Bambù o bamboo

Bambuseae

Bambù o bamboo

  • Le foreste di bambù sono straordinari polmoni verdi.
  • Le canne, o culmi, di bambù hanno portamento eretto e sono formati da internodi uniti da nodi pieni.
  • Phyllostachys viridiglaucescens (foto) è un bambù alto fino a 12 metri, ideale per creare fitte barriere perché i culmi crescono ravvicinati fra loro. È riconoscibile per il colore verde vivido, fino al verde-blu, sottolineato da un anello chiaro, quasi bianco, presente sotto ogni nodo.
  • Le foglie di bambù sono lanceolate con forma allungata e, solitamente, intensa colorazione verde.
  • I bambù creano in giardino folte barriere verdi naturali.
  • Le "canne" di bambù hanno molteplici utilizzi, che vanno dalla realizzazione di tessuti, alla creazione di pavimentazioni per le case.
  • Le foreste di bambù sono straordinari polmoni verdi.
  • Le canne, o culmi, di bambù hanno portamento eretto e sono formati da internodi uniti da nodi pieni.
  • Phyllostachys viridiglaucescens (foto) è un bambù alto fino a 12 metri, ideale per creare fitte barriere perché i culmi crescono ravvicinati fra loro. È riconoscibile per il colore verde vivido, fino al verde-blu, sottolineato da un anello chiaro, quasi bianco, presente sotto ogni nodo.
  • Le foglie di bambù sono lanceolate con forma allungata e, solitamente, intensa colorazione verde.
  • I bambù creano in giardino folte barriere verdi naturali.
  • Le “canne” di bambù hanno molteplici utilizzi, che vanno dalla realizzazione di tessuti, alla creazione di pavimentazioni per le case.

Il bambù (famiglia delle poacee e sottofamiglia delle bambusiaceae) rappresenta una buona soluzione per creare fitte siepi schermanti, barriere verdi o boschetti in giardino, grazie alla sua rusticità e alla bellezza della sua chioma, morbida e leggera, mai cupa: un connubio perfetto di vigoria ed eleganza. È però necessario conoscerne le caratteristiche prima di piantare il bambù: esigenze colturali, cure e consigli per il suo mantenimento sono essenziali se non si vuole essere invasi da questa specie estremamente vigorosa.

La pianta di bambù viene coltivata principalmente all’esterno e in piena terra, anche perché ama il pieno sole, ma esistono varietà adatte alla coltivazione in vaso persino in appartamento. Per crescere rigogliosa questa pianta ha bisogno di umidità e annaffiature frequenti e abbondanti, soprattutto durante i mesi più caldi dell’anno, e va concimata, una volta l’anno, con un fertilizzante liquido ricco di azoto, fosforo e potassio. Dato che il bambù tende ad espandersi molto rapidamente diventando a volte infestante, una o più potature di contenimento si rendono necessarie per limitarne l’eccessivo sviluppo. Il bambù ama i terreni umidi e molto fertili, non teme le temperature estreme ed è piuttosto resistente alle malattie (cocciniglia e ragnetto rosso possono occasionalmente manifestarsi sulla pianta ma si riescono facilmente a debellare). La riproduzione si può effettuare tramite divisione dei rizomi, anche perché l’utilizzo dei semi, piuttosto rari da trovare in vendita, richiede tempi di attesa lunghissimi e poche probabilità di successo in ambito domestico.

I bambù sono piante sempreverdi caratterizzate da fusti (o culmi), volgarmente detti “canne”, eretti, con internodi cavi e nodi pieni. Da questi si sviluppano i rametti laterali che portano le foglie, lanceolate, lunghe da 8 a 20 cm. Le canne di bambù possono essere di colore giallo, verde o nero, in base alla specie e alla varietà; possono avere diametro e altezza variabili (i più bassi si limitano ai 2 metri, quelli più alti raggiungono anche i 30 m di altezza).

