- Fioritura
- Commestibilità
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Raccolta
- Malattia e cure

- La pianta dei piselli si adatta a tutti i tipi di terreno ma preferisce quelli di medio impasto, fertili e senza ristagni.
- I piselli sono un vero concentrato di virtù: contengono, infatti, moltissimi minerali, proteine e fibre.
- La raccolta dei piselli si esegue scalarmente, quando i baccelli appaiono rigonfi, ma i semi non premono contro la buccia.
- I piselli da orto producono fiorellini bianchi commestibili durante la stagione primaverile-estiva.
- Oltre che nell’orto, la pianta dei piselli si può coltivare anche in vaso sul balcone: in questo caso meglio optare per le varietà nane.
Pisum sativum è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia Fabaceae, originaria dell’area mediterranea e orientale, oltre che una delle colture più antiche e affascinanti dell’orto.
Il fusto è sottile, cavo e piuttosto fragile. A seconda della varietà, può essere nano (30-50 cm), semirampicante (fino a 1 metro) o rampicante (può superare i 2 metri).
Le foglie sono di un verde grigiastro (glauche) e la loro particolarità è rappresentata dai viticci (o cirri), ossia dei sottili filamenti terminali che la pianta usa per aggrapparsi a sostegni, reti o altre piante.
I fiori hanno la tipica forma a “farfalla” delle leguminose. Solitamente sono bianchi nelle varietà da orto e violacei in quelle da foraggio. Sono ermafroditi e si auto-impollinano prima ancora di aprirsi del tutto.
La pianta dei piselli ha una radice principale a fittone che scende in profondità. La caratteristica affascinante sono i tubercoli radicali: piccole protuberanze dove vivono batteri simbionti che catturano l’azoto dall’aria e lo fissano nel terreno, rendendolo più fertile.
Esistono tre grandi categorie di piselli che si possono coltivare:
- Piselli da sgranare: quelli classici di cui si mangia solo il seme interno. Possono avere il seme liscio (più resistenti al freddo, ideali per semine autunnali) o grinzoso (più dolci e teneri, ma più delicati)
- Piselli mangiatutto (taccole): si mangia l’intero baccello perché privo della membrana coriacea interna (chiamata “pergamena”)
- Piselli a mezza rama o nani: richiedono meno sostegni e sono perfetti per chi ha poco spazio o predilige il vaso
Esigenze della pianta
Per avere successo, occorre rispettare quattro pilastri fondamentali:
- Clima: la pianta ama il fresco, germina già a 5-10°C e cresce bene tra i 15°C e i 20°C. Soffre molto il caldo torrido (sopra i 30°C smette di produrre)
- Luce: preferisce il pieno sole, specialmente in primavera. Se il clima è molto caldo, una mezz’ombra leggera può aiutare a prolungare il raccolto
- Terreno: deve essere ben drenato (la pianta dei piselli odia i ristagni che fanno marcire le radici) e lavorato in profondità. Predilige un pH tra 6 e 7
- Nutrizione: non eccedere con l’azoto. Essendo in grado di produrselo da sola, un eccesso di concime azotato farebbe crescere troppe foglie a discapito dei baccelli. La pianta predilige invece apporti di potassio e fosforo
Fioritura
Non solo la pianta dei piselli fiorisce, ma è proprio grazie ai suoi fiori che si sviluppano i gustosi baccelli.
I fiori dei piselli sono molto particolari: non hanno solo una funzione riproduttiva, ma sono anche molto belli esteticamente, tanto che alcune varietà sono coltivate esclusivamente a scopo ornamentale (come il pisello odoroso).
Hanno una forma tipica chiamata papilionacea (perché ricorda una farfalla) e sono composti da:
- Vessillo: il petalo superiore, più grande e largo
- Ali: due petali laterali
- Carena: i petali inferiori uniti che proteggono gli organi riproduttivi
Il colore varia a seconda della varietà:
- Piselli da orto: solitamente producono fiori di colore bianco puro
- Piselli proteici o da foraggio: possono avere fiori viola, rosa o bicolore
- Piselli odorosi (Lathyrus odoratus): sono varietà ornamentali con fiori profumatissimi di ogni sfumatura (blu, rosso, bianco, screziato), ma non sono commestibili e sono tossici se ingeriti
La pianta dei piselli è prevalentemente autoimpollinante. Questo significa che il polline feconda il fiore prima ancora che questo si apra completamente.
