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Il nocciolo (Corylus avellana) è un arbusto rustico, di facile coltivazione e molto diffuso nel nostro paesaggio, capace di raggiungere un’altezza compresa tra i tre e i cinque metri. Estremamente adattabile, resiste bene alle basse temperature ed è particolarmente apprezzato per la sua fioritura precoce, che annuncia la fine dell’inverno. Allo stato spontaneo lo si incontra dai piedi delle colline fino ai 1.300 metri di altitudine. Il ciclo produttivo si conclude alla fine dell’estate, con la raccolta delle nocciole tra agosto e settembre.
Il periodo di fioritura
L’elemento che rende il nocciolo unico è la sua fioritura “anomala”, che inizia tra gennaio e febbraio, spesso quando il suolo è ancora coperto di neve.
Oltre al tempismo, è singolare la forma dei fiori maschili: lunghi amenti penduli che, oscillando al vento, liberano il polline.
Essendo una pianta anemofila, la fecondazione è affidata esclusivamente alle correnti d’aria; i fiori femminili, piccoli e simili a gemme con ciuffetti rossi, non necessitano quindi dell’intervento degli insetti impollinatori.
Durante l’inverno, anche la corteccia grigio-brunastra, punteggiata da lenticelle in rilievo, e il portamento elegante contribuiscono al fascino della pianta.
Alla base del fusto (il colletto) tendono a formarsi numerosi polloni. Se non si desidera moltiplicare la pianta o lasciarla crescere allo stato selvatico, è fondamentale rimuoverli: questi succhioni sottraggono vigore e nutrienti, penalizzando la fruttificazione e ostacolando le normali operazioni di cura.
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Quando fare la potatura
Il nocciolo non richiede cure eccessive, ma la potatura è l’intervento chiave per mantenerlo produttivo, considerando che la pianta inizia il suo declino naturale intorno ai 40 anni.
L’obiettivo principale è eliminare i rami secchi, danneggiati o quelli che crescono in modo disordinato rispetto alla forma prescelta, a cespuglio o alberello).
È fondamentale rimuovere i succhioni, ossia i rami verticali molto vigorosi che non producono frutti, per convogliare le energie verso i rami produttivi.
Il momento ideale per intervenire è a marzo, dopo la fioritura ma prima dell’apertura delle foglie, quando è più facile individuare i rami vecchi o privi di gemme utili.
Procedimento

Una corretta potatura deve mirare a eliminare circa il 15% della vegetazione complessiva, avendo cura di preservare i rami giovani e vigorosi con una lunghezza di almeno 20-25 cm, che garantiranno la produzione futura.

In concomitanza con il risveglio primaverile, è consigliabile distribuire sul terreno un concime a lenta cessione, interrandolo con un’erpicatura molto superficiale per non danneggiare l’apparato radicale, che nel nocciolo si sviluppa vicino alla superficie.

Proprio a causa delle radici superficiali, la pianta soffre molto la siccità. In caso di scarse precipitazioni, è necessario irrigare generosamente. Attenzione: non bagnare solo la base del tronco, ma irrigare l’intera area corrispondente alla proiezione della chioma e oltre (almeno 1-2 metri di raggio supplementare), per raggiungere l’intero reticolo radicale.
Varietà di nocciole
L’eccellenza mondiale nella produzione di nocciole appartiene al Piemonte, dove la coltivazione è legata a una tradizione dolciaria secolare.
La Nocciola del Piemonte IGP (varietà Tonda Gentile Trilobata) si distingue per la forma sferica e il guscio sottile ma resistente. Il seme interno è croccante, dal sapore finissimo e persistente, ideale per la tostatura che ne esalta l’aroma e facilita la rimozione della pellicina scura (perisperma).
Tra le varietà di nocciole c’è la Nocciola Tonda di Giffoni IGP, apprezzata per la forma perfettamente sferica e la polpa bianca consistente.
Altre varietà rilevanti includono la Tonda Gentile Romana DOP, ideale per i prodotti da forno, e la Mortarella, tipica della Campania e nota per il suo sapore intenso e la forma allungata.
Per mantenere intatte le qualità organolettiche ed evitare l’irrancidimento, le nocciole vanno conservate in luoghi freschi, asciutti e ben ventilati. In cucina, sono un ingrediente versatile: ottime fresche o essiccate, sono protagoniste di creme spalmabili, gelati, torroni e, naturalmente, del celebre cioccolato Gianduia piemontese.
Dal punto di vista nutrizionale, le nocciole sono una fonte energetica straordinaria (circa 650 Kcal per 100g). Una pianta adulta in salute può arrivare a produrre fino a 10 kg di frutti per stagione.



































