Una casa di 110 mq pop-eclettici al Villaggio Olimpico

Una struttura centrale in legno rivoluziona gli spazi della casa di 110 mq, in un edificio anni '60, rinnovata in chiave moderna nel segno della massima fluidità.

Silvia Scognamiglio
A cura di Silvia Scognamiglio
Pubblicato il 15/07/2019 Aggiornato il 15/07/2019
Una casa di 110 mq pop-eclettici al Villaggio Olimpico

Nella cornice del quartiere residenziale del Villaggio Olimpico, il progetto per l’abitazione anni ’60, a pianta regolare, trasforma lo schema tradizionale di quel periodo in un layout più contemporaneo, caratterizzato da ambienti aperti e percorsi interni “circolari” e fluidi. La soluzione architettonica prende come punto di partenza la forma quadrata della pianta dell’abitazione anni ’60, che lascia ampi spazi sfruttabili al centro, e la doppia esposizione di questo luminosissimo primo piano: la distribuzione degli ambienti viene ora ridefinita in una zona giorno open space e una parte notte con due camere, la matrimoniale e quella dei ragazzi, divisa in due. Un blocco multifunzione centrale di nuova costruzione integra gli spazi di servizio dell’abitazione anni ’60 e diventa il nucleo dell’intera pianta. Sugli sfondi neutri delle pareti, in bianco e nel colore naturale del legno, e dei pavimenti in cemento grigio si articola il restyling decorativo dell’abitazione anni ’60, basato su toni vivaci e sulla scelta “vintage” dei rivestimenti in laminato. A questo proposito, molto accurata è la scelta dei tessuti d’arredo che mescola colori e disegni, perfetti per definire lo stile dell’abitazione anni ’60, eclettico e pop.

Nel quartiere modello

La casa di 110 mq è al Villaggio Olimpico di Roma, realizzato alla fine degli anni ’50 per ospitare nella Capitale gli atleti partecipanti alla XVII Olimpiade del 1960; il complesso, nella zona di Campo Parioli – non lontano dal Foro Italico e dalla via Flaminia – è in seguito diventato, come da programma iniziale, un quartiere di edilizia residenziale pubblica, le cui case sono state prima affittate e in un secondo momento vendute a prezzi popolari. La zona, in passato molto periferica, è ora integrata nel tessuto della città. Il progetto urbanistico, al quale hanno lavorato gli architetti Cafiero, Libera, Luccichenti, Monaco e Moretti, si rifà a quello tipico dell‘accampamento delle legioni romane (castra), definito da un reticolo di strade parallele e perpendicolari tra loro – i decumani con orientamento Est-Ovest e i cardi con orientamento Nord-Sud – tra le quali sorgono i caseggiati con i vari edifici. Le costruzioni sono in cemento armato, accomunate dalla finitura esterna delle facciate in laterizio giallo-dorato; si raggruppano in tipologie diverse a seconda della via sulla quale affacciano: i palazzi più alti (di 5 piani) si concentrano nella zona più interna del Villaggio Olimpico, mentre i più bassi (2 piani) si sviluppano lungo i lati. Un tratto distintivo e molto riconoscibile sono i pilastri portanti in cemento alla base dei fabbricati che “staccano” da terra la struttura sovrastante. Il Villaggio comprende oltre 1.300 appartamenti. L’abitazione anni ’60 presentata di seguito si trova in un edificio della tipologia delle “crocette”, progettate da Luigi Moretti: a due piani, si caratterizzano per la pianta a croce e sono attraversati da strade pedonali.

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Il PROGETTO

nell’abitazione anni ’60 con esposizione su due lati, l’intervento di ristrutturazione ha completamente ripensato il layout originale che prevedeva tante piccoli stanze indipendenti, distribuite da uno stretto corridoio centrale. Del vecchio schema non rimane quasi nulla e quello nuovo è molto più aperto e fruibile. Si basa sulla realizzazione di un elemento centrale con i due bagni e il guardaroba, intorno al quale ruotano gli altri ambienti, con un percorso circolare che dall’ingresso porta alla zona notte, l’attraversa e riconduce quindi senza soluzione di continuità al soggiorno. Con questa distribuzione, i 110 mq dell’abitazione anni ’60 sembrano più ampi.

