Anguria o cocomero (pianta)

Citrullus lanatus

Il frutto dell'anguria è una falsa bacca di notevoli dimensioni, con buccia liscia, dura e di colore verde striata di bianco.

  • Il frutto dell'anguria è una falsa bacca di notevoli dimensioni, con buccia liscia, dura e di colore verde striata di bianco.
  • Per capire se il cocomero è maturo, osservare il cirro: il ricciolo verde vicino al peduncolo dovrà essere secco.
  • Il cocomero è una pianta annuale, caratterizzata da un fusto erbaceo rampicante e foglie grandi e pelose con tre lobi.
  • L’anguria predilige terreni molto fertili, ricchi di sostanza organica e ben drenati.
  • L'anguria è una pianta tipicamente estiva, amante del pieno sole e delle alte temperature.
  • A seconda della varietà, l’anguria matura tra i 60 e i 90 giorni dopo il trapianto.
  • Il frutto dell’anguria è una falsa bacca di notevoli dimensioni, con buccia liscia, dura e di colore verde striata di bianco.
  • Per capire se il cocomero è maturo, osservare il cirro: il ricciolo verde vicino al peduncolo dovrà essere secco.
  • Il cocomero è una pianta annuale, caratterizzata da un fusto erbaceo rampicante e foglie grandi e pelose con tre lobi.
  • L’anguria predilige terreni molto fertili, ricchi di sostanza organica e ben drenati.
  • L’anguria è una pianta tipicamente estiva, amante del pieno sole e delle alte temperature.
  • A seconda della varietà, l’anguria matura tra i 60 e i 90 giorni dopo il trapianto.

L’anguria appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee (la stessa di zucche, cetrioli e meloni) ed è una pianta erbacea annuale.

I fusti hanno un portamento strisciante (o rampicante), sono lunghi, flessibili e ricoperti da una sottile peluria; possono estendersi anche per 4-5 metri.

Le foglie sono grandi, profondamente lobate e di colore verde opaco. La loro ampiezza serve a proteggere i frutti dalle scottature solari dirette.

Il cocomero produce fiori gialli maschi e femmine separati sulla stessa pianta (monoica). Per trasformarsi in frutti, hanno bisogno dell’aiuto prezioso degli insetti impollinatori come le api.

Il frutto botanicamente è un peponide (una falsa bacca), la cui buccia può essere striata o uniforme, mentre la polpa è ricca di acqua (oltre il 90%) e zuccheri. Dalla semina alla raccolta dei frutti passano solitamente dagli 80 ai 110 giorni.

Esigenze di coltivazione

L’anguria ha prima di tutto bisogno di un clima caldo (sotto i 15°C la crescita si ferma; l’ideale sono temperature comprese tra i 25°C e i 30°C) e di pieno sole per molte ore al giorno.

Inoltre, predilige terreni sciolti, profondi e ricchi di sostanza organica (come letame maturo); allo stesso tempo devono essere ben drenati poiché i ristagni idrici fanno marcire le radici e i frutti molto velocemente.

L’irrigazione è, in questo senso, un fattore piuttosto critico:

  • Fase di crescita: la pianta ha bisogno di molta acqua, distribuita con costanza alla base (senza bagnare le foglie per evitare l’insorgenza di funghi)
  • Fase di maturazione: quando il frutto è quasi pronto, l’irrigazione va ridotta drasticamente. Questo trucco serve a concentrare gli zuccheri e rendere la polpa più dolce

Infine, la pianta di cocomero ha bisogno di molto spazio per crescere (per questo si tende a privilegiare la coltivazione in piena terra, anche se quella in vaso è possibile). Per ogni pianta di anguria, bisognerebbe calcolare almeno 2-3 metri quadrati di spazio libero sul terreno.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

La pianta di anguria fiorisce in tarda primavera/estate (maggio-giugno) e i suoi fiori sono generalmente di colore giallo chiaro, non molto grandi (circa 2-3 cm di diametro). Hanno una forma a stella o a campana con cinque petali e spuntano all’ascella delle foglie (ovvero dove la foglia si attacca al fusto).

