Aloe

Aloe

Aloe

  • Poiché l'aloe mal tollera le temperature rigide, la sua coltivazione in vaso è obbligatoria nelle regioni settentrionali.
  • Le foglie di aloe sono lanceolate e disposte a rosetta, lunghe fino 50cm, con margine dentato.
  • L'aloe è una pianta piuttosto rustica e se coltivata correttamente non presenta problemi sanitari ricorrenti.
  • L'aloe non sopporta i ristagni d'acqua: garantirle un terreno ben drenante è fondamentale per il suo benessere.
  • L’aloe è una pianta quasi sempre priva di fusto, formata da un ciuffo di foglie basali di un intenso colore verde.
  • Poiché l’aloe mal tollera le temperature rigide, la sua coltivazione in vaso è obbligatoria nelle regioni settentrionali.
  • Come si nota bene in questa immagine, le foglie di aloe sono lanceolate e disposte a rosetta, lunghe fino 50cm, con margine dentato.
  • L’aloe è una pianta piuttosto rustica e se coltivata correttamente non presenta problemi sanitari ricorrenti.
  • L’aloe non sopporta i ristagni d’acqua: garantirle un terreno ben drenante è fondamentale per il suo benessere.
  • La fotografia ci mostra come l’aloe sia una pianta quasi sempre priva di fusto, formata da un ciuffo di foglie basali di un intenso colore verde.

Nel variegato e complesso mondo delle piante grasse, la famiglia delle aloaceae è molto ricca di specie, e tra queste, l’aloe (specialmente a. vera) è molto apprezzata per più di un motivo: è rustica, bella e utile. Ed è anche facile da coltivare, ma non solo: nella polpa delle sue foglie, infatti, sono contenute sostanze importanti dal punto di vista farmacologico, aloine e polisaccaridi.

Il genere annovera diverse specie tutte caratterizzate da aspetto cespitoso, con una rosetta di foglie più o meno allungate e a sezione triangolare, arcuate od incurvate, a volte dotate di spine.

Tali specie, quasi tutte originarie delle zone aride dell’Africa meridionale, si distinguono per la differente altezza: si va dai 15-20 cm di aloe ristata e aloe variegata, ai 50-60 cm dell’aloe vera, sino ai 2 metri potenziali dell’a. arborescens, dell’a. ferox e dell’a. plicatilis.

Al di là delle diverse varietà, in genere quando si parla di aloe, si fa riferimento essenzialmente alle due specie in grado di esercitare effetti benefici sulla salute dell’uomo, in virtù dell’abbondante presenza in esse, già a partire dal terzo anno, di molecole bioattive: l’aloe vera e l’aloe arborescens

Detta anche aloe barbadensis, l’aloe vera è la specie certamente più nota. Originaria delle Isole Canarie e delle Isole di Capo Verde, questa pianta si è da tempo naturalizzata nelle regioni costiere del bacino del Mediterraneo, dove cresce spontaneamente nelle zone soleggiate e sabbiose a ridosso del mare.

È una pianta priva di fusto, caratterizzata da una struttura a rosetta fitta: le sue foglie succulente hanno forma lanceolata, si sviluppano a partire dalla parte centrale e si allungano fino a 50 cm o poco più. Di colore verde grigio, a volte con screziature più chiare, possiedono piccolissimi denti o spine lungo i margini ma hanno consistenza vellutata; in periodo estivo, dal centro della rosetta fuoriesce un’infiorescenza di colore giallo vivace, composta da singoli fiorellini tubulari (lunghi in media 3 cm) portati all’estremità di un lungo (90 cm) peduncolo ramificato.

Aloe vera ha un contenuto in aloine inferiore rispetto ad aloe arborescens, ma superiore in polisaccaridi, e i preparati da essa derivati sono più indicati per le applicazioni esterne.

Ben più alta e voluminosa, aloe arborescens si presenta con fusto ben visibile, sul quale si inseriscono foglie di colore verde scuro, lunghe sino a 40-50 centimetri, dotate di coriacee e fitte dentature lungo i margini; produce un’infiorescenza di colore rosso vivace o giallo-arancione, costituita da fiori tubulari, in primavera-estate o in autunno-inverno nella varietà “Natalensis”. Le foglie, triturate e frullate, costituiscono preparati commestibili.

Fioritura

InvernoPrimaveraEstateAutunno

L’aloe fiorisce dalla primavera all’autunno a seconda della varietà. I fiori generalmente sono di colore rosso, arancio o giallo.

