Calathea lancifolia

Calathea lancifolia o goeppertia insignis

La calathea lancifolia cresce tipicamente in vaso e può essere spostata all'esterno solo durante la bella stagione poiché non tollera il freddo.

  • La calathea lancifolia cresce tipicamente in vaso e può essere spostata all'esterno solo durante la bella stagione poiché non tollera il freddo.
  • La calathea lancifolia va protetta dal sole diretto che potrebbe bruciare le sue meravigliose foglie: per questo va considerata una pianta d'appartamento.
  • Le foglie della calathea lancifolia sono tipicamente lunghe e sottili, con un caratteristico disegno e gioco cromatico.
  • La calathea lancifolia è una pianta di origine tropicale che ama il caldo e l'umidità.
  • La pagina inferiore delle foglie di calathea lancifolia presenta una tipica colorazione rossastra, frutto della sua evoluzione come pianta tipica delle foreste pluviali.
  • La calathea lancifolia cresce tipicamente in vaso e può essere spostata all’esterno solo durante la bella stagione poiché non tollera il freddo.
  • La calathea lancifolia va protetta dal sole diretto che potrebbe bruciare le sue meravigliose foglie: per questo va considerata una pianta d’appartamento.
  • Le foglie della calathea lancifolia sono tipicamente lunghe e sottili, con un caratteristico disegno e gioco cromatico.
  • La calathea lancifolia è una pianta di origine tropicale che ama il caldo e l’umidità.
  • La pagina inferiore delle foglie di calathea lancifolia presenta una tipica colorazione rossastra, frutto della sua evoluzione come pianta tipica delle foreste pluviali.

La calathea lancifolia è una delle varietà di calathea più resistenti e amate per il suo aspetto grafico unico. Si tratta di una pianta erbacea perenne che cresce a cespi, raggiungendo solitamente un’altezza di 45-60 cm.

Le foglie sono lunghe e strette (a forma di lancia, da cui lancifolia), con margini elegantemente ondulati. La pagina superiore è verde chiaro satinato, decorata con una serie di macchie ovali verde scuro alternate; la parte sottostante della foglia è di un intenso viola-porpora, che crea un contrasto cromatico spettacolare.

Come molte specie della famiglia delle Marantaceae, è dotata di un pulvino (un piccolo rigonfiamento alla base della foglia) che funge da articolazione: durante il giorno le foglie si distendono per catturare la luce; la sera si sollevano verticalmente, chiudendosi come mani in preghiera.

Esigenze e cura

Sebbene sia considerata più robusta rispetto alla calathea orbifolia, rimane una pianta tropicale che richiede attenzioni specifiche: per prima cosa, preferisce luce indiretta e filtrata (i raggi diretti brucerebbero i bordi delle foglie e sbiadirebbero il disegno scuro) e il terreno deve rimanere costantemente umido, ma mai inzuppato (si annaffia quando il primo centimetro di terra risulta asciutto, riducendo la frequenza in inverno).

La calathea lancifolia è molto sensibile al cloro e ai sali presenti nell’acqua del rubinetto. Per questo, si consiglia di usare preferibilmente acqua piovana, distillata o filtrata per evitare che le punte delle foglie diventino marroni. 

L’umidità è poi un fattore cruciale: deve essere superiore al 50-60%. Ricorrere a un umidificatore, nebulizzazioni regolari o poggiare la pianta su un sottovaso con argilla espansa e acqua per mantenere alto questo valore.

Questa calathea vive bene tra i 18°C e i 24°C. Teme il freddo (mai sotto i 15°C) e soprattutto le correnti d’aria e i termosifoni vicini.

Il terriccio deve essere soffice e drenante: un mix di terriccio universale di qualità, fibra di cocco (o torba) e una manciata di perlite è l’ideale. Somministrare un fertilizzante per piante verdi diluito a metà dose solo in primavera ed estate (una volta al mese): troppo concime può bruciare le radici.

Come manutenzione regolare si consiglia di pulire le foglie, poiché la polvere blocca la fotosintesi e la “respirazione” degli stomi. Allo scopo, passare periodicamente un panno in microfibra inumidito sulle foglie.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

In appartamento, è estremamente difficile vedere una calathea lancifolia fiorire. Questo perché, per produrre i fiori, la pianta ha bisogno di condizioni tropicali perfette: umidità altissima (costantemente sopra l’80%), luce intensa ma filtrata per molte ore e temperature stabili. 

