tetti obliqui sia che si tratti di coperture piane, l’installazione di una finestra è subordinata agli elementi strutturali dell’edificio. Per esempio, nell’attico la presenza di una trave ha condizionato la misura degli infissi. Non potendone montare uno ampio, è stata scelta una dimensione media moltiplicata per due elementi.

Così, in questo attico, l’aspetto negativo della trave si è trasformato in plus: facilità nella chiusura e nell’apertura rispetto a un’unica finestra grande (anche se esistono modelli con movimento a motore che favoriscono ogni operazione), possibilità di scelta nell’aerazione di una zona ristretta, modulazione della luce attraverso le tende da orientare a piacere.

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Il progetto dell’attico

La progettazione dell’attico ha previsto  un unico volume aperto, con le diverse funzioni che ruotano intorno ai pilastri esistenti, definite dagli arredi. La vetrata infinita crea continuità con l’esterno.

Costruito a partire da un ampio spazio vuoto, il layout dell’attico si snoda da una parte sulla facciata e dall’altra sulla corte interna. La pianta ha suggerito la sequenza delle stanze e la divisione tra zona giorno e zona notte. La camera da letto dei padroni di casa ha il bagno interno e un’ampia cabina armadio per lui e per lei. Lo spazio dedicato allo studio è un’enclave giocata sui toni del bianco.

pianta

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L’ingresso si apre sulla zona conversazione e prende luce sia dalla vetrata alla sua destra sia dai lucernari piani aperti sul tetto, che valorizzano le opere appese alla parete. Una scala a chiocciola porta alla terrazza sul tetto. In primo piano, il divano in pelle di linea essenziale, molto anni ’70.

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Pochi arredi studiati per il living: nella zona conversazione imbottiti rivestiti in pelle e nella zona pranzo tavolo in legno naturale chiaro, sedie con gambe in acciaio e seduta e schienale in pelle candida.

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Lo studio arredato in bianco prende luce dalle finestre per tetti piani e dalla porta a vetri che dà sull’ingresso esterno.

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Un pilastro già esistente crea una divisione naturale tra zona pranzo e angolo conversazione.

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La zona giorno vista dalla quinta che circonda la cucina.

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La cucina è organizzata con un’isola centrale illuminata da una finestra per tetti piani, racchiusa tra due pareti attrezzate, ospitate da nicchie realizzate in misura, e una quinta incorniciata da due porte che danno sul living.

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Pavimento In&OUT

Gres porcellanato effetto cemento, in lastre di 120 x 60 cm: ecco la soluzione scelta per tutti i pavimenti della casa, zone di servizio comprese, e anche per le aree esterne, dal lungo terrazzo rettangolare ai balconcini, fino all’ingresso.
■ Un materiale ideale in esterno e negli interni, di facile manutenzione, che dà un effetto di continuità molto piacevole, allargando otticamente gli spazi e creando chiaroscuri a seconda dell’inclinazione della luce.

Progetto: architetto Maria Eliana Madonia, madoniarchitettura@libero.it. Foto: Andrea Segliani