Sedum sieboldii

Sedum sieboldii

Il sedum sieboldii si può considerare una pianta rustica da esterno, amante del pieno sole.

  • Il sedum sieboldii si può considerare una pianta rustica da esterno, amante del pieno sole.
  • Il sedum sieboldii produce incantevoli infiorescenze di un bel rosa intenso raggruppate in ombrelle.
  • In autunno, le foglioline del sedum sieboldii si tingono di una caratteristica sfumatura porpora lungo i bordi.
  • Il sedum sieboldii è una pianta adatta anche ai principianti: a scarsa manutenzione resiste bene sia al freddo intenso che al caldo.
  • Il sedum sieboldii si può facilmente coltivare sia in vaso sia in piena terra, specialmente in contenitori sospesi o giardini rocciosi.
  • Il sedum sieboldii si può considerare una pianta rustica da esterno, amante del pieno sole.
  • Il sedum sieboldii produce incantevoli infiorescenze di un bel rosa intenso raggruppate in ombrelle.
  • In autunno, le foglioline del sedum sieboldii si tingono di una caratteristica sfumatura porpora lungo i bordi.
  • Il sedum sieboldii è una pianta adatta anche ai principianti: a scarsa manutenzione resiste bene sia al freddo intenso che al caldo.
  • Il sedum sieboldii si può facilmente coltivare sia in vaso sia in piena terra, specialmente in contenitori sospesi o giardini rocciosi.

Il sedum sieboldii, della variegata famiglia dei sedum, è una succulenta da esterno a portamento ricadente o strisciante, ideale per vasi appesi o giardini rocciosi.

Ha foglie carnose, tondeggianti e disposte a raggiera lungo i fusti. Il colore è verde-azzurro (glauco) con il bordo che diventa rosa/rosso in autunno o se ben esposta al sole.

Produce bellissimi fiori a stella di colore rosa intenso/fucsia, riuniti in infiorescenze a ombrello, tra settembre e ottobre.

La particolarità insolita è che è una pianta decidua, ovvero in inverno la parte aerea si secca e cade completamente, per poi rispuntare dalla base in primavera.

Per quanto riguarda le esigenze di coltivazione, questo sedum è molto facile da curare trattandosi di una pianta decisamente rustica. Ama il pieno sole e il terreno deve essere molto drenante (preferibilmente terriccio per cactacee o universale mescolato a sabbia/pomice) dato che teme i ristagni idrici più di ogni altra cosa.

Si bagna in estate solo quando la terra è completamente secca, mentre in inverno vanno sospese quasi del tutto le annaffiature (la pianta è in fase di riposo vegetativo).

Per il resto la manutenzione è minima: resiste bene al gelo (fino a -10°C), per cui può restare all’aperto tutto l’anno, e non richiede potatura se non una pulizia generale a fine inverno (febbraio/marzo), allo scopo di tagliare tutti i rami secchi raso terra per far spazio ai nuovi germogli.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

Il sedum sieboldii fiorisce generalmente tra fine settembre e ottobre.

La pianta produce piccoli fiori a stella di colore rosa intenso o magenta riuniti in infiorescenze (ombrelle).

In contemporanea alla fioritura, con i primi freddi autunnali, le sue foglie carnose (normalmente grigio-azzurre) iniziano a virare verso bellissime sfumature rosse o aranciate, creando un effetto decorativo spettacolare.

Tossicità

GattiCaniBambini

Il sedum sieboldii è considerato da lievemente tossico a irritante per gli animali domestici e i bambini.

L’ingestione (soprattutto se in quantità significative) può provocare lievi disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

Il sedum sieboldii è una delle piante più facili in assoluto da moltiplicare, dato che praticamente ogni sua parte ha la capacità di emettere radici.

I metodi principali sono i seguenti:

Talea di fusto 

È il metodo più veloce e sicuro, con una percentuale di successo vicina al 100%.

Si esegue dalla primavera alla fine dell’estate in questo modo:

  1. Tagliare un rametto sano lungo circa 5-10 cm
  2. Eliminare le foglie dalla parte bassa del rametto (gli ultimi 2-3 cm) lasciando nudo il gambo
  3. Lasciare asciugare il rametto all’aria per 24-48 ore per permettere al taglio di cicatrizzare ed evitare che marcisca una volta interrato
  4. Piantare il rametto in un vasetto con terriccio misto a sabbia o perlite (deve essere molto drenante)
  5. Bagnare poco: il terriccio deve essere appena umido, non zuppo. In un paio di settimane, la pianta avrà radicato

Divisione dei cespi

Questo metodo si effettua in autunno (dopo la fioritura) o a inizio primavera (marzo). Per prima cosa, estrarre l’intera pianta dal vaso poi, con le mani (o con un coltello pulito se le radici sono molto fitte), separare delicatamente il pane di terra in due o più porzioni, assicurandosi che ogni porzione abbia le sue radici e i suoi fusti.

