- Fioritura
- Commestibilità
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Raccolta
- Malattia e cure

- Il ribes rosso è un arbusto molto vigoroso che può raggiungere un’altezza di 1-2 metri.
- I fiori della pianta di ribes rosso sono poco appariscenti, per via del colore giallo-verde che si confonde spesso con il fogliame.
- Le bacche del ribes rosso sono molto piccole e si sviluppano in grappoli, o meglio, racemi penduli.
- Il ribes rosso è una pianta dalla fioritura primaverile.
- Il ribes rosso fruttifica in estate, da giugno ad agosto/settembre a seconda delle varietà.
uva spina) è un arbusto da frutto appartenente alla famiglia delle Grossulariacee, ampiamente apprezzato per i suoi frutti aciduli e ricchi di vitamine.
Si tratta di un arbusto caducifoglio che generalmente raggiunge un’altezza compresa tra 1 e 2 metri. Ha un portamento eretto o leggermente allargato, con rami sottili e ramificati che partono dalla base. Le piante tendono a formare cespugli densi con il tempo.
Le foglie sono alterne, lobate e palmate, con 3 o 5 lobi dentellati. Il colore varia dal verde chiaro al verde scuro, a seconda della specie e della varietà. Il ribes nero, in particolare, ha foglie con un profumo caratteristico se sfregate.
I fiori sono piccoli e poco appariscenti, riuniti in racemi penduli o grappoli. Sbocciano in primavera, solitamente tra aprile e maggio, prima o contemporaneamente allo sviluppo delle foglie. Il colore dei fiori può variare dal verdognolo al giallastro, a volte con sfumature rossastre. Sono ermafroditi e l’impollinazione è solitamente entomofila (ad opera di insetti) o anemofila (ad opera del vento). Molte varietà sono autofertili, ma la presenza di più piante può favorire una maggiore produzione.
I frutti sono bacche globose e succose, riunite in grappoli più o meno compatti. Il colore, come suggeriscono i nomi comuni, può essere rosso brillante, nero o giallo-verde (uva spina). All’interno contengono numerosi piccoli semi. La maturazione avviene solitamente tra giugno e agosto, a seconda della specie e della varietà. I frutti sono noti per il loro sapore acidulo e aromatico, ricco di vitamina C, antiossidanti e fibre.
Infine, il sistema radicale del ribes è piuttosto superficiale, il che lo rende sensibile alla siccità, ma anche relativamente facile da trapiantare. Le radici si estendono prevalentemente nello strato superficiale del terreno.
Per quanto riguarda le esigenze colturali, il ribes è una pianta relativamente rustica e di facile coltivazione: predilige climi temperati e freschi e resiste bene al freddo invernale, ma le gelate tardive possono danneggiare i fiori; richiede posizioni luminose, ma gradisce anche la mezz’ombra, soprattutto nelle regioni più calde, per proteggere i frutti dalle scottature solari. Il terreno ideale è fresco, profondo, ben drenato e ricco di sostanza organica, con un pH leggermente acido o neutro.
Fioritura
Il ribes fiorisce generalmente a marzo-aprile, con piccoli fiori di colore giallo-verde.
La fruttificazione avviene, invece, tra giugno e agosto, a seconda della varietà e del clima. Le bacche crescono in grappoli.
Commestibilità
Riproduzione
Riprodurre una pianta di ribes è un processo relativamente semplice e gratificante, che si fonda su due metodi principali, la talea e la propaggine. La riproduzione da seme è possibile ma meno comune per i coltivatori amatoriali, in quanto più lenta e con risultati meno prevedibili; in più, i semi di ribes richiedono spesso una stratificazione a freddo per rompere la dormienza e germinare.
Riproduzione per talea
La talea consiste nel prelevare un pezzo di ramo dalla pianta madre e farlo radicare per creare una nuova pianta. Il periodo migliore è il riposo vegetativo, quindi dall’autunno inoltrato (novembre) fino all’inverno inoltrato (febbraio-marzo), prima che riparta la nuova vegetazione.
