Campanellino (pianta)

Leucojum vernum

Il campanellino cresce bene in suoli umidi ma teme il ristagno idrico.

  • Il campanellino cresce bene in suoli umidi ma teme il ristagno idrico.
  • I fiori di campanellino si riconoscono per la piccola macchiolina presente sulla punta dei petali.
  • Il campanellino non teme il freddo e può sopportare temperature molto inferiori allo zero.
  • La posizione migliore in cui far crescere il campanellino è sotto gli alberi decidui o in macchie ai bordi dei manti erbosi.
  • Il campanellino ama la luce ma non il sole diretto d'estate: l'esposizione migliore è la mezz'ombra.
  • Il campanellino cresce bene in suoli umidi ma teme il ristagno idrico.
  • I fiori di campanellino si riconoscono per la piccola macchiolina presente sulla punta dei petali.
  • Il campanellino non teme il freddo e può sopportare temperature molto inferiori allo zero.
  • La posizione migliore in cui far crescere il campanellino è sotto gli alberi decidui o in macchie ai bordi dei manti erbosi.
  • Il campanellino ama la luce ma non il sole diretto d’estate: l’esposizione migliore è la mezz’ombra.

Il campanellino, spesso confuso con il bucaneve, è una bulbosa perenne elegante, discreta e incredibilmente resistente.

A differenza del bucaneve (che ha petali di lunghezze diverse), il campanellino è più “ordinato”: il fiore ha la forma di una piccola campanella composta da 6 petali (tepali) della stessa lunghezza, ognuno dei quali termina con una caratteristica macchiolina verde o gialla sulla punta. Le foglie sono lunghe, sottili e di un verde intenso, simili a quelle dei narcisi; formano un ciuffetto che incornicia gli steli dei fiori.

A seconda della varietà, l’altezza può andare dai 20 cm (il Leucojum vernum, quello primaverile) fino ai 40-50 cm (il Leucojum aestivum, quello estivo).

In generale, è una pianta che non teme il gelo e, anzi, ha bisogno del freddo invernale per attivare la fioritura. Inoltre, una volta piantato, tende a insediarsi e a rifiorire ogni anno, moltiplicandosi spontaneamente (naturalizzazione).

Per la sua rusticità, non richiede troppe cure. In natura cresce nei sottoboschi, quindi la sua posizione ideale è sotto alberi decidui che filtrano la luce in estate ma lasciano passare il sole in inverno/primavera. Al contrario, il sole diretto del pomeriggio può bruciare le foglie e far appassire i fiori precocemente.

A differenza di tulipani o narcisi che temono l’umidità eccessiva, il campanellino ama i terreni freschi e costantemente umidi (non vanno mai lasciati seccare completamente durante il periodo di crescita).

Inoltre, preferisce un suolo ricco di sostanza organica (humus), un po’ pesante ma con un drenaggio sufficiente a non far marcire il bulbo. Non si tratta comunque di una pianta esigente dal punto di vista nutritivo: un po’ di concime organico (tipo compost o stallatico ben maturo) sparso in autunno sopra il terreno è più che sufficiente.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

La fioritura del campanellino dipende molto dalla varietà specifica, ma in generale è possibile distinguere due momenti principali:

  1. Campanellino di primavera (Leucojum vernum). È quello più comune e fiorisce tra febbraio e marzo. Nelle zone più calde o in pianura può iniziare a mostrare i primi fiori già a fine gennaio, mentre in montagna può aspettare fino a marzo inoltrato, spuntando appena la neve si scioglie
  2.  Campanellino estivo (Leucojum aestivum). Fiorisce in tarda primavera, solitamente nel mese di maggio

Due fattori in particolare possono anticipare o ritardare la fioritura.

  1. L’esposizione: se le piante sono in un angolo riparato e rivolto a Sud, potrebbero fiorire con 1-2 settimane di anticipo rispetto a quelle esposte a Nord o all’ombra totale
  2. L’andamento stagionale: un inverno molto rigido può ritardare lo spuntare dei germogli, mentre un gennaio mite (come succede spesso negli ultimi anni) può “ingannare” i bulbi facendoli fiorire in anticipo.

Tossicità

GattiCaniBambini

Tutte le parti della pianta sono tossiche (per la presenza di alcaloidi pericolosi, tra cui la licorina), ma la concentrazione maggiore di sostanze nocive si trova nel bulbo.

