Lavanda

Lavandula

Lavanda

  • Lavanda e lavandino si prestano benissimo alla coltivazione in vaso. Resistenti al caldo e al secco, sempreverdi, offrono entrambi spighe profumatissime.
  • La lavanda ha bisogno di crescere in pieno sole per dar vita alle sue splendide infiorescenze.
  • I fiori di lavanda vengono portati da lunghi steli e sprigionano un aroma inconfondibile, molto attrattivo per gli insetti.
  • La lavanda è una bellissima pianta ornamentale da giardino.
  • La lavanda è una pianta dalla fioritura tipicamente estiva.
  • Lavanda e lavandino si prestano benissimo alla coltivazione in vaso. Resistenti al caldo e al secco, sempreverdi, offrono entrambi spighe profumatissime.
  • La lavanda ha bisogno di crescere in pieno sole per dar vita alle sue splendide infiorescenze.
  • I fiori di lavanda vengono portati da lunghi steli e sprigionano un aroma inconfondibile, molto attrattivo per gli insetti.
  • La lavanda è una bellissima pianta ornamentale da giardino.
  • La lavanda è una pianta dalla fioritura tipicamente estiva.

La lavanda, grazie alle sue proprietà antisettiche e toniche, alla sensazione di benessere e pulito che regala il suo profumo intenso, accompagna la storia dell’uomo da oltre duemila anni. Questo grande successo dipende anche dal fatto che tutte le specie di lavanda sono piante rustiche da esterno, a manutenzione ridotta, poco esigenti, di fabbisogni idrici contenuti (si annaffiano solo in estate a fronte di un’assenza prolungata di precipitazioni), coltivabili al Sud come al Nord a seconda della varietà, al mare come in montagna, longeve (se ben coltivate, vivono oltre il decennio), produttive e poco soggette a problemi sanitari.

La lavanda si riproduce tramite semina o talea e si coltiva tendenzialmente in piena terra, ma anche in vasi adeguati. Gli aspetti più da curare nella manutenzione della pianta sono la scelta del terreno ideale, con le relative concimazioni, e la corretta gestione della potatura. La lavanda ha bisogno di un terreno di natura alcalina, ben drenato, con scheletro, caldo e ben esposto al sole diretto. Questo va mantenuto inoltre fertile con la somministrazione di letame, terricciato o compost. La potatura, di impianto e annuale, si effettua allo scopo di mantenere definita la forma del cespuglio di lavanda e rendere più produttiva la raccolta dei fiori; quest’ultima si esegue al mattino, con guanti e cesoie ben affilate. I fiori di lavanda hanno molteplici utilizzi una volta essiccati, sia profumieri sia erboristici, ma non mancano neanche gli usi in cucina. Freddo (non tutte le varietà sono resistenti alle basse temperature), erbe infestanti e acqua dura, alcalina e calcarea sono i peggiori nemici della lavanda.

Sono 39 le specie selvatiche comprese nel genere lavandula: si tratta di piante anche molto diverse fra loro (dai grandi arbusti alle erbacee), localizzate nell’emisfero settentrionale del pianeta in una fascia che va dalle isole atlantiche, attraverso la regione del Mediterraneo e l’Arabia, fino a raggiungere l’India. Le specie più comuni, quelle commercializzate nei vivai, sono due: lavandula angustifolia, detta comunemente lavanda, e lavandula x intermedia, nome comune lavandino, proposta dai garden genericamente come “lavanda”. Le due piante hanno un’unica differenza essenziale: il lavandino è un ibrido originato dall’incrocio fra l. angustifolia e l. latifolia, è sterile, ma ha una maggiore vigoria. Entrambe sono piante cespugliose e xerofite (capaci di resistere con successo a prolungata scarsità di acqua) e si assomigliano sia come aspetto sia come esigenze colturali.

L’apparato radicale, ben sviluppato, della lavanda presenta una radice principale legnosa e diverse ramificazioni superficiali deputate all’esplorazione del terreno e all’assorbimento di acqua e nutrienti. La base del cespuglio è legnosa e ogni anno la porzione lignificata si estende. I fusti sono di sezione quadrangolare, leggermente pubescenti in fase giovanile, nudi e robusti una volta cresciuti.

Le foglie, sempre tomentose, sono di forma lanceolata, inserite sul fusto a coppie opposte e incrociate fra loro. Al tatto si rivelano consistenti e profumate. Il colore è grigio e sono sempreverdi.

I fiori di lavanda sono di tipo ermafrodito, si aprono da giugno in poi, e appaiono riuniti in infiorescenze terminali portate da lunghi steli con disposizione lungo l’asse a spirale. La conformazione, con il labbro inferiore ben sviluppato, consente un miglior appoggio per la moltitudine di insetti pronubi che li visitano. Il frutto è un tetrachenio, vale a dire l’unione di quattro acheni.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

La lavanda fiorisce d’estate (da fine giugno a fine agosto).

