- Fioritura
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Malattia e cure

- Per i suoi colori accesi e l’aspetto allegro, la gerbera è un vero inno all’estate!
- La gerbera va coltivata in vaso o in piena terra a seconda del clima: la pianta, infatti, non sopporta minimamente il freddo.
- La gerbera è una pianta che fiorisce durante la primavera e l’estate.
- I fiori di gerbera appaiono come capolini a forma di margherita e possono essere semplici, semidoppi e doppi.
- I fiori di gerbera sono splendidi anche recisi, per composizioni floreali in vaso.
Originaria del Sud Africa ed esattamente della regione del Transvaal, la gerbera cresce in terreni profondi di origine granitica caratterizzati da un’elevata percentuale di quarzo e di sostanza organica.
Benché vegeti prevalentemente in piena terra, la gerbera non tollera il freddo e quindi, nelle regioni caratterizzate da inverni rigidi, la sua coltivazione in vaso è obbligatoria. Piante adatte anche alla vita in appartamento, le gerbere amano il sole, il calore e la luce intensa, vanno annaffiate con regolarità ma moderatamente per evitare i ristagni idrici (le radici delle piante sono molto sensibili a fenomeni di asfissia e marciume) e vanno concimate ogni due settimane durante tutto il periodo vegetativo, mentre non necessitano di potatura.
Per il trapianto, scegliere un terriccio ben drenato, quindi composto da sabbia a granulometria grossa, per un terzo da torba e per un terzo da terriccio da fiori; in caso di terreno soggetto a ristagni o annaffiature effettuate con acqua calcarea, la gerbera può contrarre la clorosi, una malattia che provoca l’ingiallimento delle foglie fino al deperimento dell’intera pianta. Poiché la semina è una tecnica abbastanza difficile di moltiplicazione, per riprodurre la gerbera meglio optare per la divisione dei cespi.
La gerbera è l’emblema della famiglia delle Compositae (o Asteraceae) e si presenta come una margherita dalle dimensioni generose. La sua infiorescenza è una struttura complessa: il disco centrale è costituito da un insieme regolare e compatto di fiori tubulosi e fiori ermafroditi bilabiati disposti in periferia. La corolla esterna è invece formata da lunghi fiori femminili ligulati, identici tra loro e ordinati in una o più file circolari.
Sebbene il rosso sia il colore più rappresentativo di questa pianta, la gamma cromatica è vastissima: ne esistono varietà gialle, bianche, rosa, arancioni, color mattone e salmone carminio. È interessante notare che, mentre i toni caldi sono naturali, le sfumature bianche e rosa non erano presenti nelle forme originarie di Gerbera jamesonii, ma sono il risultato di successivi incroci e selezioni.
I fiori, pur essendo rinomati per la loro perfezione geometrica e le tonalità vivaci, sono privi di profumo. Crescono solitari su steli lunghi e carnosi, completamente privi di foglie; questi steli risultano piacevoli al tatto e, in alcuni casi, presentano una leggera peluria (tomentosità) che conferisce una sensazione vellutata. Le dimensioni variano notevolmente in base alla tipologia: si passa dai 60 cm delle varietà standard fino a oltre 150 cm negli esemplari giganti.
L’apparato fogliare si sviluppa interamente alla base, organizzato in una rosetta densa ma dall’aspetto disordinato. Le foglie, che possono raggiungere i 30 cm di lunghezza, hanno una forma allungata (oblunga) con margini profondamente incisi. La loro superficie, ruvida e visibilmente irregolare, crea un netto contrasto estetico con l’impeccabile armonia del fiore.
Fioritura
Se trova le condizioni giuste, la gerbera può regalare colori per gran parte dell’anno. Tuttavia, il suo comportamento cambia a seconda che si trovi all’aperto o in casa.
Fioritura all’aperto (in giardino o sul balcone)
La fioritura comincia in primavera (aprile-maggio), quando le temperature si stabilizzano sopra i 15-18°C. Il massimo splendore si ha tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate.
La pianta continua poi a produrre fiori ciclicamente fino all’autunno inoltrato (ottobre-novembre), fermandosi solo quando arriva il primo freddo intenso.
Fioritura in casa o in serra
Se la pianta viene tenuta in un ambiente controllato, come un appartamento luminoso o una serra riscaldata, può fiorire potenzialmente tutto l’anno. In questo caso, infatti, non segue più il ritmo delle stagioni ma risponde alla quantità di luce e alla temperatura costante: se riceve abbastanza luce anche in inverno, non smetterà di produrre boccioli.
Riproduzione
Esistono principalmente due metodi per riprodurre la gerbera.
