Potare le rose dopo la fioritura

Virgilio Piatti
A cura di Virgilio Piatti
Pubblicato il 04/06/2018 Aggiornato il 05/08/2018

Per le nostre rose, adesso servono le potature. Oltre a tagliare i rami secchi, quelli malati, spezzati o cresciuti sul portainnesto, occorre intervenire anche sui rami appena sfioriti.

Potare le rose dopo la fioritura

Le rose si distinguono in due grandi gruppi: le non rifiorenti che hanno una sola fioritura, generalmente a maggio, e le rifiorenti che invece proseguono la loro fioritura più o meno abbondante sino ai primi geli del tardo autunno. In questo periodo, dopo la prima fioritura di maggio, entrambe hanno bisogno di alcuni tagli. Vediamo come intervenire.

Potare le rose rifiorenti

Dopo la prima fioritura di maggio, le rose rifiorenti di norma hanno un breve periodo di riposo che coincide con il periodo di massimo calore estivo, per poi riprendere la fioritura nei primi giorni più freschi dell’estate. In pratica, entrano in attività le gemme laterali dei rami che hanno già prodotto il fiore in posizione terminale, si sviluppano e danno origine a germogli che in settembre-ottobre ed anche oltre, producono nuovi fiori. Per stimolare e rinvigorire questa ripresa occorre quindi poatre le rose degli apici che sono appena fioriti.

A partire dall’apice che è fiorito, si scende sino a trovare la seconda o terza foglia e si taglia appena al di sopra di una gemma che si trova all’ascella in questa posizione.

La gemma prescelta dovrebbe essere rivolta verso l’esterno per far sì che il nuovo ramo che si originerà dopo il taglio, si sviluppi verso l’esterno e quindi la forma dell’arbusto sia più aperta e l’aria possa circolare facilmente nella chioma.

Con i residui degli steli tagliati, se in buona salute, possono essere fatte alcune talee.

Potare le rose non rifiorenti

Anche le rose non rifiorenti necessitano della potatura estiva allo scopo di evitare la formazione del frutto. Se la pianta impegna energie preziose nel formare un frutto, il ramo non porterà altri fiori nel corso della stagione e accumulerà poche sostanze di riserva per gli anni successivi quando produrranno fiori sempre più piccoli, con numero ridotto di petali e con steli corti.

Tuttavia, l’operazione di potare le rose d’estate non deve essere troppo intensa perché la pianta è in piena vegetazione e non bisogna sottrarre molte foglie (indispensabili per la fotosintesi clorofilliana) perché alla lunga si avrebbe un indebolimento generale della pianta.

Le rose da frutto

Si tenga presente che la potatura estiva non deve essere effettuata sulle rose non rifiorenti scelte per la produzione di frutti, i cinorrodi nella rosa, molto decorativi che compaiono nella tarda estate (foto n°1) e che si mantengono anche per parte dei mesi invernali. Tra le specie interessanti per i cinorrodi, si segnalano, oltre alla classica Rosa canina (foto n°2), anche la Rosa rugosa (foto n° 3), la Rosa hugonis e la Rosa rubiginosa con i suoi numerosi ibridi.

I polloni

In questo periodo è possibile che la rosa, se innestata, possa produrre polloni o selvatici, che si sviluppano dal portainnesto e che vanno prontamente eliminati. In caso contrario la parte innestata si indebolisce e si lascia sviluppare vigorosamente il portainnesto. Questi rami hanno caratteristiche diverse da quelli della varietà innestata. Generalmente si riconoscono per la diversa colorazione, la forma e il numero delle spine e soprattutto, in quasi tutti i casi, hanno la foglia composta cioè formata da un numero maggiore di foglioline. L’operazione di eliminazione dei polloni, detta appunto spollonatura, è fondamentale per evitare che questi ultimi, molto vigorosi, prendano il sopravvento sul gentile, cioè la parte innestata.

Se il selvatico emerge dal fusto del portainnesto, nel caso per esempio di rose allevate ad alberello, la sua eliminazione è semplice, andando a recidere nel punto di inserzione sul fusto.

Se il pollone fuoriesce dal colletto o direttamente dal terreno, occorre scavare leggermente e asportarlo con un taglio netto sulle radici o dal colletto.

Se invece si taglia a filo del terreno, il portainnesto acquisisce più vigore e si produrranno altri germogli e la pianta si inselvatichisce in modo irreparabile.