Petunia

Petunia

Petunia

  • I fiori di petunia presentano tutta la gamma dei colori, dal bianco al rosa, dal viola al blu.
  • Tutte le petunie vogliono il pieno sole e hanno bisogno di molta luce per crescere e fiorire.
  • La fioritura delle petunie e davvero scenografica e molto abbondante e si protrae dalla metà della primavera fino all'autunno.
  • Le piante di petunia sono perfette per adornare balconi, davanzali e terrazzi, posti in ampi vasi e fioriere.
  • La petunia è una perfetta pianta da bordura o aiuola.
  • I fiori di petunia presentano tutta la gamma dei colori, dal bianco al rosa, dal viola al blu.
  • Tutte le petunie vogliono il pieno sole e hanno bisogno di molta luce per crescere e fiorire.
  • La fioritura delle petunie è davvero scenografica e molto abbondante e si protrae dalla metà della primavera-inizio estate fino all’autunno.
  • Le piante di petunia sono perfette per adornare balconi, davanzali e terrazzi, posti in ampi vasi e fioriere.
  • La petunia è una perfetta pianta da bordura o aiuola.

Sembra strano, ma petunia e pomodoro appartengono alla stessa famiglia: le solanaceae. Come il pomodoro, le petunie sono originarie del continente americano e oggi si coltivano solo ibridi orticoli, ottenuti originariamente dall’incrocio di petunia violacea e petunia nyctaginiflora, specie provenienti dal Brasile. La gamma di colori negli ultimi anni si è ampliata molto per l’ingresso di varietà a fiore verde e colorato, con disegni particolari, oppure dai toni scuri tendenti quasi al nero, anche se il rosso-violetto dei petali della maggior parte delle specie selvatiche rappresenta a tutt’oggi il colore più diffuso delle petunie coltivate. In generale, i fiori sono facili da riconoscere, poiché hanno forma tubolare che si apre in un’ampia corolla dal margine ampio, nel quale si possono distinguere i cinque lobi dei petali. Le foglie invece sono di colore verde scuro e hanno forma ovale; la loro delicatezza le rende molto vulnerabili all’attacco di parassiti e malattie.

La classica petunia è pianta annuale, a portamento eretto, alta non più di 20-25 centimetri, utilizzata prevalentemente come specie da bordura o da aiuola, a fioritura tipicamente estiva, ma esistono varietà differenti tra loro per alcuni caratteri botanici e fisiologici, quali: portamento della chioma (assurgente, eretta, ricadente); dimensione dei fiori (varietà maxi: diametro 6-8 cm; midi: 4-6 cm; mini: 2,5-4 cm); numero dei petali (fiore semplice o doppio); colore del fiore (bianco, rosa, rosso, porpora, viola, blu); epoca di inizio fioritura (marzo-aprile le più precoci, maggio quelle tardive).

Oltre alle petunie più classiche, oggi si trovano in commercio le surfinie, marchio registrato di un ibrido giapponese di successo, e le calibrachoa, appartenenti a un altro genere ma molto somiglianti alle petunie. Tutte queste tipologie di petunie sono facili da coltivare e hanno le stesse esigenze colturali.

Definita anche “petunia cascante”, calibrachoa viene usata nelle composizioni ricadenti di grande effetto decorativo. Presenta fiori simili nella forma a quelli della classica petunia, ma più piccoli e con un maggiore assortimento di colori. Spontanee nel continente sudamericano, le specie del genere calibrachoa (separato sistematicamente dal genere petunia) sono più sensibili al ristagno idrico e alla clorosi ferrica rispetto alle classiche petunie.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

I fiori di petunia, grandi e imbutiformi, sbocciano da giugno fino all’arrivo del freddo.

Commestibilità

SemiFoglieFioriFustoFruttiRadici

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggine

La riproduzione della petunia avviene per semina, anche se è una tecnica poco praticata a livello hobbystico. Per il loro costo molto limitato e la facilità di reperimento, infatti, generalmente si acquistano piantine già formate.

Semi

Scuri e minuscoli, i semi di petunia si seminano a febbraio/marzo.

Informazioni e curiosità

Chi volesse acquistare esemplari di petunia già formati, si assicuri che siano a inizio fioritura in modo che durino più a lungo. Inoltre, preferire piante vigorose con vegetazione compatta, senza ingiallimenti fogliari o buchi alla base dovuti alla caduta delle prime foglie. Controllare anche che non ci siano radici che fuoriescano dai fori sul fondo del vasetto, perché rappresenta un evidente segno di invecchiamento.

