Seminare le “erbette”

Tra gli ortaggi da seminare in questo periodo, la bietola da taglio (conosciuta come “erbette”) è apprezzata per il sapore deciso. Se si agisce ora in modo corretto, ha poche esigenze di coltivazione e si raccoglie tra 40 giorni.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 08/07/2015 Aggiornato il 08/07/2015
Seminare le “erbette”

Il nome botanico è Beta vulgaris, appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae, ma viene comunemente chiamata “bietola da taglio” oppure “erbette” ed è apprezzata soprattutto nel periodo autunnale per il sapore e la ricchezza di vitamine. Dato che non teme il freddo, può essere coltivata in qualsiasi regione italiana, seminata anche adesso come coltivazione tardiva (quella precoce si semina da marzo a maggio). La raccolta si pratica dopo circa quaranta giorni dalla semina e prosegue a intervalli regolari di un mese circa. Le foglie vengono consumate intere previa cottura e trattate come gli spinaci per le preparazioni in cucina.

Esigenze

Le biete da taglio sono lisce e di colore verde scuro, brillante; le nervature del fogliame sono sottili e poco sviluppate, per lo più di colore verdognolo. Amano le posizioni soleggiate ma crescono bene anche a mezz’ombra e non richiedono un terreno particolarmente ricco. Se il terreno è stato preparato già dall’autunno precedente e integrato con letame ben maturo, la coltivazione non richiede ulteriori concimazioni. Attenzione: la bietola da taglio non va confusa con la bietola da costa che, oltre ad avere un aspetto diverso, ha anche altre caratteristiche di coltivazione e raccolta. Le bietole da costa hanno la lamina fogliare più sviluppata e le nervature più grosse.

Meglio a file

Le semine si possono effettuare a spaglio o in file, ma quella in file è da preferire, rende infatti più agevole la coltivazione dal momento che durante la coltura è importante operare una sarchiatura continuativa per mantenere il terreno sciolto e per poter irrigare in modo equilibrato. Si può irrigare per scorrimento e infiltrazione laterale così da evitare di bagnare le foglie e da non favorire la crescita di malattie fungine. Con la semina in file risultano facilitate anche le zappettature e le scerbature che servono per arieggiare il terreno e scongiurare il diffondersi delle malerbe.

Due problemi sanitari

La coltivazione è sensibile in particolare a due malattie, l’oidio o mal bianco e la peronospora. La prima strategia da adottare per scongiurarle è quella di scegliere sementi di ottima qualità. Per combattere l’oidio invece si devono tenere sotto costante controllo le colture ed eliminare tempestivamente le eventuali parti ammalorate delle piante ricorrendo all’impiego, sulle restanti parti, di un infuso di equiseto, oppure un decotto di aglio. Per combattere la peronospora si deve invece lavorare a fondo il terreno aerandolo e facendo in modo che le aiuole scelte cadano in posizioni ventilate. La malattia può anche essere contrastata sul nascere con macerati d’ortica e infuso di equiseto: il primo verrà utilizzato per bagnare le colture, il secondo nebulizzato sulle foglie.

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