Begonia

Begonia

Begonia crackling violacea coltivata in vaso.

  • Begonia crackling violacea coltivata in vaso.
  • In foto, begonia rex dal bellissimo fogliame verde screziato di rosa.
  • I fiorellini di begonia sono commestibili: hanno un sapore fresco e piccantino, perfetto per insaporire le insalate.
  • La begonia si presta benissimo alla coltivazione in vaso, dimostrandosi un'ottima pianta fiorita da appartamento.
  • Begonia semperflorens (foto) è la specie più famosa e facile da trovare in vendita nei garden.
  • Begonia crackling violacea coltivata in vaso.
  • In foto, begonia rex dal bellissimo fogliame verde screziato di rosa.
  • I fiorellini di begonia sono commestibili: hanno un sapore fresco e piccantino, perfetto per insaporire le insalate.
  • La begonia si presta benissimo alla coltivazione in vaso, dimostrandosi un’ottima pianta fiorita da appartamento.
  • Begonia semperflorens (foto) è la specie più famosa e facile da trovare in vendita nei garden.

La begonia si presenta come una pianta succulenta che dà vita a piccoli cespugli dalla forma compatta, ricchi di boccioli vivaci, economica e dalle pretese ridotte.

Questa famiglia botanica comprende più di 900 specie e svariate migliaia di ibridi, che spaziano tra varietà annuali, perenni, arbustive o rampicanti. La classificazione principale le suddivide in quattro grandi categorie: le begonie a radici fascicolate, le rizomatose, le tuberose e le bulbose. Se nei suoi territori nativi, come il Brasile, si comporta da vegetale perenne, nel clima italiano viene invece cresciuta con ciclo annuale, arrivando a misurare tra i 25 e i 40 cm in altezza.

I boccioli della begonia possiedono quattro o più petali dalle tonalità accese, che variano dal bianco al rosa, fino al corallo, al rosso e al giallo. Le foglie, dalla consistenza carnosa e dalla caratteristica forma a cuore, mostrano una superficie superiore verde e brillante, mentre quella inferiore vira verso sfumature rossastre.

Tra le innumerevoli opzioni, la Begonia semperflorens è in assoluto la più comune sul mercato, nonché una delle più adoperate per riempire ciotole o fioriere colorate con cui decorare balconate e spazi verdi domestici.

Begonie tuberose

A causa di una diffusa disinformazione, le varietà tuberose vengono frequentemente considerate annuali anziché perenni. In realtà, alla fine del loro normale periodo vegetativo, queste piante provviste di tubero perdono le foglie, che sono decidue nella stagione fredda, e vedono sparire anche la parte aerea del fusto.

Una delle esponenti più note è la begonia x thuberibrida. Mostra uno sviluppo verticale – malgrado esistano varianti ricadenti –, possiede fusti quasi succulenti, una forma compatta e rami distribuiti in modo equilibrato. È un vegetale energico che produce un fitto fogliame; tuttavia, per stimolare la nascita di fiori di dimensioni notevoli e valorizzare la fioritura, si consiglia spesso di sfoltire i rami, lasciando un unico stelo principale con poche ramificazioni laterali.

Il tubero che caratterizza questo gruppo mostra una concavità nella parte alta, un dettaglio utile per posizionarlo nel verso corretto dentro la terra al momento della piantumazione. Le foglie sono appuntite, lucide e declinate in tonalità di verde che vanno dal chiaro allo scuro a seconda della varietà (la begonia hybrida Connie Boswell, ad esempio, si distingue per una complessa e magnifica colorazione del fogliame, la cui forma evoca quella delle foglie d’acero).

I fiori sono generalmente doppi e si raggruppano in piccole infiorescenze formate da due piccoli elementi femminili e da un ben più vistoso fiore maschile, il quale raggiunge le dimensioni di una rosa.

Begonie a radici fascicolate

Varietà da interno (begonie olandesi)

Per quanto riguarda le varianti da appartamento a radici fascicolate, le più celebri sono le cosiddette begonie olandesi. Queste derivano prevalentemente dalla specie elatior, ma possiedono fioriture molto più ricche rispetto alla forma d’origine, la quale mostrava corolle semplici con appena quattro o cinque petali ed è oggi rimpiazzata dai tipi a fiore doppio.

