Aloe maculata

Aloe maculata

L'aloe maculata ha bisogno di pieno sole e temperature miti per crescere bene.

  • L'aloe maculata ha bisogno di pieno sole e temperature miti per crescere bene.
  • Da giugno a settembre, l'aloe maculata produce uno stelo fiorale dal centro della rosetta di foglie.
  • L'aloe maculata produce graziose infiorescenza arancio-rosse, molto evidenti.
  • Il fogliame a macchie è ciò che contraddistingue l'aloe maculata.
  • L'aloe maculata si produce bellissime foglie larghe, carnose e lanceolate.
  • L’aloe maculata ha bisogno di pieno sole e temperature miti per crescere bene.
  • Da giugno a settembre, l’aloe maculata produce uno stelo fiorale dal centro della rosetta di foglie.
  • L’aloe maculata produce graziose infiorescenza arancio-rosse, molto evidenti.
  • Il fogliame a macchie è ciò che contraddistingue l’aloe maculata.
  • L’aloe maculata si produce bellissime foglie larghe, carnose e lanceolate.

Detta anche aloe saponaria, l’aloe maculata è una pianta che si riconosce facilmente per il suo aspetto robusto e, appunto, maculato delle foglie.

Cresce a forma di rosetta senza un fusto visibile (o con un fusto molto corto) e, con il tempo, tende a “pollonare”, creando un fitto gruppo di nuove rosette alla base della pianta madre.

Le foglie rappresentano senza dubbio la sua caratteristica distintiva. Sono larghe, carnose e triangolari (lanceolate), con un colore di fondo verde-bluastro o verde pallido. La superficie è ricoperta da numerose macchie bianche allungate, mentre i bordi sono caratterizzati da spine robuste e affilate, di colore bruno-rossastro.

Tra le varie specie di aloe, quella maculata fiorisce più generosamente, producendo uno stelo fiorale alto (fino a 60-90 cm), spesso ramificato. L’infiorescenza ha una forma distintiva, simile a un cono appiattito o un “ombrello” (tecnicamente un racemo capitato) e i fiori sono tubolari.

È considerata una pianta adatta anche ai principianti perché è molto tollerante e richiede poche attenzioni: ama la luce e ha bisogno di molte ore di sole diretto. Anche in casa, necessita della posizione più luminosa possibile, idealmente davanti a una finestra esposta a Sud.

Estremamente resistente alla siccità, va bagnata con attenzione: si annaffia abbondantemente, bagnando tutto il terriccio, e poi aspetta che il terreno sia completamente asciutto prima di annaffiare di nuovo.

In estate, in vaso, potrebbe richiedere acqua ogni 1-2 settimane; in piena terra molto meno. In inverno, le annaffiature vanno quasi sospese (una volta al mese o anche meno, solo se il terreno è secco da tempo).

Fondamentale è poi il drenaggio eccellente: questa aloe ha bisogno di un terriccio che non trattenga umidità, come un mix specifico per cactus e piante grasse.

Attenzione, infine, alle temperature: la pianta tollera bene il caldo, meno il gelo. Anche se ha una discreta resistenza al freddo, migliore di altre aloe, può tollerare gelate molto brevi e leggere solo se il terreno è perfettamente asciutto.

Se la si coltiva in vaso in zone con inverni freddi, è molto più sicuro ripararla in casa o in una serra fredda (sopra i 5°C).

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

L’aloe maculata fiorisce ed è un evento spettacolare e molto atteso.

I fiori sono tubulari e si raccolgono in una grande e vistosa infiorescenza a racemo che si sviluppa sulla sommità di uno stelo robusto, che si erge dal centro della rosetta di foglie. Questo stelo può essere semplice o ramificato.

Il colore dei fiori è generalmente un vivace arancio, rosso-arancio o rosso, a volte con sfumature che virano verso il giallo.

Il periodo di fioritura può variare a seconda del clima e della varietà specifica, ma generalmente si verifica dalla fine della primavera all’estate inoltrata (giugno-settembre). In alcune zone con clima particolarmente mite, la fioritura può avvenire anche in altri periodi, talvolta anticipando alla primavera.

Una volta che la pianta fiorisce, a differenza dell’agave, l’aloe maculata non muore; lo stelo secco andrà semplicemente reciso alla base una volta conclusa la fioritura, permettendo alla pianta di riprendere il vigore vegetativo.

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggineTubero

L’aloe maculata è relativamente facile da riprodurre. I metodi principali e più efficaci sono due: la divisione dei polloni e la talea di foglia.

