- Fioritura
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Malattia e cure

- Il sedum crea bellissime composizioni decorative in giardino, anche in abbinamento ad altre succulente.
- Il sedum è pianta da esterno: resiste alle basse temperature ed è facile da curare.
- Il sedum, grazie al suo portamento strisciante e tappezzante, si presta a coprire zone incolte del giardino.
- Il sedum crea un bellissimo tappeto verde non calpestabile.
- Il sedum cresce di solito anche in luoghi assolati e tra le rocce.
Il sedum è una piccola succulenta sempreverde appartenente alla famiglia delle Crassulaceae.
Originaria del nostro emisfero, si dimostra molto resistente e adatta a colonizzare persino un muro a secco lungo le strade, uno sperone roccioso, una banchina stradale fatta di ghiaia o i tetti delle case.
Data questa sua capacità incredibile di adattamento, l’utilizzo più interessante dei sedum in giardino è la copertura di terreni difficili dove la pianta può formare colonie così dense da permettere la crescita solo di qualche stelo di graminacea o di convolvolo.
Si presta bene anche a ricoprire terreni declivi, molto assolati, tendenzialmente aridi, non irrigati, poveri e superficiali; richiedono solo un’unica accortezza: non trattandosi di specie calpestabili, occorre inframmezzare l’area di coltivazione con lastre di pietra così da potervi accedere senza recare danni alle piante.
Piante ideali per il giardino roccioso, grazie alla loro natura sempreverde, possono aiutare a ravvivarlo durante i mesi invernali, s’inseriscono con facilità fra le crepe di un muro a secco senza provocare danni strutturali, o riempiono in tempi brevi gli spazi nelle barriere modulari in cemento, debordando e ricadendo verso il basso così da creare un parziale effetto di copertura (come sedum pachyclados).
Le varie specie (ben un centinaio di varietà, tra cui il bellissimo sedum burrito) hanno portamento cespuglioso e caratteristiche comuni, come:
- radici poco sviluppate
- fusti eretti o pendenti
- foglie abbondanti, carnose e di un bel verde brillante. La forma delle foglie varia in base alla varietà botanica: possono essere rotonde od ovali, alternate e verticali, glabre o coperte da una peluria leggera
- fiori di piccole dimensioni, possono essere solitari oppure riuniti in infiorescenze a grappolo, pannocchia, corimbo. Hanno forma a stella o a campanula. I colori variano dal bianco-crema al giallo intenso, dal rosa al rosso-porpora, fino al violetto
Le cure da riservare al sedum sono davvero minime: la pianta si riproduce per talea fogliare o di ramo, cresce all’esterno senza problemi (poiché resistente al freddo, anche se prospera al meglio con temperature comprese tra i 18° e i 22°C), sia in vaso sia in piena terra; si accontenta di una concimazione annuale, a primavera inoltrata, effettuata con un fertilizzante specifico per succulente ricco in potassio. Le annaffiature, ogni due settimane (da interrompere in caso di pioggia), vanno eseguite con parsimonia mentre l’esposizione deve essere soleggiata (al massimo in mezz’ombra per alcune varietà). Il terreno ideale per la crescita e il trapianto deve essere prima di tutto ben drenante; il rinvaso si esegue invece ad anni alterni. Il sedum non necessita di grandi interventi di potatura e non è neanche particolarmente soggetto a malattie: se ben curato si dimostra una pianta decisamente rustica e resistente.
Fioritura
Il periodo di fioritura del sedum è estremamente variabile a seconda della specie, ma di solito comincia a fine maggio e si protrae fino all’autunno. Sedum telephium, invece, inizia ad aprire i primi fiori a fine agosto-settembre per raggiungere il massimo splendore in ottobre.
Riproduzione
Le piante del genere sedum sono tra le più semplici da riprodurre grazie alla loro incredibile capacità di radicazione.
Talea di fusto
È la tecnica con la percentuale di successo più alta, ideale per le varietà erette (come il sedum spectabile) o ricadenti (come il sedum burrito).
Si esegue da primavera a fine estate in questo modo:
- Tagliare uno stelo sano lungo circa 5-10 cm
- Rimuovere le foglie dalla parte inferiore (lasciando circa 2-3 cm di fusto nudo)
- Lasciare asciugare la talea all’aria per 2-3 giorni in un luogo ombreggiato, così che si formi una cicatrice sulla ferita, evitando che la pianta marcisca una volta interrata
- Inserire il fusto in un vasetto con terriccio per succulente (o un mix di terra e sabbia)
- Annaffiare solo quando il terreno è completamente asciutto: le radici spunteranno in circa 2 settimane
Talea di foglia
Ottimo per i sedum con foglie molto carnose: da ogni singola foglia può nascere una nuova piantina.