Si tratta di una pianta erbacea, perenne nei suoi territori natali, ma coltivata come annuale sia in vaso sia in terra. Può toccare i 45 cm di altezza massima, anche se l’interesse commerciale si concentra sulle selezioni più basse (intorno ai 25 cm), capaci di dare vita a cespugli sferici con un diametro compreso tra i 20 e i 40 cm.

Al tatto, le foglie arrotondate rivelano una consistenza cerosa. L’apparato radicale, sfruttato come criterio per mappare le begonie nei vari gruppi, si compone di radici fascicolate e non presenta alcun tubero.

La tavolozza cromatica dei fiori include il giallo, il rosso, l’arancione, il bianco, il rosa e l’azzurro. È presente una vastissima gamma di sfumature, e la morfologia dei petali può esibire bordi increspati o frastagliati.

Essendo un vegetale prettamente domestico, può essere spostato all’esterno soltanto nella bella stagione, evitando l’esposizione solare diretta. È reperibile sul mercato praticamente in ogni mese dell’anno, sebbene registri il picco di vendite e gradimento tra l’inverno e la primavera.

Varietà da esterno

Le begonie a radici fascicolate destinate agli spazi aperti trovano invece un grandissimo impiego nella decorazione dei parchi e delle aree pubbliche, grazie alla loro capacità di rifiorire continuamente, al prezzo ridotto e a una buona resistenza di base.

Begonie rizomatose

Le varianti rizomatose sono piante perenni dotate di un apparato radicale composto da rizomi duraturi dalla forma allungata. In questo caso, il vero pregio estetico non risiede nei fiori, bensì nello splendido fogliame ornamentale e sempreverde.

Sebbene si coltivino svariate specie (tra cui la B. boweri, la B. daedalea, la B. manicata e la B. masoniana), la più celebre è senza dubbio la Begonia rex, originaria dell’India e, nello specifico, della provincia dell’Assam.

Questo vegetale erbaceo raggiunge i 30 cm in altezza, sviluppando un diametro che è quasi il doppio. La specie originale, che ha fatto da genitore a un numero infinito di ibridi, possiede foglie verde scuro, rugose e contornate da un margine color argento. La peculiarità di ogni singola varietà deriva dall’accostamento di toni rossi, argentei, purpurei e verdi: sfumature che spaziano dal chiaro allo scuro, includendo tinte acide o talmente brillanti da apparire quasi trasparenti o, ancora, la sovrapposizione di tutte queste cromie in aree distinte della foglia.

La produzione di fiori avviene unicamente sugli esemplari già adulti e solo se collocati in un ambiente ideale. I boccioli, che misurano circa un centimetro di diametro, fanno la loro comparsa durante la stagione estiva.

Cure e coltivazione

Gestire la pianta di begonia è alquanto semplice e intuitivo: si adatta sia alla coltivazione in vaso sia alla messa a dimora in giardino e, in base alla tipologia specifica, può prosperare persino come vegetale da appartamento. Per la sua propagazione si ricorre facilmente alla talea; la fase di radicazione, così come il trapianto o il rinvaso, richiede un terreno fresco, umido durante i mesi estivi e fertile: per preservare il nutrimento del substrato, è consigliabile utilizzare un fertilizzante liquido specifico per le specie da fiore. La collocazione ideale deve essere decisamente luminosa, avendo però cura di proteggerla dai raggi diretti del sole nelle ore centrali del periodo estivo.

Il pericolo maggiore per la salute della begonia è rappresentato dai ristagni d’acqua, motivo per cui l’irrigazione richiede molta attenzione: nei mesi caldi e durante le siccità prolungate va bagnata in modo abbondante, ricordandosi però di svuotare il sottovaso dall’acqua in eccesso e attendendo che il suolo si asciughi tra un intervento e il successivo. Anche il clima è fondamentale e deve mantenersi temperato: trattandosi di una specie di provenienza tropicale, teme il freddo (sebbene vi siano ibridi più resistenti capaci di superare l’inverno all’aperto). 

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

Il periodo di fioritura della begonia varia leggermente in base alla tipologia, ma in linea generale è una delle piante più generose del giardino: la maggior parte delle varietà fiorisce dalla primavera fino all’autunno inoltrato, senza sosta.

