Orto: difendersi da tre pericoli estivi

In questo momento dell’anno l’orto è carico di frutti. Per evitare di perderli occorre fare attenzione agli insetti, soprattutto al grillotalpa, e alle improvvise grandinate. Le nuove colture da semina o da trapianto devono essere protette dal sole, ancora molto intenso.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 30/07/2015 Aggiornato il 30/07/2015
protezioni per orto

1- Troppo sole per le nuove colture

Per le giovani colture appena trapiantate il sole dell’estate può essere eccessivo e le pianticelle non protette assumono spesso nelle ore centrali della giornata un’aria prostrata per riprendersi durante la serata e/o al momento dell’irrigazione. Le semine possono avere esito infausto se non si proteggono dal sole eccessivo perché molti ortaggi da foglia faticano a germinare al di sopra dei 20°C.

I sistemi di protezione consistono nel realizzare, con materiali e costi molto diversi, un’ombreggiatura:

  • stuoie di arelle stese su piccole spalliere temporanee realizzate con righelli di legno da porre ad un’altezza di circa 50 cm, ideali per ombreggiare colture che già hanno superato la prima fase di crescita o per le piantine di trapianto, sono facili da posizionare e rimuovere, durano più anni se correttamente conservate,
  • cassette di legno capovolte tenute sollevate dal terreno 30 cm con l’aiuto di picchetti infissi nel terreno, usate soprattutto per difendere le semine a spaglio su piccole superfici,
  • reti ombreggianti scure da tendere su strutture fisse in metallo, possono essere rimosse lasciando al loro posto le reti antigrandine che proteggono, ma non privano di luce, impiegate per le colture di pregio.

2- Il grillotalpa