- Una volta avvenuta la fecondazione, i petali appassiscono e cadono
- L’ovario del fiore inizia a ingrossarsi rapidamente, trasformandosi nel baccello
- All’interno del baccello cresceranno i semi, ovvero i piselli che tutti conosciamo
La fioritura inizia generalmente dopo 40-60 giorni dalla semina, a seconda della varietà (nana o rampicante) e della temperatura. I piselli amano il fresco: se fa troppo caldo (sopra i 25-27°C), la pianta smette di produrre fiori e quelli presenti potrebbero cadere senza produrre frutti.
In genere, il pisum sativum fiorisce da marzo a ottobre, offrendo abbondanti raccolti da maggio a ottobre.
Consigli per una buona fioritura
- Non far mai mancare l’acqua durante la fioritura, altrimenti i fiori cadranno
- Per le varietà rampicanti, assicurare dei tutori: una pianta ben eretta fiorisce meglio
- Più baccelli vengono raccolti, più la pianta sarà stimolata a produrre nuovi fiori (fino a fine ciclo)
Infine, i fiori dei piselli commestibili sono essi stessi commestibili: hanno un sapore delicato che ricorda proprio quello del pisello fresco e sono perfetti, ad esempio, per decorare e arricchire le insalate.
Commestibilità
Riproduzione
A differenza di molte altre piante che si possono moltiplicare per talea, i piselli si riproducono esclusivamente per seme.
Il periodo giusto dipende molto dal clima della zona di appartenenza:
- Climi miti (Centro-Sud Italia): si può seminare in autunno (ottobre-novembre). In questo modo le piantine supereranno l’inverno (se non gela troppo) ottenendo un raccolto molto precoce in primavera
- Climi freddi (Nord Italia): meglio aspettare la fine dell’inverno o l’inizio della primavera (febbraio-marzo), appena il terreno non è più gelato e le temperature iniziano a salire sopra i 5-10°C
Il terreno ideale per la semina deve essere sciolto e ben drenante (i piselli temono i ristagni d’acqua che fanno marcire il seme). Bisogna zappare il terreno per renderlo morbido fino a circa 20-30 cm di profondità e non esagerare con il concime azotato (come il letame fresco), perché i piselli sono in grado di catturare l’azoto dall’aria da soli. Un po’ di compost maturo andrà benissimo.
Semina step by step
Non serve fare il semenzaio in vasetto, dato che i piselli crescono meglio se seminati direttamente a dimora (nell’orto o nel vaso definitivo).
- Prima di seminare, si possono tenere i semi a bagno in acqua tiepida per circa 24 ore. Questo ammorbidisce il tegumento (la buccia dura del seme) e velocizza la germinazione
- Scavare una piccola trincea profonda circa 3-4 cm
- Mettere un seme ogni 3-5 cm lungo la fila. In caso di più file, lasciare circa 60-70 cm di spazio tra una fila e l’altra (per le varietà rampicanti serve più spazio, circa 100 cm)
- Ricoprire i semi con la terra e compattare leggermente con il retro del rastrello o con le mani per far aderire la terra al seme
- Bagnare subito delicatamente a pioggia
Cure fondamentali
- Sostegni: quasi tutti i piselli (tranne le varietà nane) sono rampicanti. Appena le piantine raggiungono i 10-15 cm di altezza, occorre posizionare delle reti di plastica, canne di bambù o frasche secche su cui possano arrampicarsi usando i loro viticci
- Acqua: in autunno/inverno spesso bastano le piogge. In primavera irrigare regolarmente ma senza creare fanghiglia. La pianta dei piselli ha bisogno d’acqua soprattutto quando cominciano a spuntare i fiori
- Rincalzatura: quando le piante sono alte una decina di centimetri, accumulare un po’ di terra alla base del fusto; questo le protegge dal freddo e le rende più stabili
Semi
Il seme di pisello è un piccolo capolavoro di ingegneria naturale, progettato per nutrire e proteggere la futura pianta. Possiede un tegumento, ossia la buccia esterna, sottile ma resistente, che serve a proteggere il seme dall’essiccamento e dai parassiti. Può essere trasparente, verdina o giallognola.