  1. Begonia semperflorens. Il nome stesso (“sempre in fiore”) dice tutto. È la classica varietà che si usa per i bordi delle aiuole o nelle cassette sui balconi. Fiorisce ininterrottamente da maggio fino ai primi freddi di novembre. Se riparata all’interno in un luogo molto luminoso e caldo, può continuare a produrre piccoli fiori anche durante l’inverno
  2. Begonie tuberose. Sono quelle che producono fiori spettacolari, giganti e spesso doppi, che ricordano delle piccole rose o camelie, ideali per i vasi all’ombra. La fioritura inizia a giugno e prosegue rigogliosa per tutta l’estate, arrestandosi verso ottobre, quando la pianta inizia a ingiallire per andare in riposo vegetativo 
  3. Begonia corallina o Tamaya. È la famosa begonia d’appartamento o da portico, ad alberello o arbustiva, con le foglie macchiate d’argento, che produce bellissimi grappoli di fiori pendenti rosa o rossi. Esplode tra la tarda primavera e l’estate, ma se coltivata in casa nelle giuste condizioni di luce e temperatura, non è raro vederla fiorire a ondate durante tutto l’anno.

Commestibilità

Fiori

Tossicità

GattiCani

La begonia contiene ossalati di calcio solubili, tossine concentrate particolarmente nei tuberi.

Se un gatto o un cane mordicchiano le foglie o i fiori della pianta, possono avvertire bruciore alla bocca, salivazione eccessiva e vomito, per cui conviene posizionarla su alte mensole, lontano dalla portata dei pet.

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

I metodi più efficaci e utilizzati per moltiplicare le piante di begonia sono la talea di fusto (ideale per le begonie arbustive o coralline) e la talea di foglia (perfetta per le begonie rex o quelle coltivate per il fogliame decorativo).

Talea di fusto 

Questo sistema funziona benissimo con le begonie che sviluppano fusti lunghi e ramificati (come la Begonia corallina o le varietà Tamaya). Il periodo migliore per farlo è la primavera o l’inizio dell’estate.

  1. Tagliare una porzione di fusto sana lunga circa 10-15 cm. Assicurarsi di effettuare il taglio appena sotto un nodo (il punto in cui le foglie si attaccano al ramo), perché è lì che si concentra la maggior parte degli ormoni radicanti naturali della pianta
  2. Rimuovere le foglie più basse lasciando solo 2 o 3 foglie apicali (in cima). Se queste foglie sono molto grandi, è possibile tagliarle a metà con le forbici per ridurre la dispersione di umidità
  3. Scegliere dove far radicare la talea: in acqua o in terra. Nel primo caso, immergere la base della talea in un barattolo d’acqua fresca e cambiare l’acqua ogni 4-5 giorni: svilupperà le radici in un paio di settimane. Nel secondo caso, interrare la base in un vasetto con terriccio leggero (metà torba e metà sabbia o perlite) e mantenerlo costantemente umido ma mai inzuppato
  4. Se è stata scelta l’acqua, non appena le radici avranno raggiunto i 3-4 cm di lunghezza, interrare delicatamente la piantina in un vaso definitivo con terriccio universale ben drenato.

Talea di foglia 

Se si possiede una Begonia Rex, è possibile far nascere nuove piante partendo da una singola foglia.

  1. Prelevare una foglia sana e robusta mantenendo un pezzetto di picciolo. Girarla sottosopra e, con un taglierino sterilizzato, fare dei piccoli tagli trasversali sulle venature principali (quelle più spesse e rilevanti)
  2. Preparare un vassoio con terriccio da semina molto soffice e inumidito, quindi appoggiare la foglia con la pagina inferiore a contatto con la terra (la parte con i tagli deve toccare il suolo). Per tenerla ben ferma e aderente, è possibile mettervi sopra dei piccoli sassolini o usare delle graffette orizzontali
  3. Coprire il contenitore con un sacchetto di plastica trasparente o una pellicola per mantenere l’umidità altissima. Riporre il tutto in un luogo caldo e luminoso, ma mai al sole diretto. Spruzzare acqua periodicamente se il terreno si asciuga
  4. Dopo qualche settimana, in corrispondenza di ogni incisione sulle venature, cominceranno a spuntare delle minuscole radici e, subito dopo, delle nuove foglioline. Quando le nuove piantine saranno abbastanza grandi e autonome, si potranno staccare delicatamente dalla “foglia madre” e metterle nei loro vasetti.