Ecco come fare:
Prelevare le talee
- Scegliere rami di ribes sani e vigorosi dell’anno precedente (legno dell’anno) o di due anni
- Tagliare porzioni di ramo lunghe circa 15-25 cm. Ogni talea dovrebbe avere almeno 2-3 gemme
- Fare un taglio netto e obliquo sotto una gemma alla base della talea e un taglio orizzontale sopra una gemma in cima
- Rimuovere le foglie eventualmente presenti nella parte inferiore della talea (quella che andrà interrata)
Preparare le talee per la radicazione
- Se si usa l’ormone radicante, immergere la parte inferiore della talea (per circa 2-3 cm) nella polvere o gel radicante
- Per il ribes nero, si consiglia di prelevare talee un po’ più lunghe (anche 40 cm)
Mettere a dimora le talee
- In vaso: preparare dei vasi con terriccio leggero, quindi inserire le talee per circa metà o due terzi della loro lunghezza nel terriccio, assicurandosi che almeno una gemma rimanga sotto terra e almeno una sopra. È possibile inserire più talee di ribes in un vaso grande, distanziandole
- In piena terra: se il clima lo permette e il terreno è ben preparato, si possono piantare le talee direttamente in un’aiuola protetta. Interrarle per circa metà della loro lunghezza, distanziandole di 10-15 cm
Cure dopo l’impianto
- Irrigazione: annaffiare abbondantemente dopo l’impianto per far assestare il terreno intorno alle talee. Mantenere il terreno costantemente umido ma mai inzuppato
- Posizione: porre i vasi o scegliere un’aiuola in una posizione riparata, luminosa ma non sotto il sole diretto intenso
- Protezione invernale (se necessario): in zone con inverni rigidi, se le talee sono in piena terra, coprirle con un telo di tessuto non tessuto o paglia per proteggerle. Se sono in vaso, ricoverarle in un luogo più riparato
Le talee impiegheranno alcuni mesi per radicare, emettendo in primavera nuove foglie.
Una volta ben radicate e sviluppate (solitamente nell’autunno successivo o nella primavera dell’anno dopo), le nuove piantine saranno pronte per essere trapiantate nella loro posizione definitiva in giardino o in un vaso più grande.
Riproduzione per propaggine
La propaggine sfrutta la capacità della pianta di radicare un ramo che rimane attaccato alla pianta madre. È un metodo con un’altissima percentuale di successo e si effettua rispettando alcuni passaggi:
- Scegliere il ramo: in primavera, scegliere un ramo lungo, sano e vigoroso della pianta madre, preferibilmente uno che cresca vicino al terreno
- Preparare il ramo: piegare delicatamente il ramo di ribes fino a toccare il terreno. Nella parte del ramo che andrà a contatto con il suolo, praticare una piccola incisione sulla corteccia o raschiare leggermente (opzionale, ma stimola la radicazione)
- Interrare il ramo: scavare una piccola fossa (circa 10-15 cm di profondità) nel punto in cui il ramo tocca il terreno. Interrare la porzione centrale del ramo, lasciando la punta apicale (gli ultimi 15-20 cm) fuori dal terreno, rivolta verso l’alto
- Fissare e coprire: fissare il ramo interrato con un gancio metallico o un sasso per mantenerlo a contatto con il terreno. Ricoprire con terriccio fertile e ben drenante
- Cura: mantenere il terreno umido intorno alla propaggine
- Separazione: entro l’autunno o la primavera successiva, la parte interrata del ramo avrà sviluppato radici proprie. A quel punto, si potrà tagliare il ramo che collega la nuova pianta alla pianta madre e ottenere così una nuova piantina di ribes autonoma pronta per essere spostata
Semi
I semi di ribes sono minuscoli, quasi impercettibili, hanno una forma irregolare, spesso un po’ allungata o a goccia, ma data la loro dimensione è difficile distinguerne la forma esatta a occhio nudo.
Generalmente sono di un colore marrone chiaro o giallastro e sono contenuti all’interno della polpa succosa di ogni singola bacca di ribes (di solito da 3 a 10 a seconda della varietà e della maturazione).
Informazioni e curiosità
Esistono tre tipi principali di ribes, ognuno con caratteristiche e usi leggermente diversi:
- Ribes rosso (Ribes rubrum): il più comune in Italia, produce bacche rosse, aspre ma dolci quando mature. Ottimo per marmellate, succhi e consumo fresco.