Divisione dei cespi
Questo è il sistema più sicuro per ottenere una pianta identica alla madre, dello stesso colore e dimensione. Il momento migliore per farlo è la primavera.
- Estrarre con cura la gerbera dal vaso o dal terreno
- Dividere il rizoma usando un coltello ben affilato e disinfettato, separando il pane di radici in due o tre parti
- Assicurarsi che ogni sezione abbia almeno un paio di foglie sane e un buon apparato radicale
- Piantare le nuove porzioni in vasi separati con terriccio fresco, leggero e ben drenato
- Attenzione al colletto! Non interrare troppo la base della pianta, ma mantenere il colletto sopra il livello del suolo per evitare marciumi.
Semina
Si tratta di un metodo più lungo e, inoltre, i semi di gerbera perdono vitalità molto velocemente: devono essere freschissimi.
Si semina tra febbraio e marzo usando mix di torba e sabbia. Per prima cosa, appoggiare i semi verticalmente con la parte piumosa rivolta verso l’alto (o, semplicemente, adagiarli e coprirli con un velo sottilissimo di terra), quindi nebulizzare acqua per mantenere il terreno umido (non zuppo) e porre il contenitore in un luogo luminoso a circa 20-22°C.
I semi germogliano solitamente in 10-15 giorni.
Semi
Un seme di gerbera è composto da due parti principali:
- L’achenio: è il seme vero e proprio. Si presenta come una piccola asticina rigida, di forma allungata e sottile, simile a un chicco di riso molto piccolo e scuro. Il colore varia solitamente dal marrone chiaro al grigio-nerastro
- Il pappo: all’estremità del seme si trova un ciuffo di setole bianche o giallastre, sottili come peli. Questa struttura serve in natura per permettere al seme di volare via con il vento e colonizzare nuovi terreni.
Per capire se un seme di gerbera è fertile e pronto a germogliare, si può fare il test della pressione, prendendo il seme stesso tra le dita e schiacciandolo leggermente: se è sodo e “pieno”, è probabile che sia fertile; se invece si piega subito o sembra una buccia vuota e piatta, difficilmente nascerà qualcosa.
Informazioni e curiosità
Il nome Gerbera fu coniato nel 1737 dal botanico olandese Jan Frederik Gronovius in onore del suo collega tedesco Traugott Gerber, un medico e botanico che viaggiò molto in Russia alla ricerca di erbe medicinali.
Nonostante l’aspetto delicato, simile a una margherita, la gerbera appartiene alla stessa famiglia dei carciofi e dei girasoli (le Asteraceae): guardando bene il centro del fiore, è possibile notare proprio quella struttura a disco tipica del girasole. Inoltre, le gerbere sono note per il loro eliotropismo (anche se meno accentuato rispetto ai girasoli): i fiori tendono a orientarsi verso la fonte di luce più forte, per cui, se la pianta è coltivata in casa vicino a una finestra, col tempo lo stelo si curverà pian piano verso il vetro.
Coltivazione
La gerbera si coltiva prevalentemente in piena terra. Le piante in vaso sono adatte per essere coltivate su balconi, terrazzi e nei giardini delle regioni dove non possono crescere in piena terra, ossia dove il clima è freddo.
Collocazione
La gerbera può essere coltivata in giardino solo dove il clima è mite e non ci sono inverni rigidi e prolungati. In alternativa, va posizionata in casa in un luogo ventilato e luminoso.
Concimazione
La gerbera è una pianta piuttosto esigente in fatto di nutrienti, essenziali per produrre i suoi fiori spettacolari e mantenere le foglie di un bel verde brillante.
La concimazione va effettuata esclusivamente durante il periodo di attività vegetativa, che solitamente va dalla primavera all’autunno inoltrato, ogni 15 giorni circa.
In inverno, sospendere del tutto perché la pianta entra in riposo e forzarla con il concime servirebbe solo a bruciare le radici.
Non tutti i concimi sono uguali. Per la gerbera serve un prodotto completo che contenga:
- Macroelementi (NPK): cercare un concime liquido per piante fiorite dove il rapporto tra azoto (N), fosforo (P) e potassio (K) sia bilanciato (ad esempio, 20-20-20) o leggermente più sbilanciato verso il potassio per favorire la fioritura
- Microelementi: la gerbera soffre spesso di carenze di ferro, manganese e magnesio. Assicurarsi, quindi, che questi elementi che siano presenti nell’etichetta per evitare che le foglie ingialliscano (clorosi).
La tecnica corretta
Non versare mai il concime su un terreno completamente asciutto, per evitare di bruciare i peli radicali, e annaffiare invece leggermente la pianta prima di procedere.
