- Fioritura
- Tossicità
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Malattia e cure

- La calla può crescere in piena terra solo nelle regioni a clima mite.
- La calla viene spesso immaginata di colore completamente bianco, ma esistono varietà colorate molto decorative.
- Zantedeschia aethiopica, o calla colorata rosa.
- La calla è un fiore piuttosto esigente in fatto di esposizione: vuole sì la luce ma non i raggi diretti del sole.
- Calla rosa Lily Trumpet.
La calla è una pianta perenne di origine africana appartenente alla famiglia delle araceae. Va coltivata preferibilmente in vaso, almeno nelle regioni a clima freddo, dato che la pianta non sopporta le basse temperature; per questo va tenuta in casa o all’aperto a seconda della regione in cui ci si trova. La calla ama le esposizioni luminose ma non il sole diretto e va mantenuta in un terreno fresco, fertile e umido ma non zuppo d’acqua. La concimazione va effettuata regolarmente, con un fertilizzante specifico per piante da fiore, mentre la potatura non è necessaria (se non la rimozione delle infiorescenze sfiorite). Queste regole, se ben seguite, determinano la stato di salute della pianta, la cui sopravvivenza viene messa a repentaglio più frequentemente proprio dagli errori di coltivazione che non dalla presenza di parassiti.
La calla si riconosce immediatamente per il lungo stelo (fino a 50 cm), le foglie grandi, cerose e piacevoli al tatto, di colore verde ma con screziature bianche o argento e dalla forma a imbuto, e la spata evidente e pronunciata. L’infiorescenza è infatti formata da spate avvolgenti che racchiudono uno spadice dorato. Nella forma classica le spate sono bianche, ma oggi sono disponibili in commercio molte varietà (come zantedeschia aethiopica) di calla a fiori colorati (dal porpora intenso al giallo), spesso con variegature a contrasto particolarmente decorative.
Fioritura
La pianta della calla fiorisce principalmente da inizio primavera fino a metà estate (all’incirca da aprile-maggio fino a luglio).
Il periodo esatto di fioritura comunque varia leggermente in base alla tipologia di calla e al clima:
- Calle bianche classiche (Zantedeschia aethiopica): fioriscono da metà primavera fino all’inizio dell’estate (aprile-giugno). Nelle regioni del Sud o dove il clima è molto mite, la fioritura può iniziare anche verso la fine dell’inverno
- Calle colorate (gialle, rosa, rosse, viola): preferiscono temperature più calde e fioriscono leggermente più tardi, da maggio fino a estate inoltrata (luglio-agosto).
Tossicità
La calla è considerata una pianta tossica per cani, gatti e anche per i bambini. Il motivo risiede nei cristalli di ossalato di calcio insolubili presenti in tutta la pianta (foglie, fiori e stelo).
Quando la pianta viene masticata, questi microscopici cristalli agiscono come dei piccoli aghi che penetrano nei tessuti della bocca e della gola, causando una reazione immediata:
- Bruciore intenso e dolore alle labbra, alla lingua e al cavo orale
- Eccessiva salivazione (scialorrea)
- Gonfiore della gola e della lingua, che in casi rari può rendere difficile la respirazione o la deglutizione
- Vomito (più comune negli animali)
In caso di contatto con la pianta, rimuovere i residui dalla bocca con acqua fresca (o un panno umido per i bambini). Se compare gonfiore evidente o difficoltà respiratorie, è necessario intervenire subito, chiamando il pediatra o un centro antiveleni oppure contattando immediatamente il veterinario.
Riproduzione
La calla si riproduce principalmente in due modi: tramite divisione dei rizomi (o tuberi) – il metodo più rapido, sicuro ed efficace – oppure per semina, una tecnica più lenta usata principalmente per ottenere nuove varianti di colore.
1. Divisione dei rizomi o tuberi
È il metodo vegetativo ideale perché garantisce piante identiche alla pianta madre e fioriture già a partire dalla stagione successiva.
Si esegue a fine estate – inizio autunno (settembre/ottobre), quando la pianta entra in riposo vegetativo e le foglie ingialliscono, oppure a inizio primavera prima della ripresa vegetativa.
