Seminare nell’orto: dipende dalla luna

Prima di seminare nell’orto occorre tener conto di tanti parametri, non ultimo la fase lunare. Come dice la tradizione, infatti, esiste un legame tra il nostro satellite e la crescita delle piante. Vediamo perché.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 16/03/2015 Aggiornato il 16/03/2015
Seminare nell’orto: dipende dalla luna

L’effetto lunare più conosciuto è quello delle maree: è innegabile che la luna provoca l’innalzamento di masse gigantesche di acqua. Seppure in scala minore, questa influenza viene avvertita da tutti i liquidi, compresa la linfa delle piante; nei periodi di luna crescente o luna piena, questa tende a circolare con maggior vigore rispetto ai periodi di luna calante o luna nuova. In particolare possiamo ritenere che la linfa, il “sangue” che assicura vita alle piante, può salire o scendere lungo il fusto così come l’acqua del mare; e naturalmente un afflusso di linfa più o meno veloce e abbondante, ha un effetto sugli organi nei quali scorre: foglie, fiori, frutti.

Coltivare secondo natura

L’influenza della luna sulla crescita delle piante è sempre stata liquidata come “superstizione” anche se nessuno si è mai preso l’incarico di misurarla: non esistono studi scientifici, ma solo sperimentazioni pratiche. Tuttavia chi coltiva con passione e amore per la natura sa che se una pianta cresce in condizioni di benessere, secondo ritmi spontanei, produce di più e meglio, diremmo “più volentieri”. Sappiamo anche che le coltivazioni fatte senza rispettare i cicli lunari producono ugualmente. Però, a quale prezzo? Stimolando le piante con concimi, ormoni, pesticidi, con le ibridazioni, gli innesti e le colture forzate. In queste condizioni possiamo essere tutti certi che l’azione della luna è del tutto ininfluente: però, stiamo parlando di piante costrette ai lavori forzati. Chi coltiva in modo biologico non solo evita l’avvelenamento delle piante per non essere avvelenati a nostra volta, ma anche dare alle piante quell’habitat naturale nel quale possano crescere e produrre senza autodistruggersi. Il rispetto delle fasi lunari fa parte di questo.

Le fasi lunari

Una prima indicazione sulla fase lunare in atto l’abbiamo osservando il nostro bel satellite: se la luna è perfettamente tonda, siamo in luna piena; se invece non c’è traccia in cielo (e non è coperta dalle nubi) allora siamo in luna nuova, cioè il momento in cui la luna non è visibile e non ha ancora cominciato a ricrescere. Queste situazioni si riscontrano nel calendario mensile per soli due giorni. Tutti gli altri giorni siamo in fase di luna crescente o luna calante. Per capirlo possiamo far ricorso a un detto inoppugnabile: gobba a levante luna calante, gobba a ponente luna crescente. Dunque, essendo il levante la direzione da cui il sole leva cioè sorge, l’est, se la parte nascosta della luna (dove fa la “gobba”) è rivolta in questa direzione vuol dire che la luna è calante. Se la parte oscura della luna è rivolta verso ponente, cioè dove il sole tramonta, a ovest, allora siamo in fase di luna crescente. Nei quattordici giorni in cui la luna è crescente, cioè la sua grandezza varia da una sottile falce a una luna quasi piena, c’è un momento nel quale la luna è esattamente mezza, con la parte buia (dove c’è la gobba) a ponente: questo momento si chiama primo quarto. Il medesimo meccanismo all’inverso (dalla luna piena alla luna nuova) fa sì che possiamo vedere in cielo una luna che, dalla condizione di piena, comincia a decrescere ogni giorno fino a ridursi ad una sottilissima falce. A metà esatta di questo ciclo di decrescita c’è un momento in cui la luna è esattamente una mezzaluna, ma con la gobba a levante. Questo si chiama ultimo quarto. Fino a pochi decenni fa non esistevano calendari che non riportassero anche l’indicazione di una piccola luna in corrispondenza delle date opportune: un cerchietto nero in corrispondenza della luna nuova, un cerchietto bianco in corrispondenza della luna piena, una mezzaluna con gobba a sinistra per l’ultimo quarto (luna calante) e con la gobba a destra per il primo quarto (luna crescente). Essendo il mese lunare di 28 giorni, mentre quello civile è mediamente di 30, le fasi lunari non si ripetono mai uguali negli anni successivi.

