Echeveria setosa

Echeveria setosa

Per le sue esigenze in fatto di clima ed esposizione, nella maggior parte delle regioni italiane è consigliata la coltivazione in vaso di echeveria setosa.

  • Per le sue esigenze in fatto di clima ed esposizione, nella maggior parte delle regioni italiane è consigliata la coltivazione in vaso di echeveria setosa.
  • L'echeveria setosa ha bisogno di sole diretto per almeno 6 ore al giorno e, anche in casa, l'esposizione deve essere la più luminosa possibile.
  • Le delicate foglioline ricoperte da una soffice peluria protettiva contraddistinguono la pianta di echeveria setosa.
  • L'echeveria setosa necessita di un terreno ben drenante, in modo da evitare pericolosi ristagni idrici.
  • Grazie alle sue foglie pelose, echeveria setosa è in grado di resistere meglio alla siccità rispetto ad altre succulente.
  • Per le sue esigenze in fatto di clima ed esposizione, nella maggior parte delle regioni italiane è consigliata la coltivazione in vaso di echeveria setosa.
  • L’echeveria setosa ha bisogno di sole diretto per almeno 6 ore al giorno e, anche in casa, l’esposizione deve essere la più luminosa possibile.
  • Le delicate foglioline ricoperte da una soffice peluria protettiva contraddistinguono la pianta di echeveria setosa.
  • L’echeveria setosa necessita di un terreno ben drenante, in modo da evitare pericolosi ristagni idrici.
  • Grazie alle sue foglie pelose, echeveria setosa è in grado di resistere meglio alla siccità rispetto ad altre succulente.

L’echeveria setosa è una succulenta celebre per il suo aspetto morbido e vellutato. Il nome stesso, setosa, deriva dal latino setosus che significa proprio peloso o setoloso, in riferimento alla sua caratteristica principale.

La pianta forma rosette basali, compatte e fitte, che tendono a formare facilmente gruppi o colonie molto numerose. La singola rosetta è piuttosto bassa, raggiungendo al massimo 4-8 cm di altezza, ma può espandersi fino a 30 cm di larghezza.

Le foglie sono carnose, di forma ovale o lanceolata, di un colore che varia dal verde chiaro al verde-argento. La particolarità è che sono ricoperte da una fitta peluria bianca (tricomi) che, non solo conferisce un aspetto morbido e ornamentale alla pianta, ma ha una funzione protettiva: aiuta l’echeveria a intrappolare l’umidità dell’aria e a riflettere i raggi solari intensi.

Anche se sono le foglie il punto di forza di questa echeveria, la pianta produce in primavera-estate un’infiorescenza molto vistosa su steli alti, che possono raggiungere i 20-30 cm. I fiori sono tipicamente a forma di campana, di colore rosso-arancio all’esterno e giallo-arancio all’interno.

Esigenze di coltivazione e cura

L’echeveria setosa è generalmente considerata una succulenta di facile coltivazione, purché si rispettino le sue esigenze fondamentali. In particolare, richiede molta luce intensa, per mantenere la rosetta compatta e prevenire l’eziolamento, e preferisce temperature tra i 18°C e i 24°C.

Dato che non tollera il gelo intenso, deve essere riparata in inverno. Può resistere, solo ed esclusivamente se completamente asciutta, a temperature minime che si avvicinano allo zero termico, ma la temperatura di riposo ottimale non dovrebbe scendere sotto i 5°C-10°C.

L’annaffiatura è un altro aspetto delicato: echeveria setosa va bagnata solo quando il terreno è completamente asciutto: le succulente immagazzinano l’acqua nelle foglie carnose e sono estremamente sensibili al marciume radicale causato dai ristagni idrici. In primavera/estate, annaffiare con moderazione, lasciando asciugare bene il substrato tra un’irrigazione e l’altra (circa una volta ogni 7-10 giorni, a seconda del clima); in autunno/inverno, invece, ridurre drasticamente le annaffiature o sospenderle del tutto, specialmente se la temperatura scende sotto i 10°C.

Il terreno ideale deve essere estremamente drenante, come un terriccio specifico per cactacee e succulente, miscelato con una grande quantità di inerti (sabbia grossolana, pomice, lapillo vulcanico o perlite).

Infine, bisogna concimare con estrema moderazione, poiché le echeveria non hanno bisogno di molti nutrienti: basta somministrare un concime liquido specifico per succulente (a basso contenuto di azoto) una volta al mese durante il periodo di crescita (dalla primavera all’estate).

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

L’echeveria setosa non solo fiorisce, ma produce infiorescenze molto decorative che si innalzano al di sopra della rosetta di foglie pelose, aggiungendo un tocco di colore vivace.

