Origano (pianta)

Origanum vulgare

L'origano cresce abbondante e rigoglioso se esposto pienamente al sole, meglio se in climi mediterranei.

  • L'origano cresce abbondante e rigoglioso se esposto pienamente al sole, meglio se in climi mediterranei.
  • Un rigoglioso campo di origano: come si vede dalla foto, le foglie, verdissime, hanno una forma ovale allungata ben visibile.
  • La pianta di origano produce infiorescenze raccolte in pannocchie, bianche o rosa, a partire dal mese di giugno.
  • Come si vede in foto, l'origano si taglia alla base dei fusti con un paio di forbici da giardinaggio ben pulite.
  • Dell'origano si utilizzano sia le foglioline sia le sommità fiorite, anche essiccate.
  • Come si vede in foto, i fiori di origano spaziano dal rosa al lilla e si formano all'apice dei rametti.
  • L’origano cresce abbondante e rigoglioso se esposto pienamente al sole, meglio se in climi mediterranei.
  • Un rigoglioso campo di origano: come si vede dalla foto, le foglie, verdissime, hanno una forma ovale allungata ben visibile.
  • La pianta di origano produce infiorescenze raccolte in pannocchie, bianche o rosa, a partire dal mese di giugno.
  • Come si vede in foto, l’origano si taglia alla base dei fusti con un paio di forbici da giardinaggio ben pulite.
  • Dell’origano si utilizzano sia le foglioline sia le sommità fiorite, anche essiccate.
  • Come si vede in foto, i fiori di origano spaziano dal rosa al lilla e si formano all’apice dei rametti.

L’origano comunemente inteso è Origanum vulgare, appartiene alla famiglia delle Labiatae, ed è una pianta perenne, di consistenza erbacea, largamente diffusa in un’areale che comprende l’area mediterranea, l’Europa e l’Asia occidentale. La sua diffusione attuale come pianta spontanea o rinaturalizzata comprende anche buona parte dell’Europa settentrionale.

Si trova con maggiore facilità nelle regioni calde, nei versanti ben esposti, collinari o montani, sempre in pieno sole, e su terreni ben drenati, privi di ristagni. La parte perennante della pianta è rappresentata dalle radici perché di norma, a fine stagione, la vegetazione aerea ingiallisce e si secca in breve tempo.

L’origano si moltiplica per semina o divisione dei cespi, e cresce preferibilmente in clima temperato, anche se dimostra una certa resistenza al freddo invernale e alla siccità. Importante è più che altro la scelta del terreno: questo deve presentarsi ben drenato, privo di ristagni, leggero, non argilloso e possibilmente calcareo e il trapianto deve essere preceduto da una lavorazione profonda del terreno, la cui composizione si può migliorare mescolando sabbia e torba per evitare la formazione di ristagni d’acqua, accompagnata da una concimazione a base di letame maturo. Questa fertilizzazione non è però sufficiente a sostenere la crescita rigogliosa dell’origano: ogni primavera, quindi, distribuire 2 kg di letame maturo per metro quadrato sotto forma di terricciato; inoltre, dopo il primo raccolto e ancor più dopo il secondo, si raccomanda di distribuire in copertura, o interrandolo leggermente, un fertilizzante ricco di azoto per consentire alla pianta di accumulare sostanze nutritive negli organi perennanti. 

La potatura dell’origano, con l’eliminazione delle parti secche o danneggiate, è essenziale per mantenere la pianta in salute e stimolarne la produttività; allo scopo di favorire la produzione di nuove foglioline è possibile anche cimare i rametti sani. Si esegue una potatura leggera in primavera, per ripulire le piantine, e una potatura più consistente dopo la fioritura estiva, tagliando i rami a circa metà della loro lunghezza. 

L’annaffiatura deve essere regolare ma non eccessiva: l’origano preferisce un terreno leggermente asciutto, quindi occorrerà lasciare asciugare completamente il terriccio prima di effettuare una nuova bagnatura. Ovviamente, durante i mesi estivi più caldi, potrebbe essere necessario annaffiare più frequentemente, ma sempre con moderazione. 