Osservando bene il seme, si noterà poi una piccola cicatrice ovale più chiara. Quello è l’ilo, il punto esatto in cui il pisello era attaccato al baccello tramite il funicolo per ricevere nutrimento dalla pianta madre.
I semi del pisello possono essere lisci o rugosi. I primi sono sferici e regolari, contengono più amido, sono più rustici e resistono meglio al freddo e all’umidità (ideali per semine precoci). Quelli rugosi si contraddistinguono per la superficie grinzosa, contengono più zuccheri (sono più dolci) ma sono più delicati e temono l’umidità eccessiva del terreno.
Il pisello si divide naturalmente in due metà esatte.
- I cotiledoni sono le due parti carnose che compongono quasi tutto il volume del seme. Non sono altro che “foglioline embrionali” modificate. Sono piene di riserve di energia (amido e proteine) che serviranno alla piantina per crescere nei primi giorni, prima che spuntino le radici vere e proprie
- L’embrione è nascosto proprio in mezzo ai due cotiledoni, vicino all’ilo, ed è la pianta in miniatura. A sua volta è composto da tre parti piccolissime: la radichetta (la futura radice che scenderà verso il basso), il fusticino (il futuro gambo) e la piumetta (un piccolissimo ciuffo che si trasformerà nelle prime vere foglie verdi)
A differenza del fagiolo, quando il pisello germoglia mantiene sottoterra i due cotiledoni. Si tratta di un vantaggio strategico: se un uccello o il gelo rovinano la parte aerea appena nata, la pianta ha ancora le riserve protette sottoterra e spesso riesce a ributtare un nuovo germoglio.
Informazioni e curiosità
Senza i piselli, la nostra comprensione del DNA sarebbe molto diversa. Nella metà dell’800, il monaco Gregor Mendel coltivò circa 28.000 piante di piselli nel giardino del suo monastero. Grazie alla loro capacità di mostrare tratti chiari (come il seme liscio o rugoso, il fiore bianco o viola), Mendel formulò le leggi dell’ereditarietà, rendendo il pisello la pianta più importante nella storia della biologia.
A Venezia, i piselli sono anche un simbolo storico. Il celebre piatto risi e bisi (riso e piselli) era la pietanza ufficiale che veniva servita al Doge il 25 aprile, festa di San Marco, patrono della città. Era un rito che celebrava l’arrivo della primavera e la fertilità della terra.
Coltivazione
I piselli si prestano benissimo alla coltivazione in vaso, il che li rende una delle colture più gratificanti anche per chi ha solo un balcone o un piccolo terrazzo.
Tuttavia, poiché lo spazio per le radici è limitato, bisogna seguire alcune accortezze specifiche per non far soffrire la pianta.
Scelta del vaso e della varietà
Il segreto del successo sta tutto nelle dimensioni del contenitore:
- Profondità: c’è bisogno di un vaso profondo almeno 25-30 cm. Sebbene i piselli non abbiano radici lunghissime, uno strato di terra adeguato garantisce riserve di acqua e nutrienti costanti
- Larghezza: in un vaso di 30 cm di diametro è possibile inserire circa 3-4 piante
- Drenaggio: assicurarsi che ci siano fori di scolo efficienti. I piselli odiano i ristagni d’acqua, che fanno marcire le radici in pochi giorni
Le varietà nane sono l’opzione migliore per il contenitore. Crescono solo fino a 40-50 cm, non richiedono sostegni ingombranti e non diventano troppo pesanti.
Collocazione
I piselli sono una pianta da esterno, che sia orto o balcone: l’esposizione in pieno sole è, infatti, fondamentale, ma attenzione al caldo eccessivo.
Concimazione
La pianta di piselli va concimata, tenendo conto di una regola fondamentale: poco azoto, tanto fosforo e potassio.