- Staccare con delicatezza una foglia integra, assicurandosi di prelevare anche la base che la unisce al fusto (basta ruotarla leggermente finché non si stacca)
- Lasciarla asciugare per 24-48 ore
- Appoggiarla semplicemente sulla superficie del terriccio senza interrarla profondamente
- Dopo qualche settimana, spunteranno delle minuscole radici rosa e una piccola rosetta alla base della foglia madre
Divisione dei cespi
Indicato per le varietà perenni che crescono in grossi cespugli.
Si esegue all’inizio della primavera o in autunno in questo modo:
- Estrarre la pianta dal vaso
- Separare delicatamente il pane radicale in due o più parti usando le mani o un coltello pulito. Assicurarsi che ogni sezione abbia una buona porzione di radici e almeno un germoglio
- Ripiantare immediatamente le nuove porzioni
Propagazione per propaggine
Molte varietà tappezzanti (come il sedum acre) lo fanno da sole: i fusti che toccano il suolo emettono radici spontaneamente.
Volendo, è possibile aiutare la pianta nella propagazione appoggiando un rametto sul terreno e fissandolo con un piccolo peso o un ferretto piegato a U. Una volta radicato, tagliarlo dalla pianta madre.
Consigli per il successo
- Usare sempre un substrato molto drenante per evitare l’insorgenza di marciume radicale
- Durante la fase di radicazione, tenere le talee in un luogo luminoso ma non al sole diretto, che potrebbe lessare i tessuti prima che abbiano le radici per bere
- Non esagerare con l’acqua. È meglio nebulizzare leggermente la superficie del terreno piuttosto che inzupparlo
Semi
I semi delle piante del genere sedum sono minuscoli, quasi come granelli di polvere o sabbia finissima. Hanno una forma generalmente ovoidale o cilindrica, leggermente allungata, e sono molto leggeri e volatili.
Il colore varia dal marrone chiaro al bruno scuro, talvolta con sfumature rossastre o gialle a seconda della specie.
I semi non sono visibili finché il fiore non appassisce completamente. Dopo la fioritura, i petali cadono e rimangono dei piccoli “gusci” secchi chiamati follicoli (spesso disposti a forma di stella, seguendo la forma del fiore originale).
Quando questi follicoli diventano marroni e “croccanti”, si aprono spontaneamente rilasciando i minuscoli semi all’interno.
Informazioni e curiosità
Fra i sedum di piccola taglia è possibile scegliere la varietà in base a forma, colore del fiore e della vegetazione per realizzare accostamenti mirati o gruppi monospecifici. Ad accomunarli è la fioritura estiva, così copiosa da ricoprire le piante con una nuvola di colore piuttosto duratura.
Un discorso a parte merita, invece, sedum telephium (ad esempio la varietà Thunderhead, Josè Aubergine e Vera Jameson), così diverso dagli altri sedum da sembrare una specie a parte.
Originario dell’Europa, cresce spontaneamente anche nel nostro Paese dove è conosciuto con il nome di erba della Madonna o borracina maggiore. Ha foglie di colore verde chiaro, ovate, opposte o riunite in verticilli di tre e raggiunge i 50 cm d’altezza. Si presta a essere utilizzato per coprire terreni ghiaiosi e scarpate e regala bellissime fioriture rosso-rosate; i fiorellini, piccoli e di colore rosa intenso, si aprono da settembre e sono raccolti in corimbi leggermente bombati che ricoprono la vegetazione.
Coltivazione
I sedum si coltivano facilmente in piena terra ma possono riuscire bene anche in vaso, a patto di eliminare il sottovaso perché, nelle stagioni piovose, è sempre causa di ristagno, il principale nemico dei sedum e di tutte le piante succulente.
Fondamentale è anche preparare con cura la terra all’interno del contenitore predisponendo un’accurata stratificazione dei materiali. I vasi più indicati sarebbero quelli larghi e poco profondi.
Nei climi molto freddi, però, i vasi offrono alle piante di sedum una protezione minore rispetto alla piena terra esponendo più facilmente gli apparati radicali al gelo (per questa ragione si consiglia di ricoverarli all’interno).
Collocazione
Il sedum è una pianta estremamente versatile che può essere considerata sia da esterno che da interno, a patto di scegliere la varietà giusta e garantirle molta luce.
In generale, però, la sua “natura” è quella di una pianta da esterno, poiché ama l’aria aperta e l’escursione termica.
