- Fioritura
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Malattia e cure

- Per il suo portamento ricadente, il sedum burrito si adatta perfettamente ad essere coltivato in vasi appesi.
- Il sedum burrito si rivela particolarmente sensibile alle basse temperature: per questo si consiglia la coltivazione in vaso.
- Il sedum burrito produce infiorescenze rosa/rosse durante il periodo estivo sulla parte terminale dei rami.
- Il sedum burrito è una succulenta perenne che produce magnifici steli lunghi fino a 60 cm, con foglie carnose di colore blu-verde.
- Il sedum burrito ama la luce intensa ma indiretta.
Il sedum burrito, spesso chiamato affettuosamente coda d’asino, è una delle piante succulente più amate e scenografiche, perfetta per essere coltivata in vasi appesi per via del suo portamento ricadente. I suoi fusti, partendo dal centro del vaso, crescono allungandosi verso il basso come una cascata, potendo raggiungere anche i 30-50 cm (e oltre negli esemplari vecchi) di lunghezza.
Le foglie rappresentano la sua caratteristica distintiva: sono piccole, carnosissime, tondeggianti e crescono fittissime a spirale attorno al fusto. Hanno un meraviglioso colore verde-azzurro (glauco), spesso ricoperto da una leggera patina biancastra (pruina) che serve a proteggerle dal sole.
In primavera o estate, se le condizioni sono ideali, la pianta di sedum burrito produce piccoli fiori a forma di stella di colore rosa o rosso sulla punta dei rami pendenti.
C’è una cosa fondamentale da sapere subito: è delicatissima al tatto. Le sue foglie si staccano con una facilità estrema: basta sfiorarle o urtare il vaso perché cadano. Per questo motivo, è consigliabile posizionarla in un luogo dove non ci sia passaggio frequente e non spostarla spesso.
È anche vero, però, che ogni singola fogliolina caduta può generare una nuova pianta. Se cadono delle foglie, basta appoggiarle semplicemente sopra il terriccio dello stesso vaso: in poche settimane radicheranno da sole creando nuove piantine che renderanno il vaso ancora più folto.
Esigenze e cura
Il sedum burrito è facile da coltivare se si rispettano le regole base delle piante grasse.
Ama la luce intensa indiretta, per cui la posizione ideale è vicino a una finestra esposta a Sud o Ovest. Sopporta il sole diretto (che la rende più compatta), ma nelle giornate estive torride è meglio una luce leggermente filtrata per evitare scottature sulle foglie carnose. Se ha poca luce, i fusti si allungano troppo e le foglie si diradano.
Per quanto riguarda le annaffiature, questo sedum va bagnato solo quando il terreno è completamente secco, versando acqua in abbondanza fino a farla fuoriuscire dai fori di scolo sul fondo del vaso.
Dato che il ristagno è molto pericoloso, il terriccio deve essere molto drenante, come un mix specifico per cactacee e succulente, oppure terriccio universale mischiato con molta sabbia di fiume, pomice o lapillo.
Si tratta di una pianta che vive bene in casa, poiché ama il caldo (20-25°C). In inverno, può stare fuori solo se le temperature non scendono sotto i 5-7°C (teme il gelo).
Fioritura
Il sedum burrito fiorisce producendo piccoli fiori a forma di stella. Solitamente sono di un colore che varia dal rosa brillante al rosso.
I fiori appaiono tipicamente all’estremità dei fusti (gli steli pendenti) durante la primavera o l’estate, specialmente se la pianta riceve molta luce solare e le condizioni ambientali sono ottimali.
Si tenga presente che la fioritura non è sempre garantita, soprattutto se la pianta è coltivata al chiuso. Per incoraggiarla, assicurarsi che riceva molta luce brillante (anche qualche ora di sole diretto al mattino), soprattutto durante i mesi più freddi.
Riproduzione
Il sedum burrito è una pianta facilissima da riprodurre. Esistono due metodi principali a disposizione, entrambi molto efficaci.
Talea di foglia
Si tratta del metodo più semplice e divertente, perfetto se cadono accidentalmente delle foglioline.
- Staccare una foglia sana e “cicciotta”. Se non è già caduta, staccarla ruotandola delicatamente finché non viene via intera (deve essere intatta alla base)
- Lasciare asciugare le foglie su un foglio di carta per 2-3 giorni in un luogo asciutto e ombreggiato: servirà a far cicatrizzare la ferita ed evitare marciumi
- Preparare un vaso basso con terriccio per piante grasse. Non interrare la foglia: appoggiarla semplicemente sopra la terra
- Ogni tanto (quando la terra è secca), nebulizzare leggermente con acqua
- Dopo qualche settimana spunteranno delle radici rosa e una minuscola piantina nuova alla base della foglia. Quando la “vecchia” foglia si sarà seccata e staccata da sola, sarà pronta la nuova piantina
Talea di fusto
Da preferire se si vuole ottenere subito una pianta più grande o se si è spezzato un ramo lungo.