Commestibilità

SemiFoglieFioriFustoFruttiRadici

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggine

La lavanda si può moltiplicare tramite semina, ma il modo più semplice è la talea. In autunno, oppure in primavera, si prelevano rametti giovani ma già lignificati, lunghi circa 15-20 cm. Dopo averli ben puliti si possono piantare in un normale terriccio universale o far radicare in acqua: occorrerà qualche mese prima che spunti una nuova piantina.

Semi

I semi di lavanda sono scuri e molto piccoli; nella forma ricordano minuscoli chicchi di riso.

Informazioni e curiosità

La lavanda è indicata in tutti giardini, con alcune eccezioni.
Per il grande potere di attrazione che le piante esercitano sugli insetti non sono adatte a essere trapiantate in prossimità di una piscina, dove parte di questi finirebbero per affogare, né sono consigliabili vicino a un’area di gioco per bambini perché aumenterebbero i rischi di puntura.
Le lavande si utilizzano a macchie cercando di valorizzare la loro vegetazione compatta, formando cuscini e superfici continue di vegetazione persistente anche durante l’inverno. Il segreto sarebbe affiancare specie e varietà diverse, così da ottenere contrasti e variazioni di colore fra il fogliame e le fioriture, ma soprattutto una scalarità di queste ultime così da prolungare la stagione “clou”.

Tre sono le specie di lavanda più comuni da usare in giardino:

  • Per la siepe o la bordura: lavandula angustifolia è particolarmente adatta a formare siepi basse o bordure di viali e vialetti. Ha le foglie strette e di colore verde intenso. Le spighe fiorali lunghe fino a 6 cm che si schiudono d’estate, sono di colore azzurro, molto profumate. Di questa specie esistono in commercio numerosissime cultivar con i fiori variamente colorati dal rosso, al bianco, al rosa, al blu.
  • Come esemplare isolato: lavandula officinalis o Lavandula spica ha portamento eretto che arriva anche a un metro di altezza. I rami sono quadrangolari e provvisti di foglie lineari di colore grigio-verde. I fiori si formano d’estate e sono portati da infiorescenze terminali lunghe fino a 10 cm, di colore azzurro-grigiastro molto profumate. Tutte le parti verdi della pianta sono ricoperte da una fitta peluria. La pianta è perfetta per avere un cespuglio isolato, posto in pieno sole.
  • Per macchie vistose, anche al freddo: lavandula latifolia è più grande come specie rispetto alle altre due, ha foglie verdi ricoperte da una fitta peluria e fiori di colore azzurro con un aroma canforato che compaiono tra luglio e agosto. È resistente al freddo e non teme temperature fino a -10°C.

Coltivazione

VasoPiena Terra

La lavanda cresce preferibilmente in piena terra. Si adatta comunque anche alla vita in vaso, purché questo sia di adeguate dimensioni e posto in un luogo ben soleggiato.

Collocazione

InternoEsterno

La lavanda è una pianta da esterno.

Concimazione

La lavanda, per crescere con forza e produrre ogni anno una gran massa di vegetazione, necessita di molti nutrienti. Si avvantaggia di apporti di sostanza organica, ma non sempre il letame è disponibile e così si può ricorrere a terricciati o a compost, anche pellettato. I fertilizzanti chimici a lento rilascio devono essere scelti fra quelli con apporto equilibrato di azoto, fosforo e potassio. In tutti i casi i prodotti si interrano con una lavorazione superficiale del terriccio.

Esposizione

SoleMezz’ombraOmbra

Le piante di lavanda devono essere collocate sempre in pieno sole, senza temere che si tratti di una posizione troppo assolata e rovente. Solo le piantine giovani, messe a dimora in piena estate, devono essere, nei primi giorni, parzialmente ombreggiate (ad esempio con una cassetta da frutta capovolta) e bagnate.
Evitare di porre le lavande in posizione dominata, ad esempio sotto la chioma di un albero, perché non crescerebbero, o sul lato Nord della casa.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

Le piante di lavanda hanno un’ottima resistenza al caldo e al secco. Si annaffiano soltanto in estate a fronte di alte temperature e prolungata mancanza di precipitazioni. Bagnare a fondo il terreno nel sottochioma senza però creare condizioni di ristagno.

