- Fioritura
- Commestibilità
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Raccolta
- Malattia e cure

- Il ribes nero predilige il pieno sole o la mezz’ombra: più luce diretta riceve, più aromatici saranno i frutti.
- Le bacche di ribes nero compaiono in agosto-settembre. Sono aromatiche e ricche di proprietà benefiche.
- Il ribes nero si presenta come un arbusto cespuglioso e ramificato, alto mediamente tra 1 e 1,5 metri.
- La pianta di ribes nero fiorisce durante la primavera e i suoi fiori sono spesso usati per produrre infusi.
- Il ribes nero è una pianta rustica, resistente e facile da coltivare, perfetta anche per la coltivazione in vaso.
Il ribes nero è un arbusto cespuglioso caducifoglie appartenente alla famiglia delle Grossulariaceae.
Può raggiungere un’altezza e una larghezza di 1,5-2 metri e presenta una crescita piuttosto disordinata con molti fusti che partono direttamente dalla base.
Le foglie sono palmate (a 3 o 5 lobi), con bordi seghettati. La caratteristica unica è la presenza di piccole ghiandole gialle sulla pagina inferiore: se si strofinano le foglie, queste emanano un profumo molto intenso, aromatico e pungente, assolutamente tipico.
I fiori sono piccoli e bianco-verdastri, riuniti in grappoli penduli, mentre i frutti sono bacche globose di colore nero intenso a maturazione, ricoperte da una sottile buccia lucida e contenenti diversi piccoli semi immersi in una polpa succosa e aromatica.
A differenza del ribes rosso (più acido e fresco), il nero ha un gusto complesso, muschiato e dolce-acidulo. È anche una delle fonti naturali più ricche di vitamina C (ne contiene fino a 4 volte più delle arance) e di antociani, potenti antiossidanti che aiutano la microcircolazione.
È una pianta estremamente resistente al freddo invernale (sopporta temperature fino a -30°C), ma soffre molto il caldo torrido e la siccità.
Esigenze della pianta
Per crescere rigoglioso, il ribes nero richiede condizioni che ricordano il suo habitat naturale (il sottobosco). Infatti, predilige climi temperato-freddi e ama terreni profondi, fertili e ricchi di sostanza organica. Il pH ideale è sub-acido o neutro (tra 6.0 e 7.0), mentre odia i terreni troppo calcarei o compatti.
L’esposizione ideale è il pieno sole al Nord Italia e la mezz’ombra al Centro-Sud per evitare che il sole estivo bruci le foglie e i frutti.
Il ribes nero richiede irrigazioni regolari, specialmente dalla fioritura alla raccolta. Il terreno deve restare fresco ma senza ristagni idrici.
Inizia a produrre frutti dal secondo o terzo anno di vita e una pianta adulta può produrre dai 2 ai 5 kg di bacche a stagione.
Se ben curato, può restare produttivo per 10-15 anni.
Fioritura
La fioritura della pianta di ribes nero avviene in piena primavera, solitamente tra aprile e maggio, ma nelle zone più calde o con varietà precoci, può iniziare già a fine marzo. Essendo una fioritura precoce, è una delle prime fonti di cibo per le api e i bombi dopo l’inverno.
I fiori sono piccoli, a forma di campanula o coppa e solitamente di un colore bianco-verdastro o giallo-verde, talvolta con sfumature rossastre o marroni. Sono riuniti in racemi (grappoli) penduli lunghi circa 3-10 cm.
Anche i fiori, come le foglie e i rami, emanano il caratteristico profumo intenso e aromatico tipico della pianta. Inoltre, sono commestibili e si usano anche nella preparazione di infusi.
Le gelate tardive rappresentano il pericolo più insidioso per la fioritura: poiché la pianta fiorisce presto, un colpo di coda dell’inverno (come una gelata a metà aprile) può bruciare i fiori, che diventano marroni e cadono. In quel caso, la pianta non produrrà frutti per quell’anno.
Commestibilità
Riproduzione
La riproduzione del ribes nero si effettua in modo efficace tramite talea legnosa, propaggine o divisione dei cespi.
Talea legnosa
Questo metodo si pratica durante il riposo vegetativo della pianta, ovvero tra novembre e febbraio.
