Patata (pianta)

Solanum tuberosum

Tutte le parti verdi della pianta contengono elevatissima concentrazioni di solanina e, quindi, non sono commestibili.

  • Tutte le parti verdi della pianta contengono elevatissima concentrazioni di solanina e, quindi, non sono commestibili.
  • Le patate raccolte vanno ripulite dalla terra, senza lavarle ma semplicemente strofinandole con una spazzolina.
  • Sebbene i tuberi debbano rimanere sottoterra, la pianta della patata ha bisogno di un'esposizione solare abbondante e diretta.
  • La pianta della patata fiorisce al termine della primavera, producendo infiorescenze delicate di colore rosa o bianco.
  • Le patate si sviluppano dal rigonfiamento della parte terminale degli stoloni sotterranei.
  • Tutte le parti verdi della pianta contengono elevatissima concentrazioni di solanina e, quindi, non sono commestibili.
  • Le patate raccolte vanno ripulite dalla terra, senza lavarle ma semplicemente strofinandole con una spazzolina.
  • Sebbene i tuberi debbano rimanere sottoterra, la pianta della patata ha bisogno di un’esposizione solare abbondante e diretta.
  • La pianta della patata fiorisce al termine della primavera, producendo infiorescenze delicate di colore rosa o bianco.
  • Le patate si sviluppano dal rigonfiamento della parte terminale degli stoloni sotterranei.

La patata è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Solanaceae. Sebbene in botanica sia considerata una specie perenne, nel settore agricolo e orticolo viene coltivata con ciclo annuale per la produzione dei suoi caratteristici tuberi eduli.

Struttura e anatomia della pianta

L’apparato vegetale della patata si suddivide in una porzione ipogea (sotterranea) e una porzione epigea (aerea):

  • Tuberi e stoloni: i tuberi costituiscono la parte commestibile della pianta e si sviluppano all’estremità degli stoloni, ovvero ramificazioni sotterranee del fusto. Rappresentano organi di riserva ricchi di amido; la loro superficie presenta diverse gemme (dette comunemente “occhi”), dalle quali si sviluppano i nuovi germogli
  • Fusti e foglie: la parte aerea è composta da fusti eretti o semi-prostrati, ramificati e cavi, che raggiungono un’altezza compresa tra i 40 e gli 80 cm. Le foglie sono composte, pennato-partite, ricoperte da una sottile peluria e di tonalità verde variabile dal brillante allo scuro
  • Fiori e frutti: l’infiorescenza presenta fiori a stella con petali bianchi, rosa o viola e antere gialle. I frutti sono piccole bacche verdi simili a pomodorini, le quali non sono eduli a causa dell’elevato contenuto di solanina.

Per quanto riguarda la riproduzione, la coltivazione non avviene quasi mai tramite seme botanico, bensì mediante moltiplicazione agamica attraverso l’interramento dei tuberi-seme già germogliati. Il ciclo vegetativo varia generalmente tra i 90 e i 150 giorni, a seconda che si tratti di varietà precoci, semi-precoci o tardive.

Requisiti ambientali e pratiche colturali

Per garantire una crescita ottimale e una resa abbondante, la coltivazione della patata richiede specifiche condizioni ambientali: prima di tutto, necessita di un’esposizione in pieno sole (almeno 6-8 ore giornaliere) e la temperatura ideale di sviluppo è compresa tra i 15°C e i 20°C; la pianta teme le gelate e subisce un blocco vegetativo qualora le temperature superino costantemente i 28-30°C.

Il suolo ideale è sciolto, profondo, ben drenato, ricco di sostanza organica e con un pH compreso tra 5,5 e 6,5. Le irrigazioni devono essere regolari ma moderate per evitare ristagni idrici, causa principale di marciumi radicali.

La specie presenta un elevato fabbisogno di potassio (K), elemento fondamentale per la formazione e l’ingrossamento dei tuberi, affiancato da un adeguato apporto di azoto e fosforo.

Tra le tecniche agronomiche fondamentali spicca la rincalzatura, che consiste nell’accumulare terreno alla base della pianta durante la crescita. Questa operazione protegge i tuberi dalla luce solare – prevenendone l’inverdimento e l’accumulo di solanina – e stimola la produzione di nuovi stoloni. È inoltre opportuno praticare la rotazione colturale, evitando di coltivare la patata nello stesso appezzamento o dopo altre Solanaceae prima di 3-4 anni, così da contenere l’insorgenza di malattie fungine e parassiti specifici.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

Essendo una pianta angiosperma, la patata produce fiori al termine della sua fase di crescita vegetativa, solitamente tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate.

