Orto in città: è OK se…

La verdura cresciuta in vaso sul balcone o sul terrazzo è sempre buona, ma è anche salutare? Sì, solo se la coltiviamo evitando le posizioni più esposte all’inquinamento ambientale.

Gli orti urbani oggi sono una passione dilagante e molti appassionati di verde provano a coltivare anche in città, a fianco di un geranio, un ben più saporito pomodoro. La ridotta estensione degli apparati radicali e della parte aerea della maggior parte degli ortaggi facilita la coltivazione su piccole superfici di terreno, anche in vaso. Così anche chi non ha un terreno per l’orto, può coltivare un angolo di aromatiche, insalatine da taglio e a volte anche melanzane, fagioli, pomodori e molto altro.

I vantaggi…

L’orto urbano oggi non può essere considerato una moda o una passione effimera, bensì una pratica colturale in grado di permettere la raccolta di ortaggi di sicura e certificata provenienza e anche di qualità. Un altro aspetto positivo è rappresentato dall’indubbio benefico psico-fisico derivante dal semplice lavoro della terra, una vera e propria “terapia orticolturale”: il contatto con la terra e i ritmi di crescita della natura sono in grado di ridurre lo stress che affligge soprattutto coloro che vivono in città.

… e i rischi

La rivista on line “Intersezioni” (organo dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano) ha pubblicato recentemente uno studio effettuato in collaborazione tra l’Università Tecnica di Berlino e l’Università Nazionale di Khmelnitsky (Ucraina) in cui si afferma in maniera inequivocabile che esiste il rischio di contaminazione da inquinanti ambientali a carico di produzioni orticole ottenute in ambienti urbani.

Attenzione a gas e metalli pesanti

Il livello di inquinamento misurabile nelle città più densamente abitate e sottoposte alla quotidiana pressione del traffico veicolare e delle attività produttive, raggiunge frequentemente livelli molto elevati. Contribuiscono a peggiorare la qualità dell’aria urbana, elementi gassosi quali l’anidride carbonica, il biossido d’azoto, l’anidride solforosa, l’ozono e altri solidi in essa dispersi, quali il particolato e le polveri sottili. Alcuni di questi elementi sono in grado di arrecare danni alla strutture aeree degli ortaggi, così come a quelle di altre specie ornamentali, arbustive ed arboree, che si manifestano sotto forma di decolorazioni, ingiallimenti e maculature fogliari, ridotta capacità di crescita per mancata emissione di nuovi germogli o foglie, stentata fioritura o fruttificazione. Una conseguenza più dannosa per le piante, e più pericolosa per la salute umana, è stata tuttavia rilevata sotto forma di accumulo di metalli pesanti nelle foglie e nei frutti di molti ortaggi cresciuti nelle città a più elevato tasso di inquinamento ambientale. Gli studi condotti in molti agglomerati urbani, hanno permesso di misurare i livelli di alcuni metalli pesanti (piombo, zinco, cadmio, nichel) in ortaggi quali lattughe, cicorie, basilico, rosmarino, spinaci, rucola, pomodori e fagiolini : in alcuni casi le concentrazioni di inquinanti erano superiori anche del doppio rispetto a quelle rilevate in ortaggi della medesima specie, provenienti da coltivazioni in pieno campo, situate ai margini delle stesse città. Questi metalli pesanti, seppur rinvenuti in certi casi in concentrazioni non dannose per l’integrità degli ortaggi, possono rappresentare un problema per la salute umana. Quelli che hanno mostrato i maggiori livelli di inquinanti sono stati soprattutto gli ortaggi coltivati in terrazzi situati ai piani più bassi degli edifici, o nei terreni situati in prossimità di strade ad intenso scorrimento.

Rimedi possibili

L’auspicio è, per prima cosa, che migliori la qualità dell’aria e diminuisca l’inquinamento ambientale. In attesa di tali miglioramenti, alcuni accorgimenti possono comunque contribuire a far diminuire, anche significativamente, il livello di inquinanti nei vegetali.

  1. È di fondamentale importanza ridurre quanto più possibile il contatto tra orto e fonte di inquinamento, ad esempio i gas di scarico del traffico veicolare. Risulta pertanto opportuno coltivare gli ortaggi nelle parti più interne del terrazzo, delimitando il perimetro dello stesso con siepi sempreverdi in grado di fungere da filtro contro gli inquinanti presenti sotto forma di particelle solide disperse nell’aria. La protezione con siepi sempreverdi appare di grande efficacia anche, e soprattutto, nel caso di orti realizzati a livello dei piani stradali.
  2. Un altro intervento in grado di ridurre il livello di inquinanti è dato dalla regolare irrigazione soprachioma degli ortaggi : se da un lato tale pratica può compromettere la qualità del prodotto, in quanto potenzialmente in grado di favorire l’insorgere di malattie fungine, dall’altro contribuisce ad evitare che le micro particelle solide si depositino sulle foglie e sui frutti.
  3. Nelle città con maggior livello di inquinamento, è inoltre opportuno coltivare ortaggi a rapido ciclo di crescita ( ortaggi da foglia ) rispetto a quelli a maggior durata, nei quali è quindi più elevato l’accumulo dei metalli pesanti.
  4. Negli orti urbani, ancor più rispetto a quanto praticato negli ambienti periurbani o di campagna, appare inoltre di fondamentale importanza evitare qualsiasi intervento antiparassitario di tipo chimico contro insetti o funghi, al fine di evitare di associare all’effetto residuale negativo dei fitofarmaci, quello degli inquinanti ambientali.