- Ribes nero (Ribes nigrum): si distingue per le bacche più grandi, scure, dal sapore più intenso e aromatico, con un retrogusto leggermente amarognolo. Ricchissimo di vitamina C e antiossidanti, è ideale per sciroppi, liquori e marmellate.
- Ribes bianco (Ribes sativum o rubrum ‘White Pearl’): sono bacche di colore bianco-giallastro, dal sapore più delicato e dolce rispetto al rosso. Ottimo per il consumo fresco.
Coltivazione
Il ribes rosso può essere coltivato con successo anche in vaso, oltre che in piena terra, purché si utilizzino contenitori capienti (minimo 30-40 cm di diametro) e si presti particolare attenzione a:
- Irrigazione: più frequente e abbondante rispetto alla piena terra
- Concimazione: regolare, dato il limitato volume di terriccio
- Esposizione: proteggere dal caldo eccessivo in estate e dal vento
- Drenaggio: assicurare fori di drenaggio adeguati
Collocazione
Il ribes cresce e si coltiva all’esterno.
Concimazione
Il ribes rosso ha bisogno di un terreno ricco e vitale ma odia il cloro (quindi, attenzione ai concimi minerali economici).
Non serve fertilizzarlo tutto l’anno. I momenti cruciali sono due:
- Fine inverno (febbraio/marzo): è il momento del “risveglio”, per cui serve dare la spinta giusta per indurre la nuova vegetazione e la fioritura
- Dopo il raccolto (luglio/agosto): una leggera concimazione aiuta a preparare le gemme per l’anno successivo
Per quanto riguarda la scelta del concime, la scelta è varia:
- Organico: letame maturo o compost migliorano la struttura del terreno e rilasciano nutrienti lentamente
- Minerale: granulare NPK con solfato di potassio. Evitare il cloruro di potassio perché il ribes è sensibile al cloro, che può bruciare le radici
- Integrazione: lupini macinati o borlanda. Completamente biologici, permettono di arricchire l’apporto di azoto e potassio.
Il concime va distribuito nell’area sotto la chioma, non proprio a ridosso del fusto principale, poiché le radici che “mangiano” sono quelle più esterne.
Se si usa stallatico o granuli, grattare delicatamente la superficie del terreno con un rastrellino (senza andare in profondità per non danneggiare le radici superficiali e poi annaffiare. L’acqua serve a trasportare il nutrimento alle radici.
Ogni primavera è possibile aggiungere uno strato di 3-5 cm di buon compost o letame ben maturo intorno alla base della pianta per nutrirla, proteggerla dal caldo e trattenere l’umidità.
Infine, il ribes ama i terreni leggermente acidi. Per questo, se il terreno di coltivazione è molto calcareo, una manciata di concime per piante acidofile (come quello per ortensie o azalee) una volta all’anno può aiutare la pianta a non ingiallire.
Esposizione e luce
Il ribes rosso è una pianta di origine nordica/montana, quindi ha bisogno del sole ma teme le scottature.
La regola generale cambia drasticamente in base al clima della zona di appartenenza:
- Nel Nord Italia o in montagna: la pianta predilige il pieno sole. Le temperature più fresche permettono al ribes di godersi la luce tutto il giorno senza stressarsi, garantendo frutti molto dolci
- Nel Centro-Sud o in pianura: la mezz’ombra è d’obbligo. L’ideale è una posizione che permetta al ribes di ricevere il sole diretto al mattino e lo mantenga protetto e fresco nelle ore pomeridiane, quando il sole è più forte
Attenzione al vento
Il ribes ha rami piuttosto fragili e carichi di frutti che possono spezzarsi facilmente, per cui occorre cercare un angolo riparato dai venti forti, magari vicino a una siepe o a un muro (che però non deve riflettere troppo calore).
Annaffiatura
Il ribes rosso ha un apparato radicale piuttosto superficiale, il che significa che non può andare a cercare l’acqua in profondità se lo strato superficiale si asciuga.