Generalmente fiorisce in tarda primavera o inizio estate (tra fine maggio e agosto), quando le giornate sono lunghe e luminose. I fiori sono a forma di campanula e portati da lunghi steli che possono raggiungere i 15-30 cm di altezza.

Il colore è molto vivace e contrasta con il colore verde-grigio delle foglie, spaziando dal rosso-arancio all’esterno con punte gialle all’interno.

Per ottenere una fioritura abbondante, bisogna replicare le condizioni ideali del suo habitat naturale:

  1. Luce intensa: assicurarsi che l’echeveria riceva molta luce, idealmente 8-10 ore di luce intensa al giorno, specialmente a partire da marzo. Una buona esposizione al sole (anche diretto, se graduale) favorisce la fioritura
  2. Riposo invernale fresco: in inverno, mantenere la pianta in un luogo fresco (circa 10-15°C) e asciutto. Questo sbalzo termico tra la stagione di riposo e quella vegetativa è cruciale per indurre la formazione dei boccioli
  3. Concime giusto: all’inizio della primavera, è possibile somministrare un concime liquido specifico per piante grasse, che è solitamente ricco di fosforo e potassio (i nutrienti che stimolano la fioritura) e povero di azoto

Dopo la fioritura, è importante recidere lo stelo floreale alcuni centimetri sopra la rosetta, per evitare che la pianta sprechi energie inutili, e prevenire l’ingresso di malattie attraverso il taglio.

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

Riprodurre l’echeveria setosa è un processo relativamente semplice, poiché questa succulenta ha una grande capacità rigenerativa.

Il metodo più efficace e rapido per questa specifica varietà è la divisione dei polloni, ma funziona molto bene anche la talea di foglia. La primavera è il momento ideale, quando la pianta è in fase vegetativa attiva.

Riproduzione tramite polloni 

L’echeveria setosa tende naturalmente a produrre piccole rosette laterali attaccate alla pianta madre, utilizzabili per la moltiplicazione.

  1. Cercare i piccoli germogli che crescono alla base della pianta principale
  2. Se il pollone è abbastanza grande, si può staccare delicatamente con le mani o usando un coltellino affilato e sterilizzato. Cercare di prelevare anche qualche radice se possibile (ma non è indispensabile)
  3. Lasciare il pollone all’aria, in un luogo ombreggiato e asciutto, per 1-2 giorni: il taglio deve asciugarsi e formare un “callo” per evitare che marcisca una volta interrato
  4. Piantare il pollone in un vasetto con terriccio specifico per piante grasse (molto drenante, misto a sabbia o perlite)
  5. Aspettare qualche giorno prima di dare acqua per permettere alla pianta di assestarsi

Riproduzione per talea di foglia 

Richiede più pazienza (diverse settimane o mesi), ma da una sola pianta se ne possono ottenere molte altre.

  1. Scegliere una foglia sana dalla parte bassa della pianta (né troppo vecchia e secca, né troppo giovane)
  2. Afferrare la foglia e muoverla delicatamente da destra a sinistra finché non si stacca. La foglia deve staccarsi intera, compresa la base bianca che era attaccata al fusto; se si spezza a metà, non radicherà
  3. Appoggiare la foglia su un foglio di carta in una zona luminosa ma senza sole diretto per 2-3 giorni, finché la “ferita” alla base non è asciutta
  4. Preparare un vassoio con terriccio per cactus e appoggiarvi semplicemente la foglia sopra (non interrarla)
  5. Non annaffiare subito: quando spuntano delle piccole radici rosa o bianche (dopo qualche settimana), iniziare a nebulizzare leggermente il terriccio ogni 2-3 giorni. Si formerà una mini-rosetta, la foglia madre alla fine si seccherà e si staccherà da sola dando vita a una nuova pianta indipendente

Semi

I semi di echeveria setosa (e della maggior parte delle echeveria) sono estremamente piccoli e fini, quasi come una polvere marrone o finissima sabbia scura.

Generalmente hanno forma oblunga o leggermente allungata e si sviluppano all’interno dei frutti a capsula che si formano dopo l’appassimento dei fiori sullo stelo floreale. Ogni capsula ne contiene un gran numero.

Proprio a causa delle loro dimensioni ridottissime, la semina delle echeveria è un processo molto delicato e non rappresenta un metodo di propagazione comune per i coltivatori domestici.

Informazioni e curiosità

Pulire l’echeveria setosa è un’operazione delicata ma necessaria. Non vanno usati stracci bagnati dato che l’acqua, intrappolata dai peli, fa marcire le foglie, mentre un panno spingerebbe la polvere ancora più in profondità tra la peluria, creando una “crosta” sporca.

