- Fioritura
- Tossicità
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Raccolta
- Malattia e cure

- Il falso gelsomino emana, durante l’estate, un intenso profumo dolciastro.
- Il falso gelsomino è un rampicante che ama le esposizioni soleggiate dei muri posti a Sud.
- Con il falso gelsomino è possibile anche creare siepi a protezione della privacy domestica.
- Il falso gelsomino è un sempreverde a rapido accrescimento, che per questo necessita di regolare potatura.
- Oltre ai bellissimi fiori, il falso gelsomino si distingue per il fogliame lucente e verde scuro brillante, dalla forma lanceolata.
Il falso gelsomino è un arbusto rampicante, che può raggiungere anche i 5-7 m di altezza, sempreverde, che cresce rigogliosamente sui pergolati nei giardini, sui tralicci delle terrazze e ricopre velocemente i muri e le pareti al sole e può essere impiegato anche come essenza per formare le siepi. In giugno-luglio si riempie di numerosi piccoli fiori bianchi: questi contrastano vivamente con il verde scuro delle lucenti e coriacee foglie, emanando un profumo intenso nell’aria circostante.
La coltivazione del falso gelsomino, preferibilmente in piena terra anche se non si esclude la possibilità di utilizzare contenitori ampi e profondi, richiede una posizione soleggiata o parzialmente ombreggiata e un terreno ben drenato, ricco di sostanze organiche. È importante inoltre annaffiare la pianta regolarmente, specialmente durante i periodi di siccità, ma senza esagerare per evitare l’insorgenza di ristagni idrici che possono danneggiare le radici. La concimazione è fondamentale per garantire una crescita vigorosa e una fioritura abbondante: si consiglia di utilizzare un concime specifico per piante da fiore, da applicare in primavera e in estate. Un buon apporto di fosforo favorisce la fioritura, mentre l’azoto è importante per lo sviluppo della vegetazione. La potatura del falso gelsomino si esegue principalmente alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera. Questo intervento serve a rimuovere i rami secchi, danneggiati o troppo lunghi, stimolando così la produzione di nuovi germogli. È anche possibile effettuare una leggera potatura dopo la fioritura per mantenere la forma desiderata e controllare la crescita della pianta.
Per quanto riguarda salute e malattie, occorre prestare attenzione a partire dalla primavera, quando sono più frequenti gli attacchi di afidi e di cocciniglie cotonose bianche: questi insetti si depositano sulle porzioni giovani dei rametti di falso gelsomino e in prossimità delle infiorescenze. Contro gli afidi impiegare insetticidi a base di piretro o, se gli attacchi sono frequenti ed estesi, prodotti chimici di sintesi specifici. Contro le cocciniglie distribuire olio bianco.
Il nome botanico del falso gelsomino è Trachelospermum jasminoides (noto anche con il sinonimo di Rhynchospermum jasminoides o semplicemente Rincospermo), appartiene alla famiglia delle Apocynaceae, ed è originario delle regioni tropicali e sub-tropicali dell’estremo Oriente, ma lo si trova ormai diffusamente anche nel clima mediterraneo. In commercio esistono piante di diversa dimensione, generalmente vendute in vaso con un tutore in legno cui è legata la chioma: acquistare il falso gelsomino nella tarda primavera, quando sono già visibili i fiori, e scegliere esemplari giovani, con il fogliame ben rigido e verde scuro, controllando l’assenza di parassiti e di rami secchi o spezzati.
Ma perché viene chiamato falso gelsomino? Il nome deriva dalla somiglianza dei suoi fiori (per forma, dimensione, colore, profumo) con quelli del vero gelsomino, anche se si tratta di due specie botaniche ben distinte. Il vero e classico gelsomino è noto come Jasminum officinalis, è di origine persiana o indiana, e appartiene a una famiglia diversa, quella delle Oleaceae. Il termine gelsomino, che accomuna le due piante, deriva da una parola araba che significa “fiore bianco” (tuttavia esistono gelsomini a fiore giallo). La somiglianza tra i due gelsomini è data anche dal portamento rampicante, dalla forma più o meno simile delle foglie e dalle esigenze ambientali e climatiche altrettanto simili, anche se il gelsomino propriamente detto richiede climi molto più caldi e non è adatto alla coltivazione all’aperto nel Centro-Nord Italia.
Fioritura
Il rincospermo fiorisce principalmente tra la primavera e l’inizio dell’estate, regalando lo spettacolo più intenso ed esplosivo nei mesi di maggio e giugno.
