Dieffenbachia

Dieffenbachia

La dieffenbachia ha bisogno di molta luce e temperature superiori ai 15°C.

  • La dieffenbachia ha bisogno di molta luce e temperature superiori ai 15°C.
  • La dieffenbachia è una bellissima pianta tropicale d’appartamento amata per le sue grandi foglie variegate bianche e verdi.
  • La dieffenbachia va coltivata in un vaso non eccessivamente grande, riempito con terriccio leggero, ben drenante e umido ma mai inzuppato.
  • Per la sua delicatezza, la dieffenbachia va coltivata esclusivamente in vaso in Italia.
  • Se ben curata e posta in un ambiente idoneo, la dieffenbachia può vivere molto anni.
  • La dieffenbachia ha bisogno di molta luce e temperature superiori ai 15°C.
  • La dieffenbachia è una bellissima pianta tropicale d’appartamento amata per le sue grandi foglie variegate bianche e verdi.
  • La dieffenbachia va coltivata in un vaso non eccessivamente grande, riempito con terriccio leggero, ben drenante e umido ma mai inzuppato.
  • Per la sua delicatezza, la dieffenbachia va coltivata esclusivamente in vaso in Italia.
  • Se ben curata e posta in un ambiente idoneo, la dieffenbachia può vivere molto anni.

La dieffenbachia appartiene alla famiglia delle Araceae (la stessa del filodendro, dello spatifillo e dell’anthurium). Ha un fusto carnoso, eretto e semi-legnoso alla base e una struttura segmentata ad anelli (i nodi), che testimoniano il punto di inserzione delle vecchie foglie cadute e funziona come una vera riserva d’acqua.

Le foglie sono grandi, oblungo-lanceolate, dotate di un lungo picciolo guainante che avvolge il fusto. La caratteristica più evidente è la variegatura: la lamina fogliare presenta zone verde scuro ai margini che sfumano verso il giallo, il crema o il bianco vicino alla nervatura centrale. Questa distribuzione della clorofilla è genetica ma viene influenzata dall’intensità della luce.

In casa, la pianta fiorisce molto raramente e l’infiorescenza è quella tipica delle Araceae, ossia uno spadice (una spiga carnosa ricoperta di piccolissimi fiori) avvolto da una spata (una foglia modificata di colore verdastro o crema).

La dieffenbachia possiede un apparato radicale fascicolato, piuttosto carnoso e superficiale, molto sensibile alla mancanza di ossigeno nel terreno.

Esigenze di coltivazione

Per far prosperare la dieffenbachia in casa è necessario ricreare le condizioni del sottobosco delle foreste tropicali, ossia, per prima cosa, tanta luce ma mai sole diretto, che brucerebbe le foglie. Allo stesso tempo, se la luce è troppo poca, le foglie perdono la screziatura chiara e diventano completamente verdi.

L’apporto d’acqua deve essere moderato e costante, annaffiando solo quando i primi 2-3 cm di terriccio sono completamente asciutti. La pianta teme, infatti, i ristagni idrici più di ogni altra cosa.

Essendo tropicale, esige un’umidità ambientale elevata, oltre il 60%. Per questo, è opportuno vaporizzare spesso le foglie con acqua non calcarea o usare un sottovaso con argilla espansa umida.

Il terreno di coltivazione deve essere leggero, drenante e acido: un mix ideale è composto da 60% terriccio torboso, 20% fibra di cocco o corteccia sminuzzata e 20% perlite per garantire il deflusso dell’acqua.

Durante il periodo vegetativo (primavera-estate) somministrare un concime liquido dimezzando le dosi consigliate, ogni 15-20 giorni, per aumentare la fertilità del terreno.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

La dieffenbachia fiorisce, ma si tratta di un evento estremamente raro quando la pianta viene coltivata in appartamento. Nelle nostre case, infatti, mancano quasi sempre le condizioni ideali del suo habitat naturale, come l’altissimo tasso di umidità costante, le temperature calde stabili e l’intensità della luce filtrata.

La sua infiorescenza è composta da una spata (una foglia modificata di colore bianco-verdastro o crema che avvolge parzialmente il fiore) e uno spadice (una spiga centrale, simile a quella delle calle, su cui si sviluppano i piccolissimi fiori veri e propri).