Sedum da esterno
La maggior parte dei sedum sono piante rustiche, ovvero resistono molto bene al gelo (anche sotto lo zero) e al sole intenso. Sono perfette per giardini rocciosi, aiuole o balconi.
Le varietà più comuni sono: sedum palmeri, sedum spectabile, sedum acre, sedum ‘Autumn Joy’.
Sedum da interno
Alcune specie provenienti da climi tropicali o sub-tropicali non tollerano il freddo intenso e sono diventate famose come piante d’appartamento. Le più famose sono il sedum morganianum e burrito.
In casa devono stare in un punto molto luminoso (davanzale di una finestra a Sud). Se la luce è scarsa, la pianta si indebolisce e perde le foglie.
Concimazione
Le piante di sedum sono note per essere poco esigenti in fatto di nutrienti. In natura crescono spesso in terreni poveri, rocciosi e aridi, quindi la regola d’oro per la concimazione è: meno è meglio.
Un eccesso di nutrienti, specialmente di azoto, può rendere la pianta, per così dire, molle, con fusti lunghi e deboli che tendono a piegarsi, e ridurne la fioritura.
Il periodo ideale per eseguire la concimazione è durante la fase di crescita attiva, ovvero dalla primavera all’inizio dell’estate.
In vaso, una volta al mese è sufficiente. In piena terra, può bastare anche una sola somministrazione all’anno (in primavera). Durante il riposo vegetativo (autunno e inverno), invece, sospendere completamente le concimazioni: in questo periodo la pianta rallenta le sue funzioni e non assorbirebbe i sali, che finirebbero per accumularsi nel terreno danneggiando le radici.
Per concimare, scegliere un prodotto specifico per piante grasse e succulente. Questi concimi hanno solitamente una formulazione equilibrata ma con un tenore di azoto (N) più basso rispetto a fosforo (P) e potassio (K) come 3-6-12 o 5-10-15. Il potassio è fondamentale per irrobustire i tessuti e favorire le fioriture vivaci tipiche del sedum spectabile o del sedum palmeri.
Assicurarsi anche che il fertilizzante contenga boro, ferro e zinco, utili per prevenire ingiallimenti fogliari.
Come concimare
Per evitare di bruciare le radici o sovraccaricare la pianta di nutrienti, seguire queste regole:
- Usare sempre la metà della dose indicata sulla confezione del produttore
- Non concimare mai se il terreno è completamente secco, ma annaffiare leggermente la pianta il giorno prima, in modo che le radici siano idratate e pronte ad assorbire il nutrimento senza subire shock
- Il concime liquido è ideale per le piante in vaso e si diluisce nell’acqua delle annaffiature. Quello granulare a lenta cessione si rivela più comodo per il giardino; si sparge alla base a inizio primavera e rilascia nutrienti per 3-4 mesi
Segnali di allarme
Per capire se si sta esagerando con la concimazione, basta osservare lo stato della pianta:
- Fusti filati: il sedum si allunga in modo sproporzionato e perde la sua forma compatta
- Poche foglie e niente fiori: un eccesso di azoto spinge la produzione di foglie verdi a scapito dei fiori
- Macchie scure: possono indicare un accumulo di sali minerali nel terreno
Se il sedum è stato rinvasato di recente (negli ultimi 2-3 mesi) con del terriccio nuovo per succulente, non serve concimare. Il terriccio fresco contiene già nutrienti a sufficienza per tutta la stagione.
Esposizione e luce
L’esposizione ideale per la quasi totalità delle piante del genere sedum è il pieno sole. Essendo piante succulente abituate a climi aridi e terreni poveri, la luce intensa è l’elemento che permette loro di dare il meglio in termini di estetica e salute.
La maggior parte dei sedum (come il s. palmeri, s. spectabile o il s. acre) necessita di almeno 6-8 ore di sole diretto al giorno:
- Molte varietà cambiano colore in base all’esposizione. Sotto il sole intenso, le foglie possono assumere sfumature rossastre, arancioni o bronzo (come nel s. rubrotinctum). All’ombra, rimarrebbero semplicemente verdi
- Il sole mantiene la pianta bassa e densa. Senza luce a sufficienza, il sedum tende alla filatura, ossia gli steli si allungano eccessivamente diventando deboli e le foglie crescono distanziate tra loro
- Una posizione ben assolata garantisce fioriture abbondanti e colori dei fiori più saturi
Non tutti i sedum sono però uguali. Esistono varietà che tollerano o preferiscono condizioni diverse: ad esempio, molte specie tappezzanti accettano la mezz’ombra, purché ricevano luce diretta al mattino. La fioritura sarà meno generosa, ma la pianta sopravviverà bene.