Rinvasare subito le nuove porzioni in vasi separati.

Talea di foglia

Possibile, ma è un metodo molto più lento rispetto alla talea di fusto.

Si stacca una foglia sana e la si appoggia semplicemente sopra del terriccio umido (senza interrarla). Dopo qualche settimana, spunterà una minuscola piantina dalla base della foglia.

Semi

I semi del sedum sieboldii sono estremamente piccoli, spesso lunghi meno di un millimetro. 

Hanno tipicamente una forma oblunga o allungata e generalmente sono di colore marrone chiaro o marrone scuro (nero) una volta essiccati e pronti per la raccolta.

Si sviluppano all’interno di minuscoli baccelli (capsule o follicoli) che si formano dopo che i fiori rosa sono stati impollinati e sono appassiti in tardo autunno. I baccelli devono essere lasciati sulla pianta fino a quando non diventano completamente secchi e di colore marrone per raccogliere i semi maturi, anche se, proprio a causa della loro dimensione, la riproduzione per semina è considerata più complessa e lenta rispetto alla moltiplicazione per talea di fusto o per divisione dei cespi.

Informazioni e curiosità

In Italia, il sedum sieboldii è comunemente chiamata erba Teresina o erba di Santa Teresa.

Il nome deriva dal fatto che la sua fioritura avviene in autunno, specialmente a ottobre. Questo mese è proprio legato alla ricorrenza di due importanti sante di nome, appunto, Teresa (Santa Teresa d’Avila, il 15 ottobre, e Santa Teresa del Bambin Gesù, l’1 ottobre).

Coltivazione

VasoPiena Terra

Il sedum sieboldii è una pianta estremamente versatile e si adatta benissimo sia alla vita in vaso sia in piena terra. La cosa fondamentale da rispettare, in entrambi i casi, è il drenaggio del terreno.

La coltivazione in vaso è comunque la modalità più comune, specialmente per chi vive in zone dove l’inverno è molto rigido o piovoso. Avendo un portamento leggermente ricadente, questo sedum è splendido in vasi sospesi o posti in alto.

Collocazione

InternoEsterno

Il sedum sieboldii è considerata una succulenta da esterno, ideale per giardini rocciosi, bordure, aiuole e balconi. Essendo molto rustica, è resistente al freddo (anche sotto zero) e, una volta attecchita, è quasi autosufficiente e forma bellissimi tappeti o cuscini compatti. È una scelta eccellente anche per aree aride o poco curate.

Concimazione

Il sedum sieboldii non ha bisogno di grandi interventi di concimazione, anzi, se è piantato in giardino o in un giardino roccioso, in un terreno anche minimamente fertile, spesso non ne richiede affatto.

Se è coltivato in vaso, invece, i nutrienti nel terriccio si esauriscono più rapidamente, quindi è consigliata una concimazione leggera durante il periodo vegetativo (primavera ed estate), che va da marzo/aprile fino a fine agosto/inizio settembre.

In genere è sufficiente una volta ogni 3-4 settimane usando un concime liquido specifico per piante grasse o succulente, che è generalmente a basso contenuto di azoto (N) e ricco di fosforo (P) e potassio (K). 

Sospendere assolutamente la concimazione durante l’autunno inoltrato e l’inverno (da ottobre a febbraio), ovvero quando la pianta entra in dormienza e non è in grado di assorbire i nutrienti.

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

Il sedum sieboldii richiede molta luce solare diretta (6-8 ore al giorno) per mantenere i colori intensi del fogliame e fiorire in modo abbondante in autunno.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

Come tutte le succulente, il sedum sieboldii non ha bisogno di molta acqua, anzi, va annaffiato solo quando il terriccio è completamente secco, anche in profondità.

La frequenza varia a seconda della stagionalità e della coltivazione in vaso o in piena terra.