In realtà, molti appassionati preferiscono tagliare l’infiorescenza non appena si forma alla base. La fioritura sottrae una grandissima quantità di energia alla pianta, che per qualche mese smetterà di produrre nuove foglie o ne produrrà di più piccole. Dato che il fiore non è particolarmente appariscente, rimuoverlo permette alla dieffenbachia di concentrare tutte le forze sul suo bellissimo e vigoroso fogliame variegato.

Tossicità

GattiCaniBambini

Le foglie, i fusti e i semi della dieffenbachia contengono un’altissima concentrazione di cristalli di ossalato di calcio, altamente tossici sia per gli esseri umani che per gli animali domestici.

Se ingeriti, rilasciano microscopiche strutture aghiformi (rafidi) che causano immediato bruciore, gonfiore dei tessuti e intorpidimento della bocca.

Quando si eseguono tagli delle foglie o il fusto, quindi, è opportuno indossare sempre dei guanti da giardinaggio: la linfa lattiginosa che fuoriesce dai tagli è fortemente irritante per la pelle e per gli occhi.

Inoltre, lavare accuratamente le lame delle forbici dopo l’uso per evitare che i residui di linfa si secchino o corrodano il metallo.

Se in casa sono presenti bimbi piccoli, cani o gatti, tenere la pianta fuori dalla loro portata, ad esempio collocandola su ripiani rialzati o in stanze a loro non accessibili.

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

Il metodo più semplice, efficace e comune per moltiplicare la dieffenbachia è la talea di fusto, da eseguire preferibilmente in primavera o in estate. È un’ottima soluzione soprattutto quando la pianta cresce molto in altezza e perde le foglie inferiori, lasciando il fusto spoglio.

  1. Tagliare una porzione apicale di fusto (la punta con le foglie) lunga circa 15-20 cm, effettuando un taglio netto subito sotto un nodo (la linea orizzontale sul fusto da cui nascono le foglie). Se il fusto rimasto è molto lungo, è possibile tagliarlo a pezzi più piccoli di circa 8-10 cm, assicurandosi che ogni pezzo abbia almeno 1 o 2 nodi
  2. Lasciare asciugare la talea all’aria per circa 2-3 ore per permettere alla ferita di cicatrizzarsi, riducendo drasticamente il rischio di marciumi una volta a contatto con l’umidità
  3. A questo punto, è possibile scegliere il metodo di radicazione: acqua o terriccio. Nel primo caso, immergere la base della talea in un barattolo d’acqua fresca cambiando quest’ultima ogni 4-5 giorni; le prime radici spunteranno nel giro di poche settimane. In alternativa, interrare la talea in un vasetto con un mix di torba e sabbia (o perlite) per garantire un ottimo drenaggio, mantenendo il terriccio costantemente umido ma mai inzuppato
  4. Dopo circa 6-8 settimane, quando le radici sviluppate in acqua avranno raggiunto circa 5-10 cm o quando saranno spuntati nuovi germogli dal terriccio, si può trasferire la nuova piantina in un vaso definitivo riempito con comune terriccio per piante verdi ben drenato.

Un’alternativa: la divisione dei cespi

Se durante il rinvaso primaverile ci si rende conto che la pianta madre ha sviluppato dei nuovi germogli laterali con radici proprie alla base, è possibile semplicemente separarli delicatamente dalla pianta madre usando un coltello disinfettato e piantarli direttamente in piccoli vasi singoli.

Semi

I veri e propri semi di dieffenbachia sono custoditi all’interno di una fitta spiga (lo spadice) che, dopo l’impollinazione, si ricopre di bacche globose e carnose.

Durante la maturazione, queste bacche passano dal verde iniziale a una tonalità crema, fino a diventare di un rosso brillante o arancione acceso molto vistoso quando sono completamente mature. Presentano una polpa umida e gelatinosa che racchiude e protegge il seme singolo al suo interno.

Se si rimuove questa polpa, si noterà che il seme ha una forma generalmente sferica o leggermente ovoidale. Si presenta come un piccolo granello compatto di colore marroncino, verdastro o beige chiaro.

Informazioni e curiosità

Il nome dieffenbachia fu assegnato alla pianta nel XIX secolo dal botanico austriaco Heinrich Wilhelm Schott. Volle così omaggiare Joseph Dieffenbach, che era il giardiniere capo dei prestigiosi Giardini Imperiali di Schönbrunn a Vienna, uno dei poli botanici più importanti d’Europa a quel tempo.

Coltivazione

VasoPiena Terra

Per le sue particolari esigenze in fatto di luce e temperature la dieffenbachia va coltivata in vaso.