I fiori sono piccoli, a forma di stella o di campana, e possono essere di diverso colore (bianchi, viola, rosa o lilla con il centro giallo) a seconda della varietà di patata.

La comparsa dei fiori è un segnale importante per chi la coltiva, perché indica che la pianta ha iniziato a sviluppare i tuberi sottoterra.

Come anticipato, dopo la fioritura, alcune piante producono piccoli frutti verdi simili a pomodorini. Questi frutti non vanno assolutamente mangiati poiché contengono un’alta concentrazione di solanina, una sostanza tossica. Le patate che mangiamo, infatti, non nascono dai fiori, ma sono ingrossamenti dei fusti sotterranei, ossia i tuberi.

Commestibilità

Tubero

Tossicità

Le patate cotte e sbucciate sono innocue anche per gli animali domestici e, anzi, spesso vengono integrate nelle pappe per loro formulate.

La pericolosità, come per bambini e adulti, è rappresentata da solanina e caconina (due glicoalcaloidi che la pianta produce come difesa naturale contro parassiti e funghi) contenute nell’intera pianta e nelle patate crude che, per questo, non vanno mai consumate.

Se un cane o un gatto ingerisce parti della pianta o patate crude, i sintomi compaiono solitamente entro poche ore e vanno da vari disturbi gastrointestinali (come vomito, diarrea, scialorrea e forti dolori addominali) fino a sintomi neurologici (letargia, debolezza muscolare, disorientamento, tremori e, nei casi più gravi, convulsioni) e cardiaci e respiratori (rallentamento della frequenza cardiaca o difficoltà respiratorie).

In questi casi occorre contattare immediatamente il veterinario, evitando assolutamente rimedi fai da te.

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

La propagazione della patata avviene tendenzialmente tramite la riproduzione vegetativa attraverso i tuberi.

È il metodo più utilizzato perché garantisce piantine identiche alla pianta madre e tuberi pronti da raccogliere in pochi mesi.

Prima della semina (tra fine inverno e inizio primavera), le patate da seme di piccole o medie dimensioni vengono messe in un luogo fresco, luminoso e aerato per circa 2-4 settimane per far sviluppare germogli corti, robusti e scuri.

Queste patate si piantano poi direttamente nel terreno a una profondità di circa 7-10 cm e a una distanza di 30-40 cm l’una dall’altra.

Quando le patate da seme sono molto grandi, possono però essere tagliate in più sezioni, assicurandosi che ogni porzione contenga almeno 1-2 “occhi” (gemme) ben visibili.

Prima di piantare le porzioni tagliate, è fondamentale lasciarle asciugare all’aria per 24-48 ore. Questo permette alla ferita di formare un callo protettivo, evitando che la patata marcisca a contatto con l’umidità del terreno.

In alternativa esiste anche la riproduzione per via sessuata (da seme vero). La semina da vero seme è però poco utilizzata nella coltivazione domestica perché le piante figlie non mantengono le caratteristiche esatte della pianta madre e richiedono una stagione di crescita più lunga prima di formare tuberi di dimensioni apprezzabili.

I fiori di patata, una volta impollinati, producono piccoli frutti verdi al cui interno sono presenti i veri e propri semi della patata. Questi semi si estraggono, si lavano e si piantano in semenzaio protetto a fine inverno. Una volta sviluppate le piantine, si trapiantano in orto in primavera.

Consigli per la riproduzione 

Per evitare la trasmissione di virosi o malattie fungine (come la peronospora) conservate nel tubero, è preferibile utilizzare patate da seme certificate anziché quelle acquistate al supermercato per consumo alimentare (spesso trattate con antigermoglianti).

Inoltre, quando le piante nate dal tubero raggiungono circa 15-20 cm di altezza, è opportuno accumulare del terreno attorno al fusto (la cosiddetta rincalzatura) per coprire i nuovi tuberi in formazione ed evitare che diventino verdi e tossici a causa della luce solare.

Semi

I semi della patata sono molto piccoli (circa 1-2 mm), di forma ovale, appiattita o reniforme.

Hanno una colorazione che va dal giallo paglierino al marroncino chiaro, con una superficie leggermente rugosa o pelosa.