A seconda del clima e dell’esposizione (al sole fiorisce prima e di più), i primi boccioli iniziano ad aprirsi verso fine aprile o i primi giorni di maggio. Per diverse settimane, poi, il falso gelsomino si copre completamente di una nuvola di fiorellini bianchi a forma di piccola elica, capaci di sprigionare il classico e intensissimo profumo dolce che invade interi giardini e terrazzi.
Verso luglio la fioritura principale giunge al termine e i fiori bianchi iniziano a ingiallire e a cadere. Tuttavia, se la pianta è sana, ben concimata e non soffre troppo il caldo torrido, non è raro assistere a una leggera e sporadica fioritura tardiva a fine estate (tra agosto e settembre), con pochi boccioli isolati.
Tossicità
La pianta di falso gelsomino presenta una tossicità moderata. Il lattice bianco presente nei rami è, infatti, irritante per la pelle e, se ingerito in grandi quantità, può causare vomito, sonnolenza e dolori addominali sia nei bambini che negli animali.
Riproduzione
La riproduzione del falso gelsomino tramite seme è lenta e offre scarse garanzie di successo. Una tecnica più diffusa, quindi, è la moltiplicazione tramite talea semilegnosa di rametto da effettuare a luglio-agosto. In particolare, le parti di fusto eliminate con le potature possono essere utilizzate per riprodurre la pianta con la tecnica della talea, se si tratta di steli sani e vigorosi. Ecco come fare:
- prelevare dai germogli laterali delle piante adulte parti di stelo lunghe 15-20 cm. Nella parte basale, eseguire un taglio obliquo, utile per avere una maggiore superficie disponibile per la radicazione
- dopo aver eliminato le foglie poste più in basso, spolverizzare la base dello stelo con ormone radicante e introdurre più talee in un contenitore (vaso o vaschetta) con una miscela formata da torba e sabbia in parti uguali
- ricoprire il contenitore con un foglio di plastica trasparente (o un sacchetto sorretto da tutori) e sistemare in posizione ombreggiata
- mantenere il terriccio leggermente umido utilizzando acqua a temperatura ambiente e possibilmente non calcarea. Togliere la plastica, regolarmente, per eliminare la condensa e per controllare l’umidità del terreno. L’avvenuta radicazione è segnata dalla comparsa dei primi germogli. Da questo momento togliere la plastica e sistemare i vasi in una zona più luminosa.
Durante l’inverno mantenere le talee in un luogo luminoso dove non vi sia pericolo di gelate. La primavera successiva le talee radicate saranno pronte per essere messe a dimora definitiva nei nuovi vasi e trattate come piante adulte.
Semi
La pianta di falso gelsomino, a fine estate, produce dei frutti allungati di colore verde chiaro, simili a stretti baccelli di pisello, che contengono i semi. Questi ultimi sono minuscoli e con un ciuffo bianco all’estremità che ne facilità la dispersione nel vento.
Informazioni e curiosità
Le ramificazioni del rincospermo tendono ad allungarsi notevolmente, tanto da toccare i 10-12 metri di estensione e riuscire a rivestire aree decisamente ampie. Per questo, è consigliabile l’allestimento di un’intelaiatura di sostegno alla quale assicurare i tralci della pianta seguendo l’andamento del loro sviluppo. Presso un vivaio o negozio specializzato è possibile reperire un struttura a griglia lignea da collocare direttamente dentro il cassone della pianta, posizionandolo a ridosso della parete, per poi ancorarvi i rami del rampicante.
In alternativa, si può fabbricare un’intelaiatura casalinga impiegando due o tre pali di sostegno (come canne o bastoni) da conficcare saldamente nel terreno in corrispondenza delle due estremità della fioriera e orientati verso il muro, aggiungendone poi un ulteriore nel mezzo, anch’esso rivolto verso la muratura. Successivamente, occorre tendere dei cavi metallici o delle cordicelle robuste in senso orizzontale rispetto al terreno, collegandoli tra i vari pali.
Bisogna infine ricordare che i fusti flessibili del falso gelsomino non possiedono la capacità di agganciarsi autonomamente al reticolato o al telaio preparato: durante la loro crescita, si rende perciò indispensabile bloccarli manualmente adoperando delle legature morbide.