Specie come il sedum ternatum (nativo dei boschi) preferiscono posizioni ombreggiate e terreni leggermente più umidi rispetto ai cugini amanti del sole.
Inoltre, nelle zone dove l’estate è estremamente calda (oltre i 35-40°C), un’ombra leggera durante le ore centrali del pomeriggio può prevenire scottature sulle foglie, che si manifestano come macchie brune o biancastre secche.
Coltivazione in casa
Se il sedum cresce in appartamento, deve stare vicinissimo a una finestra, preferibilmente esposta a Sud o Sud-Ovest. Il vaso andrebbe poi ruotato di 90° ogni settimana per evitare che la pianta cresca storta verso la luce.
Se possibile, spostare la pianta sul balcone durante la bella stagione, ma gradualmente: se la si sposta improvvisamente dal buio al sole pieno, si rischiano bruciature.
Spesso basta solo osservare la pianta di sedum per capire se l’esposizione è corretta o meno:
- Steli lunghi, sottili e foglie pallide sono sintomo di poca luce. Spostare gradualmente la pianta al sole
- Macchie crostose marroni o bianche vengono causate da troppo sole improvviso o eccessivo. Schermare il sedum nelle ore centrali
- Caduta continua delle foglie alla base: poca luce combinata con troppa acqua. Per rimediare, aumentare la luce e ridurre le annaffiature
Annaffiatura
Essendo piante abituate a climi aridi e terreni rocciosi, i sedum tollerano meglio la siccità rispetto all’eccesso d’acqua.
- Per prima cosa, inserire un dito nel terriccio per circa 3-4 cm: se è completamente asciutto e polveroso, è ora di annaffiare
- Quando si annaffia, farlo generosamente finché l’acqua non esce dai fori di drenaggio del vaso
- Non lasciare mai acqua stagnante nel sottovaso
Le esigenze idriche dei sedum cambiano drasticamente in base al periodo dell’anno:
- Primavera/estate: ogni 7-14 giorni. Durante la crescita attiva hanno bisogno di più acqua, specialmente se si trovano in pieno sole
- Autunno: ogni 3-4 settimane, riducendo gradualmente la frequenza man mano che le temperature scendono
- Inverno: una volta al mese (o nulla). Se la pianta è all’esterno e il clima è umido/freddo, sospendere quasi del tutto le irrigazioni
L’aspetto delle foglie carnose è un indicatore molto importante da osservare:
- Foglie raggrinzite o sgonfie: la pianta ha esaurito le sue riserve idriche. Dopo una buona annaffiatura, torneranno turgide in poche ore
- Foglie gialle, molli o trasparenti: segnale di troppa acqua. Se le foglie cadono al minimo tocco, il terreno è rimasto bagnato troppo a lungo
- Macchie nere alla base: segno critico di marciume. In questo caso, smettere subito di annaffiare e valutare un rinvaso in terra asciutta
In estate, annaffiare la sera o la mattina presto, evitando di bagnare le foglie sotto il sole cocente per prevenire scottature o funghi.
Se il sedum si trova in giardino, spesso bastano le piogge stagionali. Intervenire solo in estate in presenza di segni evidenti di sofferenza.
Potatura
Le piante di sedum possono essere potate per mantenerle in salute, compatte e rigogliose. È possibile dividere le strategie in base alle due grandi categorie di questa pianta:
Sedum a portamento eretto (come sedum spectabile)
Questi sedum si comportano come piante perenni erbacee: crescono in primavera, fioriscono a fine estate e poi entrano in riposo in inverno.
All’inizio della primavera, quando spuntano i nuovi germogli verdi alla base, tagliare tutti i vecchi steli secchi dell’anno precedente a circa 2-5 cm dal suolo. Questo lascia spazio alla nuova crescita.
Inoltre, in maggio/giugno, se la pianta tende a diventare troppo alta e aprirsi al centro sotto il peso dei fiori, è possibile accorciare gli steli di circa un terzo o la metà all’inizio dell’estate. Questo ritarderà leggermente la fioritura, permetterà di ottenere una pianta molto più densa, robusta e con più fiori (anche se leggermente più piccoli).
Molti preferiscono lasciare i fiori secchi per tutto l’inverno perché sono decorativi sotto la neve e offrono semi per gli uccelli. In questo caso, potare tutto solo a fine febbraio.
Sedum striscianti o ricadenti (come sedum acre, sedum morganianum)
Hanno natura tappezzante o ricadente e spesso rimangono verdi tutto l’anno.
