Mimosa

Acacia dealbata

Una splendida pianta di mimosa in giardino: la sua fioritura giallo canarino non passa di certo inosservata.

  • Una splendida pianta di mimosa in giardino: la sua fioritura giallo canarino non passa di certo inosservata.
  • Per fiorire in abbondanza, la mimosa ha bisogno di posizioni ben soleggiate.
  • mimosa rametto
  • ramo di mimosa
  • Una splendida pianta di mimosa in giardino: la sua fioritura giallo canarino non passa di certo inosservata.
  • Per fiorire in abbondanza, la mimosa ha bisogno di posizioni ben soleggiate.
  • Un rametto di mimosa in piena fioritura.
  • La mimosa si può coltivare all’esterno in giardino solo nelle regioni a clima temperato.

La mimosa, genere Acacia, è la pianta simbolo della festa dedicata alle donne, l’8 marzo, e si tratta di una pianta originaria dell’Australia (regioni del Queensland e del Nuovo Galles del Sud) e dell’isola di Tasmania.

La specie più diffusa è Acacia dealbata, la mimosa comune, ma esiste anche Acacia retinoides. La mimosa si riproduce tramite seme o talea, e si coltiva all’esterno, ma solo nelle regioni dal clima mite anche in inverno: la pianta, infatti, non tollera minimamente il freddo e temperature sotto lo zero termico, specie se prolungate. Al Nord Italia si può tentare quindi con la coltivazione in vaso, purché sufficientemente capiente, in modo da ritirare la pianta al coperto all’arrivo del freddo. La mimosa va concimata ogni anno per favorire la fioritura, mentre le annaffiature, almeno per gli esemplari coltivati in giardino, non sono necessarie poiché la mimosa tollera abbastanza bene la siccità e in genere si accontenta delle precipitazioni piovose. Diverso discorso per le piante in vaso, il cui terriccio deve sempre essere leggermente umido ma ottimamente drenato. La posizione ideale, anche per il trapianto, è soleggiata e calda, mentre il substrato di coltivazione è opportuno che sia tendenzialmente acido. La cocciniglia è il nemico più comune che può attaccare la mimosa, nonché il più tenace da debellare.

La chioma di mimosa ha forma irregolare, le foglie sono composte, di forma bipennata, con due ordini di “penne” lungo il rachide centrale. Lunghe fino a 25 cm, sono di colore difficilmente definibile mescolando verde, grigio e argento. Ogni “penna” è a sua volta una foglia composta, che riunisce da 60 ad 80 foglioline disposte sui due lati di un asse centrale flessibile. I rami giovani sono di colore grigiastro, pubescenti, piacevoli al tatto, mentre il tronco è liscio. La finezza delle foglioline, la flessibilità degli assi, l’organizzazione generale della foglia e la sovrapposizione dei vari elementi, conferisce alla chioma un senso di grande leggerezza. Ogni singolo fiore ha forma sferica e numerosi stami di colore giallo. Sono raccolti in un’infiorescenza racemosa piuttosto grande (fino a trenta unità), che si origina in posizione ascellare. Dai fiori fecondati si formano i frutti, legumi con semi evidenti nel baccello.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

La mimosa fiorisce a fine febbraio-marzo, secondo l’esposizione e l’andamento stagionale.

Commestibilità

Fiori

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

La mimosa si riproduce facilmente per seme o per talea.

Riproduzione per seme 

I semi di mimosa hanno un guscio molto duro e impermeabile. Per questo, prima di essere piantati, vanno trattati in questo modo:

  1. Immergere i semi in acqua quasi bollente per circa 30-60 secondi, poi trasferirli immediatamente in acqua fredda
  2. Lasciarli in acqua a temperatura ambiente per 24 ore. Quelli che si gonfiano raddoppiando di volume sono pronti per la semina
  3. Piantarli in primavera in un terriccio leggero (torba e sabbia) a circa 1 cm di profondità
  4. Mantenere il vaso a circa 20°C in un luogo luminoso. I semi germoglieranno in 2-4 settimane

Riproduzione per talea 

Questo metodo permette di ottenere una nuova pianta geneticamente identica alla pianta madre e si esegue a fine estate (agosto-settembre).