- Tagliare una porzione di ramo lunga circa 5-10 cm
- Rimuovere delicatamente le foglioline dalla parte inferiore del taglio (circa 2-3 cm di fusto nudo)
- Lasciare asciugare il rametto all’aria per 2-4 giorni affinché il taglio si chiuda
- Inserire il gambo nudo nel terriccio per succulente
- Non annaffiare subito, ma aspettare circa una settimana prima di dare un po’ d’acqua, per stimolare le radici a cercare umidità
In entrambi i casi, si consiglia di usare un mix molto drenante (terriccio per cactus mischiato a perlite o sabbia) e tenere le nuove piantine in una zona molto luminosa ma senza sole diretto (che potrebbe bruciare le giovani radici o disidratare le talee troppo in fretta).
Semi
Il sedum burrito, come la maggior parte delle piante del genere sedum, produce semi all’interno dei suoi frutti dopo la fioritura, anche se la riproduzione da seme è il metodo meno praticabile nella coltivazione domestica.
Dopo che il sedum burrito ha prodotto i suoi piccoli fiori rosa o rossi in primavera/estate, questi si trasformano in piccoli frutti secchi, ossia delle capsule o follicoli eretti e ovoidali. Proprio all’interno di queste capsule mature si trovano i semi, quasi microscopici e molto numerosi.
Sono generalmente di colore marrone chiaro o scuro, spesso con una forma allungata o a goccia, ma data la loro dimensione, sono difficili da osservare a occhio nudo senza una lente.
Informazioni e curiosità
Il nome comune del sedum burrito, coda d’asino, si riferisce al suo lungo fusto ricadente coperto di foglie carnose che ricorda, appunto, una coda. In spagnolo, infatti, burrito significa asinello, il diminutivo di burro.
Il nome scientifico fu dato alla pianta dal botanico Reid Venable Moran con un simpatico riferimento al suo “parente” più grande, il sedum morganianum (chiamato anch’esso coda d’asino o burro’s tail), ma con foglie più corte e tozze, che fanno sembrare l’intera pianta una versione più piccola e compatta.
Coltivazione
Il sedum burrito si può coltivare sia in vaso che in piena terra, ma la prima è fortemente raccomandata nella maggior parte delle regioni italiane dato che, pur essendo rustico, non tollera il gelo.
Solo se si vive in un clima mite e il terreno a disposizione è sabbioso e ben drenante, si può tentare la coltivazione in giardino, ma il rischio di perdere la pianta in un inverno anomalo è sempre presente.
Collocazione
La collocazione del sedum burrito all’esterno in piena terra è possibile solo in un clima mite o subtropicale (come alcune zone costiere del Sud Italia o isole), dove le temperature non scendono mai sotto lo zero e raramente sotto i 5°C. In tutti gli altri casi prediligere la coltivazione in appartamento, in modo da proteggere la pianta da freddo, piogge e, d’estate, sole cocente.
Concimazione
Il sedum burrito va concimato con moderazione, essendo una pianta abituata a terreni poveri.
Gli interventi vanno riservati alla sola stagione di crescita attiva, ovvero in primavera ed estate (da aprile a settembre), mentre occorre sospenderli assolutamente in autunno e inverno. In questo periodo, infatti, la pianta va in riposo vegetativo e il concime non verrebbe assorbito, accumulandosi nel terreno e bruciando le radici.
Una volta al mese (o anche ogni 6 settimane) è più che sufficiente. Se la pianta è stata rinvasata di recente con terriccio nuovo, aspettare almeno 2-3 mesi prima di iniziare a concimare, perché il terreno fresco ha già i nutrienti necessari.
Il concime più adeguato è povero di azoto e più ricco di fosforo e potassio: troppo azoto fa crescere la pianta velocemente ma la rende debole e fa allungare troppo gli steli, rovinando la sua bellissima forma compatta.
Esposizione e luce
L’esposizione ideale per il sedum burrito è la luce intensa e brillante, ma indiretta.
Per prosperare e mantenere le sue foglie carnose, compatte e ravvicinate, la pianta ha bisogno di tanta luce ma attenzione a non esagerare: il sole diretto del pomeriggio estivo è troppo forte e può causare scottature o stress alla pianta, facendo arrossare troppo le foglie fino a bruciarle.
