- Fioritura
- Commestibilità
- Tossicità
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Raccolta
- Malattia e cure

- La citronella appare come un folto cespuglio di erba ornamentale, con lunghe foglie sottili.
- I fusti della pianta di citronella assomigliano molto ai classici cipollotti utilizzati in cucina.
- La pianta di citronella, per via delle sue origini tropicali, ha bisogno di almeno 6-8 ore di luce solare diretta al giorno.
La citronella (conosciuta anche come Lemongrass) è una pianta erbacea perenne e aromatica, originaria delle regioni tropicali dell’Asia meridionale. È famosa in tutto il mondo per il suo intenso profumo agrumato che agisce come eccellente repellente naturale contro le zanzare.
A prima vista, la citronella somiglia a un grosso ciuffo d’erba ornamentale: non sviluppa un tronco legnoso, ma cresce formando densi cespugli.
Alla base della pianta si trovano fusti cilindrici, rigidi e carnosi, formati dalla sovrapposizione delle guaine fogliari (molto simili ai porri o ai cipollotti). Questa è la parte più ricca di oli essenziali, ampiamente usata nella cucina asiatica.
Le foglie sono lunghe, nastriformi, di un colore verde brillante. Possono raggiungere e superare il metro di altezza e tendono a ricadere elegantemente verso l’esterno. I margini sono leggermente seghettati e possono essere taglienti al tatto.
La citronella produce infiorescenze a spiga molto semplici a fine estate, decisamente poco appariscenti.
È una pianta a crescita rapidissima durante i mesi caldi: se coltivata in piena terra nei climi ideali, un singolo cespo può espandersi fino a formare un cespuglio di un metro di diametro.
Esigenze di coltivazione
Per far prosperare la citronella, bisogna assecondare la sua natura di pianta tropicale, ossia garantirle assolutamente il pieno sole. Deve essere posizionata nel punto più luminoso e caldo del giardino o del balcone (esposizione a Sud o Sud-Ovest), ricevendo almeno 6-8 ore di sole diretto al giorno. All’ombra sopravvive, ma perde il suo profumo e i fusti si indeboliscono.
Inoltre, ama il caldo e soffre terribilmente il freddo: la sua temperatura ideale è sopra i 20 °C e, quando il termometro scende sotto i 10 °C, la pianta arresta la crescita.
Poiché non tollera le gelate, nel Nord e Centro Italia va tassativamente coltivata in vaso per poter essere ritirata in casa o in serra fredda durante l’inverno.
Durante la primavera e l’estate va bagnata abbondantemente e regolarmente, poiché le lunghe foglie fanno evaporare molta acqua. Tuttavia, odia i ristagni idrici per cui è importante aspettare sempre che il terreno si sia asciugato in superficie tra un’irrigazione e l’altra. In inverno, le annaffiature vanno quasi del tutto sospese.
La citronella richiede un substrato molto soffice, fertile e soprattutto ben drenato. Un terriccio universale di buona qualità va benissimo, purché venga miscelato con della sabbia o della pietra pomice per evitare che l’acqua ristagni sul fondo, rischiando di far marcire le radici. Da aprile a settembre gradisce un concime ricco di azoto (liquido per piante verdi ogni 15 giorni se in vaso, oppure organico a lento rilascio in primavera se in piena terra).
Fioritura
La citronella fiorisce durante la tarda estate, indicativamente tra luglio, agosto e settembre (prolungandosi talvolta fino a ottobre nelle zone più calde).
Tuttavia, è bene sapere che i fiori non sono colorati o decorativi. La pianta produce delle infiorescenze a spiga (simili a quelle del grano o di altre graminacee) che spuntano direttamente dal centro del cespuglio di foglie. Spesso sono sottili, di colore verde-violaceo o marroncino e passano quasi inosservate.
Inoltre, essendo una pianta di origine tropicale, nei nostri climi è molto difficile che arrivi a fiorire, specialmente se coltivata in vaso o in appartamento. Fiorisce più facilmente solo se coltivata in piena terra nelle regioni del Sud Italia o in presenza di estati particolarmente calde, lunghe e umide.