Scegliere il periodo di semina: un metodo quasi scientifico

Chi vuole coltivare secondo natura sceglie un determinato periodo di semina perché ritiene che la luna, in quei giorni, possa avere un effetto che favorisce il più possibile e ostacola il meno possibile lo sviluppo delle nostre piante. L’esperienza di millenni ha insegnato a discernere quando la fase crescente o quella calante possono apportare vantaggio alle coltivazioni. Esistono molti metodi approssimativi per scegliere il periodo di semina, come per esempio quello che consiglia la luna calante per le piante che producono sottoterra (rape, patate) e la luna crescente per le altre. Il metodo illustrato qui è più preciso. Si basa sulla fioritura e sulla considerazione che, mettendo il seme in terra in luna crescente, questo riceve una spinta energica verso la crescita, lo sviluppo ed una rapida fioritura, mentre mettendolo in luna calante la spinta è più moderata.

Considerazioni preliminari

A questo punto dobbiamo fare qualche considerazione sui vegetali. Lo scopo finale della pianta, il motivo per cui esiste, è quello di moltiplicarsi, cioè generare i semi e spargerli attorno a sé: avvenuto ciò muore, perché ha esaurito il suo compito. Dunque la fioritura rappresenta il momento in cui la produzione cessa, a meno che il prodotto non sia proprio il fiore, o un derivato del fiore come il frutto. Qui subentra l’orticoltore esperto: egli sa che per alcune piante è preferibile che fioriscano il più presto possibile, mentre per altre è preferibile il contrario.

In pratica: ecco quando seminare che cosa 

Sapendo che la luna crescente accelera il processo vegetativo, semineremo in questa fase tutti gli ortaggi che vogliamo far fiorire il più presto possibile. Questi sono per esempio i pomodori, che prima fioriscono e prima maturano le bacche, così come zucchini, fagioli, peperoni, ecc. Al contrario, ci sono ortaggi che con l’emissione dei fiori terminano il loro ciclo produttivo: per esempio la lattuga, la cicoria, la bieta, e tutti gli ortaggi da foglia in genere. La lattuga fiorita non è più commestibile, ogni orticoltore sa quanto sia antipatica la monta a seme anticipata delle insalate. Allora questi ortaggi, che vogliamo far fiorire il più tardi possibile, non li semineremo certamente in luna crescente, bensì in luna calante. Questo per moderare il loro ciclo vitale e ritardare la fioritura; in questo modo raccoglieremo e consumeremo più a lungo le tenere foglie.

Fase lunare preferita per la semina di alcuni ortaggi

semina piante con calendario lunare (luna crescente e luna calante)

Le eccezioni

Una delle eccezioni a questa regola fa riferimento alle coltivazioni da primizia. In questi casi non interessa tanto di avere una produzione prolungata, quanto di averne una il più anticipata possibile. A questo fine anche gli ortaggi per i quali la teoria suggerirebbe la semina in luna calante vanno seminati in luna crescente. Così la lattuga da taglio, che viene sicuramente raccolta prima della fioritura, va seminata in luna crescente. Queste eccezioni, spesso non illustrate chiaramente, possono avere come effetto indicazioni contrastanti da parte di autori diversi.

Le piante ornamentali

Il giardino è generalmente dedicato alla coltivazione dei fiori senza vincoli produttivi alimentari: sapendo ciò, possiamo senz’altro seminare sempre in luna crescente, per accelerare le fioriture.

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