Posizionamento ideale in casa
- Finestra esposta a Est: è la posizione perfetta. Riceverà il sole diretto del mattino per 2-3 ore, e poi luce brillante e indiretta per il resto della giornata
- Finestra esposta a Ovest: ottima, ma con una precauzione. Se il sole pomeridiano è molto intenso, potrebbe essere necessario schermare il sedum con una tenda leggera o posizionarlo a circa 1 metro dalla finestra per filtrare la luce
- Finestra esposta a Sud: offre la massima luce. In primavera/estate, occorre assolutamente filtrarla con una tenda sottile o posizionare la pianta leggermente a lato, lontano dal vetro
Se il sedum burrito riceve troppa poca luce, si verifica l’eziolamento, ossia gli steli si allungano a dismisura e diventano sottili, con le foglie molto distanziate tra loro.
Se si nota questo problema, spostare immediatamente la pianta in una posizione più luminosa.
Annaffiatura
Essendo una succulenta, il peggior nemico del sedum burrito è il marciume radicale, non la siccità.
Non bisogna dare poca acqua spesso, ma, invece, seguire questo ciclo:
- Bagnare abbondantemente: quando si annaffia, dare acqua finché non fuoriesce dai fori di drenaggio del vaso. Tutta la terra deve inumidirsi
- Lasciare asciugare completamente: prima di dare altra acqua, il terriccio deve essere completamente secco, non solo in superficie, ma fino in fondo
La frequenza cambia a seconda della stagionalità:
- Primavera/estate: circa ogni 10-14 giorni (ma controllare sempre il terreno prima)
- Inverno: molto raramente. Può bastare una volta al mese o anche meno
I segnali della pianta
Il sedum comunica attraverso le foglie il suo bisogno d’acqua.
- Foglie raggrinzite e opache: la pianta ha sete e le foglie si stanno svuotando delle riserve d’acqua. Annaffiando subito torneranno turgide in un paio di giorni
- Foglie gialle, molli o traslucide: troppa acqua. Smettere immediatamente di annaffiare. Se le foglie cadono appena si toccano, potrebbe essere necessario verificare che le radici non stiano marcendo
Dove versare l’acqua
- Non bagnare le foglie: l’acqua che rimane incastrata tra le foglie fitte può causare funghi o marciumi
- Usare un beccuccio lungo: infilare il beccuccio dell’annaffiatoio sotto i rami pendenti e bagnare direttamente la terra
- Metodo per immersione: poiché è difficile non bagnare le foglie e non staccarle per sbaglio, il metodo migliore è riempire una bacinella d’acqua e immergervi il vaso (solo la parte di plastica/terracotta) per 10-15 minuti. L’acqua risalirà dai fori sotto senza toccare la chioma. Poi lasciare scolare benissimo
Potatura
In generale, il sedum burrito non richiede una vera e propria potatura di formazione dato che la sua bellezza risiede proprio nel portamento ricadente e nella lunghezza dei suoi rami.
Tuttavia, si effettuano delle potature o tagli per motivi pratici e di salute.
Potatura di mantenimento e pulizia
L’obiettivo è rimuovere le parti non più sane e mantenere la pianta ordinata.
Per questo, se si notano foglie completamente secche o rami che si sono danneggiati o rotti, rimuoverli delicatamente. Inoltre, dopo la fioritura in primavera/estate, tagliare gli steli secchi dei fiori per pulire l’aspetto della pianta.
Potatura correttiva
In questo caso, lo scopo è correggere la crescita anomala dovuta alla mancanza di luce (eziolamento): se un ramo si è allungato e ha sviluppato foglie rade e distanziate, l’unica soluzione è tagliare la parte filata. Il taglio incoraggerà la pianta a creare nuove ramificazioni (più compatte, se ora ha più luce) da quel punto.
Le sezioni tagliate possono essere usate per la propagazione tramite talea di fusto.
Potatura per propagazione o riassetto
Serve a ottenere nuove piantine o accorciare i rami troppo lunghi e pesanti: questo non solo li rende più gestibili, ma riduce anche il rischio che il peso li spezzi alla base. I segmenti tagliati sono perfetti come talee.
Tutte le potature (ma soprattutto quella correttiva) vanno fatte durante la stagione di crescita attiva (primavera/inizio estate), quando la pianta ha le energie per riprendersi.
Dopo aver tagliato un ramo, lasciarlo all’aria per 2-4 giorni: il taglio deve cicatrizzarsi prima che sia possibile rinvasare o bagnare.
Rinvaso e trapianto
Dato che si tratta di una pianta incredibilmente delicata il sedum burrito va rinvasato, ma molto raramente e con estrema cautela.
In genere ogni 2 o 3 anni è sufficiente oppure quando si vedono le radici fuoriuscire dai fori di drenaggio o, ancora, se il vaso è talmente pieno di radici che l’acqua scivola via senza bagnare la terra.
La stagione ideale è la primavera o l’inizio dell’estate, quando la pianta è in fase di crescita attiva.