Il sistema più efficace per rimuovere terriccio o polvere che si sono incastrati tra i peli è, quindi, usare un pennello da trucco morbido o un pennello per acquerelli a punta tonda e setole soffici. Evitare pennelli duri o vecchi spazzolini: strapperebbero la peluria lasciando la foglia a chiazze.

Se il terriccio è finito nell’incavo tra una foglia e l’altra (dove non arriva il pennello), l’aria è un’ottima alternativa. In particolare, il soffietto manuale (quello che si usa per pulire gli obiettivi delle macchine fotografiche) è perfetto perché il getto è delicato e preciso.

A volte pezzi di perlite, sassolini o foglie secche rimangono incastrati alla base: in questo caso ricorrere a pinzette lunghe e sottili per estrarre chirurgicamente il detrito senza toccare le foglie sane circostanti.

Cosa non fare assolutamente

  1. Non usare oli lucidanti: i prodotti lucidanti sono letali per le piante pelose come questa echeveria. L’olio impasta i peli e ostruisce gli stomi, soffocando la pianta
  2. Non soffiare con la bocca: sembra banale, ma soffiando si emettono sempre microscopiche goccioline di saliva. Queste gocce rimangono intrappolate nei peli e possono diventare un veicolo per batteri o funghi

Coltivazione

VasoPiena Terra

L’echeveria setosa è una pianta molto adattabile, ma la possibilità di coltivarla in vaso o in piena terra dipende interamente dal clima della propria zona.

La coltivazione in vaso rappresenta la scelta consigliata per la maggior parte delle regioni italiane, in particolare il Nord e il Centro (o comunque in tutte le aree geografiche dove la temperatura scende al di sotto dei 5°C). Il vaso è la scelta più sicura perché garantisce la mobilità, permettendo di proteggere la pianta durante il periodo più critico, ovvero l’inverno.

Collocazione

InternoEsterno

L’echeveria setosa tollera brevi periodi di freddo, purché tenuta in terriccio completamente asciutto. Tuttavia, la temperatura ideale invernale per il riposo non dovrebbe scendere sotto i 5°C.

La coltivazione all’esterno, quindi, è possibile solo nelle zone costiere molto miti del Sud Italia e alcune zone del Centro-Sud, dove le gelate sono assenti o estremamente rare e brevi. In piena terra, l’echeveria deve essere esposta al sole diretto per la maggior parte del giorno; in più, il terreno deve essere estremamente poroso e drenante.

Concimazione

La concimazione dell’echeveria setosa è importante ma, come per la maggior parte delle succulente, un eccesso di nutrienti può gonfiare i tessuti in modo innaturale, indebolendo la pianta e rendendola più suscettibile ai parassiti.

Per questo, va nutrita solo quando è in fase di crescita attiva, ossia dalla primavera all’estate, una volta ogni 3-4 settimane. In autunno e in inverno, quando la pianta entra in riposo vegetativo, sospendere qualsiasi concimazione per evitare che i sali si accumulino nel terreno intossicando le radici.

L’apparato radicale della echeveria setosa è sensibile, per cui non vanno usati mai concimi generici per piante verdi, perché contengono troppo azoto. Piuttosto, usare un concime liquido specifico per cactacee e succulente, dimezzandole dosi riportate sulla confezione: 

  1. Sciogliere il concime nell’acqua dell’annaffiatura
  2. Bagnare solo il terreno, sollevando delicatamente la rosetta se necessario
  3. Mai bagnare le foglie pelose con acqua fertilizzata: i sali del concime, intrappolati dalla peluria, possono causare bruciature chimiche o macchie permanenti sulle foglie

Si ricorda di non concimare mai a terreno completamente asciutto, né nel caso in cui la pianta sia appena stata rinvasata (attendere almeno 6-8 settimane prima di ricominciare a concimare).

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

L’esposizione ideale per l’echeveria setosa è il pieno sole (almeno 6 ore di luce intensa al giorno, anche in interni).

Una forte esposizione alla luce diretta del sole assicura che le rosette rimangano compatte e che i colori delle foglie (che a volte assumono sfumature più intense, specialmente con l’escursione termica) rimangano vibranti.