Coltivazione
Il falso gelsomino si coltiva principalmente in piena terra. La coltivazione in vaso è possibile, purché il contenitore sia capiente, ovvero più profondo che largo, in quanto l’apparato radicale del falso gelsomino tende a svilupparsi in profondità.
Allo scopo, disporre uno strato drenante sul fondo del recipiente ed evitare i vasi sprovvisti di fori di drenaggio.
Rinnovare ogni 2-3 anni i primi 4-5 cm di substrato aggiungendo un terriccio acido e fertile.
Collocazione
Il falso gelsomino è una pianta da esterno, adatta a giardini e terrazzi.
Concimazione
Il rincospermo, soprattutto quando è giovane (ovvero fino ai 4-5 anni), deve essere regolarmente concimato per stimolare una veloce e uniforme crescita e un’abbondante fioritura: almeno due volte in aprile, una in maggio e una in settembre.
Da adulto, va comunque concimato, senza mai esagerare, seguendo il risveglio della natura, ossia va nutrito durante il periodo vegetativo per sospendere gli interventi quando la pianta entra in riposo.
- Primavera (marzo – maggio): è il momento più importante. A fine inverno/inizio primavera (quando spuntano i primi nuovi germogli), la pianta ha bisogno di energia per produrre i boccioli. Se si usa un concime liquido, somministrarlo ogni 15-20 giorni; se si usa un concime granulare a lento rilascio, basta una sola applicazione a marzo e una a maggio
- Estate (giugno – agosto): dopo la grande fioritura primaverile, la pianta continua a crescere e a sviluppare il fogliame, per cui bisogna proseguire con le concimazioni, ma riducendone la frequenza (ad esempio, una volta al mese per il liquido) o usando un granulare a lento rilascio a inizio estate. Se però il caldo è eccessivo (sopra i 35°C), sospendere temporaneamente per non stressare le radici
- Autunno e inverno (settembre – febbraio): da settembre/ottobre in poi, la pianta rallenta il metabolismo per prepararsi al freddo. Quindi, stop ai concimi chimici/liquidi; al massimo, distribuire un po’ di concime organico (come lo stallatico sfarinato o pellettato) alla base della pianta a fine autunno: servirà a proteggere le radici dal gelo e a migliorare il terreno per la primavera successiva
In primavera, è consigliabile scegliere un concime bilanciato ma ricco di Potassio (K) e Fosforo (P), che stimolano la fioritura e rendono i rami forti. Un classico concime per piante fiorite va benissimo.
Il falso gelsomino (soprattutto in vaso) può soffrire di clorosi ferrica (le foglie diventano gialle con le venature verdi). In questo caso, somministrare dei chelati di ferro (rinverdente) insieme all’acqua di irrigazione.
Si ricorda che, se il falso gelsomino è in vaso, i nutrienti si esauriscono molto prima, mentre in piena terra è più autonomo: spesso bastano due palate di stallatico in autunno e una manciata di granulare a marzo.
Esposizione e luce
Il falso gelsomino richiede posizioni da mediamente a pienamente soleggiate e non tollera i luoghi ombrosi, dove cresce lentamente e stenta a fiorire.
La pianta non sopporta neanche i venti freddi: meglio evitare, quindi, le posizioni a Nord.
La sua collocazione ideale è addossato a una parete dell’abitazione rivolta a Sud.
Annaffiatura
Il fabbisogno di acqua del rincospermo si attesta su livelli moderati: a partire dai mesi primaverili e per tutta la durata della stagione estiva, fino all’avvento dell’autunno, gli interventi di irrigazione devono essere costanti, ma senza mai eccedere nelle quantità.
È opportuno incrementare l’apporto idrico nel corso della fase di fioritura, per poi diminuirlo in modo drastico con l’avvicinarsi dei mesi autunnali. Nel caso in cui la stagione invernale si presentasse priva di precipitazioni e con temperature non eccessivamente basse, si consiglia di somministrare modiche quantità di acqua tiepida, qualora si noti la presenza di fogliame avvizzito.
Naturalmente, gli esemplari coltivati all’interno di fioriere necessitano di un maggiore apporto d’acqua: in presenza di un’estate particolarmente torrida e asciutta, è utile bagnare generosamente anche le pareti esterne dei vasi, un’accortezza che serve ad abbassare la temperatura della terra interna e a scongiurare traumi irreparabili all’apparato radicale.
Resta fondamentale scongiurare la formazione di accumuli d’acqua nel suolo: l’apparato radicale è infatti altamente soggetto a marcescenza e, di conseguenza, la pianta arresterebbe il proprio sviluppo, produrrebbe meno fiori e, nelle situazioni più critiche, rischierebbe il deperimento totale.