Come procedere step by step
- Lasciare asciugare il terriccio completamente prima di rinvasare: questo rende le radici meno fragili e il pane di terra più compatto
- Non tirare mai la pianta dagli steli. Se la pianta è in un vaso di plastica economico, spesso è meglio tagliare il contenitore con delle forbici piuttosto che forzare la pianta a uscire; se è in terracotta, cercare di capovolgerla delicatamente sostenendo la base col palmo della mano
- Il nuovo vaso deve essere solo leggermente più grande del precedente (2-3 cm in più di diametro). Se il vaso è troppo grande, la terra rimarrà umida troppo a lungo, rischiando di far marcire le radici
- Posizionare la pianta nel nuovo vaso e riempire gli spazi vuoti con il nuovo terriccio. Non pressare troppo la terra con le dita vicino agli steli, ma battere delicatamente il vaso sul tavolo per far assestare il terreno
Terriccio
Per evitare il rischio di ristagno idrico, usare un terriccio per cactacee e succulente arricchito con ulteriore materiale inerte come perlite, pomice o lapillo vulcanico per aumentare il drenaggio.
Dopo il rinvaso non annaffiare subito, ma aspettare circa una settimana per lasciare il tempo alle radici che si sono rotte durante il travaso di cicatrizzare; inoltre, tenere il sedum in una zona luminosa ma non sotto il sole diretto per i primi giorni.
Ubicazione stagionale
Il sedum burrito prospera con temperature comprese tra i 18°C e i 25°C. In questo intervallo la pianta è nel pieno della sua attività vegetativa: cresce, produce nuove foglioline e gli steli si allungano.
In inverno, questa varietà non si rivela rustica come altri sedum, per cui sarebbe meglio non scendere mai sotto i 10°C. Inoltre, non tollera assolutamente il gelo (0°C o meno).
In estate, sopporta bene il caldo anche sopra i 30°C, a patto che ci sia una buona ventilazione.
Consigli pratici in base alla stagione
- In inverno: chi vive al Nord Italia o in aree interne, da ottobre/novembre deve ricoverare il sedum in casa, in una zona fresca (come scale luminose o una stanza non riscaldata) dove ci siano circa 12-15°C. Se si vive al Sud o zone costiere, può rimanere fuori, in un angolo riparato dal vento e dalla pioggia, magari coperto con del tessuto non tessuto nelle notti più fredde
- In estate: può stare fuori tranquillamente, abituandolo gradualmente alla luce forte per evitare scottature
Malattia e cure
La maggior parte dei problemi del sedum burrito deriva dall’acqua (troppa o poca), ma ci sono anche alcuni parassiti da tenere d’occhio.
Foglie molli, gialle o traslucide
In caso di apporti d’acqua eccessivi, le foglie alla base del sedum diventano mollicce, quasi acquose, e si staccano con enorme facilità. Lo stelo potrebbe diventare nero vicino alla terra.
Le cure devono essere immediate:
- Smettere subito di annaffiare
- Se il vaso è zuppo, svasare la pianta e avvolgere il pane di terra in carta assorbente per asciugarlo
- Se lo stelo è nero o marcio, tagliare la parte sana dello stelo stesso (quella ancora verde e soda), lasciare asciugare il taglio all’aria per 3-4 giorni finché non si forma un callo, quindi ripiantarla in terriccio asciutto. Non bagnare per una settimana
Foglie raggrinzite o “sgonfie”
La causa è troppo poca acqua o un terriccio diventato così secco da essere impermeabile.
Per rimediare, annaffiare abbondantemente finché l’acqua non esce dai fori di scolo. Se il terriccio è “idrorepellente” (l’acqua scivola via subito senza bagnarlo), immergere il vaso in una bacinella d’acqua per 10-15 minuti, poi farlo scolare bene: le foglie torneranno turgide in 24-48 ore.
Eziolamento
A causa della luce insufficiente, lo stelo del sedum burrito diventa sottile e debole, e c’è molto spazio vuoto tra una foglia e l’altra. In generale, la pianta perde il suo aspetto compatto.
Per far riprendere il sedum, spostarlo in una posizione molto più luminosa (gradualmente, per non bruciarlo).
Purtroppo le parti già allungate non torneranno compatte. Si possono però potare gli steli lunghi: la base tagliata farà nuovi getti più compatti, e la parte tagliata può essere ripiantata come talea.
Cocciniglia cotonosa
Si tratta del parassita più frequente per questa pianta, che si nasconde spesso nelle ascelle delle foglie (dove la foglia si attacca al fusto).
Se l’infestazione è lieve, usare un cotton fioc imbevuto di alcool denaturato per rimuovere le cocciniglie una ad una; se è grave, ricorrere a un prodotto specifico a base di olio bianco o sapone molle potassico, da spruzzare la sera, ripetendo il trattamento dopo 10 giorni.










