I bambù comprendono più di mille specie, tutte graminacee (quindi tecnicamente piante erbacee) provenienti da diverse parti del mondo. Crescono facilmente in foreste tropicali di tutti i continenti, ma anche nei climi temperati o nelle regioni montuose dell’Asia; in Europa vengono coltivati soprattutto a scopo ornamentale, ma sono anche piante utili, da cui si ricavano diversi prodotti.

Per dare ordine a un genere così variegato e ampio si possono suddividere le piante in base all’altezza:

  • bambù nani: fino a 150 cm di altezza;
  • bambù piccoli: fino a 300 cm;
  • bambù medi: fino a 900 cm;
  • bambù giganti: oltre i 900 cm.

Nani: perfetti in vaso

Pleioblastus pumilus è uno fra i bambù più piccoli: alto fino a 80 cm, ha portamento eretto e vegetazione folta e fogliosa, colore deciso verde scuro che si rafforza se si pone in ombra. La pianta in condizioni di luminosità diffusa acquista vigore tanto che può essere utilizzata anche come pianta da sottobosco o per le scarpate.

Shibatea kumasaka è particolarmente adatto alla crescita in vaso ma si può utilizzare anche come bordura o piccola siepe. Ha fogliame corto, forte e folto che copre i culmi e conferisce al cespuglio un aspetto arruffato ma piacevole. Non è adatto al pieno sole perché tende a ingiallire.

Piccoli: tre metri di eleganza anche in contenitore

Bambusa multiplex raggiunge, se allevato in vasca, i tre metri. È perfetto per chi desidera bambù più grandi da tenere comunque in luoghi protetti. Questo non è troppo resistente al freddo, ha fusti sottili (diametro massimo 2,5 cm), foglia striata di verde su fondo giallo e il portamento leggero e mobile: nell’insieme è una pianta elegante molto apprezzata dal pubblico. Ha bisogno di molta luce.

Medi: ideali come barriere o cespi isolati

Phyllostachys aurea, originaria del Giappone, raggiunge col tempo altezza e diametro dai 4 ai 6 metri. Le foglie lineari s’innestano su culmi dagli internodi corti di colore giallo o giallo dorati. Sviluppa numerosi fusti ed è fra le scelte più affidabili perché rustica e resistente. La mancanza di manutenzione e l’inserimento in un progetto senza un adeguato contrasto di colore, come potrebbero essere grandi cespugli a foglia scura, possono rendere le barriere di questa specie un po’ anonime.

Phyllostachys nigra, di altezza molto variabile compresa fra i 2 e i 7 metri, con un diametro più contenuto, da 1 a 4 metri, è adatto per formare un solo grande cespo isolato di elevato valore ornamentale più che come pianta da siepe vera e propria. Originario dell’Asia orientale, ha fusto con internodi a sezione non circolare ma appiattita su un lato. Il colore può essere nero o verde con puntinature scure. Le foglie hanno guaine di colore scuro, violaceo.

Fargesia Murielae è pianta di grande effetto come cespuglio isolato se viene scelto nelle varietà a portamento decombente. La sua crescita in altezza continua nel tempo e supera i 4 metri solo dopo un buon numero di anni. Ha fogliame fino che forma intorno ai culmi una sorta di manicotto. I culmi sono numerosi e tra loro portati serrati. Non è adatto per il pieno sole ma può essere posto nelle vicinanze di un grande albero che lo protegga nelle ore centrali della giornata. È resistentissimo al freddo.

Giganti: per un boschetto in giardino

Phyllostachys viridis varietà Sulfurea diventa alto fino a 18 metri, ma solo in condizioni ottimali. Si riconosce subito perché nasce di colore verde chiaro e poi vira rapidamente in un giallo sulfureo brillante con intriganti strature verdi. È indicato per i terreni argillosi. Il diametro delle canne raggiunge i 10 cm.

