Seminare fave e piselli da raccogliere a primavera

Per raccogliere e consumare fave e piselli già nella prossima primavera, in inverno è possibile scegliere le varietà, fare le lavorazioni del terreno e seminare. Nel frattempo il freddo e il tempo faranno il resto.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 29/12/2020 Aggiornato il 29/12/2020
Seminare fave e piselli da raccogliere a primavera

Per chi vuole avere fave e piselli pronti da raccogliere e gustare a inizio primavera, l’inverno è il momento giusto per seminare. Vicia faba e Pisum sativum, appartenenti alla famiglia delle Papilionaceae, sono leguminose a ciclo annuale che si possono seminare all’aperto in ambienti a clima temperato, con inverni non eccessivamente gelidi. Quando si acquistano le sementi si può scegliere tra diverse varietà, con caratteri differenti, tra cui adattamento climatico, periodo di maturazione (varietà precoci o tardive) e portamento (nano, semirampicante o rampicante). In questo periodo occorre scegliere varietà a ciclo autunno-primaverile.

Le tempistiche

Adesso occorre seminare, nella posizione dell’orto più soleggiata e riparata possibile. Dopo aver trascorso l’inverno sotto terra, il germogliamento dei semi avviene a inizio primavera (con temperature di 4-5 °C). In media, tra il germogliamento e la raccolta trascorrono dai 60 ai 200 giorni, più o meno in base al tipo di varietà, precoce o tardiva. Quindi seguirà la fioritura (a 15-16 °C) e la maturazione dei baccelli (quando la temperatura media è di 20-21 °C). A fine primavera, con l’arrivo del caldo estivo la pianta tende a seccare e va tagliata alla base per lasciare spazio alle colture da orto tipicamente estive.

Arricchiscono il terreno

Uno dei vantaggi della coltivazione di specie leguminose è la loro proprietà di arricchire il terreno di azoto, grazie alla presenza sul loro apparato radicale, di tubercoli in cui vivono ospiti batteri “azotofissatori” (Rhizobium leguminosarum): il terreno, in seguito alla coltivazione di leguminose, rimane più ricco e fertile, perfetto per le colture successive. Per questo motivo, le leguminose vengono anche definite colture “miglioratrici” del terreno.  

Predisporre i sostegni

tutori per sostenere le piante

Per chi sceglie le varietà rampicanti o semirampicanti, è necessario predisporre dei tutori per sostenere le piante nel corso del loro sviluppo, poiché possono raggiungere i 2 metri di altezza. Molto utile è l’utilizzo di reti in plastica, da tendere saldamente tra un tutore e l’altro, a distanza di circa 1,5 m: le giovani piante cresceranno aggrappandosi a esse, in maniera ordinata.

La posizione e le lavorazioni del terreno

Innanzitutto bisogna scegliere la posizione più adatta, che dev’essere ben soleggiata e preferibilmente riparata; condizioni indispensabili soprattutto per le varietà a ciclo autunno-primaverili che devono trascorrere l’inverno a dimora.

È quindi necessario preparare il terreno con un’opportuna lavorazione eseguita a una profondità di circa 30 cm. Per la lavorazione si possono utilizzare zappa e vanga, ma sempre meglio limitare la fatica e utilizzare una motozappa. Sassi, erbacce e impurità varie vanno eliminati; le zolle troppo indurite vanno rotte in maniera da omogeneizzare il più possibile il terreno, che deve essere leggero e sciolto. Il terreno deve essere ben drenante, poiché i ristagni idrici sono dannosi alla coltivazione di queste specie, che soffrono l’umidità. Troppa acqua nel terreno, soprattutto durante la stagione invernale, può predisporre allo sviluppo di marciumi. Un minimo di umidità, invece, quella necessaria allo sviluppo delle piante, è fornita dalla natura e non è necessario intervenire.

Per garantire una buona fertilità del suolo, durante la lavorazione è consigliabile incorporare alla terra del concime organico (letame o stallatico) in quantità moderata; più in superficie, invece, è utile somministrare un concime granulare a elevato tenore in fosforo e potassio (ad esempio 8-24-24).

Infine, per livellare e uniformare il più possibile il terreno in superficie, si esegue una passata con un rastrello, così da preparare il letto di semina. Ora il terreno è pronto per la semina.

La semina

Per chi segue il calendario lunare, la semina dei legumi andrebbe eseguita preferibilmente nei giorni in cui la luna è in fase crescente, come nel caso della maggior parte degli ortaggi a frutto. La semina viene eseguita, sia nel caso di fave che di piselli, su file parallele.

seminare 

I solchi devono essere profondi 4 cm nel caso dei piselli, poco di più (6 cm) nel caso delle fave e distanziati l’uno dall’altro sulla fila di 15-30 cm circa (piselli-fave). Le file devono essere distanziate tra loro di 100-120 cm, soprattutto nel caso di varietà rampicanti; nel caso di varietà nane, invece, è sufficiente una distanza di 50-60 cm tra le file. Per ogni buca si può scegliere se inserire un solo seme, oppure 2-3 semi: quest’ultima scelta, più dispendiosa, è per i più previdenti, e serve a riparare eventuali fallanze, nel caso alcuni semi non dovessero germinare. Infine si colmano le buche a ricoprire i semi con terriccio morbido.

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