  • Primavera ed estate (periodo di crescita): la pianta è attiva e ha bisogno di acqua per crescere e prepararsi alla fioritura. In genere, bagnarla ogni 10-14 giorni è sufficiente; se fa molto caldo (luglio/agosto), potrebbe essere necessario annaffiare una volta a settimana, ma sempre previo controllo del terreno. Si bagna bene il terreno fino a quando l’acqua non esce dai fori di scolo del vaso, poi si svuota tassativamente il sottovaso.
  • Autunno e inverno (dormienza): da ottobre in poi, dopo la fioritura, la pianta rallenta la crescita. In inverno, quando perde le foglie e rimangono solo le gemme a terra, sospendere quasi completamente le annaffiature dato che l’umidità ambientale invernale è spesso sufficiente. Se la si tiene al riparo dalla pioggia o in un luogo un po’ più caldo dell’esterno, dare un goccio d’acqua una volta al mese, solo per non far seccare del tutto le radici.

In vaso, la pianta di sedum richiede più attenzioni perché la terra si asciuga prima, ma non va comunque mai inzuppato il terriccio. In piena terra, spesso si accontenta delle piogge: annaffiare, quindi, solo in estate se non piove per settimane e il terreno è arido.

I segnali della pianta

Spesso basta osservare le foglie per capire se è il caso o meno di dare acqua al sedum.

  • Foglie raggrinzite: la pianta ha sete. Annaffiando si riprenderà in poche ore
  • Foglie molli, gialle o trasparenti: è stata data troppa acqua e c’è un inizio di marciume. Smettere subito di bagnare e lasciare asciugare la terra il più possibile

Come ultimo consiglio, evitare di bagnare le foglie direttamente, soprattutto se la pianta è esposta al sole, per evitare scottature o funghi. Annaffiare direttamente la terra.

Potatura

Il sedum sieboldii non richiede una potatura nel senso classico del termine, ma necessita di una drastica operazione di pulizia stagionale.

Ecco come e quando intervenire:

1. Il taglio principale (fine inverno/inizio primavera)

Come detto, il sedum sieboldii è una pianta decidua. Dopo la fioritura autunnale, con l’arrivo del freddo, tutti i rami lunghi e le foglie si seccheranno completamente e la pianta sembrerà morta.

In realtà, è normalissimo: verso febbraio o inizio marzo, prima che spuntino i nuovi germogli, occorre tagliare via tutta la parte secca a livello del terreno (lasciando giusto 2-3 cm di gambo vecchio) per permette alle nuove gemme basali (le famose rosette che spunteranno dalla terra) di avere luce e spazio per crescere vigorose in primavera.

2. La cimatura (primavera inoltrata)

Sebbene non sia obbligatoria, permette di migliorare l’estetica della pianta.

Si esegue a maggio o inizio giugno, quando i nuovi steli sono lunghi circa 10-15 cm, tagliando la punta degli steli più lunghi. In questo modo, la pianta si ramificherà di più, diventando più folta, compatta e sferica, invece di avere pochi rami lunghi e ricadenti.

Se si cima troppo tardi in estate, si rischia di ritardare o ridurre la fioritura autunnale, quindi è un’operazione da fare solo a inizio stagione.

3. Pulizia ordinaria

Durante l’anno, limitarsi a rimuovere eventuali steli spezzati o foglie che mostrano segni di marciume o malattie, per evitare che il problema si diffonda al resto della pianta.

Rinvaso e trapianto

Il rinvaso del sedum sieboldii è un’operazione semplice, ma richiede un tocco molto delicato perché i rami tendono a spezzarsi con estrema facilità.

Il momento migliore in assoluto per effettuare l’operazione è l’inizio della primavera (marzo/aprile), quando la pianta sta uscendo dal riposo invernale. I nuovi germogli che spuntano dalla terra sono ancora corti e compatti, quindi è molto più facile maneggiarli senza spezzarli rispetto a quando la pianta ha rami lunghi e ricadenti in estate.

In genere, il sedum va rinvasato ogni 2-3 anni, o quando le radici escono dai fori di scolo oppure hanno occupato tutto lo spazio nel vaso. Quest’ultimo deve essere leggermente più grande del precedente (2-3 cm in più di diametro) e preferibilmente di terracotta, un materiale ideale perché fa traspirare le radici.