Divisione dei polloni

Questo è il metodo più comune, veloce e con la più alta probabilità di successo, poiché la pianta stessa produce naturalmente nuove piantine (polloni) alla base della pianta madre.

Il periodo migliore per eseguirlo è la primavera o l’autunno, quando la pianta è in fase di crescita attiva, ma si può fare anche in estate.

Come procedere step by step

  1. Individuare i polloni: cercare le piccole piantine che spuntano alla base della pianta madre e che preferibilmente abbiano raggiunto una dimensione di almeno 4-5 cm e abbiano iniziato a sviluppare le proprie radici
  2. Estrarre la pianta: rimuovere con delicatezza l’intera pianta (madre e polloni) dal vaso per separare i polloni senza danneggiare le radici
  3. Separare i polloni: utilizzare un coltello pulito e affilato o semplicemente le mani (se si staccano facilmente) per separare i polloni dalla pianta madre. Cercare di conservare quante più radici possibili su ogni pollone
  4. Lasciare asciugare: è fondamentale lasciare asciugare le “ferite” (i punti di taglio) sia sulla pianta madre che sui polloni per 2-3 giorni (questo processo previene l’insorgenza di marciumi quando verranno messi a dimora). Disporli in un luogo asciutto e ombreggiato
  5. Piantare i polloni: preparare dei vasi con un terriccio ben drenante, specifico per piante grasse e cactus. Interrare il pollone assicurandosi che la base sia a contatto con il terreno
  6. Annaffiare (con cautela): aspettare qualche giorno prima di annaffiare la nuova piantina. Successivamente, bagnare solo quando il terreno è completamente asciutto

Riproduzione da talea di foglia

Seppure possibile, va detto che è considerato un metodo meno affidabile e con un tasso di successo inferiore rispetto alla divisione dei polloni. La primavera e l’estate sono i periodi ideali in cui eseguirlo.

Come procedere step by step

  1. Scegliere la foglia: selezionare una foglia sana, matura e carnosa dalla pianta madre
  2. Tagliare la foglia: utilizzare un coltello affilato e pulito per tagliare la foglia il più vicino possibile alla base
  3. Lasciare cicatrizzare: porre la foglia in un luogo asciutto e luminoso (ma non al sole diretto) per diversi giorni, anche una settimana, finché il taglio non si sarà completamente asciugato e avrà formato un “callo”
  4. Piantare la talea: inserire la base callosa della foglia in un vaso con terriccio per succulente, interrandola per circa un terzo della sua lunghezza
  5. Cure: posizionare il vaso in un luogo luminoso. Non annaffiare subito, ma iniziare a nebulizzare leggermente il terreno dopo qualche giorno o attendere che spuntino le prime radici prima di annaffiare con più regolarità (sempre lasciando asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra)

Riproduzione da seme

È anche possibile riprodurre l’aloe da seme, ma è un processo molto più lento e meno comune a livello domestico rispetto agli altri due metodi.

Semi

I semi dell’aloe maculata sono generalmente piatti e hanno una forma che viene spesso descritta come irregolarmente triangolare o a D, con bordi sottili.

La caratteristica più distintiva è che i semi sono alati (tecnicamente si chiamano semi alati o samare), ossia hanno una sottile “ala” membranosa che circonda il corpo centrale del seme. Questa aletta è un adattamento che aiuta il seme a essere trasportato dal vento, facilitandone la dispersione.

Sono relativamente piccoli, ma le dimensioni esatte possono variare: la parte centrale (il corpo del seme) è piccola, ma l’ala aumenta leggermente il diametro totale.

Il colore è tipicamente marrone scuro, nero o marrone-nero.

I semi si formano all’interno del frutto, che è una capsula che si sviluppa dopo l’impollinazione dei fiori:

  1. Dopo che i fiori appassiscono, la base fiorale si gonfia, formando capsule verdi
  2. Quando le capsule maturano e si seccano (diventando marroni), si spaccano in tre sezioni
  3. A questo punto, rilasciano i numerosi semi piatti e alati, pronti per essere dispersi

Informazioni e curiosità

Il nome alternativo di aloe saponaria deriva dal latino sapo (sapone). La linfa di questa pianta, infatti, se strofinata con acqua, produce una leggera schiuma saponosa, e veniva per questo storicamente usata come sapone sostitutivo.

Coltivazione

VasoPiena Terra

L’aloe maculata si può coltivare con successo sia in vaso sia in piena terra, a seconda del clima della propria regione.

Il giardino è consigliato solo nelle zone con clima mite, dove le temperature invernali non scendano sotto lo zero. 