Collocazione

InternoEsterno

In Italia, la dieffenbachia va considerata una pianta d’appartamento, ma può essere spostata all’aperto durante i mesi caldi, con alcune accortezze.

La dieffenbachia non deve mai essere lasciata fuori se le temperature minime della notte scendono sotto i 15°C, per cui può stare all’aperto da fine maggio/giugno a settembre (a seconda della zona geografica), ma tassativamente in un angolo di ombra luminosa, ad esempio sotto un porticato, sotto la chioma di alberi più grandi o dietro una tenda da sole sul balcone.

Concimazione

La concimazione della dieffenbachia è fondamentale per supportare lo sviluppo delle sue grandi e caratteristiche foglie variegate. Trattandosi di una pianta a crescita rapida, ha un fabbisogno nutritivo medio-alto, ma le sue radici carnose sono particolarmente sensibili agli eccessi di sali minerali.

Per lo sviluppo ottimale del fogliame, la dieffenbachia richiede una formula bilanciata o leggermente sbilanciata a favore dell’azoto, l’elemento chiave per la crescita delle parti verdi.

Si consiglia, in particolare, un concime liquido per piante verdi (con un rapporto equilibrato di macroelementi come un NPK 10-10-10 o simile), arricchito con microelementi come il ferro per mantenere i colori delle foglie sempre brillanti ed evitare l’ingiallimento.

In alternativa al liquido, è possibile distribuire sul terriccio del concime granulare a lenta cessione specifico per piante verdi ogni 3-4 mesi, il quale rilascerà gradualmente i nutrienti a ogni bagnatura.

Frequenza e stagionalità

Il ciclo di nutrizione deve assecondare le fasi di crescita biologica della pianta:

  • Periodo di crescita attiva (da aprile a settembre): la pianta vegeta attivamente ed è molto vorace, per cui la concimazione deve essere effettuata ogni 10-15 giorni diluendo il prodotto liquido nell’acqua di irrigazione
  • Periodo di riposo vegetativo (da ottobre a marzo): con la riduzione delle ore di luce la crescita rallenta drasticamente, per cui è fondamentale ridurre nettamente la frequenza a una sola volta ogni 25-30 giorni, oppure sospendere del tutto la concimazione se la pianta è collocata in un ambiente freddo o con scarsa luminosità.

Si tenga presente che le radici della dieffenbachia si bruciano facilmente se la concentrazione di concime è troppo elevata.

Di conseguenza, per nutrire la pianta in totale sicurezza, è bene seguire sempre queste tre precauzioni:

  1. Rispetto a quanto riportato sulla confezione del produttore, è buona norma diluire il concime liquido alla metà del dosaggio consigliato. Una nutrizione leggera ma costante è decisamente preferibile a un’unica dose massiccia
  2. Non applicare mai il concime liquido su un terriccio completamente asciutto. Se la terra è secca, le radici assorbiranno il fertilizzante troppo rapidamente, subendo shock termici e chimici. Si consiglia di bagnare leggermente la pianta con sola acqua il giorno prima o qualche ora prima della concimazione
  3. Dopo aver bagnato con la soluzione di acqua e concime, attendere circa 15 minuti e svuotare l’acqua rimasta nel sottovaso. Questo previene sia i ristagni idrici sia l’accumulo eccessivo di sali minerali sul fondo del vaso.

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

L’esposizione ideale per la dieffenbachia è in una posizione molto luminosa, ma senza sole diretto.

Trattandosi di una pianta nativa del sottobosco delle foreste pluviali, ha bisogno di molta luce per mantenere le splendide variegature chiare sulle sue grandi foglie, ma i raggi diretti del sole passanti attraverso i vetri finirebbero per bruciare il fogliame, lasciando chiazze marroni e secche.

La posizione ottimale in casa sarebbe vicino a una finestra esposta a est o ovest, dove può ricevere la luce delicata del mattino o del tardo pomeriggio.

Anche le finestre a sud sono un’ottima posizione, a patto che la pianta sia posizionata a 1-2 metri di distanza dal vetro o che la finestra sia schermata da una tenda chiara e leggera per filtrare i raggi solari più caldi del mezzogiorno.

La dieffenbachia soffre poi moltissimo il freddo e le correnti d’aria improvvise, per cui non va mai collocata vicino a porte d’ingresso, finestre che vengono aperte spesso in inverno, o direttamente nel flusso d’aria di condizionatori e termosifoni, che asciugherebbero troppo l’aria.

Infine, poiché la pianta tende a inclinarsi e a far crescere le foglie verso la fonte di luce, è consigliabile ruotare il vaso di 90 gradi ogni due o tre settimane. Questo piccolo accorgimento garantirà uno sviluppo dritto, armonioso e simmetrico della chioma.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

Essendo una pianta tropicale con fusti e radici carnose che trattengono molta umidità, la dieffenbachia è estremamente sensibile ai ristagni idrici, che possono causare rapidamente marciumi.

Prima di annaffiare, quindi, è importante verificare sempre lo stato del terreno infilandovi un dito per circa 3-4 centimetri.

Si proceda all’irrigazione solo se il terreno risulta completamente asciutto a quella profondità. 

Differenze stagionali

Il fabbisogno idrico della pianta cambia radicalmente a seconda del periodo dell’anno:

  • In primavera e in estate, ossia durante la fase di crescita attiva e con temperature più calde, la dieffenbachia consuma più acqua. Indicativamente si bagna ogni 7-10 giorni, mantenendo il terreno appena umido
  • In autunno e in inverno, con il freddo e la riduzione delle ore di luce, la dieffenbachia entra in riposo vegetativo. Le annaffiature vanno ridotte drasticamente, bagnando solo quanto basta per non far disseccare completamente il panetto di terra (orientativamente ogni 2-3 settimane).

Dopo aver bagnato la pianta, attendere circa 15-20 minuti affinché l’acqua in eccesso defluisca sul fondo, quindi svuotare tassativamente il sottovaso. L’acqua stagnante a contatto con le radici è la prima causa di morte per questa pianta.

Inoltre, la dieffenbachia non ama il calcare né il cloro. L’ideale sarebbe utilizzare acqua piovana, acqua demineralizzata o semplice acqua del rubinetto lasciata decantare in un annaffiatoio per almeno 24 ore a temperatura ambiente.

L’importanza dell’umidità ambientale

Spesso le foglie della dieffenbachia mostrano punte secche o marroni: questo non dipende da quanta acqua riceve la terra, ma dalla secchezza dell’aria (specialmente in inverno con i riscaldamenti accesi).

Per rimediare, nebulizzare regolarmente le foglie con acqua non calcarea oppure appoggiare il vaso su un vassoio riempito di argilla espansa e un velo d’acqua, assicurandosi che il fondo del vaso non sia a diretto contatto con il liquido.

Potatura

La dieffenbachia non richiede una potatura regolare nel senso classico del termine, tuttavia, ci sono alcuni interventi di manutenzione e contenimento che si rivelano necessari per la sua salute.

1. Pulizia e rimozione delle foglie rovinate

L’intervento più comune è la semplice rimozione delle foglie vecchie. Con il tempo, le foglie più basse ingialliscono e si seccano naturalmente per lasciare spazio alla nuova vegetazione apicale.

Basta tagliare le foglie ingiallite o danneggiate alla base del loro picciolo (dove si attaccano al fusto principale) utilizzando forbici o cesoie ben affilate e disinfettate. Evitare di strapparle con le mani per non sfilacciare i tessuti del fusto.

2. Taglio di contenimento 

Se la dieffenbachia cresce molto, tende a svuotarsi nella parte inferiore, mostrando un fusto nudo e un ciuffo di foglie solo in cima. In questo caso si può effettuare una potatura drastica per ringiovanirla tagliando il fusto principale all’altezza desiderata (solitamente a circa 10-15 cm dalla base).

Dal fusto tagliato rimasto nel vaso si attiveranno nuove gemme dormienti che daranno vita a un cespuglio più basso, folto e compatto.

Rinvaso e trapianto

Il rinvaso della dieffenbachia va effettuato preferibilmente in primavera (tra marzo e maggio), ogni 2 o 3 anni, oppure quando le radici iniziano a fuoriuscire vistosamente dai fori di drenaggio sul fondo del vaso.

  1. Scegliere un nuovo vaso che sia solo 2 o 3 cm più grande del precedente, dotato di fori di drenaggio sul fondo
  2. Posizionare sul fondo del nuovo vaso uno strato drenante di circa 2-3 cm di argilla espansa o ghiaia fine. Coprire questo strato con una manciata di terriccio nuovo
  3. Afferrare delicatamente la dieffenbachia alla base dei fusti e sfilare il vecchio vaso. Con le dita, allentare molto delicatamente le radici esterne se sono fitte e compattate a spirale
  4. Centrare la pianta nel nuovo vaso: l’altezza deve essere tale che il colletto della pianta (dove il fusto incontra le radici) si trovi a circa 1-2 cm sotto il bordo del vaso. Riempire gli spazi vuoti ai lati con un mix di terriccio universale di qualità unito a perlite o sabbia per renderlo soffice e drenante
  5. Premere leggermente il terriccio con le dita intorno ai fusti per stabilizzare la pianta (senza schiacciarlo troppo). Annaffiare moderatamente per favorire l’assestamento della terra attorno alle radici, avendo cura di svuotare il sottovaso dopo 15 minuti.

Dopo il trapianto, trasferire la dieffenbachia nella sua solita posizione luminosa, ma senza sole diretto, e sospendere le concimazioni per almeno 4-6 settimane. Il terriccio nuovo contiene già tutti i nutrienti necessari e le radici delicate hanno bisogno di tempo per adattarsi senza rischiare bruciature da fertilizzante.

Ubicazione stagionale

La dieffenbachia ama il caldo costante e non tollera il freddo. La sua temperatura ottimale è compresa tra i 18°C e i 25°C: in questo intervallo la pianta cresce rigogliosa e sviluppa al meglio le sue grandi foglie screziate.

Di contro, la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 15°C. Sotto questa soglia, infatti, la pianta arresta la crescita e, se esposta a temperature inferiori ai 10-12°C anche solo per brevi periodi, le foglie iniziano a ingiallire, accartocciarsi e cadere.

Malattia e cure

La dieffenbachia è una pianta robusta, ma l’ambiente domestico (spesso troppo umido nel terreno o troppo secco nell’aria) può esporla ad alcune malattie e parassiti.

Le problematiche si dividono principalmente in due categorie: malattie fungine/batteriche (dovute quasi sempre a errori di coltivazione) e infestazioni da parassiti.

1. Malattie fungine e batteriche 

Le patologie legate a funghi e batteri colpiscono quasi sempre quando c’è un eccesso di umidità nel terreno.

Marciume radicale

Le foglie ingialliscono, diventano molli e flaccide e la pianta perde stabilità poiché le radici, da bianche e sode, diventano marroni, scure e viscide.

Per rimediare al problema, svasare immediatamente la dieffenbachia e rimuovere tutto il terriccio bagnato, quindi tagliare le radici marce con forbici disinfettate.

A questo punto, rinvasare in un contenitore pulito con terriccio nuovo, leggero e molto drenante (aggiungere perlite o sabbia).

Non annaffiare per i primi 3-4 giorni per far cicatrizzare i tagli.

Antracnosi e macchie fogliari 

Sulle foglie compaiono macchie circolari scure, marroni o rossastre, spesso circondate da un alone giallo.

Si rimedia tagliando ed eliminando le foglie colpite per evitare che le spore si diffondano. Evitare assolutamente di bagnare le foglie quando si annaffia e, se l’infezione è estesa, applicare un fungicida a base di rame o un prodotto specifico per piante verdi.

2. Parassiti 

I parassiti tendono a colpire soprattutto quando l’aria di casa è troppo secca, specialmente in inverno con i termosifoni accesi.

Cocciniglia farinosa

Le cocciniglie sono piccoli ammassi bianchi e cotonosi che si annidano sotto le foglie o all’attaccatura dei fusti. La pianta rallenta la crescita e le foglie possono apparire appiccicose.

Se l’attacco è all’inizio, rimuoverle manualmente una a una usando un cotton fioc imbevuto di alcol denaturato (che scioglie il loro scudo protettivo). Per infestazioni estese, spruzzare dell’olio di neem o un sapone molle potassico.

Ragnetto rosso

Le foglie perdono colore, mostrando una fitta punteggiatura giallastra o bronzea. Sulla pagina inferiore o tra i fusti si notano sottilissime ragnatele.

Il ragnetto rosso odia l’umidità, per cui, facendo una doccia tiepida alla pianta, è possibile lavare via i parassiti (coprendo il vaso con un sacchetto per non inzuppare la terra). Successivamente, nebulizzare regolarmente l’aria intorno alla pianta e usare olio di neem se i ragnetti persistono.

In generale, la miglior cura per la dieffenbachia è la prevenzione: annaffiare solo quando il terriccio è asciutto nei primi centimetri, garantire un’ottima luminosità indiretta e pulire regolarmente le foglie con un panno umido. 

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