Procedura step by step

  1. Preparazione del fondo: mettere uno strato di argilla espansa sul fondo del nuovo vaso per garantire il deflusso dell’acqua
  2. Estrazione della pianta senza tirarla mai dai fusti
  3. Pulizia: se le radici sono molto aggrovigliate, districarle leggermente con le dita e rimuovere un po’ del vecchio terriccio esausto, ma senza esagerare. Togliere eventuali radici secche o morte
  4. Inserimento della pianta nel nuovo vaso. Il livello del terreno deve essere lo stesso di prima (non interrare il colletto della pianta troppo in profondità)
  5. Riempimento: aggiungere il nuovo terriccio (formato da 50% terriccio universale, o per piante grasse, e 50% materiale inerte come sabbia grossolana, pomice, perlite o lapillo per evitare ristagni) ai lati, riempiendo gli spazi vuoti. Battere delicatamente il vaso sul tavolo per far assestare la terra, invece di pressarla troppo con le dita (il rischio è di rompere i germogli)

Dopo il rinvaso non annaffiare subito, ma attendere circa 3-5 giorni in modo che le micro-ferite sulle radici si cicatrizzino.

Durante il rinvaso è quasi matematico che qualche rametto si spezzi: non va buttato, ma si può semplicemente infilare nel terreno del nuovo vaso accanto alla pianta madre o in un vasetto a parte. Radicherà in pochissimo tempo formando una nuova piantina.

Ubicazione stagionale

Il sedum sieboldii tollera un range molto ampio di temperatura che va dal gelo intenso al caldo torrido.

Resiste senza problemi fino a -5°C/-10°C, e, se il terreno è ben asciutto, può sopportare anche punte di -15°C.

Essendo una pianta decidua, la sua strategia è quella di perdere completamente la parte aerea (foglie e rami) quando si scende vicino agli 0°C. Sotto terra, le radici e le gemme rimangono vive e protette, pronte a ripartire in primavera.

In estate, sopporta tranquillamente temperature fino a 35-40°C. Se si vive in zone molto calde del Sud Italia e le temperature superano i 35°C per molti giorni, si consiglia di fornire alla pianta un po’ di ombra nelle ore centrali della giornata per evitare che le foglie si scottino o si disidratino troppo in fretta.

Il range in cui la pianta vegeta meglio, cresce velocemente e prepara i fiori è però quello mite, tra i 18°C e i 25°C

In sintesi, il sedum sieboldii si può lasciare fuori tutto l’anno praticamente ovunque in Italia

Malattia e cure

Il sedum sieboldii è una pianta incredibilmente resistente alle malattie ma può essere soggetta a marciumi e parassiti.

Marciume radicale e del colletto

È la causa più frequente di morte per questa pianta. Si tratta di una patologia fungina derivante da errori di coltivazione (troppa acqua o terreno che non drena bene).

Le foglie diventano gialle, molli e trasparenti (sembrano piene d’acqua), cadono al solo tocco. La base degli steli (il colletto) diventa nera o marrone scura e molliccia.

Cure

  1. Smettere immediatamente di annaffiare
  2. Se il problema è lieve, lasciare seccare completamente la terra
  3. Se è grave (steli neri), svasare la pianta, rimuovere tutta la terra bagnata, tagliare le radici marce (scure e molli) e lasciare asciugare la pianta all’aria per un paio di giorni prima di rinvasarla in terriccio nuovo e asciutto. Trattare con un fungicida specifico se necessario

Cocciniglia cotonosa

La cocciniglia è il parassita più comune sulle succulente. Si nota per i piccoli batuffoli bianchi (simili a cotone o muffa bianca) incastrati all’attaccatura delle foglie o sotto di esse. La pianta diventa appiccicosa e smette di crescere.

Cure

  • Rimozione meccanica: se sono poche, usare un cotton fioc imbevuto di alcool denaturato e toglierle una ad una (l’alcool scioglie la loro protezione cerosa)
  • Trattamento spray: per infestazioni estese, usare olio bianco minerale (ammesso in agricoltura biologica) o sapone molle di potassio sciolto in acqua. Spruzzare la sera, mai sotto il sole

Afidi

Attaccano raramente le foglie mature, che sono troppo dure, ma adorano i fiori e i germogli teneri.

Si tratta di piccoli insetti verdi o neri raggruppati sui boccioli dei fiori o sulle punte giovani in crescita. Spesso basta un getto d’acqua forte per lavarli via, ma, se persistono, si può usare del sapone di Marsiglia sciolto in acqua (un cucchiaio per litro) oppure un insetticida a base di piretro naturale.

Lumache e limacce

Se si coltiva il sedum in piena terra, lumache e limacce potrebbero cibarsi delle sue foglie carnose e ricche d’acqua.

Barriere fisiche (cenere, gusci d’uovo spezzettati, fondi di caffè) intorno alla pianta o lumachicidi (meglio se biologici a base di fosfato ferrico, sicuri per cani e gatti) proteggeranno il sedum.

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