Essendo una leguminosa, il pisello è in grado di catturare l’azoto dall’aria e fissarlo nel terreno grazie a dei batteri che vivono nelle sue radici. Per questo motivo, se riceve troppo concime classico (che è ricco di azoto), la pianta produrrà tantissime foglie verdi ma pochissimi baccelli.
Il momento migliore per concimare è prima di seminare, durante la preparazione del terreno, usando:
- Stallatico maturo o pellettato: va benissimo, ma usato in quantità moderate
- Cenere di legna: da spargere sul terreno prima di zapparlo. La cenere è ricchissima di potassio e fosforo, proprio ciò che serve ai piselli per produrre fiori e baccelli dolci
- Compost ben maturo: è l’ideale per migliorare la struttura del terreno
Se il terreno è stato ben preparato prima, non serve concimare mentre la pianta cresce. Anzi, intervenire con concimi chimici in primavera è spesso controproducente. Basta limitarsi a tenere il terreno pulito dalle erbacce e a rincalzare le piantine quando sono alte 10-15 cm.
Da non usare invece sono:
- Letame fresco: è troppo forte e può bruciare le radici delicate dei piselli o portare marciumi
- Concimi liquidi universali: spesso hanno troppo azoto, che spinge la pianta a crescere in altezza rendendola debole e povera di frutti
Si ricorda che i piselli non solo prendono dal terreno, ma danno anche. Quando il raccolto sarà terminato e la pianta sarà secca, non strappare le radici: tagliare la pianta al colletto e lasciare le radici sotto terra. L’azoto che hanno immagazzinato si libererà nel suolo e concimerà gli ortaggi che verranno piantati dopo (perfetti cavoli, pomodori o zucchine).
Esposizione e luce
L’esposizione ideale per la pianta di piselli è il pieno sole, ma con una distinzione fondamentale basata sul periodo dell’anno e sulla temperatura, poiché questa pianta è una tipica coltura da clima fresco.
In generale, la pianta ha bisogno di almeno 6-8 ore di luce solare diretta al giorno. Senza una luce adeguata, la crescita diventa stentata, gli steli si allungano a caccia di luce (eziolatura) e la produzione di baccelli sarà scarsissima. Se coltivata in vaso sul balcone, scegliere il punto più luminoso, preferibilmente orientato a Sud o Est.
Anche se i piselli amano la luce, odiano il caldo torrido.
- Primavera/autunno: in questi periodi (con temperature tra 15 e 20°C) il pieno sole è l’ideale
- Tarda primavera/estate: quando le temperature superano costantemente i 25°C, la pianta va in stress. In questo caso, un’esposizione in mezz’ombra (sole al mattino e ombra nel pomeriggio) è preferibile per prolungare la vita della pianta e dei fiori
Oltre alla luce, la posizione deve considerare altri due elementi critici:
- Protezione dal vento: gli steli dei piselli sono molto fragili e sottili, per cui va scelto un luogo riparato da venti forti che potrebbero spezzarli o far cadere i fiori
- Ventilazione: sebbene riparata dal vento forte, la zona deve essere ben areata. L’aria ristagnante, unita all’umidità, favorisce l’oidio, un fungo molto comune che ricopre le foglie di una polverina bianca
Quindi, tenendo conto della zona geografica, ecco l’esposizione ideale:
- Nord Italia: pieno sole per tutto il ciclo colturale (da marzo a giugno)
- Centro/Sud Italia: pieno sole in inverno e inizio primavera; ombra parziale se coltivati in tarda primavera
- In montagna: pieno sole, sfruttando le ore centrali per riscaldare il terreno
Annaffiatura
L’irrigazione è l’aspetto più delicato nella coltivazione dei piselli: queste piante, infatti, amano l’umidità ma detestano i ristagni d’acqua.
Il momento della giornata è fondamentale per prevenire malattie fungine (come l’oidio, molto comune nei piselli): l’ideale sarebbe al mattino presto, quando la pianta riesce ad assorbire l’acqua prima che arrivi il sole forte e il fogliame è in grado di asciugarsi se si bagna accidentalmente.
In genere occorre bagnare 2-3 volte a settimana, ma dipende molto dal clima. La regola d’oro è toccare il terreno: se i primi 2-3 cm sono asciutti, è ora di dare acqua.