Semi

I semi di begonia sono tra i più piccoli e microscopici dell’intero regno vegetale, secondi quasi solo a quelli delle orchidee. Si pensi che un solo grammo di semi può contenerne tra i 50.000 e gli oltre 80.000.

Hanno una sagoma vagamente ovale o oblunga, simile a minuscole capsule o chicchi di riso in miniatura.

La loro cuticola esterna non è liscia, ma presenta una texture “reticolata” (una specie di minuscola gabbia a nido d’ape) che serve alla natura per trattenere le micro-gocce d’aria e umidità. Il colore varia dal marroncino chiaro, al beige, fino a tonalità rossicce.

I semi si formano dopo la fioritura all’interno di capsule trilobate (una sorta di frutti secchi a tre ali) che si trovano subito dietro i petali dei fiori femminili. Quando il fiore appassisce, questa capsula si secca, diventa marrone e si spacca, liberando nell’aria questa “polvere” di semi al minimo soffio di vento.

Proprio perché sono così polverosi, seminarli è difficilissimo. Per ovviare al problema, nei negozi di giardinaggio i semi di begonia vengono spesso venduti “pillolati” (o confettati): ogni singolo microscopico seme viene avvolto in uno strato solubile di argilla o gesso colorato per farlo diventare grande come un granello di zucchero, rendendolo finalmente visibile e manipolabile con le dita.

Informazioni e curiosità

La pianta deve il suo nome a Michel Bégon, un governatore della colonia francese di Santo Domingo nel XVII secolo. Bégon era un grande appassionato di botanica e finanziò una spedizione nei Caraibi per cercare nuove piante. Il botanico Charles Plumier, per ringraziare il suo mecenate, battezzò la meravigliosa pianta appena scoperta proprio Begonia

Un’altra curiosità molto interessante è che alcune begonie che vivono nel sottobosco buio delle foreste pluviali (come la Begonia pavonina) hanno sviluppato una tecnologia quasi fantascientifica per sopravvivere alla scarsità di luce: le loro foglie contengono speciali strutture cellulari (iridoplasti) che creano un effetto iridescente blu metallico. Questa struttura rallenta la luce e le permette di trattenere più energia dai raggi solari.

Coltivazione

VasoPiena Terra

La begonia si può coltivare con successo sia in giardino, in piena terra, sia in vaso o in ciotola per abbellire balconi e terrazzi.

Collocazione

InternoEsterno

La begonia è una pianta sia d’appartamento, sia da esterno a seconda della sottospecie: ad esempio, la begonia tuberosa è formata da tuberi accompagnati da fusti e fiori molto colorati; questa pianta non è adatta ad essere coltivata in giardino, ma preferisce la coltivazione in appartamento. Durante la stagione invernale entra nella fase del riposo vegetativo. La begonia fascicolata, al contrario, è ideale per la coltivazione esterna. Produce fiori a primavera e per tutta la stagione estiva.

In appartamento, e nei vari luoghi interni, la begonia deve essere posizionata nei punti più intensamente illuminati, evitando tuttavia l’insolazione diretta, che causa decolorazioni e ingiallimenti delle foglie, ma, soprattutto, disseccamento dei fiori e blocco della fioritura nei casi di contatto diretto e prolungato con i raggi solari.

Nei luoghi interni ombreggiati la begonia, particolarmente durante la fase di fioritura, soffre molto: la scarsità di luce causa deperimento della vegetazione e riduzione della produzione dei fiori, che risultano piccoli e scarsamente colorati. Le posizioni in ombra, associate ad un eccesso di irrigazione, possono inoltre far insorgere malattie quali oidio e marciumi radicali, difficilmente debellabili in tali condizioni ambientali. 

Evitare sempre le correnti d’aria, ma favorire attorno alla pianta un discreto ricircolo di aria.

Concimazione

Quando si compra una pianta di begonia all’inizio della sua fase di fioritura, non è necessario correre subito ai ripari con i fertilizzanti. Provenendo direttamente da serre e ambienti di coltivazione professionali, il substrato è solitamente già saturo di sostanze nutritive e concimato a sufficienza per garantire una buona autonomia durante le prime settimane nel nuovo ambiente domestico.

