Ultimi raccolti nell’orto

Sono ancora parecchi gli ortaggi e i frutti che crescono nel nostro orto: dai radicchi alle fragole, dalle patate agli zucchini. Ecco come raccoglierli correttamente e valutare bene quali misure di protezione usare per l’inverno.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 19/10/2014 Aggiornato il 19/10/2014
Ultimi raccolti nell’orto

Ottobre è un mese in cui l’orto ha ancora molto da regalarci ma ha bisogno di cure. Se non piove, non bisogna assolutamente trascurare le annaffiature dal momento che l’acqua carpita dalla rugiada del mattino può non essere esaustiva a sostegno degli ortaggi; se invece piove, evitate di bagnare fino a che il terreno non ha completamente assorbito l’acqua e non si è asciugato del tutto.

Pomodori e zucchini

Prima di estirpare le piante si possono raccogliere gli ultimi pomodori, zucchini, peperoni, cetrioli e melanzane. Le piante di pomodori, così come i peperoni e i cetrioli, si possono sfogliare facendo sì che i loro ultimi frutti godano appieno del mite sole autunnale e giungano a maturazione, eliminando al tempo stesso i frutti non valevoli così da non distogliere i nutrienti della pianta nei confronti di quelli più grandi e succosi. Per far crescere con successo gli zucchini se ne devono lasciare pochi esemplari sulla pianta, che in caso diventino molli vanno immediatamente eliminati.

Carote, cavoli, fragole

In un orto la cui produzione sia stata ben pianificata saranno ancora presenti un elevato numero di colture in vegetazione, come ad esempio le carote. I cavoli sono in pieno sviluppo e il compito più difficile è quello di difenderli dalle infestanti, facendo in modo che il terreno sia sempre smosso fra una pianta e l’altra; si dovrà controllare inoltre con dovizia che non si formino buche e ristagni d’acqua e che le annaffiature siano adeguate per la coltura. La raccolta interesserà anche i frutti che maturano nelle varietà rifiorenti di fragola.

Insalata e aromatiche

Se abbiamo seminato qualche tipo di insalata a inizio agosto, come rucola, lattuga o lattughino, è il momento di tagliarla così come spinaci, basilico, prezzemolo e rosmarino. Se sono ancora in crescita rucola, spinaci, valerianella e ravanelli devono essere annaffiati poco ma frequentemente.

Le patate

Un’altra grande raccolta di stagione sono le patate. Bisogna fare attenzione a non eseguire l’operazione quando il suolo è umido o ancora peggio bagnato. Quando le foglie della pianta in superficie sono completamente ingiallite e il suolo è secco, solo allora, si può estrarre il raccolto dal sottosuolo con la forca. Le piante portate in superficie andranno coperte con paglia e un velo di terra e subito ricoverate in un luogo fresco, asciutto e buio dove non possano germogliare. Si tenga presente che tutte le patate devono essere completamente rimosse dal terreno insieme a ogni residuo delle piante perché non diventino veicolo di malattie o nido per pericolosi parassiti.

Come conservare

Molte delle verdure raccolte adesso possono essere conservate in freezer per farne un consumo lento e graduale: le aromatiche possono essere surgelate previo lavaggio accurato delle foglie. Altre verdure, come gli spinaci, si devono invece far lessare e scolare per poi compattarle in vaschette monoporzione e surgelarle. Patate e carote devono essere prima sbollentate e poi surgelate.

Proteggere ciò che rimane in campo

Nel periodo freddo, per proteggere le semine e le colture ancora in corso si può ricorrere ai teli di coltivazione che hanno diverse caratteristiche a seconda dell’uso: ci sono quelli per il tunnel, per la pacciamatura e di protezione dal freddo. Nell’orto, sopra gli archetti in ferro, si posano teli in materiale plastico per formare i classici tunnel. Possono essere in polietilene, in pvc oppure, i migliori, sono i tessuti EVA Etil Vinile Acetato. Si tratta di teli costituiti da una plastica in film molto elastica e resistente che non si rompe per molto tempo. Posizionati bene, fanno scivolare la condensa sulla parete del tunnel in modo che non sgoccioli all’interno. Il telo nero da pacciamatura serve a preservare il calore del terreno e contenerne l’evaporazione: permette di sprecare meno acqua e controllare le malerbe. Il tessuto non tessuto è protettivo nei confronti della chioma delle piante o dei vasi nei mesi invernali.

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