Dahlia imperialis, dalia imperiale

Dalia imperiale, chiamata anche dalia arborea, raggiunge i 250 cm di altezza e, piantata adesso, fiorisce da settembre in poi.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 16/04/2021 Aggiornato il 16/04/2021
dhalia imperialis

Famiglia: Compositae

La dalia imperiale, chiamata anche comunemente dalia arborea, per le sue grandi dimensioni, supera senza problemi i 250 centimetri d’altezza, così che i suoi fiori si guardano solitamente dal basso verso l’alto. È venduta a inizio primavera, come radice tuberosa proposta in sacchetti singoli avvolti insieme a sottili trucioli di legno, oppure, più avanti nella stagione, come pianta in vaso. Sensibile al gelo può essere coltivata in piena terra solo se si estrae dal terreno al sopraggiungere dell’inverno oppure in vaso da ritirare. Fiorisce tardi nella stagione da settembre in poi, secondo l’andamento stagionale e la possibile forzatura. Il fusto è cavo come quello di una canna di bambù.

  • Foglie: si inseriscono sui fusti in modo opposto, sono pennatosette o profondamente incise con lobi, da 5 a 7, dentati e di forma ovata-acuta.
  • Fiori: di colore rosa chiaro, molto luminoso, ha forma semplice, grande fino a 15-20 centimetri di diametro, è portato reclinato e in grappoli.
  • Come sceglierla: Le radici tuberose devono essere, seppur parzialmente rinsecchite, integre, e ancora elastiche al tatto, senza rammollimenti e zone necrotiche.
  • Manutenzione: la patologia più diffusa delle dalie è il marciume radicale, favorito da abbondanti bagnature, protratte piogge autunnali e terreni pesanti. L’unico consiglio possibile è ridurre le bagnature e favorire un maggiore sgrondo inserendo sabbia nel terriccio. Nei luoghi ventosi dotare le piante di un buon tutore.

Schede piante: Dahlia imperialis

dhalia imperialis

LuceLe dalie si coltivano in pieno sole, tollerano soltanto un’ombra parziale. Al riparo dal vento per non provocare la rottura del lungo fusto.
AcquaAnnaffiare abbondantemente solo se si dispone di un terreno ben drenato per non favorire il ristagno.
TerrenoFertile, profondo, concimato con letame maturo prima della messa a dimora, fresco, argilloso o con una moderata componente calcarea, sempre senza ristagni.
Clima e
temperatura
Non sopporta il gelo quindi si coltiva all’aperto solo dove l’inverno è mite e il terreno non gela. Altrimenti, a una temperatura non inferiore ai 5°C, ritirare i cespi rizomatosi.
ConcimeImpiegare ogni settimana un fertilizzante ricco di fosforo e potassio. Aggiungere ogni anno terricciati molto ricchi di sostanza organica.
RiproduzioneSi riproduce per seme (seminare in serra calda a fine inverno), per talea (prelevare i getti dai cespi tuberosi e porli in sabbia umida in serra calda) o per divisione dei cespi.
Prezzo: 5 € busta con una radice tuberosa