Fave (pianta)

Vicia faba

La pianta delle fave regala una bellissima fioritura in primavera, con fiori a forma di farfalla dal disegno particolare.

  • La pianta delle fave regala una bellissima fioritura in primavera, con fiori a forma di farfalla dal disegno particolare.
  • Le fave si raccolgono tra maggio e giugno, prima che il seme diventi duro, e si possono gustare anche crude.
  • La pianta delle fave si semina in primavera (febbraio-marzo) al Nord, per ottenere un raccolto primaverile-estivo.
  • La pianta delle fave ama il pieno sole e non tollera i ristagni idrici.
  • Il fiore della pianta di fave ha un tipico colore bianco striato di nero e ali candide o violacee con una macchietta nera.
  • La pianta delle fave regala una bellissima fioritura in primavera, con fiori a forma di farfalla dal disegno particolare.
  • Le fave si raccolgono tra maggio e giugno, prima che il seme diventi duro, e si possono gustare anche crude.
  • La pianta delle fave si semina in primavera (febbraio-marzo) al Nord, per ottenere un raccolto primaverile-estivo.
  • La pianta delle fave ama il pieno sole e non tollera i ristagni idrici.
  • Il fiore della pianta di fave ha un tipico colore bianco striato di nero e ali candide o violacee con una macchietta nera.

La pianta delle fave è una delle colture più generose e antiche dell’orto, che si distingue principalmente per la sua struttura eretta e la capacità di migliorare il suolo in cui cresce.

Il fusto è cavo, a sezione quadrangolare e piuttosto robusto. Può crescere in altezza dai 70 cm ai 150 cm a seconda della varietà. Tende a ramificarsi dalla base.

Le foglie sono composte, formate da foglioline ovali di un colore verde-glauco (un verde che tende leggermente all’azzurro/grigio) e prive di viticci (non si arrampicano come i piselli). I fiori sono molto eleganti, bianchi con due caratteristiche macchie scure (nere o violacee) sulle ali; si formano a grappoli all’ascella delle foglie.

La pianta delle fave possiede una radice principale a fittone che scende in profondità. Sulle radici sono presenti dei piccoli tubercoli dove vivono i batteri che fissano l’azoto nel terreno.

Esigenze di coltivazione

Per far crescere bene le fave, occorre rispettare alcuni parametri fondamentali: la pianta, infatti, ama il fresco, germoglia a circa 5-10°C e cresce bene intorno ai 15-20°C. Sopporta gelate leggere, ma teme il caldo torrido (sopra i 25-28°C la pianta smette di produrre).

Richiede, inoltre, il pieno sole. In ombra cresce stentata e produce poco.

Le fave si adattano a molti tipi di suolo, ma prediligono quelli a medio-impasto o argillosi, capaci di trattenere un po’ di umidità. Il pH ideale è neutro o leggermente alcalino. Non amano, invece, i terreni troppo acidi o con ristagni idrici pesanti che fanno marcire le radici.

L’irrigazione è fondamentale soprattutto durante la fioritura e la formazione dei baccelli: il terreno non deve mai seccarsi completamente in queste fasi.

La pianta non ha bisogno di azoto al momento della concimazione, anzi, lascia il terreno ricco di azoto, rendendolo perfetto per le colture successive come patate, pomodori o zucchine. Gradisce invece il fosforo e il potassio (ottima la cenere di legna o lo stallatico maturo dato mesi prima della semina).

In generale, è molto resistente e richiede poche cure (non servono grandi potature, a parte la cimatura) e la maturazione dei frutti non avviene tutta insieme, permettendo raccolti freschi per diverse settimane.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

La pianta delle fave regala una fioritura davvero particolare, quasi ornamentale. Oltre a essere il passaggio necessario per ottenere i baccelli, i suoi fiori hanno una bellezza singolare e sono anche molto profumati. Hanno, infatti, una fragranza delicata e dolciastra che attira moltissimi insetti impollinatori, come api e bombi.

I fiori della fava hanno la tipica forma papilionacea (a farfalla), comune a molte leguminose, ma con dettagli cromatici unici: la maggior parte delle varietà produce fiori bianchi con una macchia nero-marrone molto evidente sulle ali laterali. 

Esistono poi varietà antiche (come la Crimson Flowered) che producono spettacolari fiori rosso cremisi o violacei.