I fiori sono piccoli, di colore bianco o giallo pallido, e spuntano su brevi steli che emergono dalla base della pianta, raggruppati in piccole spighe (infiorescenze) che spesso rimangono seminascoste tra il fitto fogliame.

In natura fiorisce solitamente nel periodo più umido dell’anno.

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

La riproduzione della calathea lancifolia avviene tramite divisione dei cespi (o dei rizomi).

Il periodo migliore per procedere è la primavera o l’inizio dell’estate. L’ideale è farlo coincidere con il momento del rinvaso, quando la pianta è già attiva e pronta a produrre nuova vegetazione.

Procedimento step by step

Estrazione della pianta

Estrarre delicatamente la calathea dal vaso senza tirare le foglie.

Pulizia delle radici

Scuotere via delicatamente un po’ del vecchio terriccio per vedere chiaramente la struttura delle radici. La pianta non ha un unico fusto centrale, ma è composta da diversi gruppi di foglie che partono da rizomi (fusti sotterranei simili a tuberi/radici carnose).

Divisione

Ogni nuova sezione deve avere almeno 3-4 foglie sane e una buona porzione di radici intatte.

Spesso si possono separare i cespi semplicemente tirandoli delicatamente con le mani; se i rizomi sono molto intrecciati, usare un coltello sterilizzato per tagliare in modo netto la connessione tra i due gruppi di radici. 

Rinvaso

Preparare i nuovi vasi con uno strato drenante (argilla espansa) sul fondo, quindi inserire le nuove divisioni nel terriccio fresco.

È importante piantare i rizomi alla stessa profondità a cui si trovavano nel vaso originale. Non sotterrare la parte da cui partono gli steli delle foglie, altrimenti marciranno.

Cure post-trapianto

Le calathea sono piante sensibili e soffrono lo stress da trapianto. Per aiutare la pianta a riprendersi si può:

  • Annaffiare subito dopo il rinvaso fino a quando l’acqua (distillata o piovana) non esce dai fori di scolo
  • Tenere le nuove piantine in un luogo luminoso ma rigorosamente senza sole diretto
  • Creare una mini-serra coprendo la pianta (vaso incluso) con un sacchetto di plastica trasparente per 1-2 settimane, aprendolo ogni giorno per far cambiare l’aria. Questo mantiene l’umidità altissima, impedendo alle foglie di accartocciarsi mentre le radici si stabilizzano

Semi

Dopo la fioritura, la pianta di calathea lancifolia produce una capsula coriacea (secca) che contiene solitamente tre semi.

Questi ultimi sono molto piccoli, di forma irregolare e dotati di arillo (una sorta di appendice carnosa alla base che serve ad attirare gli insetti per la dispersione in natura). Generalmente virano dal marrone scuro al nerastro quando sono completamente maturi e pronti per la germinazione.

Informazioni e curiosità

Il nome della pianta deriva dal greco kalathos (canestro o cesto): gli indigeni del Sud America utilizzavano, infatti, le sue foglie lunghe e resistenti per intrecciare cesti e contenitori.

Lancifolia si riferisce, invece, alla forma delle foglie, che somigliano proprio alla punta di una lancia usata dai guerrieri nell’antichità.

In natura, la calathea lancifolia cresce nelle foreste pluviali del Brasile, all’ombra di alberi giganti. Per questo motivo ha sviluppato la parte inferiore delle foglie di un colore viola intenso/bordeaux: questa pigmentazione aiuta la pianta a catturare e trattenere la poca luce che riesce a filtrare attraverso la fitta chioma della foresta, massimizzando la fotosintesi.

Coltivazione

VasoPiena Terra

In Italia, la calathea lancifolia si può coltivare esclusivamente in vaso.

Si può piantare in giardino solo in zone con clima tropicale o subtropicale, dove le temperature non scendano mai sotto i 15°C, nemmeno di notte o in pieno inverno (ad esempio in rarissime zone della Sicilia costiera o della Calabria meridionale, in posizioni estremamente protette).

Collocazione

InternoEsterno

Dato che non tollera il freddo, la calathea lancifolia va considerata una pianta da interno.