Per quanto riguarda le malattie, l’origano è una pianta resistente ma può essere soggetta ad alcune problematiche come il marciume delle radici causato da ristagni idrici e le infestazioni da parte di parassiti, ghiotti delle sue foglioline.

Le radici dell’origano sono lignificate e sviluppano rizomi ad andamento strisciante che, in primavera, porteranno i fusti. Questi ultimi raggiungono un’altezza superiore ai 60 cm, ma possono essere anche più lunghi perché spesso la parte prossimale non presenta portamento eretto, ma strisciante; in condizioni difficili restano più bassi, anche soli 20 cm. Dopo essersi sviluppati per un po’ in senso orizzontale, staccandosi dal rizoma “madre”, i fusti si ergono verso l’alto contribuendo a formare cespugli densi ed espansi, vere e proprie macchie di colore e di profumo. I fusti sono ricoperti da una leggera peluria, assumono colorazione scura (tra il bruno e il rosso vinaccia), e presentano una sezione quadrata, ben definita. Nella parte superiore possono essere ramificati e si distinguono fusti che portano solo foglie da fusti che portano un’infiorescenza terminale. Nelle piante più vecchie e di grande vigoria, la parte basale dei fusti tende a lignificare.

Le foglie, contrariamente ai fusti, sono glabre o con peli occasionali. Il margine è intero o leggermente dentato, il picciolo è breve, la forma è un ovale allungato; la larghezza media supera di poco il mezzo centimetro, la lunghezza è il doppio. Sono sempre opposte e negli ultimi internodi del fusto, più corti degli altri, formano una specie di ciuffo terminale. Sfregate fra le mani emanano un aroma intenso che lascia presagire la nota amara che l’origano conferisce quando usato come condimento.

I fiori dell’origano sono di colore bianco o rosa, riuniti in pannocchie, portate in posizione terminale ai fusti o alle loro diramazioni. I fiori attirano una gran quantità di insetti, in primis api e bombi. Il fiore singolo ha forma tubulosa e spunta all’ascella di brattee colorate. Il frutto è tecnicamente un tetrachenio composto di quattro unità a forma di cilindro, di colore scuro, lisce al tatto.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

La fioritura dell’origano, con un andamento stagionale regolare, va da luglio a settembre.

Tuttavia, il momento esatto in cui spuntano i primi fiori può variare in base a tre fattori principali:

  1. Il clima e l’area geografica: nelle regioni dell’Italia meridionale e nelle zone costiere più calde, la fioritura può iniziare già alla fine di giugno. Al Nord o in collina, dove le temperature si alzano più tardi, è facile che i fiori si facciano vedere verso la metà o la fine di luglio
  2. L’esposizione al sole: le piante posizionate in pieno sole fioriranno molto prima e in modo più abbondante rispetto a quelle che ricevono qualche ora di ombra
  3. La varietà della pianta: l’origano classico da cucina (Origanum vulgare) e le varietà ad altissima intensità aromatica (Origanum heracleoticum) seguono il classico ciclo estivo. Altre varietà, come l’Origanum vulgare aureum, fioriscono invece in modo molto sporadico e raro.

Se si coltiva l’origano per usarlo come spezia in cucina, occorre tenerlo d’occhio tra luglio e agosto. Il momento perfetto per tagliarlo è la piena fioritura (quando la maggior parte dei boccioli si è aperta), perché è proprio in quel preciso istante che le foglie e i fiori sprigionano la massima concentrazione di oli essenziali e di profumo.

Commestibilità

FoglieFiori

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

Per riprodurre la pianta dell’origano si può optare per due strade: la semina oppure la divisione dei cespi.

Riproduzione per semina

Questo metodo è piuttosto semplice e offre ottime percentuali di successo non appena il clima si stabilizza sui 10°C.

Il momento ideale per seminare è tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, utilizzando un substrato specifico per la germinazione. Poiché i semi sono minuscoli, un ottimo trucco per distribuirli in modo uniforme è miscelarli a un po’ di terra, per poi spargerli a spaglio a circa 1 cm di profondità.