Potatura

Il segreto per coltivare al meglio la lavanda sta nella potatura. Una potatura corretta e puntuale è necessaria per mantenere forme raccolte e definite dei cespugli, assicurare una lunga sopravvivenza in giardino, ottenere raccolti abbondanti e di qualità.
Le piante non potate o potate in modo errato, specie nei primi anni di impianto, invecchiando si svuotano alla base e mostrano un tronco spoglio e nodoso che può ricordare quello del rosmarino.
La potatura di impianto, che si opera il primo anno sulle giovani piante, a primavera, deve accorciare i rami alla metà della loro lunghezza così da favorire un buon accestimento alla base.
La potatura annuale, da fare già a fine estate contestualmente al raccolto, o subito dopo per ridurre il volume dei cespugli, non deve incidere sui rami legnosi e vecchi perché la lavanda ha una scarsa capacità di produrre germogli su questo tipo di rami, ma deve agire sulla vegetazione dell’anno, asportando rami lunghi da 3 a 5 cm.

Trapianto

La messa a dimora o trapianto di un esemplare di lavanda è operazione molto importante. Si tratta infatti di una pianta destinata a restare nel terreno per molti anni e dovrà quindi essere posta fin dall’inizio nelle migliori condizioni per vegetare.
Le lavande sono piante originarie di terreni seccagni che mal sopportano i ristagni.
Il terreno deve essere lavorato a una profondità di 30 cm, se leggero e ben drenato, o ad una profondità di 50 cm se pesante e argilloso. Nel secondo caso si costituirà sul fondo un buon drenaggio di ghiaia e sabbia così che l’acqua in eccesso possa avere una via di percolazione preferenziale.

Il terreno ideale è di natura alcalina, ben drenato, con scheletro (non occorre nello scavo eliminare sassi di piccolo diametro), caldo e ben esposto. Terreni acidi, compattati, pesanti, asfittici e freddi non sono indicati poiché lo sviluppo delle piante sarà sempre stentato (scarsa la fioritura, quasi trascurabile lo sviluppo, con foglie di colore debole e fiori meno profumati).

La distanza fra una pianta e l’altra dipende dall’impiego che si vuole fare della lavanda: per mantenere una buona individualità di ogni cespuglio porre le piante a 80 cm l’una dall’altra; per ottenere un effetto siepe o barriera scendere a 35 cm.

Ubicazione stagionale

Il freddo è il peggior nemico della lavanda, nonostante alcune varietà si coltivino abitualmente nei giardini di montagna, anche oltre i 1.000 metri di altitudine.
La scelta varietale è quindi molto importante e al momento dell’acquisto è bene documentarsi sulla possibilità di mantenere la pianta all’aperto anche in inverno se ci si trova in montagna, al Nord o su un versante particolarmente freddo. Le varietà più resistenti sono l. angustifolia e l. x intermedia, capaci di resistere a temperature di –15°C e oltre.
In ogni caso, specie nei primi anni per favorire l’accestimento, è consigliato proteggere il piede delle piante apportando terra, così da formare alla base un cono.

Raccolta

I fiori della lavanda possono essere raccolti e utilizzati in moltissimi modi: per profumare, per produrre un olio essenziale, per uso cosmetico o come rimedio erboristico.
La raccolta si effettua con un paio di forbici, usando dei guanti per ridurre il rischio di punture di insetti, tagliando gli steli in tutta la loro lunghezza, accorciandoli in un secondo tempo prima dell’essiccazione.
Si raccoglie al mattino, quando la concentrazione di principi attivi è massima, ma solo dopo che l’eventuale rugiada sarà del tutto asciugata.
Le spighe si riuniscono in mazzi non troppo grandi, che si legano strettamente alla base, così che le infiorescenze si distanzino fra loro; dopodiché si pongono all’ombra in un locale asciutto o ben aerato, o sotto un portico, appese a testa in giù.

Malattia e cure

Più che di malattie, nel caso della lavanda sono gli errori di coltivazione a comprometterne lo sviluppo. Oltre al freddo, altri problemi da evitare sono:

  • Le infestanti: rappresentano un problema scarsamente considerato e spesso si vedono graminacee in grado di crescere indisturbate all’interno dei cespugli di lavanda sottraendo acqua e nutrimento alle piante. Ad esempio i convolvoli, dalla crescita rapidissima, si attorcigliano ai cespugli provocandone anche la rottura degli steli in caso di forti piogge o vento perché non più liberi di oscillare in modo individuale. Tutte le malerbe vanno estirpate non appena si nota la loro presenza.
  • L’acqua molto dura, alcalina e calcarea: questa può rappresentare un limite per la coltivazione della lavanda perché un pH eccessivamente elevato del terreno (causato dall’accumulo di sali di calcio) porta a un’insolubilizzazione del fosforo, anche di quello apportato con i fertilizzanti, e a un mancato assorbimento.

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