Collocazione

InternoEsterno

Come nel caso della coltivazione in vaso o in piena terra, anche per la collocazione della pianta bisogna valutare il clima: poiché l’aloe maculata teme il gelo, si può porre all’esterno solo se le temperature lo consentono e, in ogni caso, prediligere un’area riparata (ad esempio, a ridosso di un muro esposto a Sud) e proteggendola con pacciamatura alla base e un telo in tessuto-non-tessuto in caso di inverno freddo.

Concimazione

L’aloe maculata, come la maggior parte delle piante succulente, è una pianta poco esigente e non necessita di molte concimazioni. 

Tuttavia, una concimazione mirata nel periodo giusto può aiutarla a crescere più robusta e a favorire la fioritura.

Il momento chiave è durante la stagione di crescita attiva, che corrisponde alla primavera e all’estate (orientativamente da aprile a settembre).

Di contro, vanno assolutamente sospese le concimazioni in autunno e inverno. Durante il riposo invernale, la pianta non è in grado di assorbire i nutrienti, che rimarrebbero nel terreno rischiando di danneggiare le radici.

Come concimare

Il metodo e il tipo di fertilizzante variano leggermente se la pianta è in vaso o in piena terra.

Per l’aloe in vaso 

  1. Tipo di concime: utilizzare un fertilizzante liquido specifico per piante grasse e succulente (o cactacee). Questi prodotti sono formulati correttamente, essendo poveri di Azoto (N) e più ricchi di Fosforo (P) e Potassio (K), che favoriscono la salute delle radici e la fioritura
  2. Dosaggio: usare metà dose (o anche un terzo) rispetto a quella indicata sulla confezione poiché le aloe sono sensibili agli eccessi di sali minerali
  3. Frequenza: è sufficiente concimare una volta ogni 4-6 settimane, solo nel periodo vegetativo (aprile-settembre)
  4. Applicazione: somministrare il concime diluito nell’acqua di irrigazione e applicarlo sempre su un terriccio già leggermente umido, mai completamente asciutto, per evitare di “bruciare” le radici

Per l’aloe in piena terra

Se l’aloe maculata è piantata in giardino, le sue esigenze sono ancora minori perché può trovare i nutrienti autonomamente nel terreno. Spesso, anzi, non è necessaria alcuna concimazione.

Solo se la pianta appare molto debole o non fiorisce da anni, è possibile intervenire una sola volta all’anno, all’inizio della primavera.

In questo caso è ottimo un concime organico a lenta cessione (come un granulare specifico per piante grasse o anche del letame pellettato ben maturo), da spargere leggermente alla base della pianta e incorporare superficialmente nel terreno.

Esposizione e luce

SoleMezz’ombraOmbraLuce indiretta

L’aloe maculata predilige posizioni in pieno sole, o al massimo in ombra parziale.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

L’annaffiatura è l’aspetto più critico nella coltivazione dell’aloe maculata, poiché teme moltissimo l’eccesso di acqua.

Non esiste una frequenza fissa dato che il momento giusto per annaffiare dipende solo ed esclusivamente da quanto velocemente si asciuga il terriccio. In particolare, bisogna bagnare quando il terriccio è completamente asciutto in profondità.

Quando arriva il momento di annaffiare, occorre annaffiare l’intero terriccio in modo uniforme, continuando a dare acqua finché questa inizierà a defluire abbondantemente dai fori di drenaggio sul fondo del vaso. Non lasciare mai, per nessun motivo, l’acqua stagnante nel sottovaso. 

La frequenza in base alle stagioni

La regola del “terreno asciutto” vale sempre, ma la frequenza con cui questo accade cambia drasticamente durante l’anno.

Primavera – Estate (periodo di crescita attiva)

  • Frequenza (indicativa): durante i mesi caldi, la pianta cresce e l’acqua evapora velocemente. Potrebbe essere quindi necessario annaffiare ogni 2-4 settimane
  • Quanto: abbondantemente, come descritto sopra

Autunno – Inverno (periodo di riposo)

Questo è il periodo più pericoloso: la pianta entra in riposo vegetativo e smette quasi completamente di assorbire acqua.

  • Frequenza: le annaffiature vanno ridotte drasticamente o sospese quasi del tutto
  • Se la pianta è all’esterno (in climi miti): spesso la pioggia invernale è sufficiente, se non troppa. Assicurarsi solo che il terreno dreni perfettamente
  • Se la pianta è in casa o in serra fredda: potrebbe essere sufficiente un’annaffiatura molto leggera ogni 1-2 mesi, o anche nessuna se l’ambiente è freddo (sotto i 10°C) e la pianta non mostra segni di disidratazione (foglie che si “svuotano” o raggrinziscono eccessivamente)

Differenze tra vaso e piena terra

In vaso, il terriccio si asciuga molto più rapidamente, soprattutto se il vaso è in terracotta ed esposto al sole. Richiede quindi un monitoraggio più frequente (ma si seguono sempre le regole di cui sopra).