  • L’ingresso si apre direttamente sull’open space, dove le zone del living, del pranzo e della cucina sono distribuite su tre diversi angoli. Il quarto è occupato da una piccola postazione studio.
  • Le pareti perimetrali e i pilastri dell’abitazione anni l’60 sono gli unici elementi strutturali in muratura; tutti i nuovi tavolati sono invece in legno, come evidenziato dai colori in pianta.
  • I bagni, in posizione centrale, sono entrambi ciechi, solo con prese di luce interne affacciate su altri ambienti della casa. La possibilità è ammessa dal Regolamento edilizio del Comune di Roma (dove si trova la casa), a condizione che ciascun locale sia dotato di un sistema di aspirazione meccanica per il ricambio d’aria. Quando non c’è una finestra esterna, è proibita l’installazione di scaldabagno o caldaie a fiamma libera.
  • Nella zona notte dell’abitazione anni ’60, il layout prevede che ciascuna stanza abbia due porte, in modo da non interrompere il percorso circolare dell’abitazione anni l60. Le stanze dei ragazzi e quella matrimoniale sono tra loro collegate tramite un guardaroba-disimpegno passante che distribuisce anche uno dei due bagni.pianta
casa di 110 mq con open space, zona conversazione, divano, sedie bauhaus, tappeto azzurro, lampada da terra, pavimenti in cemento colore naturale

Nel luminoso open space gli elementi che compongono l’isola della zona conversazione spiccano sullo sfondo chiaro e omogeneo della pavimentazione in cemento, con lievi sfumature di grigio. Di fronte al divano dalle linee morbide (Neowall di Living Divani, design Piero Lissoni), le due poltroncine in stile Bauhaus hanno seduta e schienale in cuoio; mentre a lato la seduta in legno anni ’60 è stata rinnovata con un nuovo rivestimento di Pavart. I cuscini sono di Marimekko e Claire Gaudion, il vaso a forma di testa sul coffee table è stato acquistato da Galleria Mia. I faretti tecnici puntati sui quadri alle pareti sono di Targetti, la lampada da terra a braccio flessibile è la Tolomeo di Artemide. Il sistema di illuminazione e gli altri impianti tecnici della casa sono gestiti da un sistema domotico di Merten.

casa di 110 mq con zona conversazione, dettaglio, divano in pelle, sedia imbottita, cuscini, tavolino centrale, tappeto azzurro

Blocco multifunzione “leggero”

La soluzione progettuale che costituisce il perno del nuovo layout dell’abitazione è data dalla struttura realizzata al centro della pianta: contiene i vani di servizio e delinea i percorsi interni, ponendosi tra l’area giorno, la stanza matrimoniale e la doppia camera dei ragazzi. Questa sorta di grande box multifunzione che integra più ambienti è delimitato da tramezzature perimetrali e interne di ridotto spessore in multistrato marino: impiegate in sostituzione delle tradizionali murature, ne hanno semplificato l’intervento. Le paretine non sono a tutt’altezza, ma raggiungono 240 cm circa (il soffitto dell’appartamento è alto 300 cm): il blocco funzionale non è libero, ma è coperto in alto sempre da pannelli in multistrato.

casa 110 mq con open space, pavimenti in cemento, zona conversazione, area cucina-pranzo, blocco multifunzione con rivestimenti in legno di acero

Il blocco funzionale al centro della casa è in legno di acero. Oltre ad assicurare vantaggi pratici nella distribuzione, l’idea dell’architetto è stata quella di rendere la nuova struttura identificabile al primo sguardo da qualunque parte della casa si guardasse. I pannelli legnosi in multistrato che delimitano il blocco sono stati rivestiti all’esterno con listelli di diverse larghezze (da 1 a 4 cm) in legno di acero; incollati in verticale secondo uno schema predefinito, formano una texture in rilievo, con un segno grafico decorativo estremamente caratterizzante. L’acero è un legno chiaro e piuttosto tenero che si presta a opere di rivestimento; se non viene trattato, tende a mantenere nel tempo il colore naturale dell’essenza.

casa 110 mq zona pranzo, tavolo, sedie in due colori, ribassamento, isola centrale, cucina, blocco multifunzione in legno di acero

Nella zona pranzo il tavolo su disegno di forma quadrata da 140×140 cm può ospitare comodamente due posti su ogni lato, per un totale di 8 persone; le gambe sono in legno lamellare e il piano è una lastra di ferro nero trattato a cera. Le sedie in legno di gusto nordico (di Croff) sono di colori e modelli leggermente diversi tra loro, accomunate dallo stile. La lampada a sospensione sostenuta da un tirante in acciaio è il modello E27 di Viabizzuno.

casa 110 mq cucina. finiture in laminato verde acido, composizione angolare, finestra, blocco centrale a isola, ribassamento, pavimento in cemento