Si formano all’interno delle bacche verdi che crescono sui rami dopo la caduta dei fiori. Ogni bacca può contenere dai 100 ai 300 semi.

Informazioni e curiosità

Esistono centinaia di varietà antiche e insolite di patate con forme bizzarre, sfumature accese e sapori sorprendenti che vanno dal nocciolato al castagnaccio.

  • Vitelotte (patata nera/viola): si tratta di un’antica varietà francese dalla buccia scura e polpa viola intenso, ricca di antociani. Ha un caratteristico retrogusto di nocciola e una consistenza farinosa. Perfetta per preparare dei caratteristici gnocchi viola, purè o chips al forno, si consiglia di cucinarla con la buccia per preservarne il colore brillante
  • Red Emmalie: varietà tedesca con buccia e polpa di un rosso rubino omogeneo. Mantiene bene il colore anche dopo la cottura e ha un sapore delicato e leggermente aromatico. Ideale per insalate di patate a contrasto, gnocchi rossi o vellutate colorate
  • Pink Fir Apple: varietà heritage inglese risalente al 1850, dalla forma nodosa e allungata che ricorda un pino o un ramo di zenzero. La polpa è soda, cerosa e dal sapore di castagna. Si può gustare arrosto con la buccia, al vapore o in insalate calde. Non serve sbucciarla: basta lavarla accuratamente
  • Oca del Perù (Oxalis tuberosa): è una pianta tuberosa andina non imparentata direttamente con la patata comune, ma usata allo stesso modo. Produce tuberi cilindrici lucidi di colore giallo candela, rosa acceso o rosso. Da cruda è croccante e acidula (simile alla mela); da cotta (al forno o saltata in padella) diventa morbida e dolce
  • Purple Majesty: una varietà sviluppata in Nord America con polpa viola scuro uniforme e un alto contenuto di antiossidanti.

Coltivazione

VasoPiena Terra

La patata si può coltivare benissimo in vaso, purché questo abbia dimensioni sufficienti (almeno 30-40 litri di capienza e profondo almeno 30-40 cm) e sia dotato di fori di drenaggio sul fondo. In alternativa, i sacchi di coltivazione in tessuto sono ideali perché traspirano e impediscono il ristagno idrico.

Anche per il vaso, vale la regola fondamentale della rincalzatura: man mano che i germogli verdi crescono e raggiungono circa 15-20 cm di altezza, aggiungere altro terriccio attorno ai fusti, lasciando fuoriuscire solo le foglie apicali.

Ripetere questa operazione 2-3 volte finché il terriccio non raggiunge quasi il bordo del vaso. Lungo il fusto sotterrato la pianta produrrà nuovi stoloni e, di conseguenza, molte più patate.

Collocazione

InternoEsterno

La patata cresce all’esterno, che sia in vaso o direttamente nell’orto.

Concimazione

Per concimare in modo corretto la pianta della patata è necessario garantire un apporto bilanciato di nutrienti, calibrandoli con attenzione nelle diverse fasi del ciclo vegetativo. Un eccesso di azoto comporta, infatti, uno sviluppo sproporzionato della parte aerea a scapito dei tuberi, mentre una carenza di potassio limita fortemente la dimensione del raccolto.

L’azoto risulta utile soprattutto nella fase iniziale per sostenere la crescita dei fusti e della chioma, ma il suo utilizzo va ridotto col tempo per evitare che la pianta concentri le proprie energie sulla vegetazione. Il fosforo gioca invece un ruolo cruciale nelle prime fasi di sviluppo, poiché stimola l’apparato radicale e prepara la pianta alla formazione dei tuberi. Il potassio rappresenta l’elemento più importante in assoluto per questa coltura, in quanto favorisce l’accumulo degli amidi, determina l’ingrossamento delle patate e ne migliora la successiva conservabilità.

La somministrazione dei concimi inizia durante la preparazione del terreno prima della semina, momento in cui si interrano compost o stallatico ben maturo assieme a fertilizzanti di fondo ricchi di fosforo e potassio, come la cenere di legna. Successivamente, in concomitanza con la prima operazione di rincalzatura quando i germogli raggiungono una ventina di centimetri di altezza, si distribuisce alla base del fusto una seconda quota di concime specifico. Infine, all’inizio della fioritura si effettua un’ultima integrazione a base di potassio per accompagnare l’ingrossamento del raccolto, prestando attenzione a utilizzare preferibilmente solfato di potassio anziché cloruro, dato che la patata tollera male la presenza di cloro nel terreno.