L’anguria è una pianta monoica, il che significa che produce fiori maschili e fiori femminili separati, ma entrambi presenti sulla stessa pianta.

  • Fiori maschili: compaiono per primi e sono più numerosi. Servono solo a produrre il polline
  • Fiori femminili: compaiono qualche giorno dopo e si riconoscono facilmente perché alla base del fiore c’è un piccolo rigonfiamento rotondo (l’ovario)

I fiori dell’anguria sono molto brevi: solitamente si aprono all’alba e restano recettivi per poche ore, spesso appassendo già nel pomeriggio dello stesso giorno. 

Commestibilità

Frutti

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

La riproduzione dell’anguria può avvenire principalmente in due modi: attraverso i semi (il metodo più semplice e comune per chi ha un orto) o tramite l’innesto (una tecnica più avanzata usata dai professionisti).

Riproduzione per seme

Si possono usare sia i semi acquistati sia quelli estratti direttamente dal frutto (purché non sia un ibrido sterile). In questo secondo caso, vanno lavati bene per togliere i residui di polpa e lasciati asciugare all’ombra per circa 5-7 giorni. 

Si inizia a seminare in vasetto a metà aprile (al riparo) o direttamente in pieno campo a maggio, quando le temperature notturne non scendono mai sotto i 15°C. Per prima cosa, mettere 3-4 semi per ogni buchetta (o vasetto) a una profondità di circa 2-3 cm, quindi mantenere il terreno umido ma non inzuppato. Una volta che le piantine saranno alte circa 10 cm, scegliere la più forte e rimuovere le altre (diradamento).

Le radici dell’anguria sono delicatissime: se si decide di seminare in vasetto, si consiglia di usare contenitori biodegradabili in torba (che si piantano direttamente nel terreno) per evitare il cosiddetto shock da trapianto che spesso fa morire la pianta.

Riproduzione per innesto

Dato che le radici dell’anguria sono sensibili ad alcuni funghi del terreno (come il Fusarium), si può innestare la pianta su una radice di zucca o di lagenaria (una zucca selvatica), che è molto più robusta e resistente alle malattie.

Come funziona l’innesto

Si fanno crescere contemporaneamente una piantina di cocomero e una di zucca. Quando sono piccole (hanno solo le prime due foglie), si uniscono i fusti con un taglio obliquo. Dopo che i tessuti si sono fusi, si taglia la parte superiore della zucca e la radice del cocomero, ottenendo così la chioma dell’anguria che si nutre grazie alla radice della zucca.

Indipendentemente dal metodo, di riproduzione si ricorda che ogni pianta ha bisogno di circa 2 metri quadrati per espandersi. Inoltre, occorre fornirle un terreno leggermente acido e molto ricco di concime (il letame maturo è l’ideale)

Semi

Il seme dell’anguria è tecnicamente un seme dicotiledone (composto da due parti simmetriche all’interno). Ha una forma a goccia o ovale, leggermente schiacciata e presenta una buccia esterna, dura e legnosa, che serve a proteggere l’embrione. 

All’interno del cocomero, i semi possono essere bianchi o neri: si tratta dello stesso seme in stadi differenti.

  • Semi neri (maturi): sono i semi completi. Il colore scuro indica che il rivestimento si è indurito e il seme è vitale, ovvero capace di germogliare per dare vita a una nuova pianta. Sono duri e hanno un guscio resistente
  • Semi bianchi (immaturi): sono semi non ancora sviluppati, teneri, quasi traslucidi e privi di un guscio duro. Non possono essere piantati perché non contengono un embrione maturo

Anche se i semi dell’anguria sono completamente commestibili (anzi contengono circa il 35% di proteine e acidi grassi insaturi), se ingeriti passano attraverso l’apparato digerente quasi intatti a causa del guscio duro, fungendo solo da fibra.

Informazioni e curiosità

Essendo composto per oltre il 92-95% di acqua, il cocomero è il frutto idratante per eccellenza.

Contiene poche calorie ed è ricco invece di potassio, magnesio e fosforo, ma possiede anche buone dosi di vitamina C e vitamina A (sotto forma di betacarotene).