Phyllostachys pubescens ha culmi di colore verde glauco con caratteristica pruina biancastra. Nella parte alta sviluppa una vegetazione con fronde portate orizzontali o leggermente decombenti che gli conferiscono l’aspetto di un vero e proprio albero colonnare. Può raggiungere un’altezza massima di 28 metri ma in coltivazione si arresta a quote molto più basse in relazione al freddo (sopporta fino a -20°C), qualità del terreno e apporti idrici costanti.

In genere si consiglia di utilizzare almeno due specie di bambù insieme, perché queste piante fioriscono a intervalli di anni molto irregolari e a volte, dopo la fioritura, stentano a riprendersi o muoiono.

Oltre a quelle citate, tra le specie più scenografiche figurano l’Arundinaria anceps, con fusti arcuati, o la Semiarundinaria fastuosa, che raggiunge grandi altezze. Molto belle sono anche le specie a foglie variegate, come Pletobralstus variegatus o Sasa veitchii.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

La fioritura del bambù è un evento rarissimo nel mondo vegetale. Avviene in un intervallo di tempo che va dai 60 ai 130 anni e ne consegue spesso la morte della pianta.

Ogni pianta di bambù forma un cespo di culmi che di anno in anno, se le condizioni lo permettono, cresce e si rafforza. I culmi saranno più numerosi, più alti e di maggior diametro fino a raggiungere le dimensioni tipiche della specie.

In coincidenza della fioritura i culmi si spogliano e deperiscono. Questo fenomeno può riguardare uno solo o pochi culmi del cespo, e allora si parla di fioritura sporadica, o tutti i culmi, e s’indica come fioritura contemporanea.

La prima non rappresenta un problema perché porta alla perdita di una ridotta parte del cespo e non mette in pericolo la vita della pianta.

La seconda mina le riserve su cui la pianta fa affidamento per sopravvivere e si deve ricorrere al taglio a raso dei culmi apportando acqua e nutrimento al cespo. Non sempre però le cure sono sufficienti a garantire una nuova vegetazione.

Commestibilità

SemiFoglieFioriFustoFruttiRadici

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggine

Il bambù si riproduce per divisione dei rizomi o per semina (molto meno praticata). I rizomi si ricavano in primavera e vanno posti in un composto di sabbia e torba in parti uguali. Il vaso va tenuto in un luogo leggermente ombreggiato a una temperatura di 18-21°C. Dopo circa un mese cominceranno a vedersi i primi germogli.

Semi

I semi di bambù sono piuttosto rari da trovare in commercio e costosi. Hanno forma allungata (un paio di centimetri) e appuntita e un colore chiaro. Vanno idratati in acqua prima di essere seminati, anche se la probabilità di successo della semina casalinga è decisamente bassa.

Informazioni e curiosità

Una volta attecchite, nel giro di poco tempo le piante di bambù si propagano a invadere lo spazio circostante: i loro rizomi, infatti, si sviluppano molto velocemente, allungandosi e dando origine a nuove piantine laterali. Uno dei problemi principali del bambù è proprio la sua capacità di propagarsi con notevole vigoria e irruenza, divenendo infestante. Come fare per limitare il suo sviluppo entro certi limiti? Per riuscire a controllarne lo sviluppo occorrono alcuni accorgimenti preventivi, da eseguire subito al momento della messa a dimora del bambù.

  • Posizionamento di una sottile lastra di acciaio inox (ma va bene anche in rame) profonda almeno 80 cm, attorno all’area dedicata al bambù: in questo modo viene contrastata l’ulteriore propagazione dei rizomi.
  • Creazione di una trincea attorno all’area che si vuole dedicare al bambù, delimitandola. Questa deve essere profonda almeno 1,5 m e larga 1 m. La propagazione dei rizomi viene, in questo modo, contrastata e circoscritta.

La prima soluzione è quella più praticata, in quanto esteticamente più valida e sicura. Nel secondo caso, si può anche pensare di piantare il bambù in posizione rialzata, così da ridurre la profondità (e pericolosità) di una trincea.