- Scegliere rami sani, vigorosi e dell’anno precedente (legno giovane ma già lignificato)
- Prelevare porzioni di ramo lunghe circa 20-25 cm, effettuando un taglio dritto appena sopra una gemma nella parte superiore oppure effettuando un taglio obliquo (a 45°) appena sotto una gemma nella parte inferiore (quella che andrà interrata)
- Inserire le talee ottenute per circa 2/3 della loro lunghezza nel terreno o in un vaso profondo. È importante che almeno 2-3 gemme rimangano sotto terra (da lì spunteranno le radici) e 2-3 fuori
- Se si opta per il vaso, usare un mix di terriccio e sabbia per il drenaggio. In primavera spunteranno le prime foglioline e le piantine potranno essere trapiantate nella loro sede definitiva l’autunno successivo
Il ribes nero produce i frutti migliori sui rami giovani (di 1 o 2 anni). Le piante ottenute da talea inizieranno a produrre i primi frutti già dopo 2 anni dal trapianto.
Propaggine
Si fa solitamente in primavera o inizio estate.
- Scegliere un ramo flessibile e basso
- Piegarlo verso il basso fino a fargli toccare il suolo
- Interrare una porzione del ramo (fissandolo con un picchetto a “U”) e lasciare la punta fuori dal terreno rivolta verso l’alto
- Dopo qualche mese (solitamente in autunno), la parte interrata avrà emesso radici. A quel punto, tagliare il collegamento con la pianta madre e spostare il nuovo arbusto
Divisione dei cespi
Se si possiede una pianta già adulta e molto folta, è possibile dividerla in autunno.
- Estrarre delicatamente l’intero cespuglio dal terreno
- Con una vanga affilata o un coltello da giardino, dividere il pane di radici in due o tre parti, assicurandosi che ogni sezione abbia una buona porzione di radici e almeno un paio di fusti sani
- Ripiantare immediatamente le divisioni
Consigli per il successo
- Terreno: il ribes nero ama i terreni freschi, ricchi di sostanza organica e leggermente acidi. Per questo, aggiungere del compost o del letame maturo nella buca d’impianto
- Umidità: durante il primo anno, assicurarsi che le nuove piantine non rimangano mai completamente all’asciutto, specialmente in estate
- Esposizione: la pianta di ribes nero predilige il pieno sole al Nord, mentre al Sud Italia preferisce la mezz’ombra per evitare che il caldo eccessivo bruci i frutti
Semi
I semi del ribes nero sono minuscoli, misurando tra 1 e 2 millimetri, e di forma ovoidale.
Quando sono pronti e asciutti, virano dal marrone scuro al nero, mentre da freschi possono apparire marrone chiaro poiché sono ancora avvolti da una sottile pellicola mucillaginosa.
La buccia del seme (tegumento) è dura e leggermente rugosa al tatto, necessaria per proteggere l’embrione durante l’inverno.
In una singola bacca di ribes nero possono esserci dai 35 ai 50 piccoli semi, i quali sono molto preziosi dal punto di vista erboristico. Infatti, sono ricchissimi di:
- acidi grassi polinsaturi, in particolare l’acido gamma-linolenico e l’acido alfa-linolenico (Omega-3)
- fitosteroli, ossia sostanze che aiutano a combattere le infiammazioni
Informazioni e curiosità
Il ribes nero è considerato uno dei superfrutti più potenti che crescono nei nostri climi.
Le sue proprietà si dividono principalmente tra quelle delle bacche (uso alimentare) e quelle delle gemme e foglie (uso erboristico).
I frutti contengono circa 180-200 mg di vitamina C per 100 g, ovvero circa 4 volte quella delle arance, rendendoli eccezionali alleati del sistema immunitario.
Il ribes nero è anche ricchissimo di antociani (che conferiscono il colore nero), che proteggono le cellule dall’invecchiamento e contrastano i radicali liberi.
Il macerato glicerico di ribes nero, invece, svolge un’azione antinfiammatoria, aiuta a contrastare allergie stagionali, riniti, congiuntiviti e orticarie e viene spesso usato per ridurre i dolori legati a reumatismi e artrosi.
L’infuso di foglie di ribes nero favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle tossine (urea e acido urico) e vanta, inoltre, proprietà disinfettanti e diuretiche che aiutano a prevenire lievi infezioni.
Coltivazione
Il ribes nero si adatta molto bene alla vita in vaso, a patto di rispettare alcune esigenze specifiche legate al volume della terra e alla gestione dell’acqua.
Prima di tutto, serve un vaso capiente: la misura minima ideale è di 40-50 cm di diametro e altrettanti di profondità.