Per la composizione di aiuole o cassette fiorite, si tenga presente che le classiche petunie trovano ideale consociazione con alcune specie da fiore annuali quali alisso, tagete, impatiens, begonietta, agerato. La vigorosa capacità di crescita e il grande sviluppo rendono invece problematica la convivenza delle petunie ricadenti (calibrachoa e surfinia) con altre piante in un unico contenitore (cassetta, fioriera), poiché queste potrebbero venire bloccate nel loro sviluppo o addirittura soffocate.

Poche sono quindi le specie che possono essere associate alle petunie ricadenti: le più indicate sono alcune ricadenti da fiore quali pelargonium, solanum jasminoides, verbena, bidens, bacopa, brachyscome. L’efficacia dell’accostamento è buona se si utilizza un numero di piante adeguato alla capienza del contenitore.

Coltivazione

VasoPiena Terra

La coltivazione della petunia avviene sia in vaso, sia in piena terra, ad esempio nelle aiuole cittadine o all’interno dei giardini (tenendo presente però che le piante non resistono al freddo).

Collocazione

InternoEsterno

Le petunie sono piante da esterno che però richiedono esigenze climatico-ambientali molto precise. Non sono adatte negli ambienti freddi, ventosi e molto piovosi, nei quali si ha un rapido deperimento dell’intera pianta, ma neanche nei climi eccessivamente caldi e siccitosi. Al tempo stesso non possono permanere in appartamento, se non per brevi periodi (al massimo due settimane).

Concimazione

Le concimazioni della petunia devono essere effettuate in modo regolare: ogni 10-12 giorni sciogliere nell’acqua di irrigazione un’adeguata quantità di concime liquido per piante annuali da fiore, o specifico per petunie, ricco in elementi quali ferro, zinco e boro, particolarmente richiesti da queste piante e utili per stimolare un’abbondante fioritura. Il fertilizzante liquido è da preferirsi a quello solido in granuli, in quanto più facilmente assimilabile e meno suscettibile di creare ustioni radicali.

La concimazione va sospesa nei periodi estivi molto caldi e secchi e completamente abbandonata indicativamente verso gli inizi di settembre al Nord.

 

Esposizione

SoleMezz’ombraOmbra

Per garantire un’ottima fioritura, prolungata e abbondante da metà primavera sino ai primi freddi autunnali, le petunie devono essere collocate in pieno sole, ad esempio su balconi e davanzali. Temperature estive molto alte (superiori ai 30°C) causano tuttavia la formazione di fiori piccoli e di scarsa durata; inoltre le varietà a fiore scuro conservano meglio il loro colore pieno e brillante se sono riparate dal sole a picco che tende a far scolorire i petali.

Le petunie non tollerano le zone semi-ombrose, tantomeno quelle completamente in ombra, nelle quali producono solo molte foglie e pochissimi fiori.

 

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

Le irrigazioni devono essere regolari, anche se non molto abbondanti: l’acqua va distribuita quando il terriccio in superficie inizia ad asciugare, evitando di bagnare foglie e fiori, che potrebbero rovinarsi. Le massime esigenze idriche si hanno durante la piena fioritura: a partire dagli inizi di settembre, quando si riduce notevolmente il numero dei nuovi fiori, l’irrigazione va sensibilmente ridotta.

Quindi: nei mesi caldi, bagnare la petunia ogni giorno per favorire una fioritura abbondante (utilizzando acqua non fredda perché lo sbalzo termico può causare un arresto nello sviluppo radicale e vegetazionale), mentre nel resto dell’anno procedere con l’annaffiatura solo se il terriccio non è umido, per evitare ristagni.

 

Potatura

L’eliminazione regolare delle foglie e dei fiori che marciscono, perché a contatto con il terriccio inumidito, o si seccano rende più ordinata la pianta di petunia e la predispone ad una migliore fioritura.

Trapianto

Il trapianto della petunia si può effettuare quando le piantine hanno raggiunto l’altezza di almeno una decina di centimetri e non c’è più il rischio che si verifichino gelate. Andrebbero collocate vicine l’una all’altra, allo scopo di creare fioriture compatte e scenografiche, e, durante i primi giorni all’aperto, le piante vanno protette dal sole nelle ore più calde.