  1. Prelevare dei rametti semi-legnosi (quelli che sono ancora verdi ma iniziano a diventare duri alla base) lunghi circa 10-15 cm
  2. Rimuovere le foglie nella parte inferiore e immergere la base in una polvere radicante (ormone radicante)
  3. Inserire le talee in un vasetto con un mix di torba e perlite
  4. Coprire il vaso con un sacchetto di plastica trasparente per mantenere l’umidità (creando una mini-serra) e metterlo in ombra luminosa

In alternativa, si può eseguire anche la riproduzione per polloni. Chi ha una pianta in giardino, noterà dei piccoli germogli che spuntano dalle radici a una certa distanza dal tronco; in autunno o all’inizio della primavera, è possibile scavare delicatamente e prelevare uno di questi polloni che abbia già una sua porzione di radici.

Consigli per avere successo

  1. La mimosa odia il calcare: usare un terriccio per piante acidofile o aggiungere della torba al terreno
  2. Se la si coltiva in vaso, assicurarsi che questo sia profondo perché la mimosa sviluppa radici lunghe e ha bisogno di spazio
  3. Le piantine giovani sono molto sensibili al freddo e vanno protette durante il primo inverno se le temperature scendono sotto lo zero.

Semi

Dai fiori fecondati si formano i frutti di mimosa. Si tratta di legumi di colore scuro, lunghi e a superficie liscia, con semi evidenti, piccoli e scuri, disposti nel senso della lunghezza del baccello.

Informazioni e curiosità

Sebbene siano spesso assolutamente necessarie, le potature sono sempre operazioni traumatiche per le piante, specie le mimose. Per evitare la cicatrizzazione delle ferite, si consiglia quindi l’utilizzo di propoli, un disinfettante naturale da applicare in forma di trattamento ripetuto sui tagli.

Coltivazione

VasoPiena Terra

La mimosa si coltiva prevalentemente in piena terra, ma nelle regioni con clima freddo si può far crescere anche in vaso. Le piante in vaso necessitano però di grandi contenitori che è bene dotare di ruote sin dall’inizio per favorirne la movimentazione.

Collocazione

InternoEsterno

La mimosa è pianta da esterno che però andrebbe coltivata solo nelle regioni a clima mite poiché non tollera il freddo.

Concimazione

La mimosa appartiene alla famiglia delle Leguminosae, per cui, come i fagioli, possiede delle piccole sacche sulle radici che ospitano batteri capaci di fissare l’azoto direttamente dall’aria.

Di conseguenza, l’errore più comune è concimare la pianta con troppo azoto, cosa che la spinge a produrre rami lunghi e deboli che si spezzano col vento, riducendo la fioritura.

Scegliere, invece, concimi dove il potassio e il fosforo siano prevalenti rispetto all’azoto.

Se le foglie di mimosa diventano gialle ma le venature restano verdi, la pianta soffre di clorosi ferrica (ossia non riesce ad assorbire il ferro). Per risolvere il problema, somministrare del ferro chelato in polvere o liquido per restituire il verde brillante alle foglie in pochi giorni.

La scelta del concime più adeguato va adattata a seconda della collocazione della pianta:

  • in giardino, l’ideale è somministrare un concime granulare a lenta cessione per acidofile (NPK bilanciato verso P e K) 2 volte l’anno, in primavera e autunno. Se però la mimosa in piena terra cresce rigogliosa, spesso non ha bisogno di nulla se non di una manciata di concime dopo la potatura post-fioritura
  • se la mimosa è in vaso, meglio optare per un concime liquido per piante fiorite o acidofile ogni 15-20 giorni da marzo a luglio

Calendario della concimazione

La mimosa non si concima tutto l’anno, ma in due momenti chiave:

  • Dopo la fioritura (marzo-aprile): è la fase più importante. Usare un concime granulare a lenta cessione per piante acidofile
  • Fine estate (settembre): una leggera somministrazione aiuta la pianta a preparare le gemme fiorali per l’anno successivo e a irrobustire il legno prima dell’inverno
  • Inverno: sospendere tutto poiché la pianta entra in riposo vegetativo

In autunno, stendere alla base della pianta della corteccia di pino o degli aghi di pino. Decomponendosi, aiuteranno a mantenere il terreno leggermente acido, proprio come piace alla mimosa.