La cucina, in posizione d’angolo all’interno dell’open space, è arredata con una composizione su due lati, identificata dalle fasce color verde dell’alzata e dello zoccolino; vi si aggiunge un’isola centrale double-face, fruibile anche dal lato del living. Questa struttura centrale è costituita da una base a pianta rettangolare predisposta da un lato per l’incasso degli elettrodomestici e dotata dall’altra di un grande scomparto contenitore aperto. Sulla base si innesta la colonna-frigo che integra anche il pilastro e raggiunge l’altezza della trave superiore. Nella zona cottura i mobili sono realizzati su disegno. L’altezza del sottofinestra è rivestita con pannelli di multistrato marino rifiniti in laminato verde (di Abet Laminati) sormontati da una mensola portaoggetti di profondità ridotta; la parte superiore della parete è invece rivestita con lastre di ferro nero trattate a cera. La sospensione lunga e stretta è il modello C1 di Viabizzuno.

casa 110 mq cucina, piano cottura a gas in linea, colonna, forno incassato, finestra, rivestimenti in laminato verde acido, pensili, pavimento in cemento

Nella composizione della cucina, il piano cottura a gas in acciaio inox con i fuochi in linea e il lavello a doppia vasca sono di Foster. Il forno multifunzione è di Miele, il frigocongelatore di Liebherr e la cappa, rivestita da un involucro in ferro nero, è di Ilve.

Una trave, due pilastri

Una caratteristica della tipologia architettonica alla quale appartiene l’edificio è quella di avere una struttura portante che prevede il passaggio di due soli pilastri in ogni appartamento: ciò consente la massima libertà nell’organizzazione degli spazi interni dell’abitazione anni ’60. In questo caso, i due elementi verticali sono disposti in linea retta rispettivamente all’altezza dell’isola della cucina e della camera dei ragazzi e sostengono la trave superiore che taglia,centralmente, la pianta. Nel progetto, i pilastri sono stati integrati nelle strutture su disegno dei mobili, tanto da renderne praticamente impercettibile la presenza.

camera matrimoniale, dettaglio, letto, portariviste basso in pallet, parete rivestita in legno di acero, specchio

Anche nella camera matrimoniale, la parete di confine con l’adiacente ambiente di servizio è evidenziata dal rivestimento in listelli di legno di acero che definisce tutto il volume del blocco centrale: in questo caso personalizza la stanza, con un effetto visivo simile a quello di un’armadiatura tamponata in alto da una fascia in cartongesso. La semplice struttura del letto e i contenitori sottostanti sono stati realizzati impiegando materiali di recupero low cost.

casa 110 mq   con camera matrimoniale, letto, cuscino a fiori comodino, lampada da tavolo vintage gialla, tappeto, parete rivestita in legno di acero, specchio

Nella camera matrimoniale il giroletto è completato da contenitori portalibri estraibili realizzati in pallet, materiale legnoso per imballaggi. Sul comodino con piano rotondo in ceramica e base in metallo è appoggiata la lampada in acciaio smaltato giallo Flowerpot VP3 di & Tradition. I cuscini sono di Marimekko, il coordinato tessile di Fazzini.

Pareti & pavimenti

La completa demolizione delle partizioni interne preesistenti dell’abitazione anni ’60 e la realizzazione di nuovi tramezzi, tutti in legno, ha offerto la massima libertà nella scelta dei rivestimenti. Il progettista ha privilegiato due materiali: il laminato per le pareti e il cemento per i pavimenti.

Multistrato + laminato
All’interno dei bagni, le pareti in multistrato marino spesse circa 2 cm che delimitano il perimetro e il soffitto sono rivestite con pannelli di laminato color ottanio. Il materiale, richiamo all’abitazione anni ’60 , permette di scegliere in un’ampia gamma cromatica, ha buona resistenza all’acqua e all’umidità e costi contenuti. I pannelli da 2 mm, inoltre, si incollano con facilità sul legno, cosa che non sarebbe invece possibile su un muro in mattoni o cemento; i tagli sono stati effettuati così da avere sulle superfici verticali meno linee di giunzione possibile e da mimetizzarne la presenza con mensole o altri elementi.