Tutte le petunie sono molto esigenti riguardo al terriccio, che deve essere tendenzialmente acido e di ottima qualità, soffice, fresco, torboso, molto fertile e ben drenante al fine di evitare pericolosi ristagni di acqua, causa principale dell’insorgenza di marciumi radicali. Nei substrati sciolti (sabbiosi) e in quelli poveri di elementi nutritivi, le piante rallentano la crescita e sviluppano fiori di scarsa qualità e in numero ridotto.

In commercio esistono substrati già preparati che hanno la seguente composizione indicativa: 50% terra di foglie di faggio; 40% torba bruna o bionda grossolana; 10% sabbia di fiume. Provvedere a smuoverlo con delicatezza se tende a compattarsi e aggiungerne altro se il colletto delle piante si scopre.

 

Ubicazione stagionale

Estate/primavera: a partire da aprile/maggio (con temperature comprese tra 20°-28°C) si possono spostare le piantine di petunia all’esterno.
Autunno/inverno: le petunie sono piante annuali, che deperiscono più o meno rapidamente all’arrivo dei primi freddi autunnali (la temperatura di sopravvivenza è attorno ai 10-12°C). Pertanto non si possono mantenere di anno in anno come accade con altre piante da balcone come i pelargoni e vanno eliminati al finire della bella stagione.

In generale, si consiglia di piantare e coltivare questo genere di piante solo in regioni dal clima temperato.

 

Malattia e cure

Le petunie sono soggette a diverse problematiche sanitarie.

L’ingiallimento del fogliame tra le nervature, noto come “clorosi ferrica”, è assai frequente in terricci poco fertili, con persistenti ristagni idrici o quando la pianta è in contenitore con terriccio vecchio. Si manifesta con ingiallimento del tessuto fogliare compreso tra le nervature, che però rimangono verdi; se non si interviene subito, la pianta rallenta la crescita e le nuove foglie, già ingiallite, diventano biancastre e seccano; nei casi gravi la fioritura viene bloccata e la pianta muore. La cura consiste nella ripetuta distribuzione al substrato di prodotti ricchi in ferro, in polvere o liquidi (solfato di ferro, ferro chelato); non si deve inoltre eccedere con l’irrigazione, in quanto l’eccesso di acqua nel substrato rallenta l’assorbimento del ferro.

In caso di decolorazione delle foglie si è in presenza di una carenza di azoto: le foglie crescono lentamente, assumendo una colorazione inizialmente verde pallido, sono meno spesse e non raggiungono la normale dimensione. Nei casi più gravi l’intera pianta ingiallisce in modo uniforme, restando piccola e producendo solo un numero limitato di fiori, di ridotta dimensione. Il danno si manifesta soprattutto in piante mal coltivate in partenza nelle serre di produzione, oppure trapiantate in contenitori troppo piccoli e messe a dimora in un substrato povero di elementi nutritivi. Per prevenire l’alterazione è indispensabile acquistare piante di ottima qualità, sane e ben sviluppate e utilizzare substrati fertili e organici; è inoltre opportuno distribuire concimi ricchi in azoto, ad esempio sangue di bue, alternandoli ai classici fertilizzanti per specie annuali da fiore.

Tra gli insetti i nemici più diffusi sono: afidi neri, tripidilarve di farfalle (nottue). Per difendersi da afidi e tripidi si ricorre a insetticidi a base di piretro o deltametrina. Contro le nottue distribuire esche avvelenate in granuli sulla superficie del substrato.

Tra i funghi, i più frequenti sono i marciumi radicali (causati da un’eccesso di acqua nel substrato), la muffa grigia (si presenta sotto forma di ammassi di muffa bianco-grigiastra sui fiori e sulle foglie), il mal bianco (si formano ammassi polverosi biancastri). La lotta è preventiva (con opportuni accorgimenti di coltivazione) e curativa con anticrittogamici a base di rame e zolfo o tebuconazolo.

Le petunie possono essere facilmente colpite anche da virus trasmessi alla pianta dalle punture di afidi o tripidi, le cui lesioni non sono curabili e causano deformazioni delle foglie e dei fiori. Non esiste lotta diretta contro i virus, pertanto si devono eliminare le piante colpite e condurre lotta diretta contro gli insetti responsabili della loro diffusione.

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