Se piantata in un giardino, l’aloe maculata diventa estremamente autosufficiente. Dopo il primo anno (necessario per l’attecchimento), spesso non ha più bisogno di essere annaffiata, accontentandosi delle piogge. Intervenire solo in caso di siccità estrema e prolungata per mesi.

Potatura

L’aloe maculata non necessita di potatura ma di una periodica pulizia, quando necessario, per motivi igienici ed estetici.

In particolare, gli interventi da fare riguardano la rimozione di parti che non sono più vitali per la pianta come foglie secche o danneggiate (vanno recise con un coltello o delle forbici ben affilate e disinfettate, tagliando il più vicino possibile alla base) e steli fiorali esauriti (una volta che l’aloe maculata ha terminato la sua bellissima fioritura, lo stelo si secca. Eliminarlo alla base permette alla pianta di reindirizzare l’energia verso la crescita di nuove foglie e polloni, anziché sprecarla per mantenere una parte ormai morta).

Rinvaso e trapianto

Il rinvaso, o il trapianto, dell’aloe maculata è un’operazione importante per sostenere la sua crescita, ma fortunatamente non va fatta spesso.

Quando rinvasare

Ci sono due fattori da considerare: il periodo dell’anno e le condizioni della pianta.

Il momento ideale è la primavera (generalmente tra aprile e giugno): in questo periodo la pianta sta uscendo dal riposo invernale ed entra nella sua fase di crescita attiva. Questo le permette di stabilire rapidamente le radici nel nuovo terriccio e di riprendersi dallo stress del trapianto.

Non è necessario rinvasare l’aloe maculata ogni anno, bensì ogni 2-4 anni, o quando si notano uno di questi segnali:

  • Le radici escono dai fori di drenaggio sul fondo
  • La pianta ha prodotto così tanti polloni (le nuove piantine alla base) che il vaso è visibilmente affollato
  • Il terriccio sembra “esaurito”, molto compatto e non drena più bene l’acqua

Il nuovo vaso deve essere solo leggermente più grande del precedente (bastano 2-5 cm di diametro in più). Un vaso troppo grande tratterrebbe troppa umidità.

Assicurarsi che sia in terracotta (un materiale che aiuta il terriccio ad asciugarsi) e che abbia assolutamente i fori di drenaggio sul fondo.

Terriccio

L’aloe maculata ha bisogno di un terriccio specifico per piante grasse e succulente, estremamente drenante. Una buona miscela è composta da 1/3 di terriccio universale, 1/3 di sabbia di fiume grossolana e 1/3 di materiale drenante (come perlite, pomice o lapillo).

Come procedere step by step

  1. Preparare il nuovo vaso: mettere un coccio o uno strato di ghiaia/argilla espansa sul fondo per evitare che i fori si otturino, poi aggiungere un primo strato del nuovo terriccio drenante
  2. Estrarre la pianta: premere delicatamente sui lati del vecchio vaso per “scollare” il pane di terra. Afferrare la pianta alla base (usando dei guanti) e sfilarla con cautela
  3. Controllare le radici: liberare le radici dal vecchio terriccio il più possibile, con delicatezza e approfittarne per ispezionarle: se sono secche, nere o molli (marce), tagliarle via con una forbice disinfettata
  4. Dividere i polloni (opzionale): il rinvaso è il momento perfetto per separare i polloni che hanno sviluppato radici proprie. Si possono staccare delicatamente con le mani o con un coltello pulito
  5. Posizionare la pianta al centro del nuovo vaso. La base dell’aloe (il colletto) deve trovarsi all’incirca alla stessa altezza a cui era nel vaso precedente, o leggermente più in alto
  6. Riempire con terriccio: aggiungere il nuovo terriccio tutto intorno, riempiendo gli spazi vuoti, e assestare il terreno premendo leggermente con le dita. Attendere almeno 7-10 giorni prima di dare la prima, leggera annaffiatura. 

Chi vive in un clima mite e preferisce trapiantare l’aloe in giardino, dovrà seguire gli stessi principi enunciati per il rinvaso: aspettare sempre la primavera e scegliere una posizione soleggiata e riparata.