Le conseguenze in caso di ingestione, sia nell’uomo sia negli animali domestici, possono comportare vomito e dolori addominali.

Per questo, i campanellini andrebbero piantati in zone del giardino non accessibili agli animali (magari recintate o in aiuole rialzate) e ai bimbi piccoli. Se poi il cane di casa ama scavare, occorre fare molta attenzione ai bulbi: assicurarsi che siano interrati profondamente o coperti da una rete protettiva sottoterra.

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

Il campanellino è una bulbosa riproducibile senza troppe difficoltà in due modi principali.

1. Divisione dei bulbi

Si tratta del metodo più semplice. Con il passare degli anni, il bulbo principale del campanellino produce dei piccoli bulbi laterali (i bulbilli), divisibili in estate, quando la pianta è in riposo vegetativo (le foglie sono ormai ingiallite e secche).

Come procedere:

  1. Scavare delicatamente attorno al ciuffo per sollevare l’intera massa di bulbi
  2. Separare i piccoli bulbi dal bulbo “madre” con le mani
  3. Reimpiantarli subito perché, se restano troppo tempo fuori dal terreno, tendono a disidratarsi velocemente
  4. Interrarli a una profondità di circa 5-10 cm

2. Semina

Il campanellino produce piccoli semi neri dopo la fioritura che in natura vengono trasportati e diffusi dalle formiche.

Questi semi vanno raccolti quando la capsula è matura e interrati in un mix di terriccio e sabbia. Si tratta però di un processo molto lento: dalla semina alla prima fioritura possono passare dai 3 ai 5 anni

Semi

Al termine della fioritura del campanellino, al posto del fiore bianco compare una capsula verde e turgida (il frutto). Quando questa capsula matura e si secca, si apre e rivela i semi, di un nero lucido e intenso quando sono completamente maturi (mentre sono biancastri o marroni se ancora acerbi).

Hanno l’aspetto di piccoli granelli quasi sferici o leggermente ovali e misurano circa 2-4 millimetri.

L’aspetto più affascinante dei semi di campanellino (specialmente del Leucojum vernum) è che possiedono un’appendice carnosa e bianca chiamata elaiosoma, di cui le formiche vanno ghiotte.

Le formiche raccolgono il seme, lo portano nel loro formicaio per mangiare solo l’appendice e poi abbandonano il seme vero e proprio nei loro tunnel sotterranei o nei cumuli di rifiuti. Il risultato è che i semi vengono piantati sottoterra in un terreno fertile, protetto dai predatori, pronti a dar vita a tante nuove piantine.

Informazioni e curiosità

Spesso il campanellino viene scambiato con il bucaneve perché sono entrambi piccoli, bianchi e amano il freddo, ma le due piante sono molto diverse.

Per distinguerli, basta osservare:

1. La forma dei petali 

  • Bucaneve (Galanthus): ha petali disuguali, ossia 3 esterni lunghi e ovali, e 3 interni più corti che formano una sorta di tubicino centrale. Spesso il segno verde è solo sui petali interni, a forma di “V” rovesciata
  • Campanellino (Leucojum): presenta 6 petali tutti uguali tra loro e il fiore sembra una piccola campanella. Ogni petalo ha una macchiolina verde (o gialla) proprio sulla punta

2. Dimensioni e portamento

  • Bucaneve: è più basso (circa 10-15 cm) e di solito produce un solo fiore per ogni stelo
  • Campanellino: è decisamente più robusto e alto (può arrivare a 30-40 cm). Spesso su un unico stelo crescono più fiori che pendono insieme, come un piccolo “lampadario”

3. I tempi di fioritura

  • Bucaneve: spesso spunta a gennaio, bucando letteralmente la neve (da cui il nome)
  • Campanellino: il Leucojum vernum (quello primaverile) fiorisce un po’ dopo il bucaneve, tra febbraio e marzo. Il Leucojum aestivum invece, a dispetto del nome, fiorisce in tarda primavera (maggio)

Coltivazione

VasoPiena Terra

Anche se la piena terra è l’ambiente ideale perché il campanellino ama inselvatichirsi e diffondersi nel tempo, la pianta può crescere senza problemi anche in vaso decorando balconi e terrazzi.

Il vaso ideale deve essere profondo almeno 15-20 cm e i bulbi vanno interrati a una profondità doppia rispetto alla loro altezza.