Potatura
In autunno la potatura del falso gelsomino è indispensabile, specialmente se la pianta ha dimensioni notevoli: eliminare i rami più deboli, quelli che non hanno fiorito e quelli malati (riconoscibili perché hanno le foglie gialle o incrostazioni di cocciniglie).
Alla fine dell’inverno si accorciano, ma solo leggermente, i rami che hanno portato fiori l’anno precedente.
Nel corso dell’anno è poi buona norma controllare regolarmente la legatura dei rami, specialmente di quelli giovani e più vigorosi: deve essere ben salda sulle strutture di sostegno.
Rinvaso e trapianto
Per garantire una crescita rapida e vigorosa al rincospermo, il substrato perfetto deve essere fertile, ricco di sostanze organiche e caratterizzato da un pH acido. Per ottenere questa combinazione, si suggerisce di integrare del terriccio generico con della torba, sia pura che in miscela.
Vanno invece assolutamente scartati i suoli freddi, compatti e argillosi che trattengono troppo l’acqua, così come, sul fronte opposto, i terreni spiccatamente sabbiosi o pieni di sassi, poiché risultano aridi, privi di nutrimento e fin troppo drenanti.
Considerando che gli sbalzi termici improvvisi e il gelo rappresentano una minaccia per questo rampicante (in particolar modo nei suoi primi anni di vita), il periodo più indicato per interrarlo è la primavera. Nelle regioni settentrionali d’Italia è bene procedere a partire dal mese di marzo, momento in cui il pericolo di gelate tardive è ormai superato e la terra ha raggiunto una temperatura sicura per la salute dell’apparato radicale.
Rinvaso
Se si opta per la coltivazione in vaso all’aperto, è fondamentale selezionare recipienti molto capienti. Nel caso in cui si desideri posizionare un solo esemplare al centro del contenitore, le dimensioni minime richieste sono di 80 cm di lunghezza per 50 cm di profondità. Se invece si preferisce mettere a dimora due piante insieme, servirà una fioriera lunga almeno un metro, accortezza che permetterà di distanziare i due fusti di circa 80 cm l’uno dall’altro.
È di vitale importanza creare sul fondo del contenitore un’intercapedine di circa 3 cm utilizzando del pietrisco o della ghiaia, una misura indispensabile per facilitare il deflusso dell’acqua superflua. Questa pianta, infatti, tollera malissimo l’umidità stagnante e i sovraccarichi d’acqua, i quali possono causare letali marciumi alle radici.
La fioriera può essere riempita utilizzando un comune terriccio universale da giardinaggio. Per arricchirlo e assicurare una nutrizione costante durante i primi mesi, si raccomanda di incorporare al terreno due manciate di fertilizzante granulare a rilascio graduale; questo tipo di prodotto rilascerà il nutrimento un po’ alla volta, sostenendo la crescita della pianta e stimolando una ricca fioritura.
È fondamentale, tuttavia, non eccedere con le dosi: il falso gelsomino richiede poche sostanze nutritive e una fertilizzazione esagerata finirebbe per far arrossare le foglie, portandole poi a cadere.
Ubicazione stagionale
Nelle località con inverni rigidi, anche se il falso gelsomino è esposto a Sud, è consigliabile proteggere la chioma con cannicciati di paglia o con teli di tessuto non tessuto.
Si tratta comunque di una pianta molto resistente ma durante la stagione fredda, specialmente nel caso di piante giovani, è buona norma proteggere anche l’apparato radicale, disponendo intorno al piede della pianta uno strato spesso di materiale pacciamante.
Bonsai
Il falso gelsomino si presta alla coltivazione come bonsai, regalando le stesse bellissime e profumate fioriture della pianta madre.
Raccolta
La raccolta del falso gelsomino si concentra principalmente sui suoi fiori, particolarmente profumati, che sbocciano pienamente di solito tra giugno e luglio. Per raccoglierli, è consigliabile utilizzare forbici da giardino, in modo da effettuare un taglio delicatamente alla base del loro stelo, facendo attenzione a non danneggiare il resto della pianta.
I fiori raccolti possono essere conservati per un breve periodo, preferibilmente mantenendoli in un contenitore con carta da cucina leggermente umida nel frigorifero per preservarne la freschezza. I boccioli di falso gelsomino sono apprezzati per il loro aroma intenso, tanto da essere utilizzati in profumeria per produrre oli essenziali.