Le sue esigenze idriche variano a seconda della stagione:
- Primavera: bagnare 1-2 volte a settimana per sostenere la fioritura e lo sviluppo dei frutti
- Estate: annaffiare 3-4 volte alla settimana o quotidianamente per evitare che il calore faccia appassire i grappoli
- Autunno: ridurre gli interventi per accompagnare la pianta verso il riposo vegetativo
- Inverno: sospendere del tutto salvo periodi di siccità estrema (e solo se il terreno non è gelato)
Quando si annaffia, bagnare sempre ai piedi della pianta e mai le foglie, perché il ribes è sensibile all’oidio e ad altre malattie fungine che prosperano con l’umidità sul fogliame.
Inoltre, è meglio irrigare la mattina presto per permettere alla pianta di affrontare la giornata idratata e all’eventuale acqua in eccesso di evaporare prima della sera.
Il trucco della pacciamatura
Per annaffiare meno e mantenere le radici fresche, si può ricorrere alla pacciamatura, ossia coprire il terreno attorno alla base con paglia, corteccia o sfalci d’erba secca. Questa protezione naturale impedisce all’acqua di evaporare troppo velocemente e tiene lontane le erbacce che ruberebbero risorse al ribes.
Potatura
La potatura del ribes è fondamentale per mantenere la pianta sana, produttiva e per favorire la circolazione dell’aria. Il momento migliore è durante il riposo vegetativo, da novembre a febbraio-marzo, prima della ripresa vegetativa.
Il ribes rosso fruttifica principalmente sui rami di 2-3 anni. La potatura mira a sfoltire il cespuglio, eliminando i rami più vecchi (oltre i 4-5 anni) alla base, i rami secchi, danneggiati o malati. Si accorciano leggermente i rami troppo lunghi e si diradano quelli troppo fitti per favorire la penetrazione della luce e dell’aria. L’obiettivo è avere un cespuglio con rami di diverse età in produzione.
Rinvaso e trapianto
Trapiantare il ribes rosso è un’operazione relativamente semplice, ma richiede attenzione ad alcuni dettagli affinché riesca.
Il periodo migliore per trapiantare il ribes è generalmente tra l’autunno e l’inizio della primavera, in particolare:
- Autunno (ottobre-novembre): è il momento ideale, poiché le piante hanno il tempo di stabilizzarsi e sviluppare nuove radici prima dell’arrivo del freddo intenso e poi riprendere la crescita in primavera.
- Primavera (marzo-aprile): è una buona alternativa, ma si consiglia di farlo quando il rischio di gelate tardive è scongiurato.
Come trapiantare il ribes
Scelta della posizione
Il ribes rosso predilige posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Nelle zone più calde, un po’ di ombra nelle ore più torride della giornata può proteggere i frutti dalle scottature.
Assicurarsi, inoltre, che il luogo sia riparato dai venti forti, che possono danneggiare i rami.
Preparazione del terreno
- Il ribes si adatta a diversi tipi di terreno, ma predilige quelli moderatamente acidi (pH 4,5-6), ben drenati e ricchi di sostanza organica
- Lavorare il terreno in profondità, almeno 30-40 cm, per renderlo soffice e friabile
- Incorporare abbondante compost maturo o letame ben stagionato per arricchire il terreno di nutrienti e migliorare la sua struttura. Se il terreno è pesante, si può aggiungere sabbia per migliorare il drenaggio
Preparazione della buca
Scavare una buca abbastanza grande da contenere comodamente l’apparato radicale della pianta; la buca dovrebbe essere larga il doppio e profonda quanto il pane di terra o le radici a nudo.
Se si piantano più esemplari, mantenere una distanza di circa 1,2-1,5 metri tra una pianta e l’altra per garantire spazio sufficiente per la crescita e una buona circolazione dell’aria.
Il trapianto vero e proprio
- Se la pianta è in vaso: togliere delicatamente la pianta dal contenitore, facendo attenzione a non rompere il pane di terra. Se le radici sono molto compatte e avvolte su se stesse, si possono allentare leggermente con le mani per favorire la radicazione
- Se la pianta è a radice nuda: immergere le radici in acqua per circa un’ora prima del trapianto per reidratarle.