Collocazione

InternoEsterno

Per la sua rusticità e la capacità di resistere al freddo intenso senza riportare danni, il campanellino va considerata una pianta da esterno.

Concimazione

Il campanellino non è troppo pretenzioso in fatto di nutrienti, ma un piccolo aiuto può essere utile.

Il momento migliore per concimare è dopo la fioritura. Quando i fiori appassiscono, la pianta usa le foglie verdi per fare fotosintesi e immagazzinare energia nel bulbo per l’anno successivo. È in questa fase, quindi, che ha più bisogno di nutrienti.

Per concimare, evitare fertilizzanti troppo ricchi di azoto (N), che spingerebbero la pianta a fare troppe foglie a discapito dei fiori. Meglio scegliere qualcosa di più bilanciato o specifico per bulbose:

  • Concime granulare a lenta cessione: da spargere sul terreno a fine inverno/inizio primavera
  • Compost o letame ben maturo: da stendere sopra il terreno in autunno 
  • Cenere di legna (con moderazione): è ricca di potassio, che aiuta la fioritura

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

L’esposizione adeguata per il campanellino deve riprodurre il suo habitat naturale, ossia il sottobosco fresco o i prati umidi ai margini delle foreste: è la mezz’ombra fresca.

In questo modo, in inverno e all’inizio della primavera, quando gli alberi sono spogli, il campanellino riceve tutta la luce di cui ha bisogno per fiorire. In estate invece, quando il sole si fa intenso, le foglie degli alberi spuntano e creano quell’ombra fresca che protegge il bulbo dal surriscaldamento e dalla siccità estrema.

In giardino, l’esposizione a Est è la migliore (la pianta riceve il sole dolce del mattino e resta al fresco nel pomeriggio), mentre va evitata quella a Sud, decisamente troppo calda.

Se coltivato in vaso, l’esposizione ideale è quella che gli garantisce qualche ora di sole al mattino, evitando il sole pomeridiano specialmente dalla primavera inoltrata.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

Se per molte bulbose il nemico numero uno è il ristagno d’acqua, il campanellino ama invece l’umidità.

La frequenza delle annaffiature variano a seconda del ciclo vitale

  1. Durante la crescita e la fioritura (inverno-primavera), il terreno deve essere costantemente umido, ma sempre senza esagerare, specialmente se la pianta è in vaso. Se il campanellino è in giardino, di solito le piogge invernali bastano, ma se c’è un periodo di siccità (succede sempre più spesso a febbraio/marzo), occorre intervenire per evitare che il terreno intorno ai germogli diventi secco. Se è in vaso, innaffiare non appena il primo centimetro di terra in superficie risulta asciutto
  2. Dopo la fioritura: anche quando i fiori appassiscono, bisogna continuare a mantenere il terreno fresco. Solo quando le foglie diventano gialle e iniziano a seccarsi naturalmente è possibile ridurre drasticamente le annaffiature
  3. Durante il riposo estivo: in piena terra il campanellino non ha bisogno di cure, ma se l’estate è torrida e il terreno si compatta, una leggera annaffiatura ogni tanto aiuta i bulbi a non disidratarsi completamente. In vaso, una bagnatura ogni due settimane manterrà il bulbo vitale.

Altri consigli utili per gestire al meglio l’irrigazione sono:

  1. Non bagnare i fiori ma solo la base della pianta. L’acqua presente sui petali bianchi può macchiarli o farli marcire prima del tempo
  2. Preferire l’utilizzo dell’acqua piovana poiché il campanellino non ama molto il calcare dell’acqua del rubinetto
  3. Prima di innaffiare, infilare un dito nel terreno: se è ancora fresco e umido, aspettare prima di bagnare. 

Potatura

Essendo una pianta bulbosa e non un arbusto, il campanellino non va potato.

Tuttavia, si possono eliminare le foglie completamente secche e i fiori appassiti (tagliando lo stelo alla base) senza mai toccare le foglie verdi anche se la pianta è completamente sfiorita. Infatti, attraverso la fotosintesi, le foglie inviano nutrienti al bulbo sottoterra; tagliandole il bulbo rimarrà debole e l’anno successivo la pianta farà solo poche foglie e nessun fiore, oppure morirà del tutto.

Rinvaso e trapianto

Il periodo perfetto per trapiantare il campanellino coincide con la tarda estate o inizio autunno (settembre-ottobre), quando la pianta è in completo riposo vegetativo, e non in fiore, e le foglie sono diventate completamente gialle e secche. 