Trascorsi circa 60-75 giorni, quando le piantine saranno sufficientemente robuste, sarà possibile metterle a dimora nel terreno definitivo, mantenendo una distanza di 30 cm l’una dall’altra.

Divisione dei cespi

Questa tecnica non garantisce sempre il successo totale, ma ha un grande vantaggio rispetto alla semina: permette di replicare l’esatta intensità aromatica della pianta originaria.

Si opera sempre a inizio primavera, selezionando piante madri sane e vigorose di almeno tre anni. In questo periodo la pianta è già in fase di risveglio vegetativo, quindi i nuovi germogli vanno maneggiati con delicatezza.

Dopo aver estratto la pianta dal suolo, si seziona il cespo con le cesoie in parti di circa 15 cm. Per attecchire, ogni porzione deve possedere un rizoma forte, un buon apparato radicale e qualche ramificazione. Prima di piantarle, si accorciano le radici eccessivamente lunghe e si potano i fusti rovinati o di troppo, lasciandone solo tre per sezione.

Le nuove porzioni vanno interrate immediatamente, avendo cura di irrigare regolarmente per mantenere il suolo umido finché non mostreranno evidenti segni di ripresa.

Una considerazione importante: è sconsigliato eseguire la divisione dei cespi a fine estate o in autunno. Le temperature rigide, le piogge intense e la siccità invernale potrebbero compromettere la sopravvivenza delle giovani piante.

Semi

I semi dell’origano sono minuscoli, quasi come polvere o granelli di terra: si pensi che misurano generalmente meno di 1 mm di lunghezza (spesso intorno ai 0,5 mm) e un singolo grammo può contenere fino a 10.000 semi.

Presentano una forma prevalentemente ovale o leggermente tondeggiante, con un colore variabile dal marrone scuro al bruno-rossastro, fino a tonalità quasi nere quando sono completamente maturi e secchi.

Informazioni e curiosità

L’universo dell’origano è ricco di sfumature e le varie tipologie si differenziano notevolmente tra loro per estetica, utilizzo e comportamento. Vediamone alcune:

1. Origanum vulgare aureum

Questa varietà salta all’occhio per il suo caratteristico fogliame giallo dorato. Ha una crescita moderata e tollera bene il posizionamento in zone di mezz’ombra.

Pur possedendo le proprietà tipiche delle aromatiche, Origanum vulgare aureum viene coltivato quasi solo a fine ornamentale. Nei vivai non ha una classificazione fissa: si trova sia nel reparto aromatiche sia tra le piante perenni.

È un ibrido artificiale che non esiste allo stato selvatico. Ha una base legnosa e produce raramente dei fiori color lavanda o malva.

Nonostante l’apparenza delicata, sopporta benissimo le basse temperature. Per moltiplicarlo, in primavera si possono prelevare talee dai rami che non portano fiori.

2. Origanum vulgare variegatum

Questa tipologia unisce l’ottima resa aromatica dell’origano classico a un forte impatto visivo.

Le foglie, leggermente più minute rispetto alla varietà spontanea, mostrano una bordatura asimmetrica chiara, con tonalità che spaziano dal bianco avorio al giallo.

Se coltivato in pieno sole e in un suolo che non trattiene l’umidità, regala da luglio in poi una fioritura abbondante con petali di un vivace colore rosa scuro o rosso.

3. Origanum heracleoticum e Origanum onites

Conosciuti rispettivamente come origano meridionale e origano di Cipro (o mediterraneo), rappresentano l’eccellenza per chi cerca il profumo più concentrato e pungente di questa aromatica, superando tutte le altre varietà.

In particolare, Origanum onites si presenta come un cespuglio di piccole dimensioni, facilissimo da riconoscere grazie alla fitta peluria che ne riveste i rametti e ai suoi fiori totalmente bianchi.

4. Origanum laevigatum “Herrenhausen”

Si tratta di un altro ibrido da giardino, perfetto per decorare aiuole rocciose o creare bordure.

Può superare i 45 centimetri di altezza e ha una tendenza ad allargarsi sul terreno come una pianta tappezzante.

