- Fioritura
- Tossicità
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Raccolta
- Malattia e cure

- Nella foto è ben visibile la caratteristica forma a trombetta della corona centrale del fiore di narciso.
- Un aiuola di fiori di narciso sbocciati durante la primavera: da notare il bellissimo accostamento di colori giallo oro e bianco candido.
- Il narciso non è solo elegante e bello da vedere: emana anche un gradevolissimo profumo.
- In foto, un narciso “Double Golden Ducat”.
- La pianta di narciso va esposta al pieno sole o in mezz’ombra a seconda della regione.
- I bulbi di narciso entrano in riposo in estate e sbocciano da gennaio-febbraio fino ad aprile nel nostro Paese.
- In foto, un esemplare di “Narcissus Papyraceus”.
Il genere Narcissus, appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae, comprende centinaia di ibridi contraddistinti per dimensioni, forme e colori diversi, dal bianco al giallo intenso (si veda il bellissimo narciso Full House) o all’arancio, fino ad arrivare addirittura al rosa.
Presente nella flora italiana allo stato spontaneo, il narciso è una bulbosa perenne caratterizzata dalle foglie sottili, carnose, di colore grigio-verde, lunghe tra i 20 e i 40 cm e uno stelo altrettanto carnoso. I fiori, molto spesso profumati, si riconoscono per una tipica coppa centrale a forma di trombetta e una corona esterna formata da 5-7 petali; le dimensioni variano da un diametro minimo di circa 4-5 cm fino a un massimo di 10-15 cm. Narcissus poeticus (noto come narciso dei poeti) e Narcissus radiflorus sono le specie più diffuse a livello selvatico, ma è senza dubbio Narcissus Tazetta (ad esempio la varietà Cragford) a spiccare per la sua fioritura precoce, capace di colorare i giardini d’inverno.
Per quanto concerne la coltivazione e cura del narciso, la prima regola da rispettare riguarda la scelta del terreno: quest’ultimo deve presentarsi ben drenato e senza ristagni, ben esposto alla luce solare o parzialmente ombreggiato nelle regioni a clima particolarmente caldo. Per la concimazione, prediligere un fertilizzante ricco di fosforo e potassio, soprattutto al fine di aiutare i bulbi a immagazzinare energia per l’anno successivo. La potatura va limitata alla sola rimozione dei fiori appassiti, per evitare che la pianta sprechi energia nella produzione di semi; le foglie invece non devono essere tagliate fino a quando non appariranno completamente ingiallite, poiché continuano a fotosintetizzare e a nutrire il bulbo.
L’annaffiatura del narciso varia nella frequenza a seconda delle condizioni climatiche e del suolo. In generale, quest’ultimo va mantenuto costantemente umido, ma non zuppo, specialmente durante i periodi più caldi dell’anno, mentre durante l’autunno e l’inverno l’irrigazione deve essere moderata. La riproduzione della pianta di narciso avviene principalmente tramite la divisione dei bulbi (o volendo per semina), mentre le malattie più frequenti riguardano marciumi e muffe (causati da eccessiva umidità, errori di gestione delle annaffiature o scarsa ventilazione), nonché infestazioni da parte di parassiti come acari e afidi, oppure incursioni di voraci lumache e lumachine. Non rappresentano invece un problema le basse temperature: a fronte di alcune semplici precauzioni, il narciso può restare all’aperto tutto l’anno senza temere il rigore invernale.
Fioritura
La fioritura del narciso avviene da febbraio ad aprile, a seconda della varietà.
Tossicità
Il narciso è considerato tossico per cani, gatti e bambini poiché contiene diverse sostanze pericolose, in particolare la licorina (un alcaloide tossico) e cristalli di ossalato di calcio.
Tutta la pianta è tossica, ma la concentrazione massima di veleno si trova nel bulbo e l’ingestione causa solitamente una forte irritazione delle mucose, oltre che vomito, diarrea, nausea e forte salivazione (scialorrea).