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

La mimosa deve essere posta sempre in piena luce e in pieno sole, nel posto più caldo del giardino, sfruttando eventualmente il riverbero di un muro a secco o il riparo di una conca (l’esposizione a venti forti o freddi deve essere sempre evitata).

In posizione ombreggiata la vegetazione diventa rada, sono numerosi i rami che tendono a seccare, e lo sviluppo generale si arresta.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

Per annaffiare correttamente la pianta di mimosa bisogna tenere presente che le sue esigenze cambiano drasticamente in base all’età della pianta e a dove è collocata.

In generale, usare acqua piovana o lasciare decantare quella del rubinetto in un annaffiatoio per 24 ore prima di usarla (così il cloro evapora e il calcare si deposita sul fondo) oppure aggiungere qualche goccia di aceto per neutralizzare l’alcalinità.

Differenza tra vaso e piena terra

  • In vaso, il terreno si asciuga velocemente per cui, in estate, la mimosa va bagnata ogni 2-3 giorni; in inverno basta una volta ogni 15 giorni (o meno, se piove)
  • In piena terra, se la pianta è giovane (primi 2-3 anni), annaffiare generosamente una volta a settimana durante le estati secche. Se invece la pianta è adulta e ben stabilizzata, si rivela molto resistente alla siccità: spesso le basta l’acqua piovana, tranne in caso di siccità estrema.

Se la mimosa è in giardino, invece di dare poca acqua spesso, meglio fornire tanta acqua raramente. Questo spinge le radici a scendere in profondità per cercare l’umidità, rendendo la pianta molto più forte e autonoma negli anni.

Frequenza e stagionalità

  • In primavera ed estate, ossia durante il periodo di crescita, il terreno deve rimanere fresco ma non inzuppato. Aspettare che i primi 2-3 cm di terra siano asciutti prima di ridare acqua
  • Nel periodo della fioritura (febbraio-marzo), se il clima è molto secco, un po’ d’acqua agevola la durata dei fiori, ma non bisogna mai esagerare
  • In autunno e inverno ridurre drasticamente le annaffiature. La pianta va in riposo e un eccesso di umidità, unito al freddo, può far marcire le radici o favorire l’insorgenza di funghi

Potatura

La potatura della mimosa è fra le più difficili da effettuare perché può aiutare l’equilibrato sviluppo della pianta, ma deve sempre essere leggera e ragionata.

Rinvaso e trapianto

Il trapianto o il rinvaso della mimosa è un’operazione delicata perché questa pianta odia che le si disturbino le radici. Se non si fa attenzione, può subire uno stress da trapianto che ne blocca la crescita per mesi.

Il momento ideale è subito dopo la fioritura, quindi tra fine marzo e aprile. In questo periodo la pianta entra nella sua fase di massima spinta vegetativa e ha l’energia necessaria per colonizzare il nuovo terreno.

Rinvaso 

Le mimose crescono in fretta e, se le radici fuoriescono dai fori di drenaggio sul fondo, è ora di cambiare contenitore.

Quello nuovo dovrebbe essere solo 2-4 cm più grande del precedente, riempito con un mix per piante acidofile (60%) unito a sabbia di fiume o perlite (30%) e un po’ di pomice sul fondo per favorire il drenaggio.

Il procedimento di rinvaso è molto semplice:

  1. Bagnare bene la pianta il giorno prima (il pane di terra resterà compatto)
  2. Estrarre la mimosa delicatamente, cercando di non rompere il pane di terra e senza toccare le radici 
  3. Posizionare la pianta nel nuovo vaso alla stessa profondità di prima
  4. Riempire i vuoti e premere leggermente

Trapianto in piena terra

  1. Scegliere una posizione del giardino molto soleggiata e riparata dai venti freddi (vicino a un muro a Sud è l’ideale)
  2. Scavare una buca profonda e larga almeno il doppio del vaso attuale
  3. Mettere uno strato di ghiaia o argilla espansa sul fondo della buca per evitare ristagni
  4. Inserire la pianta nella buca, riempire con terriccio di qualità (sempre tendente all’acido) e pressare bene con i piedi per eliminare eventuali sacche d’aria.