Commestibilità

SemiFoglieFioriFustoFruttiRadici

Riproduzione

SemeTaleaDivisioneBulboInnestoMargottaPropaggine

L’aloe si riproduce per seme o per talea

In particolare, nei luoghi di origine e per le piante cresciute all’aperto nelle località meridionali della nostra Penisola, la propagazione avviene tramite seme che si diffonde spontaneamente: tale metodo è comunque lento, tanto che possono trascorrere alcuni anni prima di avere piante di apprezzabile dimensione.

Il sistema più semplice e rapido per moltiplicare l’aloe è quindi rappresentato dalla talea o divisione vegetativa, mediante asportazione dal cespo di una pianta madre di germogli cresciuti alla sua base, che andranno a costituire le nuove piante.

La moltiplicazione si esegue durante il periodo estivo (indicativamente da giugno a fine settembre), recidendo con un coltello le radici dei germogli, alti almeno una decina di centimetri e dotati di 4-5 foglie, per poterli così staccare dalla pianta madre.

I germogli staccati devono essere messi a radicare singolarmente in piccoli vasi; i contenitori devono avere i fori di drenaggio e non devono essere troppo grandi: in questa fase si consigliano, indicativamente, vasetti di diametro compreso tra 8 e 12 centimetri, riempiti con il substrato tipico per piante grasse.

Nelle condizioni migliori bastano 2-3 settimane perché la pianta possa ritenersi ben radicata e possa riprendere a sviluppare nuove foglie.

Semi

I semi di aloe vera sono piccoli, di colore marrone scuro e forma allungata.

Informazioni e curiosità

L’aloe non è solo bella, ma è anche utile. Le foglie di questa pianta, infatti, racchiudono un gel prezioso, ricco di virtù curative, già conosciute e sfruttate addirittura dagli antichi egizi. Con le sue proprietà disintossicanti, antinfiammatorie e lenitive, cura in particolare la pelle irritata, escoriata o ustionata. Dallo stesso gel si estrae un succo utilizzato per curare fenomeni di stipsi e per depurare l’organismo. L’aloe, oggi, costituisce uno degli ingredienti principali di creme e prodotti lenitivi, motivo per cui viene ampiamente coltivata e utilizzata in ambito farmaceutico.

I vantaggi di questa pianta non finiscono qui: l’aloe vera contribuisce a mantenere più pulita l’aria degli ambienti in cui si vive o soggiorna, perché assorbe sostanze dannose (in particolare formaldeide) e rilascia ossigeno continuamente, anche durante la notte. Questa caratteristica la rende adatta a tutti gli ambienti della casa, comprese le camere da letto.

Coltivazione

VasoPiena Terra

L’aloe vera si può coltivare sia in vaso (in contenitori di terracotta di grosse dimensioni), sia in piena terra. Nel secondo caso solo però nelle zone costiere meridionali, dove comunque va posta in posizioni soleggiate, ben al riparo dei venti.

Collocazione

InternoEsterno

Poiché l’aloe non sopporta le basse temperature, con l’arrivo del freddo, specialmente al Nord, è opportuno ricoverare la pianta trasportandola all’interno se in vaso. Se gli inverni sono miti, la pianta può vivere anche all’esterno.

Le temperature ottimali di crescita per l’aloe sono comprese tra 22 e 26°C . Tra le piante grasse, è una di quelle che meno sopporta le basse temperature del periodo invernale, pertanto deve essere garantita una temperatura minima di 5-7°C anche durante l’inverno.

Concimazione

Le esigenze di concimazione dell’aloe non sono elevate, tuttavia i fertilizzanti devono essere distribuiti regolarmente, specialmente nel caso di esemplari di considerevole età e dimensione, allevati in contenitore, al fine di promuovere la nuova emissione di foglie e il loro corretto sviluppo.

È consigliabile concimare una-due volte in primavera e una a fine estate, impiegando fertilizzanti liquidi specifici per piante grasse, ricchi di azoto, fosforo e potassio (macroelementi) e con buone percentuali di microelementi quali ferro, manganese, rame e zinco. Durante il periodo di riposo autunno-invernale è opportuno non effettuare alcuna concimazione.

Esposizione

SoleMezz’ombraOmbra

L’aloe vuole pieno sole e ambienti ben illuminati: in appartamento va quindi collocata nei punti di massima luminosità, ad esempio a ridosso di una finestra esposta a Sud. Piante cresciute in ambienti con scarsa luminosità, rapidamente deperiscono e riducono fortemente la produzione delle sostanze bioattive.