- Estrarre delicatamente la pianta dal vaso o dal terreno, quindi pulire i rizomi dalla terra in eccesso per individuare chiaramente i punti di giunzione e le radici
- Con un coltello ben affilato e sterilizzato, separare il rizoma principale in più porzioni assicurandosi che ogni singola porzione mantenga almeno 1 o 2 gemme vigorose e un fascetto di radici sane
- Spolverizzare le ferite da taglio con polvere di carbone di legna o rameico per evitare infezioni fungine, quindi lasciare asciugare le porzioni in un luogo all’ombra e ben ventilato per 24-48 ore, finché il taglio non si cicatrizza
- Piantare i nuovi rizomi a circa 5-10 cm di profondità, con le gemme rivolte verso l’alto. Allo scopo, usare un terriccio leggero, ricco di sostanza organica e ben drenato (mescolato a sabbia o perlite)
- Innaffiare leggermente e mantenere il substrato umido ma mai inzuppato.
2. Riproduzione per seme
Con questo metodo le piantine impiegheranno dai 2 ai 3 anni prima di produrre i primi fiori e si effettua in primavera.
- Attendere che la spata appassisca sulla pianta e che si formino le bacche verdi/gialle contenenti i semi: una volta mature e morbide, estrarne i semi e pulirli dalla polpa
- Lasciare i semi a bagno in acqua tiepida per 24 ore
- Disporli in una vaschetta con terriccio da semina umido, coprendoli appena con un sottile strato di terra
- Coprire il contenitore con una pellicola trasparente per mantenere costante l’umidità (a 20-22°C). Le prime piantine spunteranno dopo circa 3-4 settimane.
Semi
I semi della calla si generano all’interno dello spadice (ossia il fiore). Inizialmente verdi, man mano che maturano diventano grigio scuro, si separano e sono pronti per essere interrati, ma la moltiplicazione tramite semina non viene quasi mai praticata perché richiede tempi lunghissimi di germinazione.
Informazioni e curiosità
Il nome calla deriva dal greco antico kalós (καλός), che significa letteralmente bello. Nella mitologia greca e romana si narrava che la pianta fosse spuntata da alcune gocce di latte materno cadute al suolo mentre la dea Eracle/Giunone allattava Ercole. La dea Venere, invidiosa della bellezza immacolata del fiore, gli avrebbe scagliato contro una maledizione facendo spuntare al centro il rigido spadice giallo.
Un’altra curiosità interessante è che nelle giornate molto umide, o dopo un’abbondante annaffiatura, è facile notare delle goccioline d’acqua che trasudano dalla punta delle foglie. Questo fenomeno fisico si chiama guttazione: quando il terreno è saturo d’acqua e l’aria è umida, la pianta elimina la pressione idrica in eccesso spingendo l’acqua fuori da piccoli pori speciali (idatodi) posti sulle foglie.
Coltivazione
La calla è una pianta che cresce più facilmente in vaso: non è adatta, infatti, per essere coltivata tutto l’anno in piena terra in climi freddi mentre resta in vegetazione per gran parte dell’anno nelle zone più miti.
Collocazione
La calla è una pianta sia da esterno che da interno ma affinché viva bene all’esterno occorrono condizioni climatiche miti.
Concimazione
Per ottenere fioriture abbondanti e steli robusti, le esigenze nutrizionali della calla cambiano leggermente prima e durante il periodo di fioritura.
1. Prima della fioritura
Al sopraggiungere della primavera, quando spuntano i primi germogli e si sviluppano le foglie, la pianta ha bisogno di energia per crescere.
Per questo, occorre fornirle un fertilizzante equilibrato, o con una quota di azoto leggermente presente (ad esempio con titolazione NPK 10-10-10 o 20-20-20) ogni 2-3 settimane insieme all’acqua d’irrigazione.
In alternativa, a inizio stagione e se la calla è piantata in giardino o durante il rinvaso, è ottimo incorporare nel terreno dello stallatico sfarinato o pellettato o del compost maturo.
Si ricorda di non esagerare mai con l’azoto: un eccesso farà sviluppare foglie enormi e bellissime, ma inibirà completamente la produzione dei fiori e renderà i tuberi più soggetti al marciume.
2. Durante la fioritura
Quando spuntano i primi boccioli fiorali e per tutta la durata delle fioriture (fino a metà estate), la pianta richiede alti livelli di potassio e fosforo. Il fosforo stimola la formazione dei fiori, mentre il potassio dona brillantezza ai colori e rinforza gli steli.