In caso di sospetta ingestione chiamare immediatamente il centro antiveleni o il pediatra oppure, nel caso dei pet, recarsi dal veterinario portando, se possibile, un campione della pianta.
Riproduzione
Il metodo principale e più efficace per riprodurre il narciso è la divisione dei bulbi.
Ogni anno, infatti, il bulbo principale della pianta produce dei “figli”, chiamati bulbilli, che crescono attaccati alla base. Se non vengono mai divisi, col tempo i fiori diventano più piccoli perché c’è troppo affollamento.
Il momento perfetto per separarli è l’estate (giugno-luglio), quando la parte aerea è completamente secca e gialla: questo indica che il bulbo ha finito di immagazzinare energia per l’anno successivo.
Ecco come fare step by step:
- Scavare con delicatezza attorno ai bulbi con una vanga o un forcone da giardino, cercando di non colpirli (i tagli favoriscono i marciumi)
- Rimuovere la terra in eccesso e le foglie secche
- Individuare i bulbilli laterali. Se si staccano facilmente con una leggera pressione delle dita, sono pronti per essere separati
- Tenere solo i bulbi sodi e sani, scartando quelli molli, ammuffiti o che presentano fori (segno di parassiti).
Una volta separati, i bulbilli si possono piantare subito o conservare in un luogo fresco, buio e asciutto fino all’autunno. Nel primo caso, vanno interrati a una profondità pari a circa 2 o 3 volte l’altezza del bulbo (solitamente 10-15 cm), sempre con la “punta” rivolta verso l’alto e la parte piatta (radici) verso il basso. La distanza deve essere di almeno 10-15 cm tra un bulbo e l’altro per lasciarli respirare.
Oltre alla divisione, è possibile effettuare la semina, ma il narciso impiegherà dai 5 ai 7 anni prima di produrre il primo fiore. Inoltre, le piantine nate da seme potrebbero non essere uguali alla pianta madre se si tratta di ibridi.
Semi
I semi di narciso sono piccoli e neri, contenuti in capsule verdi che si formano dopo la fioritura. La germinazione dei semi è lenta e richiede diversi anni per produrre piante fiorite.
Informazioni e curiosità
Il fiore di narciso è strettamente legato alla mitologia greca. La leggenda narra di Narciso, un giovane di straordinaria bellezza, che si innamorò del proprio riflesso in uno specchio d’acqua. Incapace di distogliere lo sguardo, morì annegato e fu trasformato nel fiore che porta il suo nome.
La pianta è spesso associata ai concetti di rinascita e primavera, speranza e nuovi inizi, poiché è uno dei primi fiori a sbocciare dopo l’inverno; tuttavia, proprio a causa della leggenda di Narciso, può anche rappresentare la vanità e l’egocentrismo.
Coltivazione
Il narciso cresce bene sia in vaso sia in piena terra.
Collocazione
A seconda della varietà, il narciso si può tenere sia all’interno, sia su balconi o terrazzi. In genere, comunque, tende a essere considerata una pianta da esterno.
Concimazione
I momenti chiave per concimare il narciso sono due:
- All’uscita dei primi germogli: in tardo inverno/inizio primavera serve a dare una spinta alla crescita delle nuove piantine
- Dopo la fioritura: non appena i fiori appassiscono, la pianta inizia a “ricaricare” il bulbo per l’anno prossimo. È questo il momento in cui ha più bisogno di nutrienti. e la concimazione è fondamentale
I narcisi non amano troppo azoto perché favorisce le foglie a discapito dei fiori. Cercare piuttosto un concime con un rapporto tipo 5-10-10 o 10-10-20: deve essere ricco di fosforo per le radici e i fiori, e potassio per la salute del bulbo.
Come procedere step by step
- Spargere il concime granulare intorno alla base delle piante, evitando che tocchi direttamente le foglie o il fusto per non bruciarli
- Annaffiare leggermente dopo la concimazione per aiutare i nutrienti a scendere verso le radici
- Non tagliare mai le foglie verdi subito dopo la fioritura ma lasciarle ingiallire naturalmente (ci vorranno circa 6 settimane)
Esposizione e luce
L’esposizione ideale del narciso dipende molto dalla zona in cui si vive, ma in generale la regola è pieno sole o mezz’ombra leggera.