Durante la stagione estiva produce vistosi raggruppamenti di fiori color lillà o rosa intenso. Anche le sue foglie sono profumate e si distinguono per sfumature violacee quando la pianta è ancora giovane.

Coltivazione

VasoPiena Terra

L’origano cresce ovviamente in orto, ma si presta ad essere coltivato con successo anche in vaso.

Collocazione

InternoEsterno

L’origano, come tutte le aromatiche, cresce all’esterno.

Concimazione

Per concimare correttamente l’origano bisogna partire da un presupposto: è una pianta mediterranea abituata a terreni poveri e sassosi. Questo significa che il peggior nemico dell’origano è l’eccesso di nutrimento, che finisce per indebolire la pianta, privandola del suo eccezionale profumo.

Concimazione d’impianto 

Il momento in cui l’origano ha più bisogno di sostegno è quando lo si pianta, sia in vaso che in piena terra.

Si intervenga mescolando al terreno un po’ di compost ben maturo o del letame pellettato (stallatico), cui unire della sabbia o della pomice per facilitare il drenaggio.

Nutrimento di mantenimento 

Una volta avviata, la pianta è quasi del tutto autosufficiente. La gestione cambia leggermente a seconda di dove si trova:

  • In piena terra, all’inizio della primavera (marzo), distribuire 2 kg di letame maturo per metro quadrato sotto forma di terricciato, interrandolo leggermente zappettando la terra in superficie. Non servirà altro per tutto l’anno
  • In vaso, la terra esaurisce in fretta i suoi nutrienti. Da aprile a luglio, è possibile diluire nell’acqua delle annaffiature un concime liquido organico (va benissimo quello per piante verdi o aromatiche) una volta al mese, dimezzando le dosi consigliate sulla confezione per evitare sovradosaggi.

Concimazione post-raccolta

Dopo il primo raccolto, e ancor più dopo il secondo, si raccomanda di distribuire in copertura, o interrandolo leggermente, un fertilizzante ricco di azoto per consentire alla pianta di accumulare sostanze nutritive negli organi perennanti. L’azoto è, infatti, l’elemento che stimola la produzione di nuove foglie e rami verdi.

Se però si nota che la pianta cresce tantissimo, ma i suoi fiori e le sue foglie non profumano di nulla, bisogna fermare ogni intervento immediatamente perché significa che il terreno è troppo ricco di azoto

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

Essendo una pianta originaria della macchia mediterranea, l’esposizione corretta per l’origano è il pieno sole. Il sole caldo e diretto non serve solo a far crescere la pianta, ma stimola la produzione degli oli essenziali: più sole prende, più l’origano sarà aromatico e saporito.

Di conseguenza, la pianta deve ricevere la luce diretta del sole per la maggior parte della giornata, idealmente per almeno 6-8 ore al giorno. Per questo, l’esposizione a Sud o a Sud-Ovest è in assoluto la migliore.

Oltre alla luce, l’origano ama i luoghi ben aerati. La ventilazione naturale asciuga rapidamente le foglie e il terreno dopo le piogge, azzerando il rischio di umidità stagnante. Ciò previene le malattie fungine, che sono il vero punto debole di questa pianta.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

L’origano si bagna solo quando il terreno è completamente asciutto, anche diversi centimetri sotto la superficie.

Si tenga presente che i vasi si asciugano molto più in fretta della terra piena per cui in estate potrebbe essere necessario bagnare 1 o 2 volte alla settimana. Quando si annaffia, versare l’acqua direttamente sul terriccio (evitando di bagnare le foglie) finché non fuoriesce dai fori di drenaggio sul fondo del contenitore, dopodiché svuotare sempre il sottovaso dopo 15 minuti.

In piena terra, una volta che la pianta ha attecchito (dopo il primo anno), diventa quasi del tutto autosufficiente e spesso si accontenta delle le piogge. Occorrerò intervenire solo in estate, durante i periodi di grande siccità prolungata, bagnando generosamente ogni 10-15 giorni.