I piselli hanno radici piuttosto superficiali, quindi non serve “allagare” il terreno, ma mantenere un’umidità costante.
Fasi di crescita e annaffiature
La richiesta d’acqua della pianta di piselli cambia in base al ciclo vitale:
- Semina e germinazione: mantenere il terreno costantemente umido (ma non bagnato) finché non spuntano i germogli
- Crescita vegetativa: in questa fase annaffiare con moderazione. Se la pianta riceve troppa acqua ora, farà molte foglie ma pochi frutti
- Fioritura e formazione dei baccelli: è il momento critico. Se la pianta soffre la sete mentre sta facendo i fiori o i piccoli baccelli, il raccolto sarà scarso e i piselli risulteranno duri e amari. In questa fase, aumentare la regolarità
Si ricorda di non bagnare mai le foglie o i fiori perché l’umidità sul fogliame attira i funghi. Inoltre, stendere un po’ di paglia o sfalcio d’erba secca intorno alla base delle piante aiuta a trattenere l’umidità nel terreno, riducendo la necessità di annaffiare spesso.
Potatura
La pianta dei piselli non va potata, anzi, la sua struttura è così delicata che tagli inutili potrebbero compromettere la produzione dei baccelli.
Tuttavia, esistono degli interventi specifici di gestione della chioma che possono aiutare la pianta a crescere meglio.
Cimosatura
Consiste nel tagliare la cima dello stelo principale sopra l’ultima foglia quando la pianta ha raggiunto l’altezza massima del sostegno (specialmente nelle varietà rampicanti) e si desidera che smetta di allungarsi per concentrare tutte le energie sull’ingrossamento dei baccelli già presenti.
Questo intervento si fa solo verso la fine del ciclo vitale della pianta.
Pulizia e rimozione delle parti secche
Fondamentale per mantenere in salute la pianta: in particolare, se si notano foglie basali colpite da oidio, rimuoverle subito per evitare che il fungo risalga verso l’alto.
Anche rimuovere le foglie ingiallite alla base migliora la circolazione dell’aria, riducendo l’umidità che favorisce l’insorgenza di malattie.
Taglio dei germogli eduli
I germogli apicali sono una vera prelibatezza: potando le punte tenere delle piante giovani (lunghe circa 10 cm), la pianta risponderà producendo più getti laterali e diventando così più cespugliosa (ma potrebbe ritardare leggermente la produzione dei baccelli).
Cosa non fare
- Non tagliare i cirri, ossia quei viticci filiformi con cui la pianta si arrampica. Anche se sembrano disordinati, sono vitali per sostenere il peso dei baccelli
- Non potare durante la fioritura: in questa fase la pianta è molto sensibile allo stress e ogni taglio potrebbe causare la caduta dei fiori
- Non potare le varietà nane. Hanno un ciclo di vita molto breve e predefinito: ogni taglio servirebbe solo a indebolirle.
Rinvaso e trapianto
Il trapianto dei piselli è un’operazione delicata perché queste piante hanno un apparato radicale piuttosto sensibile. Sebbene la semina diretta in terra sia la pratica più comune, il trapianto è utile per anticipare i tempi (partendo in semenzaio riparato) o per proteggere i germogli dagli uccelli e dal freddo eccessivo.
Il momento ideale per effettuare il trapianto dipende sia dalla crescita della pianta che dal clima esterno. Le piantine sono pronte quando raggiungono un’altezza di circa 5-10 cm, solitamente dopo 3-4 settimane dalla semina in vasetto. Non bisogna aspettare troppo: se le radici iniziano a girare su se stesse nel vaso, la pianta faticherà ad attecchire.
- Nord/climi freddi: il periodo migliore è tra marzo e aprile, quando il rischio di gelate intense è passato
- Sud/climi miti: si può trapiantare anche in autunno (ottobre-novembre) per un raccolto molto precoce in primavera
I piselli amano il fresco e crescono bene tra i 10°C e i 20°C. Soffrono invece il caldo intenso sopra i 25-30°C.