Malattia e cure
Il falso gelsomino è una pianta eccezionalmente resistente, ma non è del tutto immune da attacchi di parassiti o malattie fungine, specialmente se si trova in condizioni di forte umidità, scarso ricircolo d’aria o stress idrico.
I parassiti
Cocciniglia cotonosa o a scudetto
Parassita molto frequente, le cocciniglie si presentano sotto forma di piccoli batuffoli bianchi e cotonosi oppure come piccoli “scudetti” marroni e rigidi, fissati soprattutto sulla pagina inferiore delle foglie e sui fusti. Succhiano la linfa debilitando la pianta e producono la melata, una sostanza appiccicosa.
In caso di attacco leggero, si possono rimuovere manualmente una a una con un cotton fioc imbevuto di alcol denaturato. Se invece l’attacco è esteso, spruzzare del sapone molle di potassio, o dell’olio bianco minerale, che agisce per asfissia coprendo i parassiti.
Afidi
Si tratta di piccoli insetti verdi o neri che si ammassano sui germogli più teneri e sui boccioli in primavera. Deformano le foglie nuove e bloccano lo sviluppo dei fiori.
Si eliminano facilmente spruzzando del decotto d’aglio, del piretro naturale o lavando la pianta con acqua e sapone di Marsiglia.
Ragnetto rosso
Un acaro minuscolo (quasi invisibile a occhio nudo) che colpisce soprattutto d’estate, quando il clima è caldo e molto secco; le foglie iniziano a scolorire, tendendo al grigio/giallastro, e sulla pagina inferiore si possono notare sottilissime ragnatele.
Il ragnetto rosso odia l’umidità, per cui basta bagnare spesso la chioma della pianta la sera per infastidirlo. In caso di forti infestazioni, usare un acaricida specifico.
Le malattie fungine
Marciume radicale (Phytophthora)
È la malattia più pericolosa per il rincospermo ed è quasi sempre causata da un errore nell’irrigazione che provoca il ristagno d’acqua nel terreno o nel sottovaso. Le foglie ingialliscono, appassiscono anche se la terra è bagnata, e i rami scuriscono alla base. Le radici marciscono e non riescono più a nutrire la pianta.
Purtroppo, è un problema difficile da debellare se avanza. Si consiglia di sospendere subito le annaffiature e, se la pianta è in vaso, svasarla, tagliare le radici marce (nere e molli), disinfettare il terreno con un fungicida a base di rame e, infine, rinvasare usando terriccio nuovo e distribuendo un ottimo strato di drenaggio (argilla espansa) sul fondo.
Oidio o mal bianco
Si manifesta come una polverina bianca, simile a gesso o farina, che copre le foglie e i giovani germogli, facendoli accartocciare e seccare. Si sviluppa in primavera e autunno con l’alto tasso di umidità e temperature miti.
Si cura rimuovendo le parti più colpite. Inoltre, occorre trattare la pianta spruzzando del bicarbonato di sodio sciolto in acqua (un cucchiaio per litro) come rimedio preventivo/leggero, oppure usare prodotti a base di zolfo o fungicidi specifici contro l’oidio.
Fumaggine
Non è un fungo che attacca direttamente la pianta, ma si sviluppa sopra la melata appiccicosa lasciata da cocciniglie o afidi. Si presenta come una patina nera fuligginosa che copre le foglie, impedendo loro di fare la fotosintesi.
Il problema si risolve alla radice eliminando gli insetti che producono la melata. Dopodiché, lavare la pianta con acqua e sapone molle di potassio per ripulire le foglie dal nero.
Regole per la prevenzione
Per avere un falso gelsomino sempre sano basta seguire tre accorgimenti:
- Potatura di sfoltimento: ogni anno, dopo la fioritura, sfoltire l’interno della pianta. Più l’aria circola tra i rami, meno i funghi e le cocciniglie troveranno terreno fertile
- Irrigazioni mirate: bagnare solo quando il terreno si è asciugato nei primi centimetri, evitando assolutamente l’acqua stagnante nel sottovaso
- Attenzione alle foglie: quando si annaffia, bagnare la terra e non la chioma (specialmente la sera), per evitare il ristagno di umidità sulle foglie che favorisce il mal bianco.













