Il cotto è ottimo come materiale perché traspirante, ma la plastica (di buona qualità) aiuta a mantenere l’umidità del terreno più a lungo, il che è un vantaggio per il ribes. Assicurarsi poi che il contenitore abbia ampi fori di scolo e sul fondo disporre sempre 3-5 cm di argilla espansa o ghiaia per evitare ristagni.
Il ribes nero in vaso ha bisogno di una miscela ricca e leggermente acida come terriccio: 70% terriccio di qualità (meglio se per piante da frutto o acidofile) e 30% di compost o stallatico pellettato. Aggiungere anche un paio di manciate di sabbia o perlite per migliorare il drenaggio.
Sul balcone o terrazzo, posizionare la pianta in un angolo che riceva sole al mattino ma che sia riparato nel pomeriggio. Assicurarsi, inoltre, che ci sia un buon ricircolo d’aria per evitare l’oidio, ma proteggendo la pianta dai venti forti che potrebbero ribaltare il vaso o seccare le foglie.
Il vantaggio di coltivare in vaso è quello di poter spostare la pianta in base alle stagioni: al sole pieno a fine inverno per stimolare la fioritura, e in ombra fresca durante i mesi di luglio e agosto per proteggere i frutti e le foglie dal calore eccessivo del sole.
Collocazione
Per la sua resistenza alle basse temperature e l’esigenza di pieno sole per una maturazione ottimale dei frutti, la pianta di ribes nero va considerata da esterno.
Concimazione
Il ribes nero è una pianta esigente dal punto di vista nutrizionale. Infatti, essendo un arbusto molto produttivo, consuma rapidamente le risorse del terreno, quindi una corretta concimazione è fondamentale non solo per avere molti frutti, ma anche per mantenerli grandi e saporiti.
La concimazione del ribes nero si divide solitamente in tre momenti chiave:
- Fine inverno/inizio primavera (febbraio-marzo): è il momento più importante. Si interviene alla ripresa vegetativa, poco prima che spuntino le gemme, per dare alla pianta l’energia necessaria a produrre fiori e nuovi rami
- Post-raccolta (agosto-settembre): dopo aver raccolto i frutti, una leggera concimazione aiuta la pianta a ricostituire le riserve energetiche per l’anno successivo
- Autunno (novembre): si interviene con ammendanti organici (come il compost) che migliorano la struttura del terreno durante l’inverno
Il ribes nero ha bisogno soprattutto di azoto (N) per la crescita delle foglie e potassio (K) per la qualità del frutto. Come soluzioni biologiche/organiche si consigliano:
- Letame maturo o compost: da stendere alla base della pianta in autunno o fine inverno
- Cornunghia: è un concime naturale a lenta cessione, ricchissimo di azoto, perfetto per la ripresa primaverile
- Cenere di legna: in piccole quantità, è un’ottima fonte naturale di potassio
Volendo, si può ricorrere anche a concimi minerali, come uno specifico per piccoli frutti o frutti di bosco. Un titolo equilibrato potrebbe essere un NPK (azoto, fosforo, potassio) del tipo 12-12-17 o simili.
Il ribes nero ama avere le “radici fresche”. Un ottimo trucco è, quindi, creare uno strato di 5-10 cm di compost o letame ben maturo misto a paglia o corteccia intorno alla base ogni primavera. Questo strato rilascia nutrienti gradualmente, mantiene l’umidità costante (vitale per il ribes) e impedisce la crescita di erbacce che ruberebbero nutrimento alla pianta.
Esposizione e luce
L’esposizione ideale per il ribes nero dipende molto dalla propria area geografica. Essendo una pianta originaria delle zone boschive e montane del Centro-Nord Europa, ama il fresco e non gradisce il caldo torrido.
