- Fioritura
- Commestibilità
- Riproduzione
- Semi
- Informazioni e curiosità
- Coltivazione
- Collocazione
- Concimazione
- Esposizione e luce
- Annaffiatura
- Potatura
- Rinvaso e trapianto
- Ubicazione stagionale
- Malattia e cure

- La bignonia è una bellissima pianta rampicante da avere in giardino perché unisce robustezza ed eleganza.
- La bignonia si dimostra una pianta molto rustica, ma sensibile alle raffiche di vento.
- La bignonia necessita di molto spazio per crescere ed espandersi, di conseguenza la coltivazione in vaso è sempre da preferire.
- Prima di acquistare e mettere a dimora una bignonia bisogna considerare che la pianta cresce piuttosto velocemente e richiede ampi spazi per arrampicare.
- Pergolati, recinzioni e muri da coprire sono i luoghi ideali presso cui piantare e far crescere la bignonia.
- La bignonia va coltivata in posizioni calde e ben esposte.
- I fiori di bignonia sono campanule tubolose raccolte in grappoli, riccamente colorate.
La bignonia è una pianta apprezzata per la sua longevità, vigoria, resistenza e crescita relativamente rapida. La sua facilità di coltivazione e la maestosa fioritura, che prosegue ininterrottamente dall’estate fino all’autunno, rappresentano i suoi principali punti di forza.
Tuttavia, proprio per queste qualità, in passato è stata talvolta sfruttata in modo eccessivo o improprio, ad esempio per creare dense siepi monospecifiche. È importante una nota di cautela: si consiglia di non collocarla vicino a piscine, fontane o aree gioco per bambini, poiché i suoi fiori attirano un gran numero di insetti impollinatori dotati di pungiglione, come api, vespe e calabroni.
Con il nome comune “bignonia” ci si riferisce in realtà non a una specie del genere Bignonia, ma alla Campsis radicans. In passato questa specie era attribuita al genere Bignonia, che è stato in seguito smembrato in una classificazione botanica più articolata.
Descrizione della pianta e guida alla coltivazione
Il genere Campsis è composto da due sole specie, Campsis radicans e Campsis grandiflora, e dai loro ibridi di origine orticola. Si tratta di piante arbustive a foglia caduca con portamento rampicante.
- Portamento e dimensioni: pianta di eccezionale vigore, la bignonia è originaria dei boschi degli Stati Uniti. Se lasciata libera di crescere, può raggiungere un’altezza di 12 metri. Gli ibridi hanno dimensioni più contenute, ma possono comunque superare con facilità gli 8 metri.
- Fusto e ancoraggio: il fusto è lianoso ma molto robusto, spesso avvitato su se stesso. Se il sostegno è una rete o un cancello, i rami si intrecciano passandovi attraverso. La pianta è in grado di ancorarsi saldamente ai supporti grazie a numerose radici aeree adesive emesse in corrispondenza dei nodi, ma solo sul lato che aderisce al sostegno.
- Foglie: sono opposte e composte, imparipennate, formate da un numero variabile di foglioline (da sette a undici). Le singole foglioline sono di forma ellittica, acuminate all’apice, con un margine seghettato e una lunghezza di 3-6 cm. Il colore è verde scuro e la lamina fogliare è sottile, con venature evidenti, in particolare quella mediana, che risulta leggermente tomentosa (pelosa) nella pagina inferiore.
- Fiori: simili a grosse campanule, sono tubulosi, lunghi fino a 8 cm, e si aprono in una corolla formata da 5 grandi lobi. Sono riuniti in ricchi grappoli. I boccioli, inizialmente piccoli e ovali, si trovano al centro del grappolo, mentre i fiori pronti a sbocciare sono disposti verso l’esterno, senza un preciso ordine gerarchico di sviluppo. Il colore classico dei fiori varia dal rosso all’arancione e al giallo, ma gli ibridi più moderni hanno introdotto anche tonalità bianche e rosa.
- Frutti e semi: i frutti sono piccoli baccelli verdi simili a fagioli, che contengono numerosi semi piatti e alati.
Riproducibile tramite talea in primavera, la bignonia è coltivabile anche in vaso, purché il contenitore sia molto ampio o venga sostituito di frequente; questa pianta non ama i terreni troppo fertili e va annaffiata ogni settimana solo se le piogge mancano per lungo tempo.
L’esposizione ideale è in pieno sole al Nord, anche in mezz’ombra al Sud, mentre il trapianto andrebbe effettuato in primavera, prediligendo un luogo riparato dai venti e scegliendo un terreno sempre ben drenato. La potatura si esegue a fine inverno e fine estate, allo scopo di eliminare i rami rovinati e contenere la crescita esplosiva della pianta.