Il bambù non è solo una pianta altamente decorativa: in Oriente è considerato un simbolo di prosperità, di pace e amore. Nei monasteri Zen, il bambù è apprezzato soprattutto come simbolo della capacità di rendere la mente “vuota” e ricettiva durante la meditazione.

Il lucky bamboo è considerato un potente portafortuna, indicato soprattutto a chi inizia una nuova attività. Secondo alcuni, sarebbe anche in grado di assorbire radiazioni elettromagnetiche nocive se posizionato accanto a schermi o elettrodomestici. È uno dei rimedi più utilizzati nel Feng Shui, l’arte cinese per una corretta circolazione dell’energia nelle abitazioni. In questo caso vengono impiegati solo esemplari in ottima salute, come simboli di vitalità e di crescita, di flessibilità e capacità di adattamento.

In generale, i bambù vengono utilizzati in modo da richiamare tutti e cinque gli elementi fondamentali del Feng Shui: il legno nella canna e nella pianta stessa; la terra, per le rocce su cui crescono; l’acqua che serve alla loro crescita; il fuoco, spesso simboleggiato da nastri rossi legati ai vasi; il metallo, utilizzato per il contenitore o attraverso l’aggiunta di monete o altri ornamenti metallici.

Secondo questa disciplina, anche il numero di rami impiegati ha precisi significati simbolici: due rami nello stesso vaso favoriscono l’amore e il matrimonio, tre rami portano felicità, cinque salute, otto ricchezza e prosperità, mente il nove è il numero fortunato per eccellenza e quindi consigliato per la buona sorte in generale.

 

Coltivazione

VasoPiena Terra

Il bambù si compra in vaso presso un vivaio, ma va poi messo a dimora in piena terra. Alcune varietà, di dimensioni e tasso di crescita più contenuti, possono crescere in vaso sui terrazzi o balconi, purché i contenitori siano sufficientemente grandi e profondi. Infatti, in questo caso bisogna tenere conto soprattutto dell’altezza, considerando che gli esemplari più grandi avranno bisogno di contenitori da almeno 30 litri o più. Alcune specie sopportano bene il vento, mentre altre si possono scegliere per la compattezza del fogliame. Anche in questo caso è utile tenere conto delle condizioni climatiche, che influiscono sulla crescita. Il Pleioblastus viridistratus, dall’altezza limitata e le foglie variegate, è una delle specie più adatte alla coltivazione in spazi ristretti, ma anche l’Indocalamus latifoliuis, con le grandi foglie, può dare particolari soddisfazioni.

Per i vasi e i contenitori si consiglia di impiegare una miscela di terriccio per vasi e di torba, in modo da mantenere più facilmente una buona aderenza e una certa umidità. Le annaffiature dovranno essere piuttosto regolari, specialmente nei periodi più caldi, perché i bambù temono la siccità. Durante il periodo di crescita si possono utilizzare fertilizzanti a cessione lenta.

La resistenza al freddo dipende dalle diverse specie, ma in caso di inverni particolarmente rigidi si possono proteggere i contenitori con strati di paglia o protezioni diverse. Ricordare di rimuovere delicatamente la neve dalle foglie in caso di nevicate.

 

Collocazione

InternoEsterno

Il bambù è una pianta tipicamente da esterno. In casa si possono coltivare solo alcune specie di bambù, ma in particolare viene usata la Dracena sanderiana (famiglia delle Agavaceae, quindi tecnicamente non è un vero e proprio bambù), meglio nota come Lucky bamboo o bambù della fortuna. Le porzioni di rami di questa pianta, da cui spuntano ciuffi di foglie allungate, mettono facilmente radici e si possono coltivare sia in acqua sia in gelatine per idrocoltura, sia in vaso con terriccio.

Hanno bisogno di posizioni molto luminose, ma non esposte direttamente ai raggi solari e di temperature costanti, mai al di sotto dei 12°C. Si possono comunque adattare a condizioni di luminosità scarse.