Trapianto in giardino 

  1. Usare una vanga o un forcone da giardino per sollevare il pane di terra attorno ai bulbi, cercando di andare abbastanza in profondità per non danneggiarli
  2. Se i bulbi sono cresciuti in grossi cespi, separarli delicatamente a mano per moltiplicare le piante
  3. Scavare una buca profonda circa 2-3 volte l’altezza del bulbo (circa 8-10 cm)
  4. Lasciare circa 10-15 cm tra un bulbo e l’altro per permettere loro di espandersi negli anni

Rinvaso 

Scegliere un vaso leggermente più grande del precedente, assicurandosi che abbia ottimi fori di drenaggio, e optare per un mix di terriccio universale di buona qualità cui aggiungere una manciata di sabbia o perlite. Il campanellino ama l’umidità, ma odia i ristagni che fanno marcire il bulbo.

A questo punto, estrarre delicatamente i bulbi, pulirli dai residui di terra vecchia e riposizionarli nel nuovo vaso coprendoli con il mix di terra.

Ubicazione stagionale

Il campanellino non solo sopporta il freddo, ma lo cerca attivamente: è un vero amante del clima fresco e umido.

Essendo una pianta che fiorisce tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, le sue preferenze in fatto di temperatura sono piuttosto specifiche:

  • Fase di fioritura: la temperatura ideale oscilla tra i 5°C e i 15°C. Se le giornate diventano troppo calde (sopra i 20°C) in fretta, la fioritura durerà molto poco
  • Resistenza al gelo: è una pianta estremamente rustica e può tollerare senza problemi temperature che scendono fino a -15°C o -20°C
  • Riposo estivo: una volta appassito, il bulbo resta dormiente nel terreno. In questa fase non teme il caldo, a patto che il terreno rimanga leggermente umido.

Se il campanellino viene coltivato in vaso sul balcone, assicurarsi che non sia esposto a fonti di calore artificiali o a un sole troppo diretto durante le ore centrali della giornata.

Malattia e cure

Il campanellino è una pianta piuttosto rustica, ma sensibile all’umidità eccessiva e a qualche ospite indesiderato.

Marciume del bulbo 

È il problema più frequente, causato spesso da funghi come il Fusarium o la Sclerotinia. Le foglie ingialliscono precocemente, la pianta appare debole e, provando a tirarla, viene via facilmente dal terreno rivelando un bulbo molliccio, scuro o coperto da una muffa biancastra.

Le cause del problema comprendono un terreno troppo compatto che ristagna acqua o ferite al bulbo durante l’impianto.

Purtroppo, una volta che il bulbo è marcito, c’è poco da fare. La cura migliore è la prevenzione, assicurando un ottimo drenaggio tramite sabbia o ghiaia distribuiti sul fondo della buca d’impianto. Inoltre, rimuovere e distruggere i bulbi infetti per evitare che il fungo si diffonda nel terreno.

Muffa grigia (Botrytis)

Si manifesta soprattutto se la primavera è molto piovosa e l’aria non circola bene tra le piante.

Tra i sintomi, la comparsa di macchie grigiastre e polverose sui fiori e sulle foglie, che possono seccarsi prima del tempo: queste parti colpite vanno eliminate subito. Per prevenire il problema, evitare di bagnare le foglie quando si annaffia e non piantare i bulbi troppo vicini tra loro (lasciare spazio per far passare l’aria).

Mosca del Narciso 

Nonostante il nome, non disdegna affatto i campanellini. Se colpita, la pianta non spunta affatto o produce solo poche foglie sottili e stentate. Scavando, comparirà una grossa larva (simile a un piccolo baco) che si è nutrita del cuore del bulbo.

La mosca del Narciso è difficile da combattere. Un trucco è quello di coprire la zona con una rete finissima durante il periodo del volo della mosca (tarda primavera) per impedirle di deporre le uova vicino alle foglie che stanno seccando.

Virus del mosaico

Se appaiono strane striature gialle o verde chiaro sulle foglie che non dovrebbero esserci, potrebbe trattarsi di un virus. Quest’ultimo causa foglie deformate, macchiate o con striature longitudinali insolite.

Non esiste cura. L’unica soluzione è estirpare l’intera pianta (bulbo incluso) e buttarla per evitare che gli afidi trasportino il virus alle piante sane vicine.

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