- Posizionare la pianta al centro della buca, assicurandosi che il colletto (il punto di unione tra fusto e radici) sia a livello del terreno o leggermente al di sotto
- Riempire la buca con il terreno precedentemente preparato, pressando delicatamente intorno alla base del ribes per eliminare le sacche d’aria e far aderire bene il terreno alle radici
- Dopo aver riempito la buca, formare una leggera conca intorno alla base della pianta per raccogliere l’acqua
- Irrigare abbondantemente subito dopo il trapianto (circa 10-15 litri d’acqua per pianta): questo aiuterà il terreno ad assestarsi intorno alle radici.
Ubicazione stagionale
Il ribes rosso è una pianta che predilige i climi freschi e temperati, tipici delle zone montane e collinari.
Resiste bene al freddo invernale, anche intenso; soffre, invece, il caldo eccessivo e la siccità prolungata, soprattutto durante la fioritura e la fruttificazione.
Le piante giovani sono sensibili ai venti forti, che possono danneggiarle: meglio, quindi, proteggere la zona di coltivazione se esposta a correnti.
Raccolta
Il periodo di raccolta del ribes in Italia va generalmente da giugno a settembre, a seconda della varietà e della zona climatica.
- Ribes nero: tende a maturare leggermente prima del ribes rosso, spesso già a partire dalla fine di giugno e la prima metà di luglio.
- Ribes rosso e bianco: la raccolta si estende solitamente da luglio a settembre.
Il ribes è pronto per essere raccolto quando raggiunge in modo uniforme il suo colore caratteristico (rosso brillante e vivace, nero profondo e lucido oppure bianco traslucido, giallo chiaro o leggermente rosato) e una consistenza morbida ma non molle.
I frutti diventano più dolci e aromatici se vengono lasciati maturare sulla pianta.
Come raccogliere il ribes
La raccolta del ribes è un’operazione delicata che richiede attenzione per non danneggiare i frutti e la pianta.
- Raccolta del grappolo intero (consigliato per il ribes rosso e bianco): raccogliere l’intero grappolo staccandolo delicatamente dal ramo principale, riduce il rischio di danneggiare le singole bacche e le mantiene fresche più a lungo, dato che il picciolo del grappolo funge da protezione. In questo caso si usano delle piccole forbici da potatura o le unghie per tagliare il peduncolo del grappolo vicino al ramo senza strapparlo
- Raccolta delle singole bacche (più comune per il ribes nero): il ribes nero, per la sua conformazione, a volte viene raccolto in bacche singole, specialmente se destinato alla trasformazione industriale o nel caso in cui non tutti i frutti del grappolo maturino contemporaneamente. In questo caso, afferrare delicatamente ogni bacca tra pollice e indice e staccarla con un leggero movimento di torsione, facendo attenzione a non schiacciarle
La maturazione dei grappoli di ribes è abbastanza uniforme, quindi spesso è possibile effettuare la raccolta in una o due passate per ogni pianta, una volta che la maggior parte dei grappoli ha raggiunto la maturazione desiderata.
Tuttavia, se si desidera consumare i frutti freschi e al massimo della loro dolcezza, si può optare per una raccolta scalare, raccogliendo solo i grappoli che sembrano perfettamente maturi in quel momento.
Dopo la raccolta, il ribes si conserva in frigorifero per alcuni giorni (3-5 giorni) in un contenitore poco profondo; può essere anche congelato (dopo essere stato lavato, asciugato bene e disposto su un vassoio per congelare le singole bacche prima di trasferirle in un sacchetto) o trasformato in confetture, gelatine, succhi o sciroppi.
Malattia e cure
Le piante di ribes possono essere colpite da diverse malattie e parassiti. È fondamentale riconoscerli tempestivamente per intervenire in modo efficace e preservare la salute della pianta e la produzione di frutti.