Cemento industriale
In fase di ristrutturazione, una volta liberati gli interni da tutte le tramezzature, si è proceduto al rifacimento del massetto e all’installazione dei pannelli radianti dell’impianto termico. Il supporto, armato con una rete plastica, è stato quindi coperto da una gettata di cemento, livellata poi con una macchina chiamata “elicottero” o lisciatrice che leviga le superfici tramite lame rotative. Il cemento, in colore grigio naturale, dello stesso tipo impiegato per i pavimenti dei capannoni industriali, è stato steso in tutta l’abitazione anni ’60: per la finitura protettiva è stato usato un impregnante trasparente a cera.

bagno, pareti rivestite in laminato azzurro, nicchia orizzontale portaoggetti, mobile sospeso in multistrato, lavabo da appoggio in acciaio, mensola, specchio, faretto bianco casa 110 mq

Nel bagno, il mobile sospeso in legno d’acero e il lavabo in acciaio inox con fondo in lieve pendenza sono stati realizzati su disegno del progettista; il miscelatore a muro, installato su una mensola aggettante, è di Cea Design. Il faretto bianco a soffitto è di Viabizzuno. Pareti e soffitto sono rivestiti con pannelli in laminato di Abet Laminati.

camera ragazzi, porta scorrevole in legno, postazione studio doppia, pensili gialli, armadio con nicchia orizzontale centrale, divano-letto, cuscini fantasia, pavimento in cemento casa 110 mq

La camera dei ragazzi è “sdoppiata”: si articola infatti in due ambienti distinti, separati al centro da un blocco funzionale formato dal letto a soppalco di una stanza e dall’armadiatura di quella adiacente. Gli spazi, che una porta scorrevole interna rende all’occorrenza del tutto indipendenti, condividono la stessa grande apertura lungo il muro perimetrale, suddivisa in settori. La continuità interna è determinata in larga misura dalla scelta degli arredi e dei colori: legno, materiali plastici e tessuti fantasia definiscono un’atmosfera easy e di grande impatto cromatico. Nella camera l’armadiatura realizzata su disegno prevede tra i due blocchi inferiore e superiore un taglio orizzontale che permette di ricavare una nicchia portaoggetti. Appoggiati sul divano-letto, i cuscini sono stati acquistati da Pavart. Coordinato tessile di Fazzini. Le sedie della postazione studio sono di Maisons du Monde.

camera ragazzi, porta scorrevole in legno, postazione studio doppia, pensili gialli, armadio con nicchia orizzontale centrale, divano-letto, cuscini fantasia, pavimento in cemento casa 110 mq

Nella parte della stanza dedicata al bambino più piccolo, il mobile soppalcato realizzato su disegno sfrutta la zona inferiore con un’armadiatura, al di sopra della quale poggia il letto in quota. Posto a circa 130 cm di altezza da terra, è accessibile tramite gradoni colorati che sono anche vani contenitori accessibili lateralmente. La soluzione più originale è però quella del “parapetto”, costituito da una rete da barca fissata a tutta altezza come protezione. Nella camera dei ragazzi, l’area ribassata dal volume aggettante del letto in quota è definita anche da un divertente tappeto rettangolare con decoro a bottoni colorati su fondo bianco (di Ikea). I gradoni per la salita sono schermati da un pannello in compensato decorato da grandi fori tondi che lasciano filtrare la luce.

bagno, lavabo sospeso in acciaio, applique, rivestimenti a parete in laminato blu, porta scorrevole casa 110 mq

Il lavabo in acciaio – nel bagno rivestito in laminato blu – è stato realizzato su disegno del progettista: integra due vasche di profondità diverse; quella a sinistra, con fondo leggermente inclinato, confluisce nell’altra accanto, perfetta da utilizzare anche come lavatoio. Per entrambe, la rubinetteria è a parete. Nel bagno il doppio lavabo su disegno è completato da miscelatori a parete di Cea Design. Il faretto è di Viabizzuno, i rivestimenti in laminato di Abet Laminati.

Clima estate & inverno

Sono stati realizzati, in fase di ristrutturazione due nuovi impianti distinti per il riscaldamento e il raffrescamento. Il primo è un sistema a pannelli radianti, installati contestualmente al rifacimento della pavimentazione in cemento. Come sempre, si tratta di una scelta molto consigliabile quando si rinnova completamente una casa, perché assicura un ottimo comfort con consumi energetici contenuti dovuti anche alle basse temperature dell’acqua all’interno del circuito (30-40 °C). La caldaia a condensazione, autonoma appunto, si trova in questo caso in cucina. L’impianto di climatizzazione è invece canalizzato con condutture installate nel controsoffitto; il sistema funziona con un’unità motocondensante interna, sempre installata in quota, e un’unità esterna che, in mancanza di balconi, ha trovato posto sul tetto (soluzione possibile trattandosi di una palazzina bassa, di soli due piani).

Progetto: arch. Giulio Molaioli, FFD Studio, Via Castelnuovo di Porto 24, Roma – www.ffdstudio.eu
Foto: Studio Wolo

Tratto da Cose di Casa numero di settembre 2018

 

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