Le annaffiature vanno regolate anche in base alla stagione:

  • In primavera, le temperature sono miti e la pianta si sta risvegliando. Annaffiare con molta moderazione, solo se non piove da tempo
  • In estate, procedere con irrigazioni costanti ma non abbondanti per mantenere la pianta verde e giovane più a lungo
  • In autunno e inverno, la pianta entra in riposo vegetativo. Se è in giardino, smettere completamente di bagnare; se è in vaso sul balcone ed è riparata dalla pioggia, dare pochissima acqua giusto per non far seccare del tutto le radici.

Potatura

La potatura dell’origano è un’operazione tanto semplice quanto fondamentale. Trattandosi di un piccolo arbusto perenne con la base che tende a diventare legnosa, un corretto utilizzo delle forbici permette non solo di mantenere il cespo compatto e ordinato, ma anche di moltiplicare la produzione di foglie aromatiche ed evitare lo svuotamento al centro della pianta.

Cimatura estiva 

Cimare i rametti sani è il trucco principale per avere una pianta sempre folta.

Infatti, quando si recide la punta di un ramo sano (apice vegetativo), si interrompe la sua crescita verticale. La pianta reagisce risvegliando le gemme laterali sottostanti: da un singolo ramo tagliato ne nasceranno due o tre nuovi.

Questa operazione si esegue regolarmente in primavera e all’inizio dell’estate, quando la pianta è in piena crescita. Basta recidere gli ultimi 3-5 cm dei ramoscelli più lunghi utilizzando semplicemente le unghie (se i rametti sono teneri) o delle forbicine.

Più si cima la pianta, più questa assumerà una forma a cuscino, tonda e ricca di foglie, ritardando inoltre la fioritura (il che mantiene le foglie più tenere e profumate).

Potatura di pulizia e ringiovanimento

Oltre a eliminare i rami secchi, malati o spezzati non appena compaiono, l’origano richiede due interventi strutturali mirati:

Potatura post-fioritura 

Terminata la fioritura (tra agosto e settembre), i fusti che hanno portato i fiori tendono a seccare, a perdere le foglie e a diventare legnosi. È il momento di accorciare tutti i fusti che hanno fiorito, tagliandoli a circa un terzo della loro lunghezza (lasciando qualche centimetro di vegetazione verde alla base).

Questa operazione evita che la pianta disperda energie nella produzione di semi e stimola un ultimo ciclo di fogliame fresco prima dell’inverno.

Taglio drastico di fine inverno (febbraio-marzo)

Si tratta dell’intervento più importante per le piante che hanno già qualche anno di vita.

Prima che inizi il nuovo risveglio primaverile, recidere quasi tutta la vegetazione vecchia, lasciando i fusti a circa 5-10 cm dal suolo. Questo intervento azzera la vecchia vegetazione rovinata dal gelo e permette alla luce del sole di penetrare fino al cuore del cespo, stimolando la nascita di fusti completamente nuovi, vigorosi e profumatissimi direttamente dalla base.

Rinvaso e trapianto

Il trapianto o il rinvaso dell’origano sono operazioni semplici, ma che richiedono qualche accortezza per garantire che la pianta non subisca traumi e attecchisca subito.

Il momento migliore per farlo è l’inizio della primavera (marzo-aprile), quando la pianta si risveglia dal riposo invernale e le temperature si stabilizzano sopra i 10°C.

Rinvaso 

Va eseguito ogni 1-2 anni, non appena le radici iniziano a uscire dai fori sul fondo del vaso o la terra si asciuga troppo velocemente.

  1. Scegliere un vaso di 2-4 cm più grande del precedente, preferibilmente in terracotta per far “respirare” la terra. Sul fondo, creare uno strato di 2-3 cm di argilla espansa o ghiaia per far defluire l’acqua
  2. Usare un terriccio universale di buona qualità mescolato con un 30% di sabbia di fiume o pomice. L’origano odia i terreni compatti che trattengono troppa umidità
  3. Capovolgere delicatamente il vecchio vaso tenendo la pianta alla base ed estrarre il pane di terra. Se le radici sono molto fitte e aggrovigliate sul fondo, allargarle delicatamente con le dita. Posizionare la pianta nel nuovo vaso, centrata e alla stessa profondità di prima
  4. Riempire gli spazi vuoti laterali con il nuovo terriccio, premendo leggermente con le dita per compattare la terra ed eliminando eventuali bolle d’aria.