Annaffiatura

GiornalieraFrequenteRegolareOccasionale

La richiesta di acqua dell’aloe è modesta. Non bisogna comunque pensare che la pianta possa crescere bene senza essere bagnata: la carenza idrica, anzi, determina disidratazione dei tessuti fogliari, quindi riduzione delle sostanze bioattive.

Si deve intervenire diversamente a seconda del periodo:

  • in primavera-estate irrigare con una certa frequenza (indicativamente una volta ogni 7-10 giorni ) e comunque non appena il terriccio risulti asciutto nei primi 1-2 cm superficiali;
  • durante l’autunno-inverno bagnare una volta ogni 20-30 giorni, con dosaggi minori rispetto a quelli primaverili-estivi.

Distribuire l’acqua sul substrato e mai sulle parti verdi: i tessuti che permangono umidi potrebbero essere colpiti da marciumi e, qualora fossero esposti al sole (anche quello che filtra attraverso una finestra aperta), rischierebbero di subire scottature per “effetto lente” delle gocce colpite dai raggi solari.

Non irrigare con acqua fredda: la temperatura ottimale dell’acqua dovrebbe essere compresa tra 15 e 20°C.

Potatura

L’aloe non ha bisogno di potatura: basta eliminare le foglie basali che via via disseccano in modo che non diventino veicolo di malattie parassitarie.

Trapianto

Che si tratti di trapianto o rinvaso dell’aloe, bisogna tenere presente che il terriccio deve essere mediamente fertile, ma soprattutto leggero e ben drenante, in grado cioè di permettere il rapido sgrondo dell’acqua in eccesso, che deve essere favorito anche dal posizionamento, sul fondo dei contenitori, di materiali inerti (argilla espansa, pietra pomice, ghiaietto).

È di fondamentale importanza tener presente che i danni maggiori per l’aloe, come per tutte le piante grasse, si hanno quasi sempre a seguito di un accumulo di acqua nel substrato.

La composizione di una corretta miscela del terriccio è la seguente: 50% terriccio universale (costituito prevalentemente da torba bionda finemente sminuzzata); 30 % sabbia di fiume, non calcarea; 20% materiale minerale finemente triturato (perlite, brecciolina, pietrisco).

Per la messa a dimora di più esemplari si scavino buche profonde circa 40-50 cm a distanza di almeno 80 cm l’una dall’altra, in modo tale da ottenere una schiera fitta ma non sovrapposta delle piante attigue.

L’aloe, particolarmente in fase giovanile (1-5 anni), cresce rapidamente, pertanto diventa necessario effettuare ogni anno (per chi non disponesse di un giardino) un cambio di vaso, che deve essere sempre più alto che largo, vista la tendenza dell’apparato radicale, pur poco ramificato, a spingersi in profondità. Sul fondo del vaso, che deve avere necessariamente fori di drenaggio (almeno 4), si dispongano 3-4 cm di ghiaia, onde sempre facilitare lo sgrondo dell’acqua in eccesso, quindi terriccio di tipo universale, misto a sabbia e agriperlite (1/3). È utile separare lo strato di ghiaia e il terriccio con un pezzo di tessuto-non-tessuto, in modo da trattenere il terriccio senza però ostacolare il passaggio dell’acqua.

Ubicazione stagionale

Primavera/estate: originaria, come tutte le altre piante grasse, di zone calde e semi-desertiche, l’aloe ama le temperature calde, preferibilmente comprese tra 22 e 26°C, quindi durante il periodo più caldo dell’anno la pianta cresce bene all’esterno senza problemi.

Autunno/inverno: molto sensibile al freddo, l’aloe va opportunamente protetta o ricoverata in casa se la temperatura minima scende al di sotto dei 5-7°C. 

Raccolta

Il gel cicatrizzante, antinfiammatorio e antibatterico che l’aloe produce, si può raccogliere semplicemente tagliando una foglia nel senso della lunghezza. Si può applicare su lesioni cutanee, scottature, eritemi e punture di insetti per ottenere un immediato sollievo. La “cicatrice” lasciata sulla foglia si ripara in genere rapidamente non compromettendo la salute della pianta.

Malattia e cure

La mancanza di luce e l’eccesso di acqua sono i due principali problemi che possono interessare la pianta di aloe. In più, l’eventuale presenza di macchie sulle foglie può essere causata dal fluoro presente nell’acqua dal rubinetto, che andrà quindi precedentemente filtrata prima di essere somministrata alla pianta.

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: 4.75 / 5, basato su 4 voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!