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

L’esposizione ideale per la pianta della patata è il pieno sole: necessita di almeno 6-8 ore di luce solare diretta al giorno. La luce abbondante, infatti stimola una forte fotosintesi nelle foglie, fondamentale per accumulare energia sotto forma di amido e produrre tuberi grandi e abbondanti.

Se la pianta viene coltivata in zone con estati particolarmente torride (come il Sud Italia nei mesi estivi), è preferibile un’esposizione al sole mattutino con una leggera mezz’ombra nelle ore centrali più calde della giornata, per evitare che lo stress termico blocchi lo sviluppo della pianta.

In condizioni di scarsa illuminazione, la pianta svilupperà fusti lunghi, deboli e sottili alla ricerca di luce e la produzione di patate sarà scarsa o nulla.

Si ricorda che, sebbene le foglie amino il sole, i tuberi devono rimanere completamente al buio sotto terra. Se la luce solare li colpisce direttamente (ad esempio se emergono dal terreno), diventano verdi e accumulano solanina, risultando tossici. Per questo è fondamentale effettuare la rincalzatura man mano che la pianta cresce.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

L’irrigazione della patata è uno dei fattori principali per ottenere un raccolto abbondante e senza difetti. Lo scopo è mantenere il terreno sempre leggermente umido, evitando sia i ristagni idrici sia i periodi di siccità.

Fabbisogno idrico stagionale

  • Fase iniziale (dalla semina al germoglio): poca acqua. Il tubero madre contiene già le riserve necessarie, per cui occorre innaffiare solo se il terreno è completamente secco, per evitare che il tubero marcisca sotto terra
  • Fase critica (dalla fioritura all’ingrossamento dei tuberi): è il momento di massimo fabbisogno idrico. Durante e subito dopo la fioritura, i tuberi si stanno formando e ingrossando: mantenere il terreno umido in questa fase è fondamentale
  • Fase finale (ingiallimento delle foglie): quando la vegetazione comincia a ingiallire, sospendere le annaffiature. Questo aiuta i tuberi a “maturare”, a far indurire la buccia (rendendoli conservabili a lungo) e previene il marciume prima della raccolta.

Quando si annaffia, bagnare sempre alla base della pianta per evitare il rischio di malattie fungine devastanti come la peronospora.

Si tenga presente che alternare periodi di forte siccità a irrigazioni abbondanti provoca la spaccatura dei tuberi o la formazione di malformazioni e tuberi con cavità interne.

Potatura

La pianta della patata non deve essere potata. Tagliarne le foglie o i fusti verdi è generalmente sconsigliato e controproducente prima di tutto perché ogni taglio crea una ferita aperta che facilita l’ingresso di funghi e batteri, tra cui la temibile peronospora; in seconda battuta perché le foglie sono l’organo principale con cui la pianta svolge la fotosintesi clorofilliana. Gli zuccheri prodotti nella chioma vengono inviati sottoterra e trasformati in amido per far ingrossare i tuberi: rimuovere foglie sane riduce l’energia a disposizione e porta a un raccolto di patate più piccole.

Gli unici casi in cui si interviene sulla chioma sono i seguenti:

  1. Taglio di contenimento prima della raccolta: circa 10-14 giorni prima di scavare i tuberi, quando la pianta inizia naturalmente a ingiallire, si può tagliare l’intera parte aerea a filo del terreno. Questo stimola la buccia delle patate a ispessirsi e indurirsi, rendendole molto più resistenti alla conservazione invernale
  2. Rimozione di parti malate: se si notano singole foglie colpite da peronospora (macchie scure) o uova/larve di dorifora, asportare delicatamente solo le parti compromesse per evitare che il contagio si diffonda al resto della pianta
  3. Eliminazione dei frutti: se la pianta di patata produce i piccoli frutti verdi simili a pomodorini, è possibile staccarli. La pianta eviterà di sprecare energia per far maturare i semi della bacca, concentrandosi sui tuberi sottoterra.

Rinvaso e trapianto

Il trapianto o il rinvaso della patata si effettua in momenti specifici dello sviluppo, trasferendo le giovani piantine dal semenzaio o dal piccolo vaso iniziale alla dimora definitiva.

Queste sono pronte per il trapianto quando i germogli verdi raggiungono un’altezza di 10-15 cm.