Inoltre, l’anguria contiene due molecole particolarmente preziose:

  • Licopene: è il pigmento che le conferisce il colore rosso (ne contiene più dei pomodori freschi). È un potente antiossidante che protegge le cellule dall’invecchiamento, aiuta a prevenire malattie cardiovascolari e protegge la pelle dai danni dei raggi UV
  • Citrullina: è un amminoacido presente soprattutto nella parte bianca della polpa. Viene convertito dall’organismo in arginina, favorendo la vasodilatazione. Questo migliora la circolazione sanguigna, aiuta a ridurre la pressione arteriosa e può favorire il recupero muscolare dopo l’attività sportiva

Coltivazione

VasoPiena Terra

Per le sue dimensioni, l’anguria andrebbe coltivata in piena terra. Ciò non toglie che alcune varietà definite Sugar Baby o a cespuglio possano essere coltivate anche in vaso. Questo perché producono frutti più piccoli (circa 2-4 kg) e hanno uno sviluppo vegetativo più contenuto rispetto alle varietà tradizionali che si allungano per metri.

Collocazione

InternoEsterno

Per le sue esigenze di sole e calore, la pianta dell’anguria deve essere coltivata all’esterno.

Concimazione

Per produrre frutti enormi e dolci, la pianta dell’anguria ha bisogno di una quantità notevole di nutrienti, da somministrare diversamente a seconda della fase di crescita.

Concimazione di fondo

Si esegue prima della semina ed è la fase più importante. Occorre usare circa 2-4 kg di letame maturo per metro quadro (o seguire le dosi sulla confezione nel caso dello stallatico pellettato), interrandolo a una profondità di circa 20-30 cm qualche settimana prima di piantare: questo crea una riserva di nutrienti a disposizione delle radici.

Fase vegetativa

Dalla nascita della piantina alla comparsa dei primi fiori, serve somministrare azoto per dare vigore alla vegetazione (ma non se la pianta è già molto rigogliosa, altrimenti produrrà solo foglie e pochi fiori). In questo senso, si può optare per un macerato di ortica o un concime organico azotato).

Fase di fruttificazione 

Quando cominciano a spuntare i frutti, le esigenze nutritive cambiano drasticamente e diventa il potassio l’elemento indispensabile che determina la dolcezza e la consistenza della polpa. Serve anche il fosforo per la salute generale della pianta e il calcio per evitare che la buccia si spacchi.

La cenere di legna è una fonte eccezionale di potassio (basta spargerne una manciata intorno alla base, senza toccare il fusto, e bagnare il terreno) ma andranno bene anche fertilizzanti con un titolo NPK dove l’ultimo numero (il potassio appunto) sia il più alto (come 10-10-30).

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

L’anguria è una pianta che ama il sole e ha bisogno di almeno 8-10 ore di luce diretta al giorno. Senza un’esposizione abbondante, i frutti rimarranno piccoli e, soprattutto, poco dolci e saporiti.

Essendo poi originaria dell’Africa tropicale, necessita di molto calore prosperando tra i 24°C e i 30°C durante il giorno; sotto i 15°C, la crescita si arresta o rallenta drasticamente, mentre sotto i 10°C, la pianta subisce gravi stress e può deperire.

L’anguria teme poi i venti forti, specialmente quando è giovane. Il vento, infatti, può ribaltare i tralci o danneggiare i fiori, impedendo l’impollinazione da parte delle api.

Per coltivare la pianta di cocomero, quindi, occorre scegliere una zona soleggiata (esposizione a Sud) ma riparata da un muro, una siepe o un frangivento, specialmente se si abita in zone costiere o molto esposte.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

L’irrigazione è forse l’aspetto più delicato nella coltivazione del cocomero: troppa acqua può far marcire le radici o rendere il frutto insipido, mentre se è troppo poca, il rischio è di bloccare la crescita o far spaccare i frutti.