- Pieno sole (almeno 6 ore di sole diretto al giorno): ideale nel Nord Italia e nelle zone con primavere fresche. Il pieno sole è la scelta migliore perché garantisce una fioritura abbondante, steli robusti (che non si piegano sotto il peso del fiore) e aiuta il bulbo a maturare correttamente dopo che i petali sono caduti.
- Mezz’ombra: ideale nel Centro-Sud Italia. In queste regioni più calde, un po’ di ombra durante le ore centrali del pomeriggio evita che i fiori appassiscano troppo velocemente e impedisce al terreno di seccarsi eccessivamente.
In natura, i narcisi crescono sotto alberi decidui. In questo modo ricevono tutto il sole di cui hanno bisogno per fiorire quando l’albero è spoglio; quando poi l’albero mette le foglie e fa ombra, i narcisi hanno già concluso la loro fioritura e possono riposare al fresco.
Segnali che l’esposizione è sbagliata
- Troppa ombra: la pianta produce molte foglie lunghe e sottili, ma pochi o nessun fiore. Inoltre, gli steli tendono a “filare” (diventano lunghi e deboli) cercando la luce
- Troppo sole/caldo: i fiori durano pochissimi giorni e i bordi dei petali appaiono subito bruciati o secchi.
Annaffiatura
I bulbi di narciso amano l’umidità, ma se il terreno rimane inzuppato troppo a lungo, il bulbo marcisce in un batter d’occhio.
Ecco come gestire l’acqua nelle diverse fasi di vita della pianta:
- In autunno e inverno (dopo l’impianto): se i bulbi sono stati piantati in autunno, di solito bastano le piogge stagionali. Se però il terreno è secco, è opportuno dare un’annaffiata generosa subito dopo la messa a dimora per “svegliare” le radici. In inverno, non serve quasi mai annaffiare, a meno che non ci sia una siccità fuori dal comune
- Durante la crescita e la fioritura (primavera): è il momento in cui la pianta ha più sete. Controllare il terreno ogni 2-3 giorni: se i primi 2 centimetri sono asciutti, è ora di annaffiare mirando sempre alla base della pianta ed evitando quindi di bagnare i fiori (appesantirebbe i petali facendoli piegare e potrebbe favorire lo sviluppo di muffe). Quando si bagna, meglio un’annaffiata profonda una volta a settimana che tanti piccoli interventi ogni giorno: l’acqua deve raggiungere il bulbo, che si trova in profondità
- Dopo la fioritura molti commettono l’errore di smettere di annaffiare. Al contrario, è importante continuare a bagnare perché, finché le foglie sono verdi, la pianta sta immagazzinando energia. Se il clima è secco, continuare ad annaffiare finché le foglie non diventano completamente gialle; quando le foglie sono secche (solitamente a inizio estate), la pianta va in riposo e in questa fase il bulbo deve restare all’asciutto
Le esigenze idriche del narciso variano anche a seconda della posizione della pianta:
- In piena terra le piante hanno più autonomia. Se piove regolarmente, non serve intervenire
- In vaso, il terriccio si scalda e si asciuga molto più velocemente. Per questo, bisogna controllare più spesso le piante, assicurandosi che il vaso abbia ottimi fori di drenaggio.
Potatura
Il narciso non richiede una vera e propria potatura, bensì l’eliminazione periodica dei fiori e delle foglie secche o danneggiate allo scopo di alleggerire la pianta e favorire la formazione di nuovi bulbi.
Rinvaso e trapianto
Il periodo migliore per eseguire il trapianto del narciso è l’estate o l’inizio dell’autunno (da luglio a settembre), ossia quando la pianta è in dormienza, le foglie sono ormai secche e il bulbo ha già accumulato tutte le energie necessarie per l’anno successivo.