Va scelto un momento in cui le gelate tardive sono ormai passate e le temperature minime notturne superano stabilmente i 7-10°C. Si consiglia anche di trapiantare nelle ore fresche (tardo pomeriggio o in una giornata nuvolosa) per evitare lo stress idrico.

Preparazione del nuovo vaso o terreno

Scegliere un contenitore di almeno 30-40 litri per 2-3 piante e versare sul fondo uno strato iniziale di terriccio morbido e drenante alto circa 10-15 cm.

In orto, lavorare il terreno a una profondità di circa 30 cm, eliminando sassi ed erbacee, e aprire un solco profondo circa 15 cm.

Come estrarre e posizionare la pianta

  1. Bagnare leggermente il vaso di partenza circa un’ora prima del trapianto per compattare la zolla di terra attorno alle radici
  2. Capovolgere il piccolo vaso sorreggendo la base del fusto con le dita ed estrarre la piantina mantenendo intatto il pane di terra. Non tirare con forza il fusto
  3. Assicurarsi che la patata “madre” (il tubero da cui sono partiti i germogli) rimanga ben attaccata alle radici durante il trasferimento
  4. Mettere la pianta nel nuovo contenitore o solco e coprire con la terra circa la metà inferiore del fusto verde, lasciando fuoriuscire solo le foglie superiori. Da questo fusto interrato cresceranno i nuovi stoloni che produrranno le future patate.

Dopo aver effettuato il trapianto, bagnare delicatamente e abbondantemente il terreno attorno alla pianta per eliminare le bolle d’aria vicino alle radici.

Se le giornate sono molto calde e soleggiate, proteggere le piantine con un leggero ombreggiamento per i primi 2–3 giorni.

Infine, man mano che la pianta continuerà a crescere, aggiungere progressivamente nuovo terreno fino a riempire il vaso o a creare un cumulo attorno al fusto.

Ubicazione stagionale

La pianta della patata predilige un clima temperato e fresco. Le temperature ideali variano a seconda delle diverse fasi del suo ciclo vegetativo:

  • Germogliazione: il terreno deve raggiungere almeno gli 8-10°C affinché i tuberi inizino a sviluppare i primi germogli. Al di sotto di questa soglia la crescita si arresta o rallenta notevolmente
  • Crescita vegetativa e fioritura: la temperatura ottimale per lo sviluppo di fusti e foglie si attesta tra i 15°C e i 22°C
  • Tuberizzazione (formazione delle patate): la fase di ingrossamento dei tuberi sottoterra è la più delicata. La temperatura ideale del suolo deve essere compresa tra 16°C e 20°C.

Sopra i 25-30°C, la pianta va in stress termico, riduce la fotosintesi e blocca quasi del tutto la produzione di nuovi tuberi.

La patata è estremamente sensibile anche alle gelate tardive: le basse temperature bruciano la parte aerea e possono far marcire i tuberi non ancora raccolti.

Raccolta

La raccolta delle patate varia in base al tipo di coltivazione e all’uso che si intende farne in cucina (patate novelle da consumare subito o patate da serbo da conservare per l’inverno).

Il periodo di raccolta va generalmente dalla tarda primavera all’autunno inoltrato (maggio-ottobre), a seconda di quando sono state piantate e del ciclo della varietà (precoce o tardiva, solitamente tra i 90 e i 140 giorni dall’impianto).

Patate novelle

Si raccolgono 70-90 giorni dopo la semina, quando la pianta è ancora verde e in piena fioritura o appena i fiori iniziano ad appassire. Il segnale che sono pronte è che la buccia appare molto sottile e si stacca facilmente sfregandola con le dita.

Queste patate vanno consumate entro pochi giorni perché non si conservano a lungo.

Patate da serbo

Si raccolgono 100-140 giorni dopo la semina, a fine estate o inizio autunno, quando la parte aerea della pianta (fusto e foglie) si secca completamente, ingiallisce e muore. Quando il cespuglio è del tutto secco, attendere ancora 10-14 giorni prima di scavare: questo permette alla buccia di ispessirsi, rendendo i tuberi resistenti ai marciumi durante la conservazione.

Come raccogliere le patate 

Si raccomanda di scegliere prima di tutto una giornata asciutta e soleggiata. Il terreno umido o fangoso, infatti, rende difficile l’estrazione e aumenta il rischio che i tuberi marciscano.