Superato il periodo iniziale, bisogna considerare che la begonia è un vegetale decisamente esigente dal punto di vista nutrizionale. Per sostenere lo sforzo energetico della fioritura, il piano di concimazione deve essere regolare e mirato: durante tutto il periodo in cui la pianta produce boccioli, è necessario somministrare il nutrimento ogni 7-10 giorni. Il metodo più efficace è la fertirrigazione, ovvero diluire una dose moderata di concime liquido direttamente all’interno dell’acqua utilizzata per le normali annaffiature.

La scelta del prodotto è poi cruciale. Bisogna utilizzare un concime liquido specifico per piante fiorite da interno che rispetti un preciso equilibrio chimico:

  • Ricco di fosforo (P) e potassio (K): il fosforo è l’elemento chiave per stimolare la nascita dei boccioli e lo sviluppo radicale, mentre il potassio rinforza i tessuti e intensifica la brillantezza dei colori
  • Povero di azoto (N): un eccesso di azoto spingerebbe la pianta a produrre troppa vegetazione verde e foglie a discapito dei fiori, indebolendo inoltre la struttura degli steli, che diventerebbero troppo teneri e suscettibili ai funghi.

Seguire questa routine permette non solo di estendere notevolmente la durata della fioritura nel tempo, ma anche di ottenere corolle visibilmente più grandi, robuste e dalle sfumature cromatiche molto più intense.

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

I vasi di begonia vanno collocati alla mezz’ombra o anche al sole, purché il terreno sia sempre ben idratato. In ogni caso, nei mesi più torridi dell’estate (luglio e agosto) è meglio spostare il contenitore in una zona che riceva ombra durante le ore più calde della giornata (orientativamente dalle 12 alle 15), oppure posizionare un telo ombreggiante a protezione delle piantine.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

L’acqua è l’elemento più delicato nella cura della begonia: una somministrazione errata può compromettere rapidamente la salute della pianta.

Per gestire al meglio l’apporto idrico, occorre seguire tre linee guida fondamentali che proteggono la struttura carnosa della pianta:

  1. Controllare il terreno. Sia per gli esemplari coltivati in vaso sia per quelli messi a dimora in giardino, è essenziale aspettare che il substrato sia del tutto asciutto prima di bagnare nuovamente. Le begonie, infatti, possiedono fusti e radici ricchi d’acqua: dal punto di vista fisiologico, tollerano molto meglio un breve periodo di moderata siccità piuttosto che un terreno costantemente inzuppato
  2. Mai bagnare il fogliame. L’acqua deve essere indirizzata esclusivamente sul terreno, alla base della pianta. Salvo rare eccezioni, le foglie non devono mai essere bagnate direttamente. L’acqua stagnante sulle foglie o nell’incavo dei fusti crea il microclima ideale per lo sviluppo di funghi e marciumi come l’oidio (mal bianco) o la botrite
  3. Svuotare il sottovaso. Dopo ogni annaffiatura, è obbligatorio eliminare immediatamente l’acqua residua che si è accumulata. I ristagni idrici sono molto pericolosi per la begonia: saturano gli spazi d’aria nel terreno provocando l’asfissia delle radici e la loro conseguente e rapida marcescenza.

Il fabbisogno d’acqua della begonia muta radicalmente nel corso dell’anno, seguendo il ritmo della sua crescita. In piena estate, la fase di fioritura richiede un terreno costantemente e leggermente umido in superficie.

Se il substrato si asciuga eccessivamente in questa fase, la pianta entra in stress: i boccioli ancora chiusi non riusciranno a schiudersi e cadranno, mentre i fiori già aperti appassiranno prima del tempo. L’irrigazione in questo periodo deve quindi essere generosa e costante, ma sempre subordinata al buon drenaggio.

Tra l’autunno e l’inverno, una volta terminata la fioritura, la begonia entra in una fase di riposo in cui conserva solo l’apparato fogliare. In questo momento il volume d’acqua va ridotto drasticamente. La pianta rallenta le sue funzioni vitali e consuma pochissimo: bagnare troppo in inverno significa condannare la pianta al marciume radicale.

