Seminare l’insalata nell’orto

Dove le temperature sono idonee, già adesso si può mettere a dimora nel terreno dell'orto un particolare tipo di insalata: il crescione. Con poche cure, in un mese circa, la potremo raccogliere.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 21/02/2017 Aggiornato il 21/02/2017
crescione

Il crescione è un’insalatina annuale poco conosciuta, nome botanico Lepidium sativum, perfetta per essere seminata adesso sia in piena terra che in vaso se si possiede un balcone. Appartiene alla famiglia delle brassicaceae e come i rapanelli, della stessa famiglia, il suo gusto spicca nei piatti di insalate miste per un lieve pizzicorio. Si consumano le foglie in insalata: si raccoglie poco prima e durante il periodo di fioritura, tra maggio e giugno, non oltre tale periodo perché il sapore diventa troppo intenso e va a seme.
La caratteristica del crescione è che, durante la crescita, gli steli si allungano raggiungendo un’altezza di circa 15 cm. Le foglie sono piccole, hanno un colore tenue, verde chiaro e la forma inizialmente costituita da lobuli, si evolve durante la comparsa dei piccoli fiori bianchi; se non raccolto, compaiono i semi in piccoli baccelli che si sviluppano all’estremità.

Come si coltiva l’insalata

Resiste bene alle basse temperature ed essendo una pianta molto rustica non necessita di molti interventi né richiede grandi superfici. Il crescione si sviluppa con temperature intorno ai 15°C, mentre germina intorno ai 5°C: nelle regioni del nord. quindi con il rischio di gelate tardive, è opportuno seminarlo nei tunnel. Nelle zone più miti si può iniziare a seminare il crescione in pieno campo già a fine febbraio.
Per essere presente in tavola per un lungo periodo, la coltivazione può essere programmata a scalare e interrotta solo nei mesi estivi.
L’esposizione ideale è in zona luminosa ma non continuativamente esposta ai raggi diretti del sole.
Il terreno va ben lavorato con la vanga ma non eccessivamente in profondità: è sufficiente che il sottofondo sia perfettamente drenante e il letto di semina ben sciolto e livellato col rastrello. Il substrato ideale ha un pH leggermente acido compreso tra il 6 e il 7, e ricco in sostanze organiche.
Non è necessario essere assidui con la concimazione. Come tutte le piante non acquatiche, non ama i ristagni idrici, ragione per cui si deve provvedere a garantire un buon drenaggio.

crescione si mette a dimora in filari

1. Il crescione si mette a dimora in filari, meglio che a spaglio, perché consente una migliore gestione delle sarchiatura nella lotta alle infestanti. Le file potranno avere una distanza di 10 – 15 cm, e i semi andranno lasciati superficiali e molto fitti. Basterà appena un velo di terra a coprirli, e se il freddo dovesse essere pungente una coperta di tessuto non tessuto favorirà una germinazione rapida e sicura senza passare dal semenzaio. Il ciclo di vita è molto breve e va dai 20 giorni ai due mesi. Il seminato necessita di poca acqua ma somministrata frequentemente, esigenza che dopo la germinazione smette di essere una necessità.

 

tagliare malerbe

2. Bisogna togliere con continuità le malerbe.

raccolta crescione

3. La raccolta del crescione avviene come per le altre insalate da taglio. Quando le foglie raggiungono un’altezza compresa tra i 5 e i 10 cm, e non sono ancora andate a fiore, possono essere tagliate con forbici e coltello.

Come si consuma l’insalata

L’ideale è mangiare il crescione fresco in modo che non perda il suo gusto caratteristico, cosa che accade se lo si cuoce; per questo gli accostamenti migliori sono con insalate come la lattuga o il songino. Con il suo gusto deciso è adatto ad aromatizzare anche la carne e i formaggi freschi.

 

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