  • Da giugno a settembre: si può spostare la pianta in un angolo del giardino o del balcone che sia sempre all’ombra, riparato dal vento e molto umido. La luce naturale e l’aria fresca faranno crescere la pianta molto velocemente
  • Appena le minime toccano i 16-17°C: riportarla immediatamente in casa. Non aspettare che arrivi il freddo vero, perché lo shock termico potrebbe farle perdere tutte le foglie

Concimazione

La calathea lancifolia deve essere concimata con molta moderazione, dato che non si tratta di una pianta esigente in fatto di nutrienti: un eccesso di fertilizzante può fare più danni di una carenza, poiché le sue radici sono estremamente sensibili all’accumulo di sali minerali.

Il momento della concimazione deve seguire il ritmo biologico della pianta:

  • Primavera ed estate (periodo di crescita): concimare ogni 2-4 settimane
  • Autunno e inverno (riposo vegetativo): sospendere completamente la concimazione. Con meno luce e temperature più basse, la pianta rallenta il metabolismo per cui, dare concime in questo periodo, porterebbe a un accumulo di sali nel terreno che brucerebbe le radici

Per fertilizzare, scegliere un concime liquido per piante verdi (che sia ricco di azoto per favorire il fogliame), dimezzando la dose indicata in etichetta.

Regole per evitare bruciature

  1. Non versare mai il concime su un terreno completamente asciutto poiché le radici assorbirebbero il fertilizzante troppo velocemente, bruciandosi. Invece, annaffiare leggermente la pianta prima (con sola acqua) e poi procedere con la soluzione fertilizzante
  2. Come per l’irrigazione, usare acqua distillata o piovana per diluire il concime. L’acqua del rubinetto, unita ai sali del fertilizzante, creerebbe un mix troppo aggressivo
  3. Ogni 3-4 mesi, annaffiare la pianta abbondantemente con sola acqua distillata, lasciandola defluire bene dai fori del vaso. Questo serve a “sciacquare via” eventuali accumuli di sali che il concime ha lasciato nel terriccio

Segnali di troppa concimazione

La pianta comunica immediatamente l’eccesso di concime:

  • Bordi delle foglie bruciati: compaiono margini marroni molto netti subito dopo la concimazione
  • Croste bianche sul terreno: sono i depositi di sali minerali che la calathea non riesce ad assorbire
  • Appassimento improvviso nonostante il terreno sia umido

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

L’esposizione ideale per la calathea lancifolia è la luce diffusa, ma mai sole diretto. In casa, la scelta della finestra è fondamentale per evitare che le sue foglie spettacolari si brucino o perdano colore:

  • Nord: è l’esposizione migliore perché la pianta riceve una luce costante e mai troppo forte. Si può posizionare proprio sul davanzale o entro un metro dalla finestra
  • Est: Molto buona. La pianta riceverà il sole delicato del mattino, tenendola a circa 1-1,5 metri di distanza dal vetro o usando una tenda leggera se il sole batte forte nelle prime ore
  • Ovest/sud: la luce è troppo intensa e calda, specialmente nel pomeriggio. Se si ha a disposizione solo queste finestre, posizionare la pianta a 2-3 metri di distanza, oppure usare tende filtranti molto coprenti

La calathea lancifolia comunica chiaramente se non l’esposizione non è adeguata:

  • Foglie sbiadite o macchie marroni: troppa luce. Allontanare la pianta dalla finestra o schermarla con una tenda
  • I disegni scuri diventano verde chiaro: troppa luce. Spostare la calathea in ombra
  • Crescita lenta e perdita del viola sotto: Troppa poca luce. Avvicinare gradualmente la pianta a una fonte di luce migliore
  • Foglie arricciate durante il giorno: troppo caldo o aria secca. Spostarla lontano da termosifoni o correnti d’aria e nebulizzarla

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

L’annaffiatura della calathea lancifolia è una questione di equilibrio: il segreto è mantenere il terreno costantemente umido, ma mai inzuppato. Essendo una pianta tropicale, non tollera i periodi di siccità prolungata, ma le sue radici marciscono facilmente se lasciate ammollo.

Per verificare se sia il caso o meno di bagnare la calathea occorre verificare l’umidità del terreno infilandovi il dito per circa 2-3 centimetri. Il fabbisogno cambia poi, ovviamente, a seconda della stagione:

  • Primavera ed estate: circa 1-2 volte a settimana
  • Autunno e inverno: circa una volta ogni 10-14 giorni (ma attenzione ai termosifoni che asciugano il substrato molto in fretta)

L’obiettivo è bagnare tutto il panetto di terra in modo uniforme.