C’è un unico scenario in cui le foglie della begonia (in particolare quelle d’appartamento) traggono beneficio dall’acqua: la secchezza dell’aria causata dai termosifoni.

Quando i riscaldamenti sono accesi, l’aria di casa diventa estremamente secca, un fattore che rischia di far avvizzire e seccare i germogli più giovani e teneri. In questo specifico caso, è utile intervenire con delle nebulizzazioni fogliari finissime e molto leggere.

Per queste vaporizzazioni si consiglia di usare acqua decantata a temperatura ambiente, nebulizzata “a nuvola” intorno alla pianta, preferibilmente nelle prime ore del mattino, così da permettere alle foglie di asciugarsi completamente prima del calo termico serale.

Potatura

Più che di potatura, nel caso della begonia si parla di un lavoro costante di pulizia, contenimento e cimatura.

Durante tutto l’anno, occorre rimuovere i fiori appassiti per impedire alla pianta di sprecare energie allo scopo di produrre semi e la stimola a emettere continuamente nuovi boccioli.

Inoltre, vanno eliminate le foglie secche o danneggiate. Le foglie della begonia sono molto carnose; se marciscono o si seccano sulla pianta, favoriscono l’insorgenza di funghi e parassiti. 

La cimatura

Se la begonia cresce troppo in altezza, risulta svuotata alla base e con rami lunghi e spogli, è il momento di cimare, ossia recidere la punta dei rami più lunghi, tagliando appena sopra un nodo.

Questo semplice operazione costringerà la pianta a sviluppare i germogli laterali, trasformando una begonia “lunga e spoglia” in un cespuglio compatto, denso e ricchissimo di foglie.

La potatura di ringiovanimento 

Da eseguire in primavera, questo intervento si differenzia in base alla varietà:

Begonie arbustive o a canna (come Begonia Corallina/Tamaya)

Queste varietà tendono a creare veri e propri fusti alti che nel tempo si spogliano in basso. In primavera, è possibile accorciare i fusti più vecchi anche di un terzo o della metà effettuando il taglio sempre sopra un nodo. In breve tempo, la pianta emetterà una nuova e freschissima vegetazione proprio dalla base. 

Begonie semperflorens 

Spesso vengono trattate come annuali, ma se riparate in inverno, a inizio primavera potrebbero apparire disordinate e rovinate dal freddo.

In questo caso, vanno tagliati i fusti vecchi a pochi centimetri dal suolo: si rigenereranno da zero in poche settimane, tornando pronte per la fioritura estiva.

Begonie rex 

Queste piante crescono da un rizoma strisciante e non vanno potate sui fusti. L’unica potatura concessa è l’eliminazione delle foglie più vecchie ed esterne che hanno perso vigore, per dare luce e spazio a quelle nuove che nascono dal centro.

Una regola fondamentale: i fusti delle begonie sono ricchi di acqua e tessuti teneri, per cui bisogna sempre usare lame affilatissime e sterilizzate per evitare di sfilacciare i tessuti, cosa che aprirebbe la strada a infezioni e marciumi fungini.

Rinvaso e trapianto

Il momento perfetto per effettuare il rinvaso della begonia è la primavera, la stagione in cui la pianta si risveglia dal riposo invernale e riprende il suo ciclo vegetativo. Questo tempismo permette alle radici di colonizzare rapidamente il nuovo substrato senza subire lo shock delle temperature estreme.

Il trapianto non è solo un cambio di contenitore, ma un’occasione per rinnovare i nutrienti esauriti e garantire lo spazio necessario allo sviluppo dell’apparato radicale, che nelle begonie è particolarmente delicato.

La begonia esige un terreno specifico, le cui caratteristiche fisiche e chimiche determinano la salute della pianta. Il fusto e le radici, di consistenza spesso carnosa o succulenta, necessitano di un suolo poroso e leggero per respirare correttamente. Il terreno deve poi essere ricco di torba, ma non eccessivamente volatile o inconsistente, per garantire comunque un minimo di ancoraggio alle radici.