Gli esemplari in terra vanno innaffiati e concimati regolarmente, mentre in caso di idrocoltura si sostituisce l’acqua ogni 7-14 giorni, preferibilmente impiegando acqua piovana o minerale. Sul fondo del vaso si pongono in genere sassolini o argilla espansa per assicurare la stabilità dei rami.

Va ricordato che le gelatine per idrocoltura vanno regolarmente risciacquate sotto acqua corrente e lasciate asciugare all’aria prima di utilizzarle nuovamente.

In tutti i casi, quando le temperature sono particolarmente alte, sono utili periodiche nebulizzazioni delle foglie.

Durante la bella stagione, questi esemplari si possono tenere anche all’aperto, in zone riparate.

Un’altra specie che si può coltivare in casa è la Bambusa ventricosa, nota anche come “ventre di Buddha”. Questo bambù viene chiamato così perché tra un nodo e l’altro del fusto forma rigonfiamenti tondeggianti che ricordano appunto una pancia. Per mantenere le dimensioni ridotte si può coltivare in vaso, limitando le annaffiature all’indispensabile. Ama i concimi a lenta cessione ricchi di azoto e potassio, che vanno somministrati alla fine dell’inverno.

In giardino, invece, i bambù vengono utilizzati per ornare aiuole, per formare siepi protettive o frangivento, per orlare i bordi di laghetti, ruscelli, vasche o sentieri. La possibilità di scegliere tra diverse caratteristiche per quanto riguarda l’altezza, il colore e la resistenza rende infatti possibile una vasta gamma di impieghi. 

Concimazione

La concimazione del bambù si risolve in un unico apporto annuale di un prodotto ternario, NPK, con rapporto fra i vari elementi di 2:1:1 (vale a dire che l’azoto deve essere il doppio di fosforo e potassio) e letame prima che le piante riprendano a vegetare stimolate dal calore primaverile.

Esposizione

SoleMezz’ombraOmbra

I bambù rendono il meglio in terreni umidi e fertili, preferibilmente in pieno sole (ma la giusta esposizione varia a seconda della specie, quindi occorre informarsi adeguatamente prima di mettere a dimora la pianta).

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

Il bambù, per crescere rigoglioso, ha bisogno di umidità e annaffiature frequenti e abbondanti, soprattutto in primavera e in estate. Durante il periodo invernale e autunnale si possono diminuire le bagnature controllando comunque che il terreno non secchi. Attenzione sempre ai ristagni, mal tollerati da questa pianta: in un terreno saturo d’acqua basta una settimana per provocare la marcescenza dei rizomi che, estratti dal terreno, emanano un odore forte e acre.

Potatura

Dato che il bambù tende a espandersi molto rapidamente, la potatura si rende necessaria quando i germogli hanno terminato la loro crescita e nuove foglie cominciano a svilupparsi. Va effettuata più volte nel corso dell’anno.

Anche i bambù nani vanno potati ogni anno a livello del terreno, al fine di rendere la loro successiva crescita più vigorosa e compatta.

La raccolta delle foglie secche e dei detriti di vegetazione è invece tassativamente vietata perché rappresentano un fenomeno di restituzione al terreno ma, soprattutto, formano una sorta di tappeto di sostanza organica parzialmente decomposta in grado di trattenere umidità.

 

Trapianto

Prima di procedere al trapianto del bambù, bisogna considerare l’area che occuperà nel tempo: questa pianta, come detto, ha una crescita molto veloce e tende a occupare ampie superfici.

Una volta scelta la posizione si proceda in questo modo: per prima cosa, scavare una buca profonda circa 50 cm e larga altrettanto. Sul fondo disporre uno strato di terra ricca di humus, mista a concime organico (per esempio letame, anche in pellet; una manciata è sufficiente). Quindi svasare la pianta di bambù e appoggiarla dentro la buca: attenzione a far sì che sia posta alla giusta altezza, ovvero che la zona del colletto delle canne (il punto di incontro tra fusto e radici) sia appena al di sotto (1 cm al massimo) del livello della superficie del terreno. Infine colmare la buca con la terra, premendo bene ai bordi, per creare una sorta di conca, necessaria ad accogliere l’acqua. Subito dopo la messa a dimora, infatti, è necessario bagnare abbondantemente il bambù, che ama molto l’umidità.