Il bisogno d’acqua dell’anguria cambia drasticamente man mano che la pianta cresce:

  1. Dalla semina al primo sviluppo: mantenere il terreno costantemente umido (ma non inzuppato) per favorire la germinazione e l’attecchimento delle radici
  2. Dalla fioritura all’allegagione (nascita dei frutti): la pianta ha bisogno di molta acqua per formare i frutti. Se subisce stress idrico in questa fase, i fiori potrebbero cadere
  3. Sviluppo del frutto: continuare con irrigazioni regolari e abbondanti. Il frutto è composto per oltre il 90% d’acqua, quindi ne serve molta per farlo ingrossare
  4. Maturazione finale (10-15 giorni prima della raccolta): ridurre drasticamente l’annaffiatura per evitare che il frutto risulti poco dolce e “annacquato”. Lo stress idrico finale serve a concentrare gli zuccheri nel cocomero

Regole per annaffiare correttamente

Per evitare malattie e sprechi idrici, basta seguire alcuni accorgimenti tecnici:

  1. Bagnare solo alla base e mai le foglie o i frutti. L’umidità sulla chioma favorisce funghi come l’oidio (la classica “polvere bianca” sulle foglie). L’ideale è un sistema a goccia
  2. È meglio irrigare poco e spesso (ogni giorno o ogni due giorni a seconda del caldo) piuttosto che dare enormi quantità d’acqua una volta a settimana. Sbalzi idrici improvvisi possono far crepare la buccia delle angurie
  3. Bagnare la mattina presto per permettere alle radici di assorbire l’acqua prima che il sole scaldi troppo il terreno e dare tempo all’eventuale umidità residua sulle foglie di asciugarsi
  4. L’acqua deve arrivare in profondità (almeno 15-20 cm), dove si trovano le radici principali. Un’irrigazione superficiale evapora subito e non serve a nulla

La pacciamatura è un’altra stratagemma che permette di mantenere l’umidità nel terreno più a lungo, evitare che i frutti stiano a contatto diretto con la terra umida (riducendo i marciumi), impedire la crescita di erbe infestanti che “rubano” acqua alla pianta.

Potatura

La potatura, o meglio cimatura, dell’anguria non è strettamente obbligatoria, ma è una pratica molto consigliata per ottenere frutti più grandi, gestire meglio lo spazio nell’orto e prevenire malattie.

Dato che le piante di anguria sono estremamente vigorose e tendono a produrre molti rami (tralci) e molte foglie, potare serve a:

  1. Concentrare le energie: la pianta smette di produrre foglie e rami inutili e invia tutti i nutrienti ai frutti
  2. Aumentare la pezzatura: meno frutti sulla stessa pianta significano angurie più grandi e dolci
  3. Contribuire alla salute della pianta: diradando le foglie, l’aria circola meglio, riducendo il rischio di funghi come l’oidio 
  4. Gestire meglio lo spazio, evitando che la pianta “invada” tutto l’orto o le colture vicine

Come potare

La cimatura della pianta di cocomero si può suddividere in 3 fasi.

1. Cimatura principale (fase iniziale)

Quando la pianta è giovane e ha sviluppato circa 4-5 foglie vere, si taglia la cima del fusto principale per stimolare la pianta a produrre i tralci laterali, che sono quelli che portano i fiori femminili (e quindi i frutti).

2. Controllo dei tralci laterali

Una volta che i rami laterali sono cresciuti, si può decidere di cimare anche quelli dopo la 3ª o 4ª foglia.

Un trucco è lasciare che la pianta si espanda finché non compaiono i primi frutticini. Una volta che l’anguria ha raggiunto la grandezza di una noce, tagliare il tralcio lasciando solo 2-3 foglie dopo il frutto: in questo modo la linfa si fermerà proprio lì, nutrendo l’anguria.

3. Diradamento dei frutti 

Per le varietà di anguria grande, l’ideale è lasciare solo 2 o 3 frutti per pianta. Se la pianta ne produce di più, quelli in eccesso rimarranno piccoli e toglieranno zucchero agli altri. Scegliere quindi i più sani e rimuovere gli altri.

Rinvaso e trapianto

Il trapianto è un momento delicato e molto stressante per l’anguria, poiché le sue radici non amano essere disturbate.