Altre caratteristiche fondamentali da non sottovalutare sono:

  1. Elevata fertilità e ricchezza di humus: fondamentale per sostenere lo sforzo energetico della pianta
  2. Assenza di argilla e componenti pesanti: i terreni compatti e argillosi accumulano umidità in modo asfissiante. Questo causa il principale pericolo per la begonia: il ristagno idrico, che porta rapidamente al marciume radicale e alla morte della pianta
  3. Elementi alleggerenti: per incrementare la porosità e la circolazione dell’aria nel terreno, è caldamente consigliato miscelare al substarto piccoli inerti come l’argilla espansa in grani fini o la pietra pomice.

Per ricreare l’ambiente perfetto in vaso, si suggerisce di comporre il substrato secondo queste proporzioni:

  • 50% di torba (sia essa bruna o bionda), per garantire la giusta acidità e ritenzione idrica controllata
  • 30% di terriccio universale di ottima qualità, specifico per piante d’appartamento
  • 20% di terriccio di foglie di bosco, sminuzzato finemente, fondamentale per apportare acidità naturale, microrganismi utili e humus.

Rinvaso

L’aspetto più critico del trapianto in vaso riguarda la gestione dell’acqua in eccesso. Non basta un buon terreno; serve un sistema di scarico efficiente sul fondo del contenitore. Per questo, occorre assicurarsi che il nuovo contenitore abbia i fori di drenaggio aperti sul fondo; inoltre, prima di inserire la terra, è tassativo stendere sul fondo del vaso uno strato leggero di argilla espansa o di ghiaietto fine (circa 2-3 cm). Questo strato funge da camera d’aria, impedendo alle radici di rimanere a diretto contatto con l’acqua che si deposita sul fondo prima di defluire nel sottovaso.

Una volta sistemato il contenitore, posizionare la pianta al centro, colmare i lati con la miscela di terriccio precedentemente preparata senza pressare eccessivamente, e procedere a una leggera annaffiatura per far assestare la terra.

Trapianto in piena terra 

Se si decide di trasferire la begonia direttamente nelle aiuole del giardino, i criteri di selezione del luogo e del terreno cambiano leggermente per adattarsi alle condizioni esterne.

La posizione deve essere scelta con cura, preferendo una zona del giardino che mantenga un clima fresco e costantemente umido durante i mesi estivi, al riparo dalla canicola e dal sole battente.

Il terreno di destinazione deve essere rigorosamente privo di calcio (calcare), poiché la begonia predilige substrati tendenzialmente acidi o sub-acidi. Un eccesso di calcio bloccherebbe l’assorbimento dei nutrienti.

Infine, la terra deve essere fortemente arricchita con humus o compost ben maturo. Questa ricchezza organica fornisce il nutrimento a lento rilascio necessario per stimolare una fioritura abbondante, prolungata e dai colori accesi per tutta la bella stagione.

Ubicazione stagionale

Che sia posizionata in giardino o sul balcone, la begonia vuole una temperatura ideale compresa tra i 15°C e i 18°C, trattandosi di una specie di origine tropicale.

La maggior parte delle begonie può essere coltivata all’aperto tutto l’anno nei climi subtropicali o tropicali, ma nei climi temperati, le begonie vengono coltivate all’aperto come annuali o come piante da appartamento o da serra.

Per questa ragione, occorre valutare bene se sia possibile mettere a dimora la piantina, oppure sia più opportuno mantenerla in vaso in modo da spostarla in luoghi freschi e ombreggiati d’estate o caldi in inverno. 

Malattia e cure

Il peggior nemico della begonia è la muffa grigia o botrite. Si presenta inizialmente con chiazze brune, poi nere, sulle foglie cui fa seguito il marciume delle stesse e degli steli. È malattia fungina favorita da un eccesso di umidità ambientale, da ristagno, eccessive bagnature e mancato ricambio d’aria.

In caso di manifestazione del problema, spostare la pianta in un locale asciutto e con temperatura prossime ai 20°C, garantire una buona ventilazione, eliminare il sottovaso e rispettare i tempi di attesa fra due bagnature successive. Irrorare con un prodotto fungicida specifico. Il principio attivo efficace è il Benlate.

Anche larve di lepidotteri (bruchi delle farfalle), afidi, cocciniglie farinose, tripidi e oziorrinchi, oidio e lumache sono un problema ricorrente per le piante coltivate in piena terra. In questi casi si può intervenire con acqua saponata o insetticidi specifici nei casi più seri.

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