Il momento della fioritura dipende da quello della semina:

  • Semina autunnale (ottobre/novembre): la fioritura inizia generalmente tra marzo e aprile. Le piante sono già robuste e sfruttano i primi tepori primaverili
  • Semina primaverile (febbraio/marzo): la fioritura avviene più tardi, tra maggio e giugno

La pianta fiorisce a scalare, partendo dai palchi più bassi e salendo verso l’alto. La fioritura totale può durare dai 50 ai 65 giorni.

Non tutti lo sanno, ma i fiori delle fave sono commestibili: hanno un sapore che ricorda vagamente la fava fresca, ma molto più delicato, e possono essere usati per guarnire insalate e aggiunti alle frittate.

Se la pianta di fave continua a fare fiori in cima ma ha già molti baccelli alla base, quello è il segnale perfetto per procedere alla cimatura (tagliare la punta), così da concentrare le forze sui frutti già nati.

Commestibilità

SemiFiori

Tossicità

GattiCani

Le fave non sono un alimento adatto a cani e gatti e possono causare diversi problemi. Infatti, contengono fibre molto complesse e zuccheri che i cani faticano a digerire, causando gonfiore addominale e diarrea.

Inoltre, il seme della fava è grande, liscio e duro: se mangiato intero e crudo, può causare un blocco intestinale o il soffocamento, specialmente nei cani di piccola taglia.

I gatti sono carnivori stretti e il loro sistema digerente è ancora meno attrezzato di quello dei cani per gestire i legumi: anche una piccola quantità di fava può causare loro vomito o malessere.

In più, i gatti non traggono alcun valore nutrizionale dalle proteine vegetali delle fave, che risultano solo un carico inutile per i loro reni.

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

La riproduzione della pianta delle fave avviene quasi esclusivamente per seme.

Se si vogliono utilizzare le fave per la semina dell’anno successivo, queste non vanno raccolte quando sono tenere e verdi:

  • Scegliere gli esemplari più sani e robusti e lasciare che alcuni baccelli maturino completamente sulla pianta
  • Aspettare che il baccello diventi nero, rugoso e secco al tatto. La pianta stessa inizierà a ingiallire e a sembrare quasi “morta”
  • Una volta che i baccelli sono croccanti, sgranarli: i semi all’interno saranno duri e di colore più scuro (spesso tendente al marrone o al verde opaco)
  • Prima di conservarli, assicurarsi che siano perfettamente asciutti, quindi riporli in un barattolo di vetro ben pulito o in un sacchetto di carta e posizionarli in un luogo fresco, buio e asciutto. I semi di fava mantengono un’ottima capacità di germinazione per circa 2-3 anni

Quando arriva il momento di seminare (ottobre-novembre al Sud, febbraio-marzo al Nord), prima di interrare i semi, metterli a bagno in acqua a temperatura ambiente per 12-24 ore. Questo ammorbidisce il tegumento esterno e velocizza moltissimo la germinazione.

Il seme va interrato a una profondità di circa 5-7 cm, con la macchietta nera rivolta verso il basso: è da lì che uscirà la radice.

Si possono anche mettere 2 o 3 semi nella stessa buchetta. Se nascono tutti, basterà eliminare la piantina più debole.

Semi

I semi della fava sono tra i più grandi e riconoscibili nel mondo dei legumi. Hanno una forma ovale o oblunga, tipicamente appiattita sui lati.

Nelle varietà da orto (le più comuni sulle tavole), un seme può misurare dai 2 ai 3 cm di lunghezza, con un colore verde chiaro, beige, ocra o bruno. La consistenza è tenera, carnosa e croccante, mentre il sapore è dolce ed erbaceo, deciso e farinoso.

Esistono tre grandi gruppi in base alla dimensione del seme:

  • Fava grossa: i semi grandi e piatti che si mangiano freschi
  • Favetta: semi di media grandezza, spesso usati per il foraggio
  • Favino: semi piccoli e tondi, usati soprattutto in agricoltura per il sovescio (fertilizzazione del terreno)

Come sono fatti

La parte esterna dei semi è formata da:

  1. Tegumento: è la buccia esterna che protegge il seme. Nelle fave fresche è tenera e di colore verde brillante; man mano che il seme secca, diventa più coriacea e vira verso il beige, il nocciola o il marrone.
  2. Ilo: si tratta di quella piccola cicatrice scura (nera o marrone) situata su una delle estremità. È il punto in cui il seme era attaccato al baccello e da cui riceveva nutrimento. Se l’ilo è verde il seme è freschissimo; se è nero, il seme è già in fase avanzata di maturazione

