Pomodori: mese dopo mese, le cure giuste

Da maggio a settembre i pomodori devono essere seguiti al meglio: con questa facile “guida” potremo organizzare i lavori nell’orto per ottenere frutti grossi da raccogliere a maturazione.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 30/05/2014 Aggiornato il 30/05/2014
Pomodori: mese dopo mese, le cure giuste

I pomodori sono presenti in tutti gli orti familiari italiani, insieme a zucchini e verdure da foglia. L’orto assume sempre più non solo la valenza di scelta produttiva sana e controllabile in ogni suo passaggio, ma anche economica: le piantine singole in vasetti di 8-10 cm di diametro costano 1 euro (ma se si sceglie un pack con quattro alveoli e pianticelle più piccole la spesa è di 2,50 euro) a fronte di una produzione di almeno 4-5 kg di prodotto, anche di più se condotta sino alla fine del ciclo vegetativo. Anche i non esperti, la maggior parte dei nuovi orticoltori per passione e necessità, che hanno atteso lo stabilizzarsi delle condizioni meteorologiche, a inizio maggio possono mettere a dimora le nuove piantine.

Maggio: acquisto e trapianto

All’inizio dobbiamo privilegiare lo sviluppo della struttura e non la produzione, quindi l’ideale è acquistare piante che non siano già in fase di fioritura. Le piantine acquistate vanno trasportate senza farle soffrire: evitate di lasciarle richiuse in sacchetti di plastica o in auto al sole dove la temperatura sale parecchio. È importante trapiantarle lo stesso giorno dell’acquisto ponendo nel terreno a fianco della pianta, da subito, il tutore interrato per almeno un terzo della lunghezza totale. Si bagnano con regolarità e con moderazione, tutti i giorni, come sono abituate in vivaio, fino a quando non mostrano i segni di una certa ripresa di crescita. All’inizio vanno ombreggiate. Per non perdere una superficie fotosintetizzante già attiva e in funzione, è importante mantenere in essere e attiva la dotazione iniziale di foglie della pianticella acquistata. Le foglie soffrono in particolar modo l’esposizione al sole diretto perché sono state tenute in vivaio, luminoso ma con un irraggiamento scarso o assente. All’aperto le foglie avvizziscono con facilità e si seccano lasciando vuota la base dei rami. Per evitarlo, ombreggiamo le pianticelle con una rete, con una campana di carta o con semplici schermi come potrebbero essere cassette di plastica, aumentando progressivamente l’esposizione al sole.

Giugno: accompagnare la crescita e irrigare bene

Le piantine di pomodoro devono essere fissate ai tutori con legature non troppo strette: per non correre il rischio di “segare” la pianta, queste vanno verificate periodicamente. Mano a mano che cresce, allentare e rifare le legature che accompagneranno la pianta fino alla cimatura. Raggiunta l’altezza desiderata si cimano le piante asportando l’apice con le mani. Il consiglio di intervenire dopo la formazione di quattro-sei palchi è valida solo per chi dispone di molte piante e/o desidera frutti di grossa pezzatura, e prima qualità. Chi ricerca un maggiore volume di produzione, con fruttificazione protratta nel tempo, a scapito in parte della pezzatura, lascerà crescere la pianta spesso in modo indefinito ed opererà solo una parziale sfeminellatura. Si chiama così l’eliminazione, sempre con le mani, dei getti laterali che si sviluppano all’ascella delle foglie. Questi getti laterali, se non eliminati, produrranno altri rami e altre infiorescenze che daranno vita ad altri grappoli di frutti, spesso di taglia minore. Per ottimizzare al massimo l’acqua, bisogna localizzare l’apporto idrico nella zona di terreno esplorata dalle radici. Il metodo d’irrigazione a pioggia è quello meno efficace e più dannoso per il pomodoro perché buona parte dell’acqua non raggiunge il terreno e lo bagna tutto indistintamente e crea condizioni di elevata umidità all’interno della vegetazione favorendo il proliferare di insetti, parassiti, funghi e batteri. Per bagnare solo nella zona di terreno esplorato dalle radici, si può ricorrere al tubo forato o alla formazione di piccole conche alla base delle piante. Annaffiare tutti i giorni, o a giorni alterni, sempre con quantitativi d’acqua capaci di affondarsi nel terreno e raggiungere le radici.