Scavare una buca bella ampia e modificare il terriccio aggiungendo sabbia grossolana e ghiaia: l’aloe deve trovarsi su un terreno che non trattenga mai l’acqua.

Dopo il trapianto, se il terreno è asciutto, annaffiare leggermente, ma poi lasciare che la pianta si stabilizzi da sola.

Ubicazione stagionale

L’aloe maculata predilige il caldo e ha una tolleranza limitata al freddo.

Le temperature ideali per la sua crescita vigorosa sono comprese tra i 18°C e i 32°C. La pianta sopporta senza problemi anche temperature più elevate (fino a circa 40°C), purché sia ben ventilata.

L’aloe maculata è considerata una delle aloe più rustiche e può tollerare un freddo vicino allo zero, ma solo per brevi periodi e a patto che il terreno sia perfettamente asciutto. La combinazione di freddo e umidità è letale (causa marciume).

Temperature molto basse o gelate prolungate (anche se non estreme) causano danni irreversibili ai tessuti succulenti della pianta, portandola alla morte.

Malattia e cure

L’aloe maculata è una pianta molto robusta e, se coltivata correttamente, raramente si ammala.

La quasi totalità dei problemi che la colpiscono non sono malattie infettive, ma problemi di coltivazione, quasi sempre legati a un’eccessiva quantità d’acqua.

Marciume radicale e del colletto

Le cause sono:

  • Annaffiature eccessive e troppo frequenti
  • Terriccio non sufficientemente drenante (che rimane bagnato a lungo)
  • Acqua stagnante nel sottovaso
  • Combinazione di freddo e umidità in inverno

La base della pianta (colletto) diventa scura e molle, mentre le foglie, partendo da quelle più esterne, diventano gialle, poi marroni, acquose e flaccide. Infine, la pianta collassa su se stessa e si sfila facilmente dal terreno.

Le cure sono possibili ma bisogna agire molto rapidamente:

  1. Svasare immediatamente la pianta
  2. Rimuovere tutto il terriccio bagnato dalle radici
  3. Con un coltello pulito e disinfettato, tagliare via tutte le parti nere, molli o marce, sia delle radici che della pianta stessa. Bisogna arrivare al tessuto sano (verde e sodo)
  4. Lasciare la pianta all’aria, in un luogo asciutto e ombreggiato, per diversi giorni (anche una settimana) affinché le ferite del taglio si cicatrizzino
  5. Rinvasare in terriccio per succulente nuovo e completamente asciutto
  6. Non annaffiare per almeno 1-2 settimane dopo il rinvaso

Parassiti

La cocciniglia è il parassita più comune per l’aloe. Si nasconde tendenzialmente alla base delle foglie, nel cuore della rosetta o anche sulle radici.

La pianta appare appiccicosa (a causa della melata prodotta dal parassita), indebolita, e si possono notare gli insetti stessi.

Se i parassiti presenti sono pochi, basterà rimuoverli manualmente con un cotton fioc imbevuto di alcool; se l’attacco è esteso, invece, spruzzare la pianta (lontano dal sole diretto) con una soluzione di olio di Neem o, per attacchi gravi, un insetticida specifico anticocciniglia.

Nel caso in cui l’infestazione fosse circoscritta alle radici, svasare, pulire le radici e trattare con un insetticida sistemico prima di rinvasare.

Malattie fungine (macchie fogliari)

Sono meno comuni e solitamente non letali, ma indicano un problema di umidità. Le cause comprendono:

  • Acqua che ristagna sulle foglie
  • Scarsa ventilazione
  • Umidità ambientale troppo alta 

Queste malattie provocano la comparsa di macchie scure, marroni o color ruggine sulle foglie, spesso rotondeggianti e leggermente infossate.

Cure

  1. Non bagnare le foglie quando si annaffia (solo il terreno)
  2. Aumentare la ventilazione (spostare la pianta dove c’è più aria)
  3. Se le macchie sono poche, si possono lasciare; se sono estese, si può rimuovere la foglia colpita
  4. Solo in casi gravi, trattare con un fungicida a base di rame, ma la correzione ambientale è quasi sempre sufficiente

Come prevenire i problemi

Per non dover mai affrontare questi problemi, la prevenzione è semplice:

  1. Usa solo terriccio per piante grasse che garantisca un drenaggio perfetto
  2. Bagnare solo quando il terreno è completamente asciutto 
  3. Mai lasciare l’acqua nel sottovaso
  4. Sospendere quasi del tutto le annaffiature da ottobre ad aprile
  5. Prediligere sempre una posizione luminosa e ben ventilata

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