Trapianto in piena terra

Sia che la piantina sia stata acquistata in vivaio, sia che provenga da un semenzaio domestico, dopo circa due mesi sarà pronta per essere trasferita in campo aperto.

Va scelta una posizione in pieno sole, scavando una buca profonda il doppio del pane di terra della piantina. Se il terreno del giardino è molto argilloso, mescolare alla terra dello scavo della sabbia e una manciata di compost maturo per alleggerirlo.

A questo punto, inserire la piantina nella buca, assicurandosi che il colletto (il punto in cui il fusto esce dalla terra) sia a livello del suolo. Coprire con la terra e premere delicatamente attorno al fusto.

Se si piantano più esemplari, mantenere tassativamente una distanza di 30 cm tra una pianta e l’altra. L’origano tende ad allargarsi a cespo e ha bisogno di spazio per far circolare l’aria.

Sia in vaso che in terra, subito dopo il trapianto annaffiare generosamente per far aderire bene la terra alle radici. Per le successive 2 settimane, mantenere il terreno leggermente umido (ma mai inzuppato) per aiutare l’attecchimento, ma, non appena spuntano le prime foglioline nuove, ridurre drasticamente l’acqua e tornare al regime normale.

Terriccio

Il terreno ideale per la coltivazione dell’origano deve essere ben drenato, privo di ristagni, leggero, non argilloso e possibilmente calcareo.

Ubicazione stagionale

Pianta abbastanza resistente al freddo e alla siccità, l’origano si può coltivare con facilità e all’esterno ovunque, ma sempre in posizione ben esposta. Predilige comunque il clima mediterraneo.

All’arrivo dell’inverno, al di sotto dei 5°C, dissecca la parte aerea per ripresentarsi in primavera. Si consiglia comunque di riparare il vaso o l’orto durante i mesi freddi, specialmente nel caso in cui le temperature calino bruscamente. Per farlo si può sistemare della paglia sulle radici delle piantine, per proteggerle dalle gelate, o avvolgere l’origano in appositi sacchi di tela, che permettono la traspirazione ma lo isolano dal freddo.

Raccolta

Il momento ideale per la raccolta dell’origano non è fisso: cambia di anno in anno in base al clima, alla posizione della coltivazione e a quanta acqua e nutrimento riceve la pianta.

  • Raccolta precoce: si anticipa se la stagione è calda, se il terreno è esposto al sole diretto e se scarseggiano sia l’acqua sia i nutrienti. La carenza idrica, infatti, accelera la maturazione
  • Raccolta ritardata: annaffiature regolari (ma moderate) prolungano la fase giovanile della pianta. Allo stesso modo, i fertilizzanti a base di azoto stimolano la crescita delle foglie e allungano il ciclo produttivo della coltura.

Come e quando raccogliere

A seconda dell’uso finale, cambiano le parti da prelevare e le frequenze di taglio: ad esempio, a scopo culinario si recide l’intera pianta nel momento di massima fioritura, non limitandosi solo alle punte superiori. Il taglio va fatto la mattina presto, quando la rugiada è già evaporata ma il sole non è ancora cocente: è questo il momento in cui gli oli essenziali sono più concentrati. Si usano forbici da potatura ben affilate, evitando di strappare i rami per non rovinare le radici e i fusti più giovani.

Inoltre, durante il primo anno di vita si fa un unico sfalcio, permettendo ai nuovi germogli di crescere liberamente. Dal secondo anno in poi, se si supporta la pianta con acqua e concime, è possibile effettuare un secondo taglio a distanza di circa due o tre mesi (60-90 giorni) dal primo.

Per non indebolire troppo la pianta, è bene raccogliere al massimo la metà dei fusti disponibili, lasciando l’altra metà intatta.

Per l’uso erboristico, invece, si recidono soltanto le sommità fiorite, così da avere una proporzione bilanciata tra foglie e fiori.