Se si usa un concime liquido, seguire le dosi indicate sulla confezione o, meglio ancora, procedere con una dose leggermente inferiore ma con costanza.
Come per l’annaffiatura, evitare di bagnare il centro della rosetta di foglie con la soluzione di acqua e concime per prevenire marciumi fungini.
Se le foglie nuove nascono pallide o giallastre con le venature verdi, la pianta presenta una carenza di chelato di ferro. Un’integrazione specifica una volta al mese può far tornare impeccabile il colore del fogliame.
Esposizione e luce
La gerbera ama la luce e il calore, ma nelle giuste quantità.
In primavera e autunno, può stare direttamente sotto i raggi del sole, ma in estate, o quando le temperature salgono sopra i 30°C, è meglio spostarla in una zona dove riceva luce filtrata oppure ombra nelle ore pomeridiane. Il sole diretto del pomeriggio potrebbe “cuocere” i fiori e far appassire le foglie.
L’ideale è un balcone o un giardino esposto a Est o Sud-Est, così che riceva il sole dolce del mattino.
Vanno evitati anche i colpi d’aria gelida e i venti forti: meglio scegliere un angolo riparato.
Annaffiatura
Il segreto per annaffiare correttamente la gerbera è: terreno umido, ma mai inzuppato.
Le sue necessità idriche variano in base alla temperatura e alla luce che riceve. In caso di dubbio, è consigliabile infilare un dito nel terreno per circa 2-3 cm: se è asciutto, è ora di dare acqua.
Come anticipato, mai bagnare il centro della pianta (la rosetta di foglie) poiché si tratta di una zona estremamente sensibile ai funghi. Se l’acqua ristagna tra le basi delle foglie, si sviluppa il marciume del colletto che uccide la pianta in pochi giorni.
Quindi, se la gerbera è in vaso, versare l’acqua lungo il bordo interno del contenitore. In alternativa, è possibile anche riempire il sottovaso, lasciare che la pianta assorba l’acqua per 15-20 minuti e poi svuotare assolutamente l’eccesso.
Il momento migliore per bagnare la gerbera è la mattina presto, per permettere all’umidità superficiale di evaporare durante il giorno. Inoltre, meglio usare acqua a temperatura ambiente per evitare il rischio di uno shock termico alle radici.
Potatura
Essendo una pianta erbacea a rosetta, la potatura delle gerbera si limita a un’operazione di pulizia e manutenzione.
Per mantenere la pianta in salute, occorre rimuovere i fiori appassiti (senza aspettare che cadano da soli), le foglie secche o ingiallite (diventano facile preda di funghi) ed eventuali parti malate per evitare che l’infezione si diffonda.
Non strappare mai le foglie o i fiori con le mani per evitare di sfilacciare i tessuti o, peggio, di staccare l’intera rosetta dal terreno. Usare, invece, forbici da giardino piccole, o una cesoia ben affilata disinfettata con alcol, tagliando alla base.
Potare la gerbera non è solo una questione estetica:
- Stimola nuovi fiori: rimuovendo il fiore appassito, la pianta smette di spendere energia per produrre i semi e la reindirizza verso la creazione di nuovi boccioli
- Migliora l’aerazione: eliminando le foglie in eccesso o secche alla base, l’aria circola meglio intorno al colletto, riducendo drasticamente il rischio di muffe e marciumi
- Più luce: i nuovi boccioli nascono proprio nel cuore della rosetta e hanno bisogno di un po’ di luce per svilupparsi bene.
Infine, in autunno, quando la pianta rallenta la crescita, fare una pulizia più approfondita eliminando tutto il fogliame rovinato dall’estate per aiutare la gerbera a passare l’inverno in modo più ordinato e pulito.
Rinvaso e trapianto
Il periodo migliore per trapiantare la gerbera è la primavera (marzo-aprile), quando la pianta si risveglia. Alcuni segnali consentono di capire che è arrivato il momento di un cambio di vaso:
- Le radici spuntano dai fori di drenaggio
- L’acqua scivola via troppo velocemente (segno che c’è più radice che terra)
- La pianta sembra aver smesso di crescere nonostante le cure.
Il nuovo vaso deve avere ottimi fori di drenaggio e deve essere solo 2-3 cm più grande del precedente. Un vaso eccessivamente grande, infatti, trattiene troppa umidità, particolarmente pericolosa per la gerbera.
Il terriccio deve essere leggero e drenante. Un mix ideale è composto da terriccio universale di qualità, torba e una manciata di sabbia o perlite. Se possibile, meglio che il pH sia solo leggermente acido (tra 5.5 e 6.5).