Per eseguire l’operazione, bisogna aspettare che la temperatura minima notturna sia stabilmente sopra i 15°C. In genere, questo avviene tra fine aprile e fine maggio (a seconda della zona).

Inoltre, la pianta deve avere emesso la seconda o terza foglia vera (oltre ai due cotiledoni iniziali).

Ecco come fare step by step:

  1. Per prima cosa, preparare il terreno scavando buche distanti almeno 1 metro o 1,5 metri tra loro sulla fila. Tra le file, lasciare almeno 2 metri
  2. In ogni buca, mescolare una manciata di letame maturo o compost con la terra
  3. Un’ora prima del trapianto, annaffiare la piantina per aiutare il pane di terra a restare compatto
  4. Estrarre con delicatezza la piantina dal vaso senza rompere il pane di terra
  5. Mettere la pianta nella buca evitando di interrare il fusto troppo in profondità. La superficie del pane di terra deve essere a livello del suolo o leggermente sopra (per evitare marciumi al colletto)
  6. Riempire i vuoti con terra fine e premere leggermente con le mani per eliminare le sacche d’aria, ma senza schiacciare troppo
  7. Annaffiare subito con acqua a temperatura ambiente per favorire il contatto tra radici e terreno

Cure post-trapianto

  • Protezione: se il sole è molto forte nei primi due giorni dopo il trapianto, è possibile coprire le piantine con un secchio o una cassetta forata durante le ore centrali per evitare che appassiscano
  • Pacciamatura: stendere uno strato di paglia o un telo nero intorno alla pianta di cocomero aiuta a mantenere il calore nel terreno e a contenere le erbacce (che l’anguria soffre molto nelle prime fasi). Se si temono ritorni di freddo improvvisi, stendere un tessuto non tessuto sopra le piantine per le prime due settimane. 

Ubicazione stagionale

Per le sue origini tropicali, la pianta dell’anguria è particolarmente esigente in termini di calore e luce.

Una volta che la pianta ha sviluppato le prime foglie, le temperature ambientali devono stabilizzarsi su valori tipicamente estivi.

  • Range ottimale diurno: 24-30°C
  • Range ottimale notturno: 15-20°C. Lo sbalzo termico tra giorno e notte aiuta la pianta a non sprecare troppe energie durante il riposo notturno
  • Blocco della crescita: sotto i 14°C, la pianta arresta quasi completamente il suo sviluppo. Se la temperatura scende sotto gli 8°C per periodi prolungati, l’anguria subisce danni gravi 

Se si vive in zone con primavere fresche, è utile utilizzare dei teli di pacciamatura neri (che scaldano il terreno) o piccoli tunnel di tessuto non tessuto per proteggere le piante appena trapiantate finché le temperature notturne non restano stabilmente sopra i 15°C.

A questa prima fase segue la fioritura e l’impollinazione e in questo caso le temperature ideali devono essere comprese tra i 20°C e i 28°C. Sotto i 16°C, l’attività delle api e degli insetti impollinatori si riduce drasticamente, compromettendo l’allegagione (la nascita dei frutticini), mentre se le temperature superano costantemente i 32-35°C, la pianta può entrare in stress termico, compromettendo la produzione dei frutti.

Infine, durante la maturazione dei frutti, per concentrare gli zuccheri nella polpa, l’anguria ha bisogno di sole diretto e calore costante, tra i 25 e i 30°C.

Per semplicità, è possibile riassumere le esigenze climatiche della pianta del cocomero in questo modo:

  • Punto di gelo: 0°C. Morte della pianta
  • Limite minimo: 10-12°C. Forte stress, ingiallimento e blocco della crescita
  • Temperatura ideale: 24-28°C. Crescita veloce e salute ottimale
  • Limite massimo: 35-38°C. Stress idrico, caduta dei fiori, possibile scottatura dei frutti

Raccolta

L’anguria va raccolta nel momento perfetto perché, a differenza di altri frutti, non continua a maturare dopo essere stata staccata dalla pianta.