- Nord Italia e zone montane: posizionare il ribes nero in pieno sole. La luce diretta favorisce una maturazione ottimale, bacche più dolci e una produzione più abbondante e le temperature estive raramente raggiungono picchi tali da danneggiare la pianta
- Centro-Sud e zone di pianura afose: l’esposizione migliore è la mezz’ombra. Idealmente, la pianta dovrebbe ricevere il sole del mattino (più dolce) ed essere protetta nelle ore più calde del pomeriggio. Il sole troppo forte può letteralmente rovinare le bacche e bruciare i bordi delle foglie
Oltre alla luce, vanno considerati questi due fattori importanti:
- Protezione dai venti: il ribes nero ha rami che possono essere fragili; un luogo riparato evita rotture e stress idrico (il vento secca molto la pianta)
- Attenzione alle gelate tardive: sebbene la pianta resista a freddi intensissimi, fiorisce molto presto in primavera. Se si vive in una zona soggetta a gelate tardive, evitare i punti del giardino dove si accumula l’aria fredda (come le zone troppo esposte a Nord)
Annaffiatura
La gestione dell’acqua è uno degli aspetti più critici nella coltivazione del ribes nero. Essendo una pianta originaria di climi freschi e sottoboschi, ha un apparato radicale piuttosto superficiale: questo significa che non può andare a cercare l’acqua in profondità e risente subito della siccità superficiale.
In generale, il ribes nero ama l’umidità costante, ma detesta i ristagni idrici che fanno marcire le radici. Per questo, prima di annaffiare, sarebbe utile inserire un dito nel terreno per circa 3-5 cm: se è asciutto, è ora di innaffiare.
Durante i mesi caldi (giugno-agosto), potrebbe essere necessario innaffiare 2-3 volte a settimana, o anche ogni giorno se la pianta è in vaso o se il caldo è estremo.
Ci sono poi delle fasi del ciclo vegetativo in cui la pianta non deve assolutamente rimanere a secco:
- Fioritura (aprile-maggio): se manca acqua, i fiori cadono e non si avranno frutti
- Ingrossamento dei frutti (giugno): la siccità in questa fase porta a frutti piccoli, duri o che cadono precocemente
- Post-raccolta: in luglio e agosto il ribes nero prepara le gemme per l’anno successivo; uno stress idrico in questo momento comprometterebbe il raccolto dell’anno successivo
Una differenza importante riguarda la coltivazione in vaso o in piena terra:
- In piena terra: una volta affrancata (dopo i primi 2 anni), la pianta è più resiliente, ma va comunque aiutata durante le ondate di calore
- Il vaso si scalda e si asciuga molto più velocemente per cui potrebbero essere necessari interventi più numerosi. Assicurarsi sempre che il vaso sia di grandi dimensioni e che abbia un ottimo drenaggio sul fondo (garantito da argilla espansa o ghiaia)
Come innaffiare correttamente
- Sempre alla base, evitando tassativamente di bagnare le foglie. L’umidità sulla chioma agevola l’oidio (mal bianco) e la ruggine
- Meglio un’annaffiatura profonda e lenta che tanti piccoli interventi superficiali: l’acqua deve arrivare a bagnare i primi 20-30 cm di terra
- Il momento migliore per bagnare è al mattino presto. Ciò permette alla pianta di affrontare la giornata idratata e all’eventuale acqua finita sulle foglie per errore di asciugarsi rapidamente al sole
La pacciamatura è uno stratagemma molto utile da mettere in pratica e consiste nel coprire il terreno intorno alla base della pianta con 10 cm di paglia, corteccia di pino o compost grossolano. Gli effetti positivi sono:
- Ridurre l’evaporazione dell’acqua dal suolo (risparmiando fino al 50% di acqua)
- Mantenere le radici fresche (il ribes nero soffre se le radici superano i 25-30°C)
- Impedire la crescita delle erbacce che rubano acqua alla pianta
Potatura
La potatura è fondamentale per la pianta di ribes nigrum perché, a differenza del ribes rosso che produce sui rami vecchi, quello nero produce i frutti migliori sui rami giovani (quelli di 1 o 2 anni).
Se non lo si pota, la pianta diventerà in pochi anni un groviglio di legno vecchio e improduttivo, con bacche sempre più piccole.
Il periodo migliore per effettuare la potatura è il tardo inverno (febbraio), prima che si aprano le gemme. In questo momento la pianta è a riposo e mostra chiaramente la struttura dei rami senza le foglie.