Pulizia, essiccazione e conservazione

Una volta tagliati, i rami non devono essere accumulati per evitare che inizino a fermentare. Il processo corretto prevede pochi e semplici passaggi:

  1. La mondatura: si stendono i fusti e si controllano singolarmente per asportare a mano le foglie più basse se risultano ingiallite o sporche di terra
  2. L’essiccazione: si creano dei mazzetti da 10-15 steli, si legano e si appendono capovolti. Il locale scelto deve essere all’ombra, ma caldo e ben aerato, per garantire un’asciugatura rapida
  3. Lo stoccaggio temporaneo: quando sono ben secchi, i mazzetti si uniscono in fasci più grandi e si inseriscono nei sacchetti di carta (come quelli per il pane) fino al momento della “sgranatura”, l’operazione con cui si staccano i fiori e le foglie dai rami legnosi.

Se riposto in un ambiente privo di umidità, fresco e protetto dalla luce, l’origano mantiene intatta l’intensità del suo profumo per moltissimo tempo.

Malattia e cure

L’origano è una pianta rustica e molto resistente, ma ha due grandi punti deboli: l’eccesso di umidità (che attira i funghi) e alcuni specifici insetti, ghiotti delle sue foglie aromatiche.

Trattandosi di una pianta che si usa in cucina, il consiglio è di evitare pesticidi chimici aggressivi e puntare su rimedi naturali e preventivi.

Le malattie fungine

Le malattie causate da funghi sono le più pericolose per l’origano. Si sviluppano quasi sempre a causa di un terreno poco drenante, vasi senza fori o annaffiature troppo frequenti.

Marciume radicale 

La pianta inizia a ingiallire senza un motivo apparente, i fusti perdono vigore, si ammosciano e la base diventa scura e marcia. 

Purtroppo, se il marciume è esteso, c’è ben poco da fare e la pianta va eliminata. Se il problema è all’inizio, sospendere immediatamente le annaffiature, tagliare le parti aeree compromesse e, se la pianta è in vaso, rinvasarla subito sostituendo tutto il terriccio con uno nuovo, molto più sabbioso.

Ruggine 

Sulla pagina inferiore delle foglie di origano compaiono delle piccole macchie o pustole di colore giallo-arancione o bruno-rossastro (che ricordano, appunto, la ruggine). Le foglie colpite finiscono per seccare e cadere.

Per curare la pianta, rimuovere e bruciare (o gettare nella spazzatura, mai nel compost) le foglie e i rami infetti, dopodiché spruzzare sulla pianta del rame (ossicloruro di rame) o del bicarbonato di sodio sciolto in acqua (un cucchiaino per litro) per bloccare la diffusione delle spore.

I parassiti

L’origano attira pochi insetti grazie al forte profumo dei suoi oli essenziali, ma ce ne sono alcuni particolarmente ostinati.

Crisomela dell’origano (Chrysolina americana)

È un piccolo coleottero molto vistoso, con strisce metalliche verdi e violacee. Sia gli adulti che le loro larve si nutrono delle foglie, lasciando evidenti morsi e buchi circolari sulla pianta.

Il metodo più efficace ed ecologico per sbarazzarsene è la raccolta manuale. In caso di forti infestazioni, ricorrere a un trattamento a base di olio di Neem o sapone molle di potassio.

Afidi

Si tratta di piccoli insetti verdi, neri o grigi che si ammassano sui germogli più teneri e sotto le foglie dell’origano. Succhiano la linfa, deformando le foglioline nuove e lasciando una sostanza appiccicosa chiamata melata.

Se l’attacco è leggero, basta un forte getto d’acqua per scalzarli. Altrimenti, spruzzare del sapone di Marsiglia sciolto in acqua tiepida (circa 15-20 grammi per litro) la sera, quando il sole è calato. Il sapone ostruisce i canali respiratori degli afidi senza danneggiare la pianta.

In via preventiva, per proteggere l’origano dalle malattie, assicurarsi che sia sempre esposto al sole diretto, mantenere la distanza di 30 cm tra le piante per garantire il passaggio dell’aria e bagnare solo quando la terra è del tutto asciutta.

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