 Luglio: verifica dei tutori e concime

Operazione importante e spesso trascurata, è il controllo della stabilità dei tutori. I migliori sono le canne di bambù che devono essere infisse per almeno 30 cm nei terreni compatti (anche di più in quelli sciolti e sabbiosi). Da questo momento in poi lo sviluppo delle piante è inarrestabile ed aumenta sia il carico in termini di peso sia la resistenza che le piante offrono a pioggia e vento. Per verificare che sia ben infisso nel terreno, piegare il tutore di circa 15 cm e dopo qualche secondo rilasciarlo. Se ben infisso si riposizionerà com’era in origine, in caso contrario provvedere a ribatterlo dopo aver allentato le legature. Quando i primi frutti cominciano ad ingrossarsi, usate un buon fertilizzante di tipo adatto. Al momento delle lavorazioni profonde che hanno preceduto la messa a dimora delle piantine è stato consigliato di distribuire una dose di letame ben maturo di circa 5 kg per metro quadrato o quantità equivalente di fertilizzante apportatore di sostanza organica. I pomodori preferiscono il terreno fertile e la loro capacità di asportare principi nutritivi è proverbiale. Quindi si deve approntare un reintegro annuale accompagnata da concimazioni di copertura con prodotti a lento rilascio.

Agosto: raccogliere

La raccolta potrebbe essere già cominciata, ma è in questo mese che, grazie alle alte temperature e alle bagnature continue, le piante sono cariche di frutti. In estate e fino a quando le temperature serali non si abbassano sensibilmente i pomodori devono essere raccolti ogni giorno, ma solo a maturazione completa. I frutti si devono presentare perfettamente colorati, con la buccia tesa e lucida, sodi al tatto, non molli e non gommosi. Si staccano dalla pianta recidendo il picciolo con le forbici e mai con le mani perché in questo modo si evitano rotture di rami che creano ingressi facilitati a parassiti, insetti e malattie. In autunno quando si teme di non riuscire a completare la maturazione sulla pianta o si protraggono freddo e pioggia per più giorni si possono raccogliere i pomodori ancora verdi, si asciugano e si mettono in casa nella cesta della frutta dove cambieranno colore e sapore. In collina e in montagna si pratica la spogliazione delle piante che consiste nell’eliminare la maggior parte delle foglie per favorire la maturazione degli ultimi frutti. A fine stagione i pomodori verdi possono essere conservati sottolio dopo cottura in aceto bianco.

Settembre: fine ciclo

In questo periodo le piante disseccano improvvisamente, le foglie appassiscono, divengono brune e i frutti restano attaccati assumendo lo stesso colore. Senza attendere l’inverno, in autunno si sradicano con cura le piante, utilizzando una vanga e non per semplice trazione, si raccolgono anche i pomodori caduti, e si allontana il tutto per impedire proliferazione degli agenti infettivi che l’anno successivo potrebbero attaccare le nuove piante. Il materiale può anche essere bruciato o interrato in una buca, profonda almeno 50 cm, ricoperta con uno strato di calce idrata prima di essere chiusa. Evitate di immettere all’interno della compostiera le piante di pomodoro perché difficili da trasformare.

Come prolungare il raccolto

Le piantine di pomodoro nei garden restano disponibili più a lungo di quanto comunemente si possa pensare. È possibile metterne a dimora una seconda serie che inizi la fruttificazione più tardi e sostenga la produzione calante delle piante. Anche nella scelta delle varietà da mettere a dimora è consigliato disporre di varietà precoci (primo raccolto dopo 65 giorni), medie (75 giorni) e tardive (80 giorni) così da allungare al massimo l’epoca di raccolta attenuando il classico fenomeno della sovrapproduzione della seconda metà del mese di luglio.

Mai nella stessa porzione di terreno

Il pomodoro è pianta esigente in calcio e la coltivazione ripetuta sulla stessa superficie porta spesso a fenomeni di carenza che uniti a irregolari apporti idrici causano il marciume del frutto a partire dalla zona apicale. La presenza di frutti bucati indica la presenza di parassiti che si cibano della polpa affondandovisi dentro. Eliminare le bacche colpite e distruggerle. Frutti crepati sono indice di apporti irregolari d’acqua che provocano una crescita in volume, per forte apporto, superiore a quella della buccia. Il fenomeno è chiarissimo subito dopo forti piogge estive. Per evitare la perdita di frutti raccogliere subito. L’umidità favorisce tutte le malattie del pomodoro e, in particolar modo, la ruggine che provoca la morte delle piante.

 

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