La struttura interna è invece composta da:

  • Cotiledoni: sono le due grandi metà carnose che compongono il corpo del seme. Rappresentano la riserva di cibo (amidi e proteine) che la piantina userà per crescere prima di riuscire a fare la fotosintesi
  • Embrione: è la pianta in miniatura, invisibile finché non inizia la germinazione, situata tra i due cotiledoni vicino all’ilo

Esistono varietà antiche, come la Fava Mora o la Reina Mora, i cui semi sono di un viola intenso e spettacolare. Al loro interno, però, i cotiledoni rimangono solitamente di un verde chiaro, creando un contrasto cromatico bellissimo.

Informazioni e curiosità

A differenza di quasi tutte le altre piante che “consumano” nutrimento dal suolo, le fave sono tra le poche, insieme ai piselli, che lo rigenerano. Grazie a una simbiosi con dei batteri (Rhizobium) che vivono nelle loro radici, prendono l’azoto dall’aria e lo depositano nel terreno. Per questo, dopo le fave, la terra è molto più ricca e pronta per ospitare piante esigenti come, ad esempio, i pomodori.

 

Coltivazione

VasoPiena Terra

Oltre che nell’orto, le fave possono essere coltivate con successo anche in vaso, su un balcone o un terrazzo, a patto di scegliere il contenitore giusto e di prestare un po’ più di attenzione all’irrigazione.

Le fave hanno una radice a fittone che scende in profondità, quindi il vaso deve essere profondo almeno 30-40 cm e di circa 25-30 cm di larghezza

I vasi in terracotta sono ideali perché fanno respirare le radici, ma anche quelli in plastica vanno bene, purché abbiano ottimi fori di drenaggio.

In vaso il rischio di ristagno idrico è maggiore, per cui va messo sempre uno strato di 2-3 cm di argilla espansa o ghiaia sul fondo del contenitore per far defluire l’acqua. Usare poi un buon terriccio universale di qualità, meglio se mescolato con un po’ di terra da giardino (più pesante e ricca) e una manciata di stallatico pellettato.

Le varietà nane sono le più consigliate per il balcone: alcune crescono solo 40-50 cm  e sono perfette perché non hanno bisogno di sostegni e non rischiano di cadere col vento. Nel caso delle varietà classiche, invece, occorrerà obbligatoriamente inserire nel vaso delle canne di bambù o dei tutori per legare la pianta man mano che cresce.

Collocazione

InternoEsterno

Per la necessità di ricevere il pieno sole e la relativa resistenza alle basse temperature, la pianta delle fave va considerata da esterno, che sia in pena terra o coltivata sul terrazzo.

Concimazione

Le fave appartengono alla famiglia delle leguminose e hanno una caratteristica speciale: come detto, sono piante azoto-fissatrici. Per questo motivo, aggiungere concimi azotati al terreno è spesso controproducente.

Fosforo e potassio sono i due elementi di cui le fave hanno più bisogno e che garantiscono un raccolto abbondante. Il primo è fondamentale per lo sviluppo delle radici e per la fioritura, mentre il potassio aiuta la pianta a resistere al freddo e rende i semi più saporiti e nutrienti.

Il momento migliore per intervenire è prima della semina (concimazione di fondo) utilizzando:

  • Stallatico o compost: incorporare nel terreno un po’ di letame ben maturo o stallatico pellettato circa 2-3 settimane prima di seminare. Le dosi sono di circa 2-3 kg per metro quadro di compost o molto meno nel caso del pellettato
  • Cenere di legna: è un ottimo rimedio naturale per le fave perché è ricchissima di potassio e calcio. Spargerne una manciata per metro quadro durante la lavorazione del terreno
  • Concimi minerali: devono possedere una formula a basso titolo di azoto e alto di fosforo e potassio (ad esempio un NPK 8-24-24)

Le fave amano i terreni leggermente alcalini o neutri: se il terreno è troppo acido, la pianta farà fatica a fissare l’azoto, per cui, in questo caso, l’aggiunta di calcio o della già citata cenere può aiutare a correggere l’acidità.