In questa fase, usare un concime liquido specifico per piante da fiore (o anche per piante da frutto/pomodori), con valori sbilanciati a favore di P e K (ad esempio NPK 10-15-20 o simile).
La somministrazione ve eseguita una volta ogni 10-14 giorni, diluendo il fertilizzante nell’acqua dell’annaffiatura. Inoltre, fornire il concime sempre su terriccio già leggermente umido, mai a terreno completamente secco, per evitare di bruciare le radici.
Quando sospendere la concimazione
A fine estate/inizio autunno, quando i fiori appassiscono e le foglie iniziano a ingiallire naturalmente, interrompere completamente qualsiasi concimazione: la calla deve prepararsi al riposo vegetativo invernale e continuare a nutrirla impedirebbe al tubero di entrare in dormienza.
Esposizione e luce
L’esposizione ideale per la calla dipende dal clima della zona di appartenenza e dalla varietà (bianca o colorata), ma la regola d’oro e la mezz’ombra luminosa.
1. Regole generali in base al clima
- Al Nord o in zone dal clima fresco: tollerano bene il sole diretto, purché le radici abbiano sempre il terreno sufficientemente umido
- Al Centro-Sud o in zone molto calde: la posizione migliore è la mezz’ombra (sole al mattino presto e ombra nelle ore centrali e più calde del pomeriggio). Il sole troppo intenso rischia di bruciare le foglie e far appassire rapidamente i fiori.
2. Differenza tra calle Bianche e calle colorate
- Calla bianca: optare per la mezz’ombra/ombra luminosa. La calla soffre il calore eccessivo: prediligere ambienti freschi e umidi
- Calle colorate (gialle, rosa, viola, rosse): sole del mattino e luce intensa. Amano temperature più calde e richiedono più luce per intensificare il colore dei fiori.
Posizionamento in casa o sul balcone
- In casa: collocarla vicino a una finestra orientata a Est oppure Ovest, ben luminosa ma schermata da una tenda leggera per evitare che i raggi diretti filtrino attraverso il vetro facendo da lente
- In giardino o sul terrazzo: l’esposizione a Est è in assoluto la migliore perché la calla può ricevere il sole delicato del mattino e rimanere riparata dal caldo torrido del pomeriggio.
Annaffiatura
La calla ama l’acqua: per avere piante sane mantenere il terriccio leggermente umido bagnandole poco e spesso così che non si crei una situazione di ristagno d’acqua nel sottovaso. Durante l’inverno, ridurre la frequenza delle bagnature.
Potatura
La calla non richiede potatura, ma vanno sempre eliminati i fiori sciupati.
Rinvaso e trapianto
Il terreno ideale per il rinvaso (o il trapianto laddove possibile) della calla è dato da un mix di terriccio universale e terriccio da orto in parti uguali. Fondamentale è che sia fertile perché si tratta di piante esigenti in fatto di nutrienti.
Il periodo idoneo per il rinvaso varia a seconda della varietà: le specie a fioritura tardiva si rinvasano a febbraio, mentre quelle a fioritura precoce si rinvasano ad agosto o a settembre.
Ubicazione stagionale
Come detto, la calla può crescere sia in piena terra sia in vaso. La crescita in vaso consente però di poterla spostare comodamente quando si avvicina l’inverno e il freddo, letale per la pianta.
Autunno/inverno: la temperatura ideale per la crescita della pianta è compresa tra 18 e 25°C, con una minima di 12-15°C; al di sotto di questa temperatura è opportuno spostare la pianta all’interno.
Primavera/estate: durante la bella stagione, la calla può essere spostata all’esterno in posizione parzialmente ombreggiata (o all’ombra durante le ore più calde delle giornate estive). La calla resiste bene anche a temperature di 27- 28°C purché non vi sia ristagno d’umidità nell’aria.
Malattia e cure
La calla è soggetta ad attacchi parassitari (cocciniglia cotonosa, afidi e ragnetto rosso). Se l’infestazione è poco estesa si può semplicemente lavare le foglie con acqua e sapone, oppure passandovi un batuffolo di cotone imbevuto di alcool; in caso contrario occorrerà ricorrere a insetticidi specifici.
La calla è poi molto esigente: errori nella sua gestione (come eccessiva scarsità di acqua, oppure esposizione solare troppo o troppo poco intensa) ne mettono a repentaglio la sopravvivenza.










