Cure post-trapianto

  1. Annaffiare subito e abbondantemente, per far aderire la terra alle radici
  2. Se la mimosa è stata rinvasata, mantenerla in un luogo leggermente riparato dal sole diretto per 3-4 giorni
  3. Aspetta almeno un mese prima di concimare: le radici nuove sono tenere e il concime potrebbe bruciarle
  4. In caso di trapianto in giardino fornire alla mimosa un tutore. La mimosa, infatti, cresce velocemente in altezza ma il suo tronco resta flessibile e sottile per i primi anni; un colpo di vento potrebbe spezzarla.

Ubicazione stagionale

La mimosa è un albero sempreverde che non è in grado di resistere per lungo tempo al gelo. Sotto allo zero termico le piante soffrono, e se il termometro raggiunge i -5°C è facile registrare la perdita di soggetti anche vigorosi e in salute. La coltivazione, specialmente in piena terra, è quindi consigliata solo nelle regioni costiere del Centro e del Sud, dove gli inverni sono miti e il gelo un evento eccezionale.

In alternativa, si può tentare la coltivazione in vaso, in modo che, all’arrivo dei primi freddi e fino a quando non si verificherà più il rischio di gelate tardive, la mimosa possa essere spostata all’interno.

Raccolta

Con l’avvento della Giornata internazionale della donna, marzo è il mese per eccellenza per la raccolta dei fiori di mimosa, ad esempio per creare colorati bouquet. In particolare, vanno raccolte le singole pannocchie con un poco di stelo e per conservare i mazzetti il più possibile, occorre scegliere un vaso con la bocca ampia, per non “strozzare” i gambi e non schiacciare i fiori.

Prima di mettere i fiori nel vaso si provveda a staccare le foglie più basse, in modo che non stiano a contatto con l’acqua, e a rimuovere la parte terminale dello stelo. Quindi immergerli nell’acqua, a una temperatura intorno ai 20°C. Non mettere nel vaso più di 6-10 cm d’acqua. L’acqua andrà cambiata tutti i giorni se non sono stati inseriti conservanti nel vaso (le bustine da addizionare all’acqua che servono come nutrimento per i fiori recisi e hanno potere battericida). In caso contrario, l’operazione andrà eseguita ogni tre giorni circa, rabboccando quotidianamente solo il livello dell’acqua evaporata o assorbita.

Malattia e cure

Essendo una specie che ama il sole e il drenaggio, la mimosa mal tollera l’eccesso di umidità o può soffrire anche l’attacco dei parassiti che si cibano della sua linfa.

Parassiti 

  • Cocciniglie: quella cotonosa si riconosce facilmente perché forma dei piccoli batuffoli bianchi e appiccicosi sui rami. Sotto questa copertura si nasconde l’insetto che succhia la linfa, indebolendo la pianta e favorendo la comparsa di funghi (fumaggine). Se l’attacco è lieve, si possono pulire i rami con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol e acqua; se l’infestazione è estesa, usare l’olio bianco (un prodotto naturale che soffoca l’insetto), meglio se miscelato con un insetticida specifico
  • Afidi: sono piccoli insetti neri o verdi che si concentrano sui germogli teneri. Si combattono spruzzando una soluzione di sapone molle potassico oppure olio di Neem

Malattie fungine 

  • Marciume radicale: se la pianta appassisce improvvisamente nonostante il terreno sia bagnato, le radici stanno marcendo a causa di funghi come il Phytophthora. Purtroppo è difficile risolvere il problema per cui la prevenzione è tutto: assicurare un drenaggio perfetto e non esagerare con l’acqua
  • Oidio: si riconosce per la polverina bianca che ricopre le foglie, facendole seccare. Trattamenti a base di zolfo o bicarbonato di potassio sono utili per curare la mimosa colpita

Fisiopatie 

  • Clorosi ferrica: come detto, le foglie ingialliscono ma le nervature restano verdi. Somministrare ferro chelato e usare acqua non calcarea
  • Gommosi: se fuoriesce della resina ambrata dal tronco o dai rami della mimosa, è un segnale di stress (spesso dovuto a potature fatte male o sbalzi termici). Come cura, pulire la zona, eliminare il legno malato e spennellare con poltiglia bordolese (un mix di rame e calce) per disinfettare la ferita

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