Una volta terminata la raccolta, non estirpare le piante dalle radici, ma tagliare solo la parte aerea e lasciare le radici nel terreno: decomponendosi, rilasceranno tutto l’azoto accumulato, rendendo il suolo fertilissimo per le colture successive.

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

L’esposizione ideale per le fave è il pieno sole, con almeno 6-8 ore di luce solare diretta al giorno. Essendo una pianta che cresce principalmente durante i mesi meno luminosi dell’anno (tardo autunno, inverno e inizio primavera), ha bisogno di catturare ogni raggio di sole disponibile per compiere la fotosintesi e svilupparsi in modo robusto.

La posizione ideale può variare leggermente a seconda dell’area geografica:

  • Al Nord o zone montane (semina primaverile): cercare il punto più riparato e soleggiato dell’orto, possibilmente rivolto a Sud. In primavera, il sole scalda il terreno favorendo una germinazione più rapida
  • Al Centro-Sud (semina autunnale): il pieno sole è comunque preferibile, ma se la zona è soggetta a primavere che diventano subito molto calde, un’esposizione che garantisca sole al mattino e una leggera ombra nel tardo pomeriggio può aiutare le piante a non andare in stress idrico quando le temperature superano i 25-27°C

Oltre alla luce, l’esposizione deve tenere conto del vento. Le fave crescono in altezza (alcune varietà superano il metro) e hanno un apparato radicale che, pur essendo profondo, può non bastare a reggere il peso dei baccelli sotto raffiche forti.

Per questo, meglio scegliere una zona riparata da siepi, muri o altre barriere naturali, oppure disporre le file di fave in modo che “si proteggano” a vicenda. Se il vento è un problema costante nella propria zona, prevedere dei piccoli sostegni o una rincalzatura (accumulare terra alla base) è fondamentale.

Nell’orto, se possibile, orientare le file da Nord a Sud. In questo modo, il sole colpirà entrambi i lati della fila durante la giornata, garantendo una maturazione uniforme dei baccelli su tutta la pianta.

Se si ha un orto piccolo, mettere le fave sul lato Nord dell’appezzamento. Essendo piante alte, in questo modo si eviterà che facciano ombra ad altri ortaggi più bassi (come lattughe o ravanelli) che crescono contemporaneamente.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

L’irrigazione delle fave segue una regola d’oro: costanza senza eccessi. Poiché le fave si coltivano spesso in periodi freschi (autunno-inverno o inizio primavera), la pioggia spesso fa gran parte del lavoro, ma ci sono fasi critiche in cui un intervento aggiuntivo è fondamentale.

Per capire quando è il momento di annaffiare, si può seguire questo calendario biologico:

  • Alla semina: dopo aver messo i semi nel terreno, bagnare leggermente per far aderire bene la terra al seme e stimolare la germinazione
  • Durante la crescita vegetativa: se il clima è piovoso, non serve bagnare. Se invece non piove da tempo e il terreno dell’orto appare secco infilandovi un dito (fino a 4-5 cm), intervenire moderatamente
  • Fioritura e formazione dei baccelli: è il momento in cui la pianta ha più bisogno di acqua. Se soffre la siccità mentre sta fiorendo, i fiori cadranno senza produrre frutti. Assicurarsi, quindi, che il terreno resti sempre umido (ma mai inzuppato) finché i baccelli non sono pronti.

In genere, in assenza di piogge, 2 volte a settimana è una buona frequenza. Se però la pianta delle fave è coltivata in vaso, potrebbe essere necessario bagnare ogni 2 giorni perché il terriccio asciuga prima.

L’obiettivo è inumidire il terreno fino a circa 15-20 cm di profondità, dove si trovano le radici principali.

Tre consigli per non sbagliare

  • Bagnare alla base, evitando assolutamente di bagnare le foglie: l’umidità sulla parte aerea favorisce malattie fungine e attira gli afidi
  • Annaffiare al mattino presto, permettendo così alla pianta di assorbire l’acqua prima che il sole scaldi troppo e dando tempo all’eventuale umidità superficiale di evaporare durante il giorno
  • Evitare sempre i ristagni

Potatura

Più che di una vera e propria potatura, per la pianta delle fave si parla di cimatura. Non è un’operazione obbligatoria, ma può portare enormi benefici sia alla salute della pianta che alla qualità del raccolto.

