Spostare all’aperto le piante da appartamento

Giovanna Rio
A cura di
Pubblicato il Aggiornato il 05/08/2018

Quasi tutte le piante coltivate in casa beneficiano di un periodo trascorso all'aperto, dove godere della luce non filtrata e dell'umidità atmosferica. Ma senza essere esposte ai raggi diretti del sole.

Maggio è il mese più indicato per cominciare a spostare all’aperto le piante che hanno trascorso l’inverno in casa. Nelle regioni più calde, lungo le coste marittime e dei grandi laghi, al Sud Italia e in zone particolarmente favorevoli, si può cominciare già adesso, in quelle del Nord e Centro Italia, per non rischiare danni ai giovani germogli, soprattutto durante le ore notturne, è consigliato spostare all’aperto le piante  dalla fine del mese.

Le felci, il cocco, il croton, la kentia, la dieffenbachia, tutte le specie di ficus, Euphorbia pulcherrima (la stella di Natale), lo spatifillo e le piante grasse spostate all’aperto potranno beneficiare, oltre che di una migliore irradiazione luminosa, anche di maggiore umidità, soprattutto durante le ore serali. Tuttavia occorre qualche precauzione: bisogna spostare all’aperto le piante preferibilmente durante una giornata di sole, meglio se in assenza di vento, e sistemare i vasi in una zona ombreggiata, al riparo da correnti d’aria almeno per le prime settimane. Una volta all’esterno vanno curate come di seguito riportato.

Acqua e umidità corrette

Prima di spostare all’aperto le piante occorre organizzarsi e preparare il posto giusto. L’ideale è raggruppare le piante tutte assieme, sistemandole preferibilmente sopra grandi sottovasi pieni di argilla espansa da mantenere inumidita, ma non bagnata né con acqua stagnante perché l’umidità persistente potrebbe favorire l’asfissia radicale e alcune malattie fungine.

Annaffiare utilizzando acqua a temperatura ambiente lasciata riposare per qualche ora nel contenitore. Fare in modo di mantenere il terriccio del vaso umido e, dalla metà del mese, se le temperature si alzano sensibilmente, aumentare la frequenza delle operazioni (due volte la settimana) per compensare la maggiore traspirazione e l’aumento della fotosintesi clorofilliana.

Dalla fine del mese, se le temperature s’innalzano, nebulizzare con acqua non calcarea (acqua piovana) per evitare problemi di clorosi o più semplicemente per evitare incrostazioni di calcare sulle foglie dovute all’accumulo dei sali. In alternativa utilizzare acqua di rubinetto lasciata decantare nell’annaffiatoio per almeno una giornata.

Annaffiare e nebulizzare regolarmente ma non lasciare acqua nel sottovaso.

Annaffiare e nebulizzare regolarmente ma non lasciare acqua nel sottovaso.

Le piante grasse

Quando anche le temperature notturne si sono stabilizzate è possibile spostare all’aperto le piante grasse. Queste possono essere collocate inizialmente in una posizione di mezz’ombra e in seguito alla luce diretta del sole. La fioritura delle Cactacee può essere stimolata con l’impiego di concimi specifici per piante grasse. Nel caso il contenitore sia troppo piccolo oppure se le radici escono dal foro di scolo, rinvasare aumentando la dimensione del vaso di qualche centimetro.

Le piante grasse e altre piante con esigenze simili possono essere raggruppate in contenitori riempiti con argilla espansa.

Le piante grasse e altre piante con esigenze simili possono essere raggruppate in contenitori riempiti con argilla espansa.

Il nutrimento secondo le indicazioni

Concimare sia le piante da fiore sia quelle da foglia con concime liquido sciolto nell’acqua delle annaffiature, possibilmente a terriccio umido, attenendosi alle dosi e alla frequenza indicate sulla confezione. In alternativa è possibile utilizzare un concime a lenta cessione: si tratta di prodotti che si applicano ogni due, tre o sei mesi a seconda della composizione.

Occhio alle malattie

Spostare all’aperto le piante richiede uno stretto controllo sanitario. Bisogna prestare attenzione ai primi attacchi parassitari e fungini. Osservare le piante soprattutto sotto le foglie perché è il posto dove si annidano i parassiti, primi fra tutti, le cocciniglie. Se sono presenti, potete provare a toglierle un batuffolo di cotone imbevuto d’alcool; se non riuscite, potete ricorrere a prodotti specifici. Nelle giornate molto secche controllate l’eventuale presenza di acari.