Se l’echeveria non riceve abbastanza luce, tende ad filare (fenomeno noto come eziolamento), ossia il fusto si allunga in modo anomalo e la rosetta perde la sua forma compatta e attraente, cercando disperatamente la luce:

  • In primavera/estate, porre la pianta su un terrazzo o balcone esposto a Sud o Ovest
  • All’interno, in inverno, scegliere un davanzale di una finestra esposta a Sud o Sud-Ovest, dove possa ricevere la massima quantità di luce possibile, anche diretta (il vetro funge da leggero filtro e il sole invernale è meno intenso)

Nelle regioni con estati molto calde (soprattutto nel Sud Italia o nelle giornate di canicola del Centro-Nord), durante le ore più calde del giorno è consigliabile una leggera ombreggiatura per prevenire le scottature sulle foglie, che possono manifestarsi come macchie beige o bianche. 

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

L’echeveria setosa ha esigenze idriche molto specifiche, a causa delle sue foglie pelose che temono l’umidità, che seguono un andamento stagionale:

  • Primavera/estate: bagnare ogni 10-15 giorni circa, solo quando il terriccio è secco e polveroso al tatto
  • Autunno/inverno: ridurre drasticamente le annaffiature. Se la pianta è in casa, dare un po’ d’acqua ogni 3-4 settimane; se è in un luogo fresco (sotto i 10-12°C), sospendere quasi del tutto

Come annaffiare 

Per via delle sue foglie particolari, occorre mettere in pratica alcune accortezze quando si bagna questa echeveria.

  • Mai dall’alto: non bagnare mai la rosetta centrale o le foglie pelose
  • Solo alla base: usare un annaffiatoio a becco lungo per bagnare direttamente la terra senza toccare la pianta
  • Metodo per immersione: immergere il vaso in una bacinella d’acqua per 10-15 minuti, poi lasciarlo scolare benissimo prima di rimetterlo nel sottovaso. Non lasciare mai acqua stagnante nel sottovaso

I segnali della pianta

Per capire se l’echeveria setosa ha bisogno d’acqua basta osservare le foglie:

  • Foglie raggrinzite: la pianta deve essere annaffiata
  • Foglie mollicce, gialle o traslucide: è stata data troppa acqua, per cui bisogna smettere subito di annaffiare e, se il terreno è zuppo, svasare l’echeveria e lasciare asciugare le radici all’aria
  • Foglie che cadono al tocco: segnale grave di marciume avanzato (spesso causato da acqua intrappolata tra le foglie pelose)

Potatura

L’echeveria setosa non va potata, ma ripulita per mantenerla in salute.

  • Foglie secche alla base: man mano che la pianta cresce, le foglie più basse si seccano e diventano marroni/croccanti. Queste vanno tolte delicatamente con le dita o con una pinzetta
  • Steli floreali secchi: dopo la fioritura (in estate), gli steli lunghi con i fiori seccheranno e andranno tagliati alla base con forbici pulite e disinfettate 

C’è un solo caso in cui si “taglia” la pianta, ed è quando l’echeveria è eziolata (filata), cioè si è allungata troppo verso la luce perdendo la sua forma compatta a rosetta. In questo caso, si taglia via la “testa” (la rosetta apicale più bella) con un coltello affilato e sterile.

La testa tagliata, dopo aver fatto asciugare il taglio per 3-4 giorni, si ripianta e produrrà nuove radici (tornando a essere una pianta bassa e compatta). Il vecchio fusto rimasto nel vaso non va buttato: produrrà tanti nuovi polloni.

Rinvaso e trapianto

L’echeveria setosa va rinvasata in genere ogni 2-3 anni in primavera: è una pianta a crescita lenta, quindi non ha bisogno di cambi di vaso frequenti.

Alcuni segnali aiutano a capire se è il momento di procedere al rinvaso:

  1. Radici che spuntano dai fori di scolo del vaso
  2. La pianta ha prodotto molte piccole rosette laterali che stanno deformando il vaso o soffocando la pianta madre
  3. Se l’acqua scivola via subito, o se il terriccio è diventato un blocco compatto, va cambiato perché esausto

Il rinvaso di questa echeveria è un’operazione piuttosto delicata perché la terra si attacca facilmente alle foglie pelose ed è difficilissima da togliere. Ecco come fare:

  1. Non annaffiare per una settimana prima del rinvaso. Il pane di terra deve essere secco per staccarsi facilmente
  2. Usa preferibilmente un vaso in terracotta (fa respirare le radici). Il diametro deve essere solo 1-2 cm più grande del precedente e il contenitore non deve essere troppo profondo, dato che le radici dell’echeveria crescono superficialmente
  3. Non usare terriccio universale puro, ma creare un mix molto drenante formato da: 50% terriccio per cactacee50% materiale inerte (pomice, perlite o lapillo vulcanico) per evitare ristagni
  4. Svasare delicatamente la pianta capovolgendola sulla mano e non tirandola dalle foglie. Pulire le vecchie radici dalla terra esausta, quindi rinvasare senza comprimere troppo la terra intorno al colletto (la base della rosetta)

Dopo il rinvaso, aspettare 5-7 giorni prima di dare acqua e tenere la pianta in una zona luminosa ma senza sole diretto per la prima settimana.