Proprio come per le perenni anche per i bambù si consiglia la piantumazione autunnale: in questo periodo il terreno non si è ancora raffreddato e questo aiuta lo sviluppo della parte ipogea della pianta, radici e rizomi, che ha un ritmo di crescita più intenso in questa stagione.

Ubicazione stagionale

Tutte le specie di bambù sono rustiche e resistenti: a dispetto della loro immagine esotica, infatti, mostrano una buona resistenza al caldo intenso e al freddo tanto da sopportare sia la neve sia il gelo, purché di breve durata. Il gelo, infatti, rovina progressivamente le foglie delle piante, specie se si accompagna a vento pungente, anche se poi il culmo può anche rinverdire con il ritorno del bel tempo.

Un abbassamento di temperatura sotto lo zero per poche ore non riesce a raggiungere i rizomi e le radici, ma più passa il tempo più il freddo si spingerà in profondità. Il danno a questo punto può essere di due tipi: diretto, con lessatura dei tessuti, o indiretto che porta a una progressiva disidratazione della pianta e dei suoi tessuti, perché l’acqua presente nel terreno è passata allo stato solido e non è più disponibile per l’assorbimento radicale.

In luoghi freddi l’unica difesa riservata alle piante giovani è la pacciamatura del terreno, tradizionalmente con paglia.

Bonsai

I bambù possono dar vita a bonsai a boschetto, molto decorativi e dimensioni variabili da piccole a medie.

Raccolta

Definito da alcuni “acciaio vegetale”, il bambù ha caratteristiche di robustezza e flessibilità che, unite alla sostenibilità della produzione per la crescita rapida, ne fanno un materiale eccellente per la costruzione di ponti, pavimenti, mobili, complementi d’arredo e molto altro ancora (tessuti, carta).

Secondo gli impieghi a cui è destinato, il bambù subisce trattamenti diversi.

Dopo la raccolta, viene selezionato in base alle dimensioni e destinato ai diversi usi, alcuni dei quali prevedono che il materiale venga decorticato. Il bambù viene poi ulteriormente suddiviso in base alla regolarità della forma e alcune canne possono essere raddrizzate o curvate attraverso procedimenti a caldo. In genere si procede poi a un’asciugatura del materiale e a una stagionatura in magazzini con condizioni di temperatura e umidità controllate.

In genere il colore viene lasciato naturale, anche perché le diverse specie di bambù forniscono naturalmente canne di colori diversi. Alcuni trattamenti possono variare il colore del bambù semplicemente provocando una reazione nelle sostanze contenute nel fusto (per esempio composti di zucchero, che sottoposti a calore e pressione, donano una colorazione scura).

Dopo le operazioni di taglio e assemblaggio, in genere il bambù viene ricoperto con materiali protettivi che ne assicurino una maggiore durata.

Dalla raccolta del bambù si ricavano poi germogli commestibili per gli esseri umani (in particolare dal Phyllostachys edulis) o per i meravigliosi panda giganti, che sono ghiotti di Fargesia nitida.

 

Malattia e cure

Il bambù è una pianta poco soggetta a malattie. Tuttavia può capitare di osservare macchie brune sulla parte inferiore delle foglie, segno della presenza della cocciniglia bruna e cotonosa. Per togliere l’insetto occorre trattare il bambù con cotone imbevuto d’alcool o lavare la pianta con acqua e sapone neutro, poi risciacquarla bene.

Se le foglie presentano invece macchiette gialle e marroni e successivamente si accartocciano, probabilmente la pianta è stata attaccata dal ragnetto rosso: in questo caso occorre nebulizzare frequentemente la chioma o, solo per infestazioni gravi, utilizzare uno specifico insetticida.

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