Malattie Fungine
Macchia bruna (Coccomyces ribis / Drepanopeziza ribis)
- Sintomi: macchie scure, marroni o nere, sulle foglie che possono ingrandirsi e sprofondare, portando infine alla caduta prematura delle foglie. Anche i frutti possono sviluppare macchie scure
- Condizioni favorevoli: umidità elevata, piogge frequenti, irrigazione dall’alto
- Cura: rimuovere regolarmente delle foglie infette cadute; irrigare alla base della pianta per evitare di bagnare le foglie; assicurare una buona circolazione dell’aria tra le piante con potature e distanziamento adeguato. In caso di infezione in corso, applicare fungicidi a base di rame o zolfo, assicurando una copertura completa. Potrebbero essere necessarie applicazioni ripetute
Oidio o mal bianco
- Sintomi: chiazze polverulente bianche su foglie e germogli. Le bacche possono spaccarsi e la produzione essere compromessa
- Cura: bicarbonato di sodio (½ cucchiaino) e sapone liquido (un cucchiaino) diluiti in un litro d’acqua, da spruzzare sulle foglie. In alternativa, ricorrere a prodotti specifici contro l’oidio, anche biologici a base di estratti vegetali
Antracnosi (Colletotrichum acutatum)
- Sintomi: macchie a mezzaluna dal bordo delle foglie, arricciamenti, malformazioni e marciume dei frutti. Frutti raggrinziti e trasparenti. Può distruggere completamente il raccolto
- Condizioni favorevoli: piogge ripetute, varietà a maturazione tardiva
- Cura: a livello preventivo, diradare i rami per una migliore circolazione dell’aria e irrorare al germogliamento con prodotti rameici. Come cura, irrorare ogni 10-14 giorni dall’invaiatura delle bacche con prodotti fungicidi specifici (osservare il periodo di attesa)
Botrite (Botrytis cinerea) o muffa grigia
- Sintomi: muffa grigia su bacche e altre parti della pianta, soprattutto durante la fioritura o dopo il raccolto
- Cura: raccogliere i grappoli quando sono asciutti. Evitare eccessiva umidità
Verticilliosi (Verticillium)
- Sintomi: appassimento delle piante, come se fossero disidratate
- Cura: si tratta di una malattia difficile da combattere una volta insediata. L’unico modo è eliminare le piante infette e sterilizzare il terreno
Eutipiosi
- Sintomi: disseccamento delle foglie e dei grappoli sul ramo colpito, fino alla morte dello stesso
- Cura: tagliare e rimuovere i rami colpiti. Utilizzare prodotti a base di rame per sanificare le ferite da potatura
Parassiti
Afidi
- Sintomi: rallentamento della crescita, ingiallimento e deformazione delle foglie. Presenza visibile di piccoli insetti
- Cura: introduzione di predatori naturali (coccinelle, crisope), rimozione manuale o lavaggio con acqua. Come prodotti naturali, sapone insetticida, estratto di assenzio, macerato di ortica. In caso di grave infestazione, insetticidi specifici, possibilmente a basso impatto ambientale (ad esempi a base di piretro naturale, da usare con cautela)
Ragnetto rosso
- Sintomi: decolorazione, punteggiatura e defogliamento
- Cura: trattare il ribes con olio essenziale di arancio dolce (prodotto fitosanitario a basso impatto ambientale)
Cocciniglie
- Sintomi: debolezza delle piante, crescita ridotta e scarsa produzione di frutta, poiché le cocciniglie succhiano la linfa da fusti e foglie
- Cura: olio di lino oppure insetticidi specifici in caso di infestazioni gravi
Misure preventive generali e buone pratiche colturali
- Potature regolari favoriscono la circolazione dell’aria e la penetrazione della luce solare, riducendo l’umidità e la diffusione di funghi. In più, eliminare rami deboli o malati e disinfettare sempre gli attrezzi da potatura
- Irrigare alla base della pianta, evitando di bagnare le foglie, specialmente nelle ore calde. Assicurare un buon drenaggio del terreno
- Nutrire le piante di ribes rosso con concimazioni generose, ma equilibrate, per rafforzarle
- Piantare il ribes con spazio sufficiente tra un esemplare e l’altro
- Rimuovere e distruggere le foglie cadute e i residui vegetali infetti per eliminare le spore fungine
- Se possibile, scegliere varietà di ribes resistenti alle malattie più comuni
- Utilizzare prodotti naturali come propoli, equiseto, tannino, zeolite, lecitina di soia per rafforzare le difese naturali della pianta. Il rame (ad esempio la poltiglia bordolese) può essere usato preventivamente o per sanificare
- Ispezionare regolarmente le piante di ribes per individuare precocemente i sintomi di malattie o la presenza di parassiti







