Una pianta ben gestita dovrebbe avere un mix equilibrato di:
- 1/3 di rami di un anno (nuovi getti dritti e chiari)
- 1/3 di rami di due anni (legno produttivo)
- 1/3 di rami di tre anni (da eliminare l’anno successivo)
Come potare step by step
Per le piante adulte (oltre i 3 anni)
- Eliminare il legno vecchio tagliando alla base i rami che hanno più di 3 anni. Questi si riconoscono perché sono molto scuri (quasi neri), spessi e a volte ricoperti di licheni
- Pulire il centro rimuovendo i rami che crescono verso l’interno del cespuglio, quelli che si incrociano o quelli troppo vicini a terra (i frutti toccherebbero il suolo sporcandosi)
- Rimuovere tutto ciò che è secco, danneggiato o malato
- Lasciare intatti i polloni (i rami nuovi che spuntano direttamente da terra) che serviranno a sostituire i rami vecchi che sono stati tagliati
Per le piante appena messe a dimora
Una volta piantato un giovane ribes nero, è possibile tagliare tutti i rami a circa 5-10 cm dal suolo. Questo stimolerà la pianta a produrre molti nuovi getti vigorosi dalla base, creando un cespuglio forte fin da subito (anche se verrà sacrificato il raccolto del primo anno).
Differenza importante con il ribes rosso
Mentre nel ribes rosso si accorciano i rami laterali lasciando le branche principali intatte per molti anni, nel ribes nero si taglia quasi sempre tutto il ramo alla base. Non accorciare mai le punte dei rami giovani, perché è proprio lì che si concentrano i fiori.
Rinvaso e trapianto
Il momento migliore per trapiantare o rinvasare il ribes nero è durante il periodo di riposo vegetativo, che va da ottobre a marzo. In questo lasso di tempo, infatti, la pianta non ha foglie o ne ha poche, riducendo lo stress del trapianto.
Trapianto in piena terra
- Preparare una buca larga e profonda circa 40-50 cm (almeno il doppio del pane di terra attuale)
- Mescolare alla terra di scavo del compost maturo o del letame ben stagionato: il ribes nero ama i terreni ricchi di sostanza organica
- A differenza di molte altre piante, il ribes nero trae beneficio dall’essere piantato 5-10 cm più in profondità rispetto a come si trovava nel vaso originale. Questo stimola la produzione di nuovi rami vigorosi direttamente dalla base
- Se si piantano più esemplari, distanziarli di almeno 1,2-1,5 metri
Rinvaso
- Scegliere un contenitore capiente, con un diametro e una profondità di almeno 40-50 cm (circa 30-35 litri)
- Sul fondo del vaso, distribuire uno strato di 3-5 cm di argilla espansa o ghiaia per evitare i ristagni idrici, che rappresentano il nemico numero uno per le radici
- Usare un terriccio di qualità, meglio se specifico per piccoli frutti o orto, leggermente acido (pH tra 6 e 7). Volendo, è possibile aggiungere una manciata di sabbia o perlite per migliorarne la struttura
- Collocare la pianta al centro del nuovo contenitore, riempire con il terriccio e compattare leggermente con le mani
Cure post-trapianto
Dopo aver completato le operazioni, la pianta ha bisogno di alcune attenzioni immediate:
- Innaffiare abbondantemente subito dopo il trapianto per far aderire bene la terra alle radici ed eliminare eventuali sacche d’aria
- Applicare uno strato di paglia o corteccia alla base della pianta per aiutare a mantenere l’umidità costante e a proteggere le radici dal freddo o dal caldo eccessivo
- Se la pianta è molto giovane o ha rami molto lunghi, è possibile accorciarli di circa un terzo per bilanciare la perdita di radici subita durante lo spostamento
Ubicazione stagionale
Il ribes nero è una pianta estremamente resistente al freddo, potendo sopportare senza problemi temperature fino a -25°C/-30°C. Anzi, per poter fiorire bene, ha bisogno di accumulare molte ore di freddo (temperature tra zero e 7°C): se l’inverno è troppo mite, la pianta in primavera potrebbe avere una fioritura scarsa o irregolare.
Il ribes fiorisce idealmente con temperature comprese tra 12°C e 18°C. Se durante la fioritura (aprile-maggio) la temperatura scende sotto lo 0°C, i fiori possono bruciarsi, compromettendo il raccolto. Una gelata tardiva a -2°C è sufficiente a distruggere gran parte dei futuri frutti.
Se il freddo non è un problema, il vero pericolo è rappresentato dal caldo. La temperatura perfetta durante la maturazione dei frutti è tra 20°C e 25°C. In questo intervallo la fotosintesi è massima e le bacche crescono con il miglior equilibrio tra zuccheri e acidità.
Quando invece le temperature superano costantemente i 30°C, il ribes nero entra in stress.
Inoltre, il ribes nero ama avere la base al fresco: mentre la chioma può tollerare il sole, le radici soffrono se il terreno si scalda troppo. Per questo motivo, una spessa pacciamatura è vitale per mantenere la temperatura del suolo sotto i 20-22°C.