Come procedere (in terra o in vaso)
- Estrarre i bulbi dal terreno usando una forca da giardino o una piccola vanga. Scavare a circa 15-20 cm di distanza dal centro della pianta per evitare di rovinare i bulbi per errore e sollevare delicatamente la zolla
- Rimuovere la terra in eccesso con le mani e, nel caso in cui i bulbilli si stacchino facilmente, separarli: ognuno diventerà una nuova pianta
- Il terreno deve essere ben drenato (aggiungere un po’ di sabbia se è troppo argilloso) e, se si opta per il vaso, assicurarsi che abbia i fori di scolo e mettere anche uno strato di argilla espansa sul fondo
Sia nel caso del rinvaso che della messa a dimora, seguire le regole già enunciate per la riproduzione tramite bulbilli:
- Scavare una buca profonda 2 o 3 volte l’altezza del bulbo. Se, ad esempio, il bulbo è alto 5 cm, piantarlo a 10-15 cm di profondità
- La punta (l’apice) deve sempre essere rivolto verso l’alto, mentre la parte piatta (dove ci sono le radici) verso il basso
- Lascia circa 10-15 cm tra un bulbo e l’altro per non affollare troppo il contenitore o l’aiuola
Ubicazione stagionale
Facile da coltivare, il narciso è una pianta resistente al freddo e agli inverni rigidi, quindi, soprattutto se l’esposizione è corretta, può restare all’aperto tutto l’anno. In ogni caso, alcune precauzioni possono migliorare la sua sopravvivenza durante la stagione fredda: coprire i vasi con paglia o torba e sollevarli da terra aiuta a proteggere il terreno dal freddo eccessivo; inoltre, la pacciamatura contribuisce a mantenere una temperatura del terreno moderata, favorendo il riposo dei bulbi.
Raccolta
La raccolta del narciso selvatico, fiore sempre più raro da trovare in natura, è tutelata da norme regionali e in alcuni casi vietata.
Malattia e cure
Pur essendo una bulbosa piuttosto rustica e resistente, il narciso non è del tutto immune ai problemi. Spesso questi sono legati a un eccesso di umidità o a parassiti che attaccano il bulbo, il cuore pulsante della pianta.
Malattie fungine
- Marciume basale (Fusarium): è la malattia più grave. Il bulbo diventa morbido, bruno e spesso emana un cattivo odore. Una volta colpito, il bulbo va necessariamente eliminato e, a livello preventivo, bisogna assicurarsi che il terreno sia ben drenato e non vanno piantati bulbi che appaiono già morbidi o danneggiati
- Muffa grigia (Botrytis): appaiono macchie scure o polverose su foglie e fiori, specialmente in primavere molto piovose. Per rimediare, rimuovere immediatamente le parti infette e usare un fungicida a base di rame se l’infestazione è estesa.
Malattie virali
Il mosaico del narciso causa striature gialle o verde chiaro sulle foglie, che appaiono deformate o più corte del normale. L’unica soluzione è estirpare e distruggere la pianta intera per evitare che gli afidi trasmettano il virus ai narcisi sani vicini. Inoltre, non usare quegli strumenti su altre piante senza averli prima disinfettati.
Parassiti specifici
- Mosca del narciso: è una larva che scava gallerie all’interno del bulbo mangiandolo dall’interno. Se il narciso produce solo poche foglie sottili e non fiorisce, potrebbe proprio essere a causa di questo parassita
- Nematodi: sono piccoli vermi microscopici che causano rigonfiamenti e distorsioni sulle foglie. Come anche nel caso della mosca del narciso, la prevenzione è fondamentale: al momento dell’acquisto, scartare i bulbi “leggeri” o che cedono alla pressione delle dita.
La maggior parte delle malattie del narciso si evita curando il drenaggio, per cui, se il terreno è pesante e argilloso, aggiungere sempre della sabbia o della ghiaia sul fondo della buca d’impianto.








