La bignonia non teme particolarmente il freddo e in inverno entra in riposo vegetativo perdendo il fogliame; più pericolosi sono senza dubbi i ristagni, mentre frequenti sono gli attacchi di afidi e cocciniglia farinosa: questi parassiti vanno combattuti con appositi insetticidi.
Specie e varietà principali
- Campsis radicans: è la specie più diffusa in Italia per la sua elevata rusticità e resistenza al freddo, che ne consente la coltivazione in quasi tutte le regioni, ad eccezione delle località di alta montagna.
- Campsis grandiflora: simile alla vera Bignonia capreolata, è una pianta più delicata. Può essere coltivata all’aperto solo nelle regioni a clima mite, senza gelate invernali intense e prolungate, come le zone costiere, il Sud Italia e le aree intorno ai grandi laghi, dove prosperano anche gli agrumi.
Tra le varietà e gli ibridi più noti troviamo:
- Atropurpurea: con grandi fiori di colore scarlatto
- Flava: dai fiori di colore giallo
- Madame Galen: un ibrido storico apprezzato per i fiori color salmone, l’elevata rusticità e la fioritura tardiva, che inizia ad agosto e raggiunge il suo apice a settembre, portando un nuovo tocco di colore in giardino
Fioritura
La bignonia è un rampicante che fiorisce abbondantemente durante l’estate e, a seconda della specie e del clima, la fioritura può durare da fine maggio a settembre.
Commestibilità
Riproduzione
La bignonia si moltiplica con grande facilità in diversi modi:
- Propaggine: in autunno si interrano i rami più bassi e flessibili. Si separeranno dalla pianta madre prima dell’inverno successivo, una volta radicata
- Seme: in condizioni ideali la pianta si diffonde spontaneamente. Altrimenti, si può seminare a marzo in terriccio da semina a circa 1 cm di profondità, mantenendo una temperatura non inferiore a 10°C. Le piantine vanno allevate in vaso per due anni prima della messa a dimora
- Talea legnosa: sul finire dell’estate si prelevano talee di legno maturo lunghe 20 cm, da far radicare in un mix di sabbia e torba in cassone freddo
- Talea di radice: a marzo si possono prelevare porzioni di radice dalla pianta madre e interrarle subito. In breve tempo spunteranno nuovi germogli
Semi
I semi della bignonia sono contenuti in lunghi baccelli verdi che, una volta maturi, diventano marroni e legnosi.
All’interno di questi baccelli, che somigliano a fagioli, si trovano numerosi semi piatti e leggeri, dotati di due ali membranose che ne facilitano la dispersione tramite il vento. Questa particolare forma alata permette ai semi di essere trasportati lontano dalla pianta madre.
Informazioni e curiosità
Al momento dell’acquisto, scegliere esemplari di bignonia già ben sviluppati (alti almeno 150 cm), con molti rami vigorosi e già lignificati. Controllare che i nuovi germogli non siano accartocciati, anneriti o infestati da parassiti.
Si tratta di una pianta tossica per i gatti.
Coltivazione
La bignonia può essere coltivata anche in vaso, ma è consigliabile la piena terra perché le radici necessitano di molto spazio.
Se si sceglie il vaso, questo deve essere molto ampio e profondo, oppure va sostituito di frequente con un contenitore di dimensioni progressivamente maggiori.
Collocazione
In qualità di rampicante, la bignonia ha bisogno di molto spazio quindi va posta in esterno: è perfetta, ad esempio, per rinnovare la facciata della casa o creare un bel terrazzo fiorito.
Concimazione
Pur essendo vigorosa, la bignonia non ama i terreni a elevata fertilità chimica, ma prospera in suoli ricchi di sostanza organica.
È sufficiente arricchire il terreno al momento dell’impianto e in autunno, mescolando alla terra un buon terricciato di letame maturo, foglie o compost.
A inizio primavera si può somministrare un fertilizzante granulare per piante da fiore o da orto a lenta cessione.
Esposizione e luce
La bignonia ama le posizioni calde e molto luminose. L’esposizione ideale è in pieno sole al Nord, mentre al Sud tollera anche la mezz’ombra.
È fondamentale scegliere un luogo riparato dai venti forti e dominanti, che potrebbero danneggiare i nuovi rami prima che si ancorino saldamente, compromettendo la fioritura.
La bignonia può essere usata per coprire un muro esposto a Sud, le colonne di un ingresso o per mescolarsi ad altri rampicanti a fioritura precoce come il glicine.