Raccolta
Il periodo ideale per raccogliere i ribes è solitamente tra fine giugno e metà luglio.
Le bacche pronte devono essere di un nero intenso e lucido uniforme, mentre al tatto devono risultare leggermente morbide.
Il ribes nero è naturalmente aspro, ma quando è maturo sprigiona un aroma intenso e muschiato che lo caratterizza.
Come raccogliere
Esistono due modi principali per procedere, a seconda di come si intende usare i frutti:
- A grappolo intero (consigliato): consiste nello staccare l’intero grappolo (racemo) tagliando il rametto alla base con delle forbici, così da evitare di rompere la buccia delicata delle bacche, che altrimenti marcirebbero in poche ore
- Bacca singola: volendo, è possibile sgranare il grappolo direttamente dalla pianta, facendolo scivolare tra le dita
La maturazione dei ribes è spesso scalare e inizia raccogliendo i grappoli più esterni e quelli più esposti al sole (nella parte alta dell’arbusto).
Il ribes nero è molto delicato una volta staccato dalla pianta: in frigorifero si conserva bene per 5-7 giorni, meglio se tenuto in grappoli integri all’interno di un contenitore forato. In alternativa, si può anche congelare: si lava, si asciuga perfettamente e lo si ripone nei sacchetti.
Un piccolo consiglio: lasciando i frutti sulla pianta qualche giorno in più dopo che sono diventati neri, il contenuto di zuccheri aumenta e l’acidità diminuisce, rendendoli più gradevoli da mangiare anche freschi.
Malattia e cure
Il ribes nero è una pianta robusta, ma può essere soggetta ad alcune patologie specifiche che, se non curate, possono compromettere il raccolto o la vita stessa della pianta.
Le malattie si dividono principalmente in fungine, virali e danni da parassiti (che spesso veicolano malattie).
Malattie fungine
- Oidio o mal bianco: appare come una polverina bianca simile a farina sopra foglie, germogli e frutti. Le foglie si accartocciano e i frutti possono marcire. Come cura, utilizzare zolfo bagnabile (ammesso in coltivazione biologica) o bicarbonato di sodio sciolto in acqua. A livello preventivo è fondamentale arieggiare la chioma con la potatura
- Ruggine: appaiono piccole macchie gialle sulla parte superiore della foglia e pustole arancioni sulla parte inferiore. Trattare la pianta con prodotti a base di rame
- Antracnosi: si riconosce per delle piccole macchie scure e circolari sulle foglie, le quali ingialliscono e cadono precocemente. Trattare la pianta con rame in autunno e primavera e, come prevenzione, raccogliere e bruciare sempre le foglie cadute, poiché il fungo sverna lì
- Muffa grigia: si manifesta come una patina grigia sui frutti in maturazione, specialmente in estati molto piovose. Evitare irrigazioni a pioggia (non bagnare le foglie) e rimuovere i grappoli colpiti dalla malattia
Malattie virali
Il virus della reversione è la malattia più grave. Le foglie diventano più strette e con meno lobi, i fiori sono deformi e la pianta smette gradualmente di produrre frutti.
Purtroppo, non esiste cura: se una pianta viene colpita, va estirpata e bruciata per evitare che i parassiti (come l’eriofide) trasmettano il virus alle piante sane vicine.
Parassiti
Spesso i problemi che sembrano malattie sono causati da insetti:
- Eriofide del ribes: causa un rigonfiamento anomalo delle gemme in inverno, che diventano rotonde e non si aprono. È il principale vettore del virus della reversione
- Sesia del ribes: è una larva che scava gallerie dentro i rami. Se questi ultimi seccano improvvisamente in estate, tagliarli subito: all’interno sarà quasi certamente presente il foro del parassita
- Afidi: causano l’accartocciamento delle foglie tenere in primavera e si combattono con sapone molle di potassio o olio di neem
Alcuni accorgimenti a livello preventivo aiutano la pianta del ribes nero a mantenersi sana:
- Pulizia invernale: raccogliere e distruggere le foglie secche a terra (ospitano facilmente funghi)
- Arieggiamento: non piantare i cespugli troppo vicini (minimo 1,5 metri tra loro)
- Scegliere varietà resistenti a oidio e virus
- Trattamenti preventivi (in inverno) con poltiglia bordolese




