Procedimento step by step
- Capovolgere delicatamente la pianta tenendola per la base e picchiettare il fondo del vaso. Non tirare le foglie con forza
- Rimuovere con delicatezza la terra vecchia dalle radici esterne; se ci sono radici scure o molli, tagliarle con forbici disinfettate
- Mettere un po’ di terriccio sul fondo del nuovo vaso, quindi appoggiare la pianta e aggiungere terra ai lati
- Non interrare il colletto (il punto da cui partono le foglie) per non farlo marcire: deve restare circa 1-2 cm sopra il livello del terreno.
Cure post-trapianto
Dare un po’ di acqua subito dopo il rinvaso per far aderire il terreno alle radici, ma senza esagerare. Inoltre, per i primi 2-3 giorni, tenere la gerbera in un luogo luminoso ma non al sole diretto.
Aspettare almeno 3-4 settimane prima di ricominciare a concimare; il nuovo terriccio è già ricco di nutrienti.
Ubicazione stagionale
La gerbera non tollera il freddo e ama il clima mite.
La temperatura ideale durante il giorno dovrebbe essere compresa tra i 18°C e i 24°C: in questo intervallo la pianta è al massimo della sua attività. Di notte, dovrebbe aggirarsi attorno ai 13-15°C. Lo sbalzo termico tra giorno e notte (se contenuto) aiuta la pianta a produrre fiori dai colori più intensi.
Quando fa troppo caldo e si superano i 30°C, la fioritura si blocca e le foglie possono apparire afflosciate anche se il terreno è umido. Per far riprendere la pianta, spostarla in una zona di mezz’ombra (dove riceve sole solo al mattino presto) e assicurarsi che ci sia una buona circolazione d’aria per abbassare la temperatura percepita.
Se invece le temperature scendono sotto i 10°C, la pianta rallenta drasticamente la crescita e va in una sorta di riposo vegetativo. Sotto i 5°C, comincia a riportare seri danni e le foglie possono annerirsi.
Sotto lo 0°C, è difficile che sopravviva.
Malattia e cure
Le malattie che colpiscono la gerbera si dividono principalmente in funghi (dovuti a troppa umidità) e parassiti.
Malattie fungine
Compaiono quasi sempre quando c’è un eccesso di acqua o poca circolazione d’aria.
- Oidio o mal bianco: appaiono macchie bianche e polverose. Come cura, rimuovere le foglie più colpite e usare dello zolfo (spray o polvere) o un rimedio naturale con acqua e bicarbonato di sodio. Inoltre, migliorare la ventilazione intorno alla pianta
- Botrite (muffa grigia): è una muffa grigiastra e pelosa che fa marcire fiori e boccioli. Eliminare immediatamente le parti infette, ridurre drasticamente le bagnature e non nebulizzare mai i fiori
- Marciume del colletto e delle radici: la pianta si affloscia improvvisamente e la base diventa nera e molliccia. Si tratta di un problema molto difficile da curare: si può provare con un fungicida specifico a base di rame, ma la prevenzione è tutto (non interrare mai troppo il “cuore” della pianta).
Parassiti
- Afidi: si tratta di piccoli insetti verdi o neri ammassati sui germogli e sotto le foglie che rendono la pianta appiccicosa. Si contrastano con sapone molle potassico oppure olio di Neem. Nei casi più gravi, ricorrere a un insetticida sistemico
- Ragnetto rosso: le foglie diventano pallide, quasi grigie/bronzee, e compaiono piccolissime ragnatele tra gli steli. Questo acaro odia l’umidità (appare quando fa caldo e secco), per cui spruzzare acqua (solo sulle foglie, non sui fiori!) per allontanarlo o usare un acaricida specifico
- Tripidi: i fiori nascono deformati o con striature argentee/scure sui petali. Questi parassiti sono difficili da vedere perché minuscoli e si contrastano ricorrendo a trappole cromotropiche blu (foglietti appiccicosi) o insetticidi a base di spinosad.
Fisiopatie
A volte, la gerbera può ammalarsi per via di un errore di gestione:
- Clorosi ferrica: le foglie diventano gialle ma le venature restano verdi. Significa che la pianta non riesce ad assorbire ferro. Si cura con il ferro chelato
- Foglie bruciate: appaiono macchie secche marroni. Probabilmente, la pianta è stata esposta per troppo tempo sotto il sole senza protezione oppure è stata annaffiata sotto il sole (si crea un effetto lente sulle foglie).












