Generalmente passano 80-100 giorni dalla semina, ma sono i segnali visivi e tattili che aiutano a capire quando effettuare la raccolta:

  1. Il piccolo viticcio che si trova sul fusto, proprio nel punto in cui il frutto si attacca alla pianta, deve apparire completamente secco e marrone. Se è ancora verde, l’anguria è acerba
  2. La parte del cocomero che poggia sul terreno deve essere di un colore giallo crema o paglierino. Se è bianca o verde, il frutto ha bisogno di più tempo per maturare
  3. Bussando sulla buccia con le nocche, si dovrebbe sentire un suono sordo, cupo e profondo (come se l’interno fosse “pieno”)
  4. La buccia di un’anguria matura perde la sua lucentezza cerosa e diventa più opaca. Inoltre, la buccia diventa molto dura e difficile da scalfire con l’unghia

Una volta individuato il frutto maturo, non tirarlo o strapparlo a mano, ma usare un paio di cesoie pulite o un coltello affilato e tagliare il gambo lasciando circa 2-5 cm di picciolo attaccato all’anguria. Appoggiare poi il cocomero delicatamente in una cesta o su un piano morbido.

Se possibile, raccogliere l’anguria al mattino presto, quando il frutto è ancora fresco: si conserverà meglio.

Malattia e cure

La pianta dell’anguria è vigorosa, ma può essere soggetta a diverse patologie, principalmente causate da funghi, virus o parassiti.

Malattie fungine 

Le malattie fungine prosperano spesso in condizioni di elevata umidità o ristagno idrico.

  • Oidio (o mal bianco): causa macchie bianche e polverose (simili a farina) sulle foglie e sui fusti. Se trascurato, le foglie ingialliscono e seccano. Trattamenti a base di zolfo (anche in polvere) o rimedi naturali come olio di Neem o il bicarbonato di potassio sciolto in acqua aiutano a contrastare il problema
  • Peronospora: si riconosce per le macchie gialle angolari sulla parte superiore della foglia, che corrispondono a una muffa grigiastra sulla parte inferiore. Questa malattia porta al rapido disseccamento della chioma. Come cura, utilizzare prodotti a base di rame (poltiglia bordolese) ed è fondamentale evitare di bagnare le foglie durante l’irrigazione
  • Fusariosi: la pianta appassisce improvvisamente, spesso solo da un lato, nonostante il terreno sia umido. Non esiste una cura definitiva una volta che la pianta è colpita, per cui la prevenzione è la chiave: usare varietà resistenti o piante innestate sulla zucca e praticare sempre la rotazione delle colture (non piantare angurie nello stesso posto per almeno 4-5 anni)
  • Antracnosi: provoca macchie scure e circolari sulle foglie e lesioni depresse sui frutti, che possono marcire. Trattamenti con rameici e rimozione immediata delle parti infette per evitare la diffusione sono i metodi consigliati per curare la pianta.

Parassiti comuni

  • Afidi: sono piccoli insetti neri o verdi che si ammassano sotto le foglie giovani, facendole accartocciare. Oltre a succhiare la linfa, trasmettono pericolosi virus che deformano la pianta. Come cura, usare sapone di Marsiglia sciolto in acqua, macerato d’ortica o insetticidi biologici come il piretro naturale
  • Ragnetto rosso: si tratta di piccolissimi acari che causano lo schiarimento delle foglie, le quali assumono un aspetto “polveroso” e bronzato. Aumentare l’umidità ambientale (il ragnetto odia l’acqua) o usare saponi potassici per curare la pianta di anguria infetta.

Strategie di prevenzione 

  1. Irrigazione a goccia: non bagnare mai le foglie. L’umidità fogliare è la porta d’ingresso per oidio e peronospora
  2. Sesto d’impianto: lasciare almeno 1,5-2 metri tra una pianta e l’altra per garantire una buona circolazione dell’aria
  3. Pacciamatura: coprire il terreno con teli o paglia evita che i frutti tocchino la terra umida, riducendo i marciumi
  4. Pulizia degli attrezzi: disinfettare sempre le forbici da potatura per non spostare funghi da una pianta all’altra.

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