Trapianto step by step
- Preparazione del terreno. I piselli preferiscono terreni leggeri, ben drenati e non troppo ricchi di azoto (che producono da soli grazie a simbiosi radicali). Va lavorato il terreno a circa 20-30 cm di profondità evitando sempre i ristagni d’acqua, che farebbero marcire le radici
- Sesto di impianto. Le distanze variano in base alla varietà di pisello scelta: sulla fila, mantenere circa 8-10 cm tra una piantina e l’altra; tra le file, per le varietà nane lasciare 40-50 cm, mentre per le varietà rampicanti stare sui 70-100 cm (per permettere il passaggio tra le file)
- Messa a dimora. Scavare una buca poco più grande del pane di terra, quindi estrarre la piantina dal vasetto con estrema delicatezza, cercando di mantenere integro il blocco di terra. Interrare la pianta alla stessa profondità che aveva nel vaso, compattare leggermente la terra attorno alla base e annaffiare subito per favorire il contatto tra radici e suolo.
Consigli utili
- Sostegni: se si coltivano varietà rampicanti, installare subito i sostegni (reti, canne o ramaglie) al momento del trapianto. Farlo dopo rischierebbe di danneggiare le radici già cresciute
- Rincalzo: dopo un paio di settimane dal trapianto, quando la pianta è stabile, riportare un po’ di terra alla base del fusto per proteggerlo e stimolare la formazione di nuove radici
- Consociazioni: i piselli crescono bene vicino a lattuga, carote, ravanelli e spinaci. Evitare invece di piantarli vicino ad aglio, cipolle e scalogno.
Ubicazione stagionale
La pianta dei piselli è la regina dell’orto primaverile perché appartiene alla categoria delle piante macroterme, che prediligono climi freschi e temperati. Il caldo eccessivo è il suo vero nemico, molto più del freddo leggero.
Le temperature perfette per i piselli sono comprese tra i 15°C e i 20°C. In questo intervallo la pianta cresce rigogliosa, i fiori sono fertili e i baccelli si sviluppano dolci. Di contro, la pianta smette di crescere se il termometro scende sotto i 5°C.
I semi di pisello sono molto resistenti e possono germogliare anche con temperature del suolo basse, ma i tempi cambiano drasticamente:
- A 5°C il seme può impiegare anche 30 giorni per spuntare
- A 10-15°C la pianta nasce in circa 10-14 giorni
- A 20°C la germinazione è rapidissima (7 giorni), ma se si sale ancora il rischio di marciume del seme aumenta
I piselli sono tra le poche piante dell’orto che non muoiono necessariamente con una brinata: le piantine giovani (alte 5-10 cm) possono sopportare brevi gelate fino a -4°C/-6°C, specialmente se si tratta di varietà da pieno campo o seminate in autunno.
Se il gelo arriva quando la pianta è già in fiore, i fiori moriranno senza produrre un raccolto.
Attenzione al caldo
Il calore è il limite principale per questa coltura. Quando le temperature superano costantemente i 25-27°C:
- I fiori appassiscono e cadono senza produrre baccelli
- Gli zuccheri nei piselli si trasformano molto velocemente in amido, rendendoli duri, farinosi e poco saporiti
- La pianta ingiallisce e muore rapidamente. È per questo che i piselli si raccolgono solitamente entro giugno
Se si vuole coltivare i piselli abitando in una zona molto calda, meglio scegliere le varietà precoci: hanno un ciclo di vita più breve e permettono di raccogliere tutto prima che arrivi l’afa estiva.
Raccolta
Il periodo di raccolta dei piselli dipende dalla varietà, ma in genere avviene tra i 60 e i 100 giorni dopo la semina, alla comparsa di alcuni segnali:
- Piselli da sgranare: il baccello deve essere turgido, sodo e di un verde brillante. Passando le dita sul baccello, bisogna sentire chiaramente i singoli piselli ben formati e rotondi all’interno. Non aspettare che il baccello diventi giallo o rugoso
- Pisellini “mangiatutto” (taccole): si raccolgono molto presto, quando il baccello è ancora piatto e i semi all’interno sono appena accennati. Devono essere teneri e croccanti
- Piselli rampicanti o nani: i piselli rampicanti maturano scalarmente (partendo dal basso verso l’alto), quindi vanno raccolti in più momenti. Quelli nani spesso maturano quasi tutti insieme
Come si raccolgono i piselli
La pianta dei piselli è estremamente fragile. Tirare bruscamente un baccello può facilmente spezzare il ramo o addirittura sradicare l’intera pianta.