  1. Versare l’acqua lentamente su tutta la superficie del vaso finché non fuoriesce dai fori di drenaggio sul fondo
  2. Dopo circa 15-20 minuti, svuotare sempre il sottovaso
  3. Assicurarsi che l’acqua sia a temperatura ambiente. Inoltre, la calathea lancifolia è estremamente sensibile ai sali, al cloro e al fluoro presenti nell’acqua del rubinetto: le punte delle foglie diventano marroni e secche se si annaffia con questa acqua (meglio usare acqua piovana, acqua distillata o acqua demineralizzata oppure lasciare decantare quella del rubinetto in un annaffiatoio aperto per almeno 24 ore prima di usarla)

Segnali d’allarme

  • Foglie che si arricciano verso l’interno: la pianta ha molta sete o l’aria è troppo secca. Ha bisogno di un’annaffiatura urgente o di una nebulizzazione
  • Foglie ingiallite e fusto molle alla base: troppa acqua. Sospendere subito le annaffiature e lasciare asciugare bene il terreno

Se si nota che il terreno è diventato così secco da staccarsi dai bordi del vaso, l’acqua scivolerà via senza bagnare le radici. In quel caso, fare un’irrigazione per immersione: mettere il vaso in un secchio con pochi centimetri d’acqua per 15 minuti, finché il terreno non l’avrà riassorbita per capillarità

Potatura

La calathea lancifolia non va potata nel senso tradizionale del termine: essendo una pianta che cresce a cespi direttamente dal terreno, non ha rami che possono essere accorciati.

Tuttavia, è fondamentale effettuare una potatura di pulizia o di mantenimento. rimuovendo le foglie che presentano questi problemi:

  • Foglie completamente secche o marroni: sono ormai inutili per la fotosintesi e possono attirare parassiti o funghi
  • Foglie ingiallite: spesso sono foglie vecchie alla base della pianta che hanno esaurito il loro ciclo vitale
  • Foglie gravemente danneggiate: se una foglia è spezzata o colpita da parassiti in modo esteso, è meglio rimuoverla per far risparmiare energie alla pianta

Come tagliare correttamente

La tecnica è importante per non danneggiare il resto del cespo.

  • Usare forbici o cesoie ben affilate e disinfettate con alcol per evitare di trasmettere malattie
  • Non tagliare solo la parte secca della foglia, ma seguire il lungo stelo (picciolo) fino alla base, vicino al terreno, praticando un taglio netto
  • Mai cercare di strappare le foglie con le mani

Se la foglia è bellissima ma ha solo la punta marrone (un classico problema causato da bassa umidità), non serve rimuovere tutta la foglia: basta ritagliare solo la parte secca seguendo la forma naturale della foglia stessa.

Lasciare, però, sempre un piccolissimo millimetro di secco senza arrivare al verde vivo; se si taglia il tessuto sano, la ferita continuerà a seccarsi per autodifesa.

Se invece la pianta è diventata troppo ingombrante, la soluzione non è potarla ma dividerla. Durante il rinvaso, è possibile separare i vari cespi per ottenere due o più piante distinte.

Rinvaso e trapianto

La calathea lancifolia va rinvasata ma, avendo le radici sensibili, non ama essere disturbata troppo spesso.

In genere, il rinvaso si effettua ogni 1-2 anni, oppure quando la pianta mostra chiaramente di aver esaurito lo spazio a disposizione attraverso alcuni segnali.

  • Le radici fuoriescono dai fori di drenaggio sul fondo del vaso
  • La pianta non produce più nuove foglie nonostante la concimazione e la luce corrette
  • Il terreno si asciuga molto più velocemente del solito (segno che ci sono più radici che terra)

Il momento migliore è la primavera (marzo-aprile), quando la pianta entra nella fase di crescita attiva e ha l’energia sufficiente per riprendersi dallo stress.

Procedura step by step

  1. Annaffiare il giorno prima per rendere le radici più elastiche e facilitare l’estrazione dal contenitore
  2. Estrarre con delicatezza capovolgendo il vaso 
  3. Ispezionare le radici eliminando quelle scure o molli
  4. Mettere uno strato di drenaggio (argilla espansa) sul fondo del nuovo vaso, aggiungere un po’ di terriccio e posizionare la pianta. Non scegliere un vaso troppo grande: è sufficiente un diametro di 2-3 cm in più rispetto a quello attuale. Un vaso eccessivo trattiene troppa umidità, aumentando il rischio di marciume radicale
  5. Aggiungere terra ai lati senza schiacciare troppo: le radici hanno bisogno di ossigeno

Dopo il rinvaso, bagnare leggermente per assestare il terreno e non concimare per almeno 4-6 settimane. Il nuovo terriccio è già ricco di nutrienti e le radici “stressate” potrebbero bruciarsi con i sali del fertilizzante.