Commestibilità
Tossicità
La pianta di citronella contiene oli essenziali e composti chimici (come i monoterpeni idrocarburi) che lo stomaco dei pet non è progettato per digerire. I felini, in particolare, mancano di alcuni enzimi epatici necessari per smaltire queste sostanze.
Se il cane o il gatto dà un piccolo morso alla pianta, generalmente non succede nulla di grave. Il sapore pungente e agrumato di solito funge da repellente naturale e li scoraggia dal continuare. Tuttavia, se un cucciolo ne ingerisce una quantità consistente, si possono verificare sintomi di avvelenamento o blocchi intestinali perché le foglie sono molto fibrose e dure.
Più grave dell’ingestione delle foglie è senza dubbio il contatto con l’olio essenziale, che è estremamente tossico per cani e gatti, sia per ingestione sia per contatto cutaneo o inalazione prolungata.
Leccare l’olio essenziale o i liquidi di ricarica per diffusori può causare gravi ustioni chimiche in bocca, ipersalivazione, tremori, barcollamento e, nei casi più gravi, danni al fegato e al sistema nervoso.
Anche accendere candele alla citronella o diffusori in stanze piccole e non ventilate può irritare gravemente le vie respiratorie dei pet, scatenando attacchi di tosse o asma (specialmente nei gatti).
Quindi, quando si usano candele o torce alla citronella in giardino per scacciare le zanzare, assicurarsi che siano posizionate in alto e che gli animali non respirino i fumi direttamente. In casa, evitare l’uso di diffusori di olio essenziale alla citronella nelle stanze dove gli animali dormono o passano molto tempo.
Riproduzione
Il metodo in assoluto più semplice, veloce e sicuro per riprodurre la citronella è la divisione dei cespi. Poiché la pianta cresce formando folti ciuffi composti da tanti singoli fusti (che ricordano dei cipollotti), basta separare questi fusti per ottenere nuove piante già dotate di radici.
Il periodo migliore per farlo è la primavera (tra marzo e maggio), quando la pianta riprende a crescere con vigore.
Ecco come procedere passo dopo passo:
- Bagnare leggermente il terreno per facilitare l’operazione di estrazione della pianta, quindi rimuovere delicatamente l’intero cespo di citronella dal vaso o dal terreno, facendo attenzione a non spezzare le radici. Eliminare l’eccesso di terra scuotendo la pianta con delicatezza
- Osservando la base della pianta, individuare un gruppo di 2 o 3 fusti sani situati verso l’esterno del cespo. Utilizzando le mani o un coltello ben affilato e disinfettato, separare questo gruppo dal cespo principale. È fondamentale che ogni porzione staccata mantenga una buona porzione di radici attaccata alla base
- Tagliare la parte superiore delle lunghe foglie verdi delle nuove porzioni, riducendole a un’altezza di circa 15-20 cm dalla base. Questo trucco serve a ridurre la traspirazione e lo stress della pianta, permettendo alle radici di concentrarsi sull’attecchimento invece che sul nutrimento di foglie troppo lunghe
- Piantare immediatamente i nuovi cespi in vasi singoli o direttamente in piena terra, scegliendo un terriccio molto fertile, soffice e ben drenato (miscelato con un po’ di sabbia o argilla espansa sul fondo). Annaffiare abbondantemente e tenere la nuova pianta in una zona luminosa ma riparata dal sole diretto per le prime due settimane.
Chi non possiede una pianta di citronella da dividere, può riprodurla partendo dai fusti freschi che si trovano nel reparto ortofrutta dei supermercati etnici o biologici.