Con una mano, tenere fermo lo stelo della pianta e con l’altra staccare il baccello esercitando una leggera pressione sul picciolo.
Se si teme di danneggiare la pianta, usare delle piccole forbici da giardinaggio per tagliare il picciolo del baccello in modo netto.
Si consiglia di raccogliere i piselli ogni 2 o 3 giorni. Più si raccoglie, più la pianta è stimolata a far crescere i baccelli rimasti e a produrre nuovi fiori (finché il clima resta fresco).
I piselli iniziano a trasformare i loro zuccheri in amido non appena vengono staccati dalla pianta, per cui il sapore migliore si ottiene consumandoli entro 1-2 ore dalla raccolta. In alternativa, si conservano in frigorifero per 2-3 giorni nel cassetto delle verdure, preferibilmente ancora chiusi nel baccello.
Se sono troppi, sgranarli, sbollentarli per 1-2 minuti, passarli in acqua ghiacciata e infine metterli in freezer.
Malattia e cure
Le piante di piselli sono sensibili soprattutto a due tipologie di minacce: le malattie fungine (causate dall’umidità) e i parassiti animali (insetti).
Malattie fungine
Sono le più comuni, specialmente in primavere piovose e umide.
- Oidio: si presenta come una polverina bianca farinosa su foglie e steli. Intervenire con trattamenti a base di zolfo o decotto di equiseto
- Peronospora: causa macchie giallastre sopra la foglia, muffa grigiastra sotto. Si combatte con l’utilizzo di prodotti a base di rame (con moderazione) e la rimozione di parti infette
- Ascochitosi: si riconosce per le macchie brune rotonde con bordo scuro su foglie e baccelli. A livello preventivo, usare semi certificati e procedere con la rotazione delle colture
- Marciume radicale: la pianta ingiallisce dal basso e appassisce improvvisamente. Come prevenzione, evitare i ristagni idrici e non piantare piselli nello stesso posto per 4 anni.
Insetti e parassiti
Possono compromettere il raccolto mangiando foglie, fiori o i semi stessi.
- Afidi (pidocchi): si accumulano sui germogli teneri deformandoli. Si combattono spruzzando una soluzione di sapone di Marsiglia (10-20 g per litro d’acqua) o usando l’olio di Neem
- Tonchio del pisello: è un piccolo coleottero che depone le uova nei baccelli; la larva cresce mangiando il seme. Difficile da curare a infestazione avvenuta, in fase preventiva si può usare il piretro durante la fioritura o si coprono le piante con reti anti-insetto
- Sitona: provoca piccole erosioni a semicerchio sui bordi delle foglie. Spolverare la base con farina di roccia (zeolite o caolino) per infastidire l’insetto
- Tortrice (cidia): si tratta di una farfallina la cui larva entra nel baccello e divora i piselli. Ricorrere a trattamenti biologici con Bacillus thuringiensis appena si notano le prime larve.
Malattie virali
Le virosi si riconoscono per le foglie macchiate “a mosaico” e piante che restano nane e deformi.
Purtroppo non esistono cure: l’unica soluzione è estirpare e bruciare la pianta malata per evitare che gli afidi trasmettano il virus a quelle sane.
Strategie di prevenzione
- Rotazione delle colture: non piantare mai piselli (o altri legumi come fave e fagioli) nello stesso terreno per almeno 3-4 anni
- Distanziamento: lasciare spazio tra le piante di piselli per favorire la circolazione dell’aria e far asciugare l’umidità
- Irrigazione corretta: bagnare solo la terra alla base, mai le foglie, per non favorire l’insorgenza dei funghi
- Consociazioni: piantare i piselli vicino a carote o lattuga, ma lontano da aglio e cipolle, che ne inibiscono la crescita.





