La cimatura consiste nel rimuovere la parte superiore (l’apice) del fusto principale. Farlo serve a tre scopi fondamentali:

  1. Difesa dagli afidi neri: L’afide nero della fava (Aphis fabae) adora i germogli più teneri e giovani che si trovano proprio sulla cima. Tagliando la punta, spesso si rimuovono le prime colonie prima che l’infestazione si diffonda a tutta la pianta
  2. Più energia ai baccelli: interrompendo la crescita verticale, la pianta smette di produrre nuove foglie e fiori in alto (che difficilmente diventerebbero baccelli maturi) e concentra tutte le sue energie e sostanze nutritive per far ingrossare i baccelli già formati in basso
  3. Stabilità: le fave possono diventare molto alte e pesanti, rischiando di piegarsi col vento. Accorciandole, la pianta rimane più bassa, robusta e gestibile

La cimatura si esegue quando la pianta ha già formato i primi baccelli nella parte bassa (lunghi circa 5-10 cm) o quando si sono formati circa 6-8 palchi di fiori. Si effettua prendendo la cima della pianta e tagliando circa 10 cm (l’apice vegetativo con le ultime foglioline tenere) utilizzando forbici pulite o semplicemente con le dita (pizzicando il fusto).

Le cime tenere rimosse sono commestibili: hanno un sapore delicato che ricorda la fava fresca e possono essere saltate in padella.

Nel caso delle varietà nane, la cimatura non è necessaria perché la pianta ha già uno sviluppo limitato e una struttura compatta, che non attira eccessivamente i parassiti, e non soffre di instabilità.

Rinvaso e trapianto

Il trapianto delle fave è un’operazione possibile, anche se va preferita sempre la semina diretta perché questa pianta ha una radice a fittone (una radice principale che scende dritta verso il basso) molto sensibile. Se però è stata iniziata la coltivazione in piccoli vasetti o semenzai per proteggere le piantine dal freddo o dagli uccelli, è possibile spostarle nell’orto senza traumi.

Le piantine sono pronte per il trapianto quando:

  1. Hanno raggiunto un’altezza di circa 10-15 cm
  2. Hanno sviluppato almeno 2-4 foglie vere (oltre ai cotiledoni iniziali)
  3. Le radici hanno iniziato a occupare bene il panetto di terra del vasetto (ma senza girare su se stesse a spirale)

Prima di spostare le piante, il terreno deve risultare soffice e va lavorato in profondità per permettere alla radice di scendere facilmente. Inoltre, scavare delle buchette distanti circa 20-25 cm l’una dall’altra sulla fila. Se si vogliono più file, lasciarle a circa 60-70 cm di distanza per permettere il passaggio dell’aria.

Trapianto step by step

  1. Bagnare bene le piantine nei vasetti circa un’ora prima del trapianto. La terra umida resterà attaccata alle radici, proteggendole meglio
  2. Capovolgere il vasetto tenendo la piantina tra le dita e dare un colpetto sul fondo. Mai tirare la pianta per lo stelo per estrarla dal contenitore
  3. Mettere la piantina nella buchetta, interrandola leggermente più in profondità rispetto a come stava nel vaso (fino alle prime foglie basali): questo aiuterà la pianta a essere più stabile contro il vento
  4. Chiudere la buchetta con la terra e premere molto delicatamente con le mani attorno allo stelo per eliminare le sacche d’aria.
  5. Annaffiare subito dopo il trapianto, anche se il terreno è già umido, per sigillare le radici nella nuova terra

Se durante l’estrazione il pane di terra si rompe e la radice principale si spezza, la pianta farà molta fatica a riprendersi. In quel caso, assicurarsi che il terreno resti molto umido per i giorni successivi per aiutarla a sviluppare radici laterali.

Ubicazione stagionale

Le fave sono piante amanti del fresco e hanno una tolleranza al freddo molto superiore rispetto ad altri legumi (come i fagioli). 

Perché il seme si attivi, il terreno non deve essere troppo gelato. La temperatura minima per la germinazione è di 5-6°C: sotto questa soglia il seme entra in dormienza o rischia di marcire. Il range ottimale è invece compreso tra 10-15°C: in questo intervallo la piantina spunta in circa 10-15 giorni.

Una volta nata, la pianta si sviluppa al meglio in climi temperati, con temperature ideali comprese tra 15 e 20°C. Sotto i 5°C la pianta entra in stasi vegetativa, aspettando che il clima si scaldi per ricominciare a vegetare. Con -2°C/-4°C la pianta delle fave comunque non muore, ma resiste bene, soprattutto se è già alta 10-15 cm.

