Rose: è ora di predisporre adeguate protezioni contro il freddo

Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 18/10/2018 Aggiornato il 18/10/2018

Le rose sono arbusti resistenti, ma adesso servono adeguate protezioni contro il freddo, soprattutto per radici e colletto. Ecco quali sono le migliori.

Rose: è ora di predisporre adeguate protezioni contro il freddo

Le rose in particolare sono piante abbastanza rustiche e resistenti ma, nelle regioni del Nord e dove gli inverni sono particolarmente rigidi, è consigliabile predisporre adeguate protezioni contro il freddo, soprattutto in vista di eventuali nevicate. Infatti, anche se il rischio di gelate è ancora lontano, nel mese di ottobre si toccano temperature ai limiti per la sopravvivenza delle piante all’esterno. Vediamo come procedere. 

Prima i tagli leggeri

La prima operazione per proteggere le rose contro il freddo è una potatura leggera. Una volta che le rose hanno perso tutte le foglie, qualche taglio mirato serve per eliminare eventuali rami secchi o morti e raccorciare i rami più lunghi e irregolari. La potatura vera e propria deve essere eseguita preferibilmente a fine inverno o inizio primavera, quando il rischio di gelate sarà ormai inesistente.

Proteggere il colletto          

Le protezioni contro il freddo sono diverse, e tutte hanno come scopo principale evitare che le radici subiscano sbalzi di temperatura.

1. Tra le protezioni contro il freddo più efficaci, c'è la “rincalzatura”, pratica che consiste nel ricoprire la zona bassa del fusto, in prossimità del punto d’innesto. Questa zona, chiamata “colletto”, è la più delicata e suscettibile al freddo. Per la rincalzatura si può utilizzare del semplice terriccio, ammucchiato a creare una montagnetta attorno alla base del tronco, oppure foglie secche o paglia, così da creare una sorta di coperta attorno alla zona del colletto proteggendo anche l’apparato radicale oltre alla porzione basale della pianta. Il mucchio di foglie o paglia o la terra utilizzate per la rincalzatura, possono essere tenute in posizione con una rete (in plastica, tela o fil di ferro), sistemata in modo da avvolgere il tronco.

1. Tra le protezioni contro il freddo più efficaci, c’è la “rincalzatura”, pratica che consiste nel ricoprire la zona bassa del fusto, in prossimità del punto d’innesto. Questa zona, chiamata “colletto”, è la più delicata e suscettibile al freddo. Per la rincalzatura si può utilizzare del semplice terriccio, ammucchiato a creare una montagnetta attorno alla base del tronco, oppure foglie secche o paglia, così da creare una sorta di coperta attorno alla zona del colletto proteggendo anche l’apparato radicale oltre alla porzione basale della pianta. Il mucchio di foglie o paglia o la terra utilizzate per la rincalzatura, possono essere tenute in posizione con una rete (in plastica, tela o fil di ferro), sistemata in modo da avvolgere il tronco.

2. In alternativa, tra le protezioni contro il freddo, sono utili i  teli di juta (quelli, per intenderci, che si utilizzano per i sacchi di patate), da avvolgere attorno alla parte basale del tronco, fino all’inserzione dei primi rami. Il telo in juta offre il vantaggio di permettere il passaggio dell’umidità e dell’aria, senza soffocare la pianta.

2. In alternativa, tra le protezioni contro il freddo, sono utili i teli di juta (quelli, per intenderci, che si utilizzano per i sacchi di patate), da avvolgere attorno alla parte basale del tronco, fino all’inserzione dei primi rami. Il telo in juta offre il vantaggio di permettere il passaggio dell’umidità e dell’aria, senza soffocare la pianta.

3. Solitamente è sufficiente proteggere la zona basale della pianta, quella più delicata e che necessita adeguate protezioni contro il freddo, tuttavia, in aree  dove sono previste temperature rigide con valori inferiori allo zero termico per periodi prolungati e gelate, è consigliabile proteggere la pianta con coperture più efficaci, quali i teli in tessuto-non-tessuto (tnt). Si tratta di teli di colore bianco in materiale poroso, che permettono il passaggio di aria e umidità e di far filtrare la luce.

3. Solitamente è sufficiente proteggere la zona basale della pianta, quella più delicata e che necessita adeguate protezioni contro il freddo, tuttavia, in aree dove sono previste temperature rigide con valori inferiori allo zero termico per periodi prolungati e gelate, è consigliabile proteggere la pianta con coperture più efficaci, quali i teli in tessuto-non-tessuto (tnt). Si tratta di teli di colore bianco in materiale poroso, che permettono il passaggio di aria e umidità e di far filtrare la luce.

In vaso

Se la rosa è in vaso, si provveda a spostarla in una zona più protetta dal vento e dal freddo, possibilmente rivolta a Sud, in modo da essere raggiunta dal tiepido sole invernale nelle ore centrali e più calde della giornata, e addossata ad un muro.

Trattamenti sanitari

La rosa è una pianta molto suscettibile all’attacco di malattie, soprattutto di tipo fungino. Per questo motivo è indispensabile eseguire trattamenti preventivi.

Nei confronti di malattie fungine quali ticchiolatura o ruggine, è utile somministrare un prodotto a base di rame (come la poltiglia bordolese) che protegga la pianta anche durante il riposo vegetativo.

Nei confronti dell’oidio, invece, sarà utile un prodotto a base di zolfo.

Se sui rami sono presenti scudetti di cocciniglie, pronte a svernare, si può intervenire manualmente, ora che i rami sono nudi e più facilmente accessibili: con una spazzolina a setole dure si cerca di staccare ed eliminare gli scudetti dal legno. Quindi si esegue un trattamento con un prodotto a base di olio minerale paraffinico, in grado di devitalizzare quelle eventualmente ancora presenti.