Ubicazione stagionale

L’echeveria setosa è una succulenta che ama il caldo ma è abbastanza tollerante. Tuttavia, è essenziale proteggerla dal freddo intenso e, soprattutto, dall’umidità combinata alle basse temperature.

Prospera con temperature comprese tra i 15°C e i 25°C e può sopportare fino a 38°C. Quando però le temperature superano i 30°C, è consigliabile darle un po’ di ombra parziale nelle ore più calde e ridurre drasticamente le annaffiature per evitare che il calore in combinazione con l’umidità provochi marciumi.

L’inverno è il periodo più critico: è preferibile che le temperature non scendano sotto i 5°C-7°C in modo prolungato. Per questo, col freddo ritirare la pianta in un luogo fresco ma luminoso (serra fredda, vano scala, veranda) e sospendere quasi del tutto l’acqua per indurre il riposo.

Malattia e cure

L’echeveria setosa, come tutte le succulente, è una pianta piuttosto resistente, ma è suscettibile a problemi che derivano principalmente da eccessiva umidità e cattiva aerazione. Tali problemi si possono dividere in due categorie: malattie fungine e parassiti.

Malattie fungine 

Il marciume è il problema più grave per l’echeveria setosa ed è quasi sempre causato da un eccesso di irrigazione e/o da un substrato non drenante.

Marciume radicale e del colletto

La pianta perde turgore e le foglie inferiori ingialliscono o diventano molli e trasparenti. Nei casi più gravi, la base del fusto diventa nera o marrone e molle.

Cura 

  1. Togliere immediatamente la pianta dal vaso e rimuovere tutto il terriccio dalle radici
  2. Con una lama sterilizzata, tagliare tutte le parti molli o nere, inclusi il fusto e le radici, fino a trovare il tessuto sano (di colore bianco/verde)
  3. Lasciare la parte sana all’aria, in un luogo asciutto e ombreggiato, per almeno 3-7 giorni finché la ferita non è perfettamente asciutta e callosa. Si può cospargere la ferita con polvere di cannella (funge da fungicida naturale) o un fungicida ad ampio spettro
  4. Rinvasare in un substrato nuovo ed estremamente drenante (ricco di pomice/lapillo) e non annaffiare per 10-14 giorni

Macchie scure o muffa

Compaiono macchie scure, acquose o anelli sulle foglie, spesso a causa di acqua che ristagna sulla rosetta o scarsa ventilazione.

Cura

  1. Rimuovere le foglie infette per evitare la diffusione del problema
  2. Migliorare l’aerazione e la luce intorno alla pianta
  3. Applicare un fungicida specifico ai primi sintomi

Parassiti

Il parassita più insidioso, soprattutto per le varietà pelose come l’echeveria setosa dove può nascondersi facilmente, è la cocciniglia.

Cocciniglia cotonosa

Si tratta di piccoli ammassi bianchi, cerosi e cotonosi, che si annidano negli angoli più difficili da raggiungere, tra le foglie alla base o anche sulle radici. Producono una sostanza appiccicosa detta melata.

Cura

  1. Isolare immediatamente la pianta per non contagiare le altre
  2. Usare un cotton fioc immerso in alcool denaturato per rimuovere fisicamente ogni singolo insetto e batuffolo cotonoso. L’alcool è efficace e asciuga rapidamente
  3. Dopo la pulizia manuale, nebulizzare la pianta con una soluzione di sapone molle di potassio (diluito in acqua, come da istruzioni) o una miscela di sapone molle e olio di Neem. Questi prodotti agiscono soffocando il parassita
  4. Ripetere il trattamento ogni 5-7 giorni per alcune settimane per colpire gli insetti appena nati

Ragnetto rosso

Questo parassita si sviluppa in ambienti secchi e caldi e si manifesta con sottili ragnatele e puntini gialli o rossastri sulle foglie.

Cura

  1. Lavare la pianta con acqua tiepida, insistendo sul retro delle foglie per sciacquare via gli acari
  2. Aumentare leggermente l’umidità ambientale (che gli acari non amano)
  3. Applicare olio di Neem o un prodotto specifico

Prevenzione

  1. Usare sempre un terriccio molto drenante (50% terriccio, 50% inerti come pomice)
  2. Annaffiare solo quando il terreno è completamente asciutto
  3. Garantire sempre una buona circolazione d’aria
  4. Rimuovere regolarmente le foglie secche alla base
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