  1. Inserire il forcone a circa 30-40 cm di distanza dalla base del fusto secco per non danneggiare i tuberi principali. Fare leva delicatamente sollevando il pane di terra
  2. Tirare il cespuglio secco per sollevare il grappolo principale di patate, poi passare le mani nella terra smossa per recuperare i tuberi rimasti nel terreno
  3. Lasciare le patate stese a terra all’ombra (mai al sole diretto, altrimenti inverdiscono e producono solanina tossica) per qualche ora per far asciugare l’umidità superficiale.

Come conservarle

Per prima cosa, rimuovere la terra residua con le mani o uno spazzolino morbido a secco. Non lavare mai le patate prima di riporle, perché l’acqua favorisce la formazione di muffe.

Separare a questo punto le patate danneggiate o tagliate durante lo scavo: vanno consumate per prime, poiché non si conserveranno.

Riporre, infine, i tuberi sani in cassette di legno, sacchi di iuta o scatole di cartone traspiranti e conservarli in un luogo buio, fresco (tra i 4°C e gli 8°C) e ben ventilato (come una cantina o un garage).

Malattia e cure

La patata è una pianta rustica, ma può essere attaccata da diversi parassiti e malattie fungine capaci di compromettere l’intero raccolto. Conoscere i sintomi principali e applicare buone pratiche di prevenzione è il modo migliore per proteggere le piante.

1. Principali parassiti

Dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata)

Si tratta di un maggiolino dalle caratteristiche strisce nere e gialle sul dorso. Sia gli adulti che le larve divorano voracemente le foglie lasciando solo le venature principali.

Nei piccoli orti, intervenire ispezionando la pagina inferiore delle foglie, quindi eliminare le uova gialle a grappolo e catturare gli insetti al mattino.

Bacillus thuringiensis è poi un bioinsetticida efficace soprattutto sulle larve giovani. Anche piantare rafano, fagioli o margherite nei pressi dell’orto aiuta a scoraggiare l’invasione di questo insetto.

Tignola della patata (Phthorimaea operculella)

È una piccola farfalla le cui larve scavano gallerie sia nelle foglie sia nei tuberi, lasciando residui scuri e rendendoli soggetti a marciumi sia in campo sia in magazzino.

A livello preventivo, rincalzare bene le piante durante la crescita per evitare che i tuberi siano esposti e conservare le patate raccolte in ambienti freschi (sotto gli 8°C).

Elateridi 

Sono larve rigide di colore giallo-arancio che vivono nel terreno e perforano i tuberi sottoterra creando sottili gallerie.

Come prevenzione, lavorare bene il terreno in inverno per esporre le larve al freddo ed evitare di piantare patate subito dopo un prato o un pascolo.

2. Principali malattie fungine e batteriche

Peronospora (Phytophthora infestans)

Malattia molto pericolosa, si manifesta con macchie brunastre o nerastre sulle foglie (spesso con una muffetta biancastra sulla pagina inferiore in condizioni di alta umidità). Può passare al fusto e ai tuberi, facendoli marcire.

A livello preventivo, evitare di bagnare le foglie durante l’irrigazione (usare sistemi a goccia), rispettare ampie distanze di trapianto per favorire la circolazione dell’aria ed effettuare trattamenti con rame o estratto di equiseto prima di periodi piovosi e caldi.

Alternariosi (Alternaria solani)

Macchie scure circolari compaiono sulle foglie più vecchie con anelli concentrici ben visibili.

Per scongiurare la malattia, mantenere le piante di patata ben nutrite, evitare lo stress idrico e rimuovere i residui colturali infetti a fine stagione.

Scabbia della patata (Streptomyces scabies)

Si tratta di un’infezione batterica che crea croste e lesioni rugose sulla buccia dei tuberi. Non compromette l’edibilità ma riduce la qualità e la conservazione.

Per evitare il problema, mantenere il pH del terreno leggermente acido e garantire una regolare umidità del suolo durante l’ingrossamento dei tuberi.

3 regole per la prevenzione generale

  1. Rotazione delle colture: non piantare patate nello stesso appezzamento per almeno 3–4 anni ed evitare di farle seguire ad altre solanacee (pomodori, melanzane, peperoni)
  2. Utilizzo di tuberi da seme certificati: usare patate da consumo piantate l’anno prima aumenta enormemente il rischio di trasmettere virus e funghi
  3. Rincalzatura costante: coprire bene i fusti con la terra protegge i tuberi dalla tignola, dalla luce e dal contatto diretto con le spore della peronospora lavate via dalla pioggia.

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