Annaffiatura
La pianta di bignonia resiste bene a periodi di relativa siccità. In estate, se le piogge mancano da lungo tempo, si annaffia il terreno a fondo una volta alla settimana.
Nel resto dell’anno si interviene solo in caso di siccità prolungata, senza mai inzuppare il terreno.
Potatura
La potatura è necessaria per ottenere fioriture copiose e per mantenere la pianta della bignonia ordinata.
Le piante non potate tendono a “invecchiare”, svuotandosi alla base e producendo fiori solo sporadicamente sulle estremità.
La bignonia fiorisce sui rami nuovi, cresciuti nell’anno. Per questo motivo:
- A fine inverno (febbraio): si esegue la potatura principale, accorciando drasticamente i rami dell’anno precedente a poche gemme (pochi centimetri dalla struttura principale)
- A fine estate/fioritura: si effettua una potatura di contenimento, eliminando i rami secchi, rovinati e i fiori appassiti, per tenere sotto controllo la crescita esuberante
Rinvaso e trapianto
La bignonia acquistata e cresciuta in vaso andrebbe preferibilmente trapiantata in piena terra una volta raggiunta una dimensione ragguardevole.
Il periodo migliore per trapiantarla è in primavera, quando il clima è mite e il rischio di gelate è passato. Questo permette alla pianta di avere il tempo necessario per stabilire le sue radici prima dell’arrivo del caldo estivo.
- Scegliere la posizione: la bignonia predilige posizioni soleggiate, che favoriscono una fioritura più abbondante. Assicurarsi che il terreno sia ben drenato, in quanto non tollera i ristagni idrici
- Preparare il terreno: scavare una buca larga circa il doppio del pane di terra (la massa di radici e terra) della pianta e profonda quanto la sua altezza. Questo darà alle radici lo spazio sufficiente per espandersi
- Posizionare la pianta: estrarre delicatamente la bignonia dal suo contenitore, quindi porre la pianta nella buca, assicurandosi che la parte superiore del pane di terra sia a livello o leggermente sopra il livello del suolo per evitare che si accumuli acqua intorno al fusto
- Riempiere e irrigare: riempire la buca con il terreno rimosso, compattandolo delicatamente per eliminare le sacche d’aria. Annaffiare abbondantemente dopo il trapianto per assestare il terreno e idratare le radici
- Cure post-trapianto: dopo il trapianto, mantenere il terreno costantemente umido, ma non inzuppato. È consigliabile fornire un supporto (come un tutore, una rete o un pergolato) per i giovani rami, in modo che la pianta di bignonia possa arrampicarsi e crescere nella direzione desiderata
Terriccio
Sebbene si adatti anche a terreni argillosi dopo una fase iniziale di crescita, la bignonia predilige suoli fertili, ricchi di sostanza organica e molto ben drenati, con una tendenza acida. Come detto, i ristagni idrici sono il suo nemico principale.
Ubicazione stagionale
La bignonia è una pianta molto resistente e si adatta bene a diverse condizioni climatiche, ma predilige le temperature tipiche di un clima temperato.
Le temperature ottimali per la crescita e la fioritura si aggirano tra i 5°C e i 35°C.
In ogni caso, la bignonia ha una notevole resistenza al freddo. La specie più comune, la Campsis radicans, può sopportare temperature che arrivano fino a -10°C e, in alcuni casi, anche a -20°C. Tuttavia, per le piante più giovani o in climi con inverni molto rigidi, è consigliabile proteggerle con un telo protettivo o una pacciamatura abbondante alla base per evitare danni alle radici.
In inverno non muore, ma entra in riposo vegetativo perdendo il fogliame.
Essendo una pianta che ama il sole, non ha problemi con le alte temperature estive, a patto che sia garantita un’irrigazione regolare per evitare che il terreno si secchi troppo.
Bonsai
Il bonsai di bignonia ha un costo molto elevato, quindi si consiglia l’acquisto ai soli esperti.
Malattia e cure
La bignonia può essere soggetta ad attacchi di afidi e cocciniglia farinosa, che infestano la nuova vegetazione e i germogli, causando deformazioni e compromettendo la fioritura.
Vanno combattuti precocemente con insetticidi specifici, come quelli a base di piretro, ripetendo l’applicazione fino alla risoluzione del problema.
Sulle giovani piante, si possono rimuovere manualmente o con un forte getto d’acqua. In caso di infestazioni gravi su un singolo ramo, è consigliabile eliminarlo del tutto, data la notevole capacità di ripresa della pianta.