Mantenere anche l’umidità ambientale molto alta per aiutare la pianta a superare lo shock del rinvaso.

Terriccio 

La calathea ha bisogno di un terreno che sia allo stesso tempo drenante e capace di trattenere l’umidità. Il mix ideale è composto da:

  • 60% terriccio universale di alta qualità o per piante verdi
  • 20% perlite o pomice 
  • 20% fibra di cocco o torba

Ubicazione stagionale

La calathea lancifolia è una pianta tropicale originaria delle foreste pluviali del Brasile, il che significa che ama il caldo costante e non sopporta gli sbalzi termici.

Per una crescita rigogliosa e foglie dai colori vivaci, la temperatura dovrebbe essere compresa tra 18°C e 24°C: in questo intervallo, la pianta svolge la fotosintesi in modo ottimale e il movimento delle foglie avviene regolarmente.

  • Minima assoluta: 15°C. Se la temperatura scende sotto questa soglia, la pianta entra in stress, la crescita si blocca e le radici rischiano di marcire più facilmente perché non riescono ad assorbire l’acqua
  • Massima tollerata: 27-30°C. Può resistere a temperature più alte dei 24°C, ma solo se l’umidità ambientale è altissima

Spesso non è la temperatura media della stanza a danneggiare la calathea, ma le variazioni localizzate:

  • I termosifoni: il calore diretto e l’aria secca che emanano bruciano letteralmente i bordi delle foglie, quindi mantenere la pianta ad almeno 2 metri di distanza da qualsiasi fonte di calore
  • Le correnti d’aria: evitare di posizionare la pianta vicino a porte che si aprono spesso verso l’esterno o a finestre non isolate. Uno spiffero freddo può causare l’ingiallimento improvviso delle foglie
  • I condizionatori: in estate, il getto d’aria fredda diretta è letale

Malattia e cure

I problemi che possono colpire la calathea lancifolia si dividono principalmente in due categorie: parassiti/funghi e fisiopatie (problemi legati a errori di coltivazione).

Malattie fungine e parassiti

Sono problemi causati da organismi esterni che attaccano la pianta, spesso approfittando di un ambiente troppo umido o, al contrario, troppo secco.

  • Marciume radicale: provoca foglie gialle, fusti molli alla base, odore di muffa dal terreno. Occorre sospendere le annaffiature e, se la patologia è grave, estrarre la pianta, tagliare le radici marroni e molli e rinvasare in terriccio nuovo e drenante
  • Ragnetto rosso: piccole ragnatele sottili, puntini gialli o sbiaditi appaiono sulle foglie. Si consiglia di aumentare l’umidità ambientale, pulire le foglie con un panno umido e usare olio di neem o sapone molle potassico
  • Cocciniglia farinosa: appaiono come piccoli batuffoli bianchi simili a cotone nelle intersezioni dei fusti. Rimuovere manualmente le cocciniglie con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool e, in caso di infestazioni estese, usare un insetticida specifico
  • Macchie fogliari: appaiono come macchie scure con un alone giallo (causate da funghi o batteri). Come prevenzione, evitare di bagnare le foglie durante l’irrigazione, quindi rimuovere le foglie colpite e migliorare la ventilazione. Infine, usare un fungicida a base di rame se persiste il problema

Errori di coltivazione

Spesso quelli che sembrano attacchi di malattie sono in realtà risposte della pianta a condizioni ambientali errate.

  • Bordi delle foglie secchi o marroni: è il segnale tipico di scarsa umidità ambientale o uso di acqua troppo dura (ricca di calcare e cloro). Per rimediare, prediligere acqua distillata o piovana, nebulizzare regolarmente o usare un umidificatore
  • Sbiadimento del disegno fogliare: troppa luce diretta rovina i pigmenti, mentre troppa poca luce rende i colori spenti. Posizionare la pianta in un luogo con luce intensa ma indiretta (schermata da una tenda).

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