Non hanno bisogno di una potatura drastica, per cui occorre intervenire solo se la pianta sta crescendo fuori misura nel vaso o si sta espandendo troppo in giardino.
Se dopo qualche anno la base diventa legnosa o spoglia, tagliare le punte più lunghe: questo stimolerà il sedum a produrre nuovi getti laterali più vicini alla base, rendendola più folto.
Si ricorda, infine, di rimuovere semplicemente i fiori appassiti o gli steli che appaiono danneggiati o secchi in qualsiasi momento dell’anno.
Rinvaso e trapianto
Il trapianto o il rinvaso del sedum è un’operazione piuttosto semplice, ma poiché si tratta di piante succulente, ci sono alcuni passaggi critici da tenere presenti per evitare che le radici marciscano o che la pianta subisca uno shock eccessivo.
Il periodo migliore per rinvasare il sedum è la primavera (marzo-aprile). In questa fase la pianta esce dal riposo invernale e inizia il suo ciclo vegetativo, il che le permette di sviluppare rapidamente nuove radici e colonizzare il nuovo spazio.
In genere, un rinvaso ogni 2 anni è sufficiente. Soprattutto se le radici cominciano a fuoriuscire dai fori di drenaggio è il momento di agire.
Il sedum odia i ristagni, per cui non usare mai solo terriccio universale, che trattiene troppa umidità. La miscela ideale è composta da:
- 50% terriccio per piante grasse (o universale di alta qualità)
- 50% materiale drenante, come sabbia grossolana, perlite, pomice o lapillo vulcanico
Se si coltiva il sedum in vaso, mettere sempre uno strato di 2 cm di argilla espansa o ghiaia sul fondo per assicurare che l’acqua scivoli via velocemente.
Rinvaso step by step
- Estrarre con molta delicatezza la pianta dal vaso (alcune varietà perdono le foglie molto facilmente)
- Rimuovere delicatamente il vecchio terriccio dalle radici. Se alcune appaiono annerite o molli, tagliarle con forbici disinfettate
- Mettere un po’ di mix nuovo sul fondo del nuovo vaso (che dovrebbe essere solo 2-3 cm più grande del precedente), appoggiare la pianta e riempire i bordi
- Non compattare troppo: la terra deve essere ferma ma aerata
Trapianto in piena terra
- Scavare una buca larga il doppio della zolla
- Se il terreno è molto argilloso, aggiungere una manciata di ghiaia sul fondo della buca
- Piantare il sedum in modo che la base (il colletto) sia leggermente sopra il livello del suolo. Questo evita che l’acqua piovana ristagni intorno al fusto principale
Subito dopo il trapianto, non annaffiare subito, ma attendere almeno 5-7 giorni. Durante il trapianto, infatti, si creano sempre delle micro-rotture nelle radici facilmente attaccabili da funghi.
Ubicazione stagionale
Solo in caso di ondate di gelo intenso e prolungato, occorrerà riparare le piante di sedum con tessuto non tessuto, o un micro tunnel improvvisato (va benissimo una cassetta di plastica capovolta ricoperta con un telo di plastica) oppure un cerchio di rete riempito di foglie e protetto da un coperchio impermeabile. Se coltivato in vaso, basterà spostarlo al riparo.
In ogni caso la temperatura migliore per coltivare il sedum è compresa tra i 18° e i 22°C.
Malattia e cure
Il sedum non è particolarmente soggetto a malattie e i problemi di coltivazione sono di solito collegati a una cattiva gestione delle annaffiature o alle inadeguate temperature.
Se i fusti della pianta marciscono è colpa del ristagno: togliere la pianta con tutto il pane di terra dal vaso e lasciare asciugare completamente il terreno all’aria; eventualmente eliminare le radici marce così come i fusti morti (effettuare il taglio almeno 1 cm sopra la zona colpita); cospargere la superficie di taglio con una polvere fungicida ad ampio spettro e infine rinvasare; attendere almeno due settimane prima di ricominciare le annaffiature.
Se invece la pianta avvizzisce e perde le foglie va spostata in un luogo più caldo della casa o del giardino, o protetta dai venti freddi; se il sedum perde colore e i tessuti raggrinziscono significa che le annaffiature, specie d’estate, non sono sufficienti.
Infine, il sedum può subire l’attacco della cocciniglia cotonosa, che si manifesta con macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie. Per eliminare gli insetti usare un batuffolo di cotone imbevuto di alcol, oppure lavare delicatamente la pianta con acqua e sapone e poi risciacquarla. Solo in caso di grave infestazione si può ricorrere ad antiparassitari specifici.





