Di contro, sopra i 25-27°C la fioritura si interrompe e i baccelli iniziano a indurirsi precocemente, perdendo la loro dolcezza. All’arrivo dell’estate e con temperature superiori ai 30°C, la pianta smette di produrre e deperisce rapidamente.

Raccolta

Il periodo di raccolta delle fave dipende da quello di semina (solitamente da aprile a giugno), anche se basta osservare alcuni segnali della pianta per capire se è il momento giusto.

  1. L’orientamento del baccello: quando sono ancora acerbe, le fave tendono a puntare verso l’alto. Quando sono mature e pesanti, il baccello si dispone in orizzontale o tende a piegarsi verso il basso
  2. La consistenza al tatto: se il baccello appare “pieno” e, toccandolo, si riesce a percepire distintamente la sagoma dei semi all’interno, è ora di raccogliere
  3. Il colore: deve essere un verde brillante. Se che il baccello inizia a diventare opaco o compaiono macchie nere/marroni, significa che la fava è molto matura e il seme all’interno starà diventando duro e farinoso

Per non danneggiare la pianta (che continuerà a produrre altri baccelli più in alto), iniziare sempre a raccogliere i baccelli più vicini al terreno, salendo man mano. Si afferra il baccello alla base (vicino all’attacco con il fusto) e si dà un colpo secco verso il basso o si pratica una leggera torsione; in alternativa, usare delle piccole forbici da potatura.

Più si raccoglie con regolarità, più la pianta sarà stimolata a portare a maturazione i baccelli rimanenti.

Malattia e cure

La pianta delle fave è piuttosto robusta, ma essendo coltivata in periodi umidi e freschi, è soggetta ad alcune malattie fungine (causate dall’umidità) e all’attacco di parassiti specifici.

Malattie fungine

Botrite (Botrytis fabae)

È la malattia più comune, causata da eccessiva umidità e scarso ricircolo d’aria. Si manifesta con piccole macchie bruno-rossastre sulle foglie che poi si allargano e diventano grigie.

Per prima cosa, vanno eliminate le foglie colpite e, in caso di attacchi forti, si possono usare prodotti a base di rame (come la poltiglia bordolese); a livello preventivo, distanziare bene le piante.

Ruggine

Si riconosce per le punteggiature color ruggine (arancione scuro/marrone) che rilasciano una polverina se toccate.

Anche in questo caso il rame è efficace. È fondamentale poi non bagnare mai le foglie durante l’irrigazione.

Oidio o Mal Bianco

Si manifesta con una muffa polverosa bianca che ricopre le foglie. Trattamenti con zolfo o, come rimedio naturale, una miscela di acqua e bicarbonato di sodio (un cucchiaino per litro d’aria) possono risolvere il problema.

Parassiti 

Afide nero della fava 

Si ammassa sulle cime tenere della pianta e sui fiori, succhiando la linfa e deformando i germogli.

Si può intervenire con la cimatura, tagliando le punte delle piante non appena compaiono i primi afidi, oppure tramite rimedi naturali, spruzzando una soluzione di sapone molle potassico o sapone di Marsiglia sciolto in acqua. Anche il macerato di ortica o di aglio funziona bene.

Tonchio della fava 

È un piccolo coleottero che depone le uova sui baccelli giovani: la larva entra nel seme e vi scava una galleria producendo un buchino tondo perfetto nel seme secco.

La prevenzione si fa raccogliendo i baccelli tempestivamente. Per salvare i semi per l’anno successivo, metterli nel congelatore per 48 ore: il freddo ucciderà le larve senza danneggiare la capacità del seme di germogliare.

Problemi ambientali

Caduta dei fiori

A volte la pianta fiorisce ma i fiori cadono senza produrre baccelli. Può dipendere da un ritorno di freddo improvviso, da carenza d’acqua o da mancanza di insetti impollinatori.

Come cura, assicurarsi che il terreno sia umido durante la fioritura e, se possibile, piantare fiori che attirino api e bombi nelle vicinanze.

Molte di queste malattie citate si evitano praticando la rotazione delle colture, ossia non piantando mai le fave (o altri legumi come piselli e fagioli) nello stesso pezzo di terra per due anni consecutivi, ma aspettare almeno 3 anni.

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