- Scegliere dei fusti che abbiano la base da cui partono le radici ancora intatta e non troppo secca
- Tagliare via le foglie secche in cima e immergere la base del fusto in un bicchiere d’acqua per circa 2-3 centimetri
- Cambiare l’acqua ogni due giorni e tenere il bicchiere in un luogo caldo e luminoso
- Nel giro di 10-15 giorni spunteranno le prime radici bianche. Quando saranno lunghe un paio di centimetri, si potrà interrare il fusto nel vaso.
Semi
I semi di citronella sono praticamente identici ai semi delle comuni erbe dei prati o dei cereali (come il grano e l’avena), poiché la pianta appartiene alla stessa famiglia botanica (Poaceae).
Sono piccolissimi, lunghi appena 2 o 3 millimetri, e hanno una forma allungata, fusiforme e appuntita alle estremità, simile a un minuscolo chicco di riso.
Il colore varia dal beige chiaro al marroncino-dorato, spesso con sfumature paglierine.
La caratteristica più evidente è che il seme è racchiuso in una sottile raggruppamento di pagliuzze (le brattee) da cui parte una minuscola e leggera appendice filiforme, chiamata resta. Questa struttura serve in natura per far agganciare il seme al pelo degli animali o per farlo trasportare dal vento.
Proprio perché sono così microscopici e leggeri, quando si decide di seminarli non vanno mai interrati in profondità, ma semplicemente adagiati sulla superficie del terriccio umido e pressati leggermente con le dita.
Si tratta comunque di un metodo di riproduzione sconsigliato: i semi di citronella hanno tassi di germinazione piuttosto bassi, richiedono temperature costanti sopra i 20-22 °C e i tempi di crescita sono decisamente più lunghi rispetto alla divisione.
Informazioni e curiosità
La citronella è una pianta straordinariamente ricca di virtù. Sebbene sia universalmente famosa come rimedio contro le zanzare, le sue proprietà – racchiuse principalmente nell’olio essenziale estratto dalle foglie e dai fusti – spaziano dall’ambito terapeutico a quello cosmetico e culinario.
L’olio essenziale di citronella contiene alte percentuali di citronellolo, geraniolo e citronellale. Questi composti organici non eliminano gli insetti, ma letteralmente “schermano” l’ambiente, ossia offuscano i recettori sensoriali di zanzare, mosche e tafani, nascondendo l’anidride carbonica e gli odori emessi dal corpo umano che normalmente li attraggono.
Questa pianta è anche un potente disinfettante naturale, utilizzato da secoli nella medicina tradizionale asiatica per contrastare lo sviluppo di microrganismi, come micosi della pelle, onicomicosi (il fungo delle unghie) e il fastidioso piede d’atleta.
Il profumo intenso e agrumato della citronella esercita poi un’azione benefica sul sistema nervoso centrale attraverso l’inalazione. In aromaterapia viene utilizzata per combattere la stanchezza mentale, lo stress e l’ansia, inducendo un senso di calma e relax.
Coltivazione
La citronella si può coltivare con successo sia in vaso sia in piena terra. La scelta deve necessariamente tenere conto delle temperature: non tollerando il freddo, il trapianto in giardino è consentito quasi esclusivamente al Sud Italia.
Collocazione
La citronella si può coltivare con successo sia in casa, sia all’esterno (ma solo se le temperature lo consentono).
Nel primo caso, andrà posizionata vicino a una finestra esposta a Sud o ad Ovest, dove possa ricevere almeno 6 ore di luce luce al giorno, ma lontana dalle correnti d’aria fredda e dai termosifoni, che seccano troppo l’aria.
Concimazione
La citronella è una pianta erbacea vigorosa che, pur non avendo esigenze esagerate, necessita di una buona dose di nutrienti (in particolare di azoto) per sviluppare quel fitto e profumato cespuglio di foglie che la caratterizzano.
Il piano di concimazione cambia leggermente a seconda che la pianta sia coltivata in vaso o in piena terra, ma in ogni caso va fertilizzata esclusivamente durante il suo periodo di massima attività vegetativa, ovvero dalla primavera alla fine dell’estate (indicativamente da aprile a settembre). In autunno e in inverno la pianta entra in riposo ed è tassativo sospendere qualsiasi apporto di fertilizzante.
Citronella in vaso
I nutrienti racchiusi nel terriccio di un vaso si esauriscono rapidamente a causa delle frequenti annaffiature estive.
In questo caso, occorrerà scegliere un concime liquido organico o minerale per piante verdi (va benissimo anche un fertilizzante universale), che sia bilanciato ma con una buona percentuale di azoto (l’elemento essenziale per stimolare la crescita delle foglie e mantenere il colore verde intenso).
Il concime va diluito nell’acqua delle annaffiature ogni 15-20 giorni, dimezzando leggermente le dosi consigliate sulla confezione per evitare bruciature radicali.
Citronella in piena terra
In giardino le radici hanno più spazio per cercare nutrimento, quindi gli interventi possono essere più dilazionati ma più corposi.
In primavera, distribuire alla base del cespuglio del concime organico a lento rilascio, come lo stallatico pellettato o del compost ben maturo. Questo ammendante migliorerà la struttura del terreno e rilascerà nutrimento per i successivi 2-3 mesi.
Verso giugno/luglio, si può integrare con un concime granulare universale per dare una spinta alla pianta durante i mesi più caldi.
Esposizione e luce
L’esposizione ideale per la pianta di citronella è il pieno sole. Essendo nativa dell’Asia sud-orientale, ha un disperato bisogno di calore e luce per sviluppare gli oli essenziali che le conferiscono il tipico aroma agrumato e la funzione anti-zanzare.
Dovendo ricevere almeno 6-8 ore di sole diretto al giorno, il balcone o l’angolo di giardino esposti a Sud o a Sud-Est sono le collocazioni perfette.
Se posizionata all’ombra o in zone troppo riparate, la pianta sopravvive ma tende a “filare” (i fusti si allungano e diventano deboli), le foglie perdono intensità cromatica e, soprattutto, la produzione di olio essenziale diminuisce drasticamente, rendendola meno profumata.
Un altro aspetto da considerare è che le lunghe foglie della citronella, pur essendo flessibili, possono rovinarsi o spezzarsi se esposte a forti correnti d’aria. Per questo, meglio collocarla in un punto esposto al sole ma riparato dai venti dominanti, ad esempio vicino a un muro, a una recinzione o circondata da piante più robuste che facciano da barriera.
Annaffiatura
L’annaffiatura della citronella richiede un approccio flessibile: pur essendo una pianta tropicale che ama l’umidità e produce una grande quantità di foglie, teme moltissimo i ristagni idrici. Per non sbagliare bisogna seguire il ritmo delle stagioni e controllare sempre lo stato di idratazione del terreno: se per i primi 2-3 centimetri superficiali il suolo risulta asciutto, allora si può bagnare.
La citronella preferisce ricevere abbondante acqua tutta in una volta per poi essere lasciata asciugare, piuttosto che continui e minimi apporti d’acqua che mantengono il terreno costantemente fangoso.
Come annaffiare in base alle stagioni
Primavera ed estate
È il periodo in cui la pianta si sviluppa rapidamente e le temperature salgono. Le annaffiature dovranno essere frequenti, anche ogni 1 o 2 giorni se la pianta è coltivata in vaso sul balcone ed è esposta in pieno sole.
Occorre bagnare abbondantemente fino a quando l’acqua non fuoriesce dai fori di drenaggio del vaso; dopodiché, svuotare tassativamente il sottovaso dopo circa 15-20 minuti dall’irrigazione. L’acqua stagnante sul fondo è la causa principale del marciume del colletto e delle radici.
Autunno e inverno
Quando le temperature scendono sotto i 10-12°C, la pianta entra in riposo vegetativo e riduce drasticamente i suoi consumi.
Per questo, se la citronella è stata ritirata in casa o in serra fredda, potrebbe essere sufficiente annaffiare una o due volte al mese.
In questa fase l’acqua serve solo a non far seccare completamente l’apparato radicale: il terreno deve rimanere quasi asciutto.
Consigli per non sbagliare
- Dirigere il getto dell’acqua direttamente sul terreno, alla base del cespo, evitando di bagnare le lunghe foglie, specialmente nelle ore serali, perché l’umidità persistente sul fogliame è il terreno ideale per la proliferazione della ruggine
- Attenzione ai vasi di plastica, che trattengono l’umidità molto più a lungo rispetto a quelli in terracotta
Potatura
La citronella trae beneficio da una potatura di pulizia e rigenerazione.
Essendo una pianta erbacea a crescita rapida, accumula foglie secche alla base e, se trascurata, il cespuglio rischia di soffocare, diventando legnoso e meno produttivo.
Potatura drastica di fine inverno
Da eseguire tra fine febbraio e inizio marzo (appena il rischio di gelate intense è passato e prima che spuntino i nuovi germogli verdi), è l’intervento più importante dell’anno e serve a rigenerare completamente il cespo prima che inizi la nuova crescita primaverile.
Utilizzando delle cesoie ben affilate e disinfettate, tagliare l’intero cespuglio di netto, lasciando i fusti a un’altezza di circa 10-15 centimetri dal suolo (o dal bordo del vaso).
Non bisogna avere paura di esagerare: questo taglio drastico elimina tutta la vegetazione rovinata dal freddo invernale e stimola la pianta a produrre un ciuffo di foglie completamente nuovo, più fitto, verde e profumato.
Potatura di pulizia in estate
Durante la stagione calda, la pianta cresce molto velocemente e richiede solo piccoli interventi mirati, come rimuovere regolarmente le singole foglie secche, ingiallite o spezzate dal vento.
Queste non vanno strappate, per evitare di danneggiare il fusto, bensì tagliate alla base con le forbici. Lo scopo è migliorare il passaggio dell’aria all’interno del cespo, riducendo drasticamente il rischio di malattie fungine come la ruggine.
Si ricorda di effettuare ogni intervento di potatura indossando i guanti: le foglie della citronella hanno i bordi leggermente seghettati e sono molto taglienti.
Rinvaso e trapianto
Il trapianto o rinvaso della citronella è un’operazione fondamentale per dare spazio al suo vigoroso apparato radicale e per rinnovare i nutrienti del terreno. Essendo una pianta che si espande rapidamente, tende a esaurire lo spazio a disposizione nel giro di uno o due anni.
Il periodo perfetto per farlo è l’inizio della primavera (tra marzo e aprile), nel momento in cui la pianta si risveglia dal riposo invernale e le temperature si stabilizzano sopra i 10-12°C.
Prima di effettuare il trapianto bisogna preparare il nuovo vaso o il sito in giardino:
- Coltivazione in vaso. Dato che la citronella si sviluppa molto in larghezza, scegliere un vaso che sia più largo che profondo, idealmente di almeno 4-6 cm più grande rispetto al precedente. I vasi in terracotta sono preferibili rispetto a quelli in plastica, poiché permettono al terreno di traspirare e di asciugarsi più velocemente
- Coltivazione in piena terra. Scegliere una zona esposta in pieno sole e lavorare il terreno preventivamente a una profondità di circa 30 cm, eliminando sassi ed erbacce.
Procedura passo-passo
- Annaffiare leggermente la citronella il giorno prima del trapianto per rendere il vecchio terreno più compatto e facile da estrarre. Capovolgere delicatamente il vecchio vaso o usare una paletta per sollevare la pianta dal terreno, mantenendo integro il pane di terra che avvolge le radici
- Ispezionare le radici: se ci sono parti nere, molli o marce, reciderle con forbici disinfettate. Se il pane di terra è eccessivamente compresso (le radici hanno girato in tondo formando una fitta rete), “massaggiarlo” delicatamente con le dita per districare e liberare le radici esterne, stimolandole a cercare spazio nel nuovo suolo. Questo è anche il momento ideale se desideri dividere il cespo per ottenere nuove piante
- Preparare una miscela composta da 70% di terriccio universale di ottima qualità (meglio se ricco di humus) e 30% di sabbia di fiume o perlite per garantire la porosità. Inoltre, posizionare sul fondo del nuovo contenitore uno strato di 2-3 cm di argilla espansa, ghiaietto o pietra pomice
- Posizionare la pianta al centro del nuovo vaso o della buca in giardino, facendo molta attenzione al livello: il colletto della citronella (il punto in cui i fusti verdi incontrano le radici) deve trovarsi a circa 2 cm sotto il bordo del vaso, esattamente alla stessa altezza di prima. Non sotterrare i fusti troppo in profondità per evitare marciumi
- Riempire gli spazi vuoti laterali con il resto del terriccio, premendo leggermente con le dita per eliminare eventuali sacche d’aria e annaffiare abbondantemente per favorire l’assestamento della terra. Per le prime due settimane, tenere il vaso in una zona molto luminosa ma riparata dal sole diretto nelle ore centrali della giornata, per dare il tempo alle radici di riprendersi dallo shock del trapianto.
Se al momento del trapianto la pianta si presenta molto grande, con foglie lunghe e parzialmente rovinate dall’inverno, è l’occasione giusta per dare una spuntata drastica al fogliame, riducendolo a circa 15-20 cm dalla base. Alleggerendo la chioma, la citronella ridurrà l’evaporazione dell’acqua e impiegherà tutte le sue energie nello sviluppo di nuove radici forti nel giro di pochissimi giorni.
Ubicazione stagionale
La citronella non resiste assolutamente alle basse temperature.
In primavera ed estate (da maggio a settembre), può stare tranquillamente all’aperto, nel punto più caldo e soleggiato del balcone o del giardino. Non teme neanche il sole cocente di luglio e agosto, a patto che le annaffiature siano regolari.
In autunno e inverno, o quando le temperature scendono sotto i 10°C, se in vaso, la pianta va spostata all’interno della casa, posizionandola dietro a una finestra esposta a Sud dove possa ricevere quanta più luce solare possibile, ma lontano da fonti di calore diretto (come i termosifoni).
Se la citronella è in piena terra (comunque consigliabile solo nelle regioni del Sud Italia o costiere), se non si ha la possibilità di metterla al riparo in una serra fredda o in casa, nelle zone del Centro-Nord la pianta va protetta con spessi strati di pacciamatura alla base e coperta con tessuto non tessuto (TNT), anche se la coltivazione in vaso resta la scelta più sicura.
Raccolta
Della citronella si possono usare sia le foglie (ottime per tisane e infusi) sia i gambi (i bulbi alla base, usatissimi nella cucina asiatica).
I gambi sono pronti quando hanno uno spessore di almeno 1-2 centimetri. Vanno raccolti sempre i fusti più esterni del cespuglio, lasciando quelli interni liberi di continuare a crescere.
Si può usare un coltello affilato per tagliare il gambo proprio al livello del terreno, oppure afferrarlo saldamente alla base, fare una leggera torsione e tirare verso l’alto per staccarlo con tutta la base.
A questo punto, rimuovere le foglie verdi superiori e i primi strati esterni più duri e legnosi: rimarrà un “bastoncino” bianco/viola chiaro, tenero e profumatissimo, pronto da tritare.
Le foglie lunghe e verdi possono essere raccolte in qualsiasi momento della stagione calda. Basta semplicemente tagliarle all’altezza desiderata: la pianta non ne soffrirà e ricomincerà a produrre nuove foglie rapidamente.
Non si consumano direttamente, ma sono molto utilizzate in erboristeria per la realizzazione di tisane, infusi e decotti.
La citronella raccolta si conserva benissimo. I gambi puliti si possono mettere in un sacchetto e congelarli: manterranno intatto tutto il loro aroma agrumato per mesi.
Malattia e cure
La citronella è una pianta rustica e piuttosto resistente: infatti, grazie alla forte presenza di oli essenziali nel suo fogliame, funziona come un vero e proprio repellente naturale contro la maggior parte dei parassiti animali (come afidi o acari).
Tuttavia, non è del tutto invulnerabile. Le minacce principali per questa pianta sono legate a funghi e malattie crittogame, quasi sempre scatenate da una cattiva gestione dell’acqua o da un clima non idoneo.
Marciume radicale (e del colletto)
È sicuramente il pericolo principale per la citronella. Causato da funghi terricoli (come Phytophthora o Pythium) che proliferano in condizioni di asfissia radicale, provoca diversi danni: le foglie basali ingialliscono e diventano molli; i fusti alla base scuriscono, marciscono ed emanano un cattivo odore; la pianta smette di crescere e i ciuffi si staccano facilmente dal suolo.
Il problema viene alimentato da un eccesso di annaffiature, ristagni d’acqua nel sottovaso o un terriccio troppo compatto e argilloso.
Come si cura
- Sospendere immediatamente le irrigazioni e lasciare asciugare completamente il terreno
- Se la pianta è in vaso, svasarla ed eliminare le radici ormai nere e marce con forbici disinfettate
- Trapiantare la citronella in un nuovo vaso usando un terriccio fresco miscelato a molta sabbia o argilla espansa per garantire il drenaggio
- In caso di attacco grave, applicare un fungicida specifico a base di rame o un bio-stimolante radicale.
Ruggine della citronella (Puccinia)
Si tratta di una malattia fungina molto specifica che colpisce le foglie durante le stagioni di transizione (primavera inoltrata e autunno), quando c’è molta umidità ambientale ma temperature fresche.
Sulla superficie delle lunghe foglie compaiono piccole macchie o pustole di colore giallo-arancione o bruno-ruggine. Con il tempo, le foglie colpite si seccano e cadono.
Il problema si verifica specialmente in caso di scarsa ventilazione tra i cespi e foglie che rimangono bagnate troppo a lungo dopo le annaffiature o piogge prolungate.
Per rimediare, tagliare e bruciare le foglie colpite per evitare che le spore del fungo si diffondano, inoltre diradare i cespi per migliorare il passaggio dell’aria. Evitare tassativamente di bagnare il fogliame quando si annaffia e trattare la pianta con un fungicida a base di rame o zolfo se l’infestazione è estesa.
Macchie fogliari (Antracnosi o Helminthosporium)
Si tratta di un’altra patologia fungina che attacca l’apparato aereo quando il clima è caldo e costantemente umido.
Sulle foglie appaiono macchie scure, oblunghe o circolari, con bordi definiti (spesso rossastri o violacei) e centro secco.
La causa è l’umidità stagnante, specialmente se la pianta si trova in una posizione poco soleggiata e poco ventilata.
Per prima cosa, rimuovere le parti della foglia danneggiate e spostare la pianta nella posizione più soleggiata e ventilata a disposizione. Inoltre, ridurre l’umidità ambientale attorno al cespo e, se necessario, intervenire con un trattamento fogliare rameico.
Clorosi ferrica
Non si tratta di una malattia infettiva, ma di una carenza causata da un terreno troppo calcareo (pH alto) o annaffiature effettuate con acqua del rubinetto molto dura. Infatti, il calcare blocca la capacità delle radici di assorbire il ferro.
Con la clorosi ferrica, le foglie della citronella perdono il loro colore verde brillante e diventano progressivamente gialle, mentre le venature rimangono verdi. In generale, la pianta appare debole.
La malattia si cura somministrando del ferro chelato (un integratore specifico) diluito in acqua e iniziando ad annaffiare, se possibile, con acqua piovana o demineralizzata.
Si tenga presente che un’esposizione in pieno sole e un terreno che si asciuga completamente tra un’annaffiatura e l’altra bastano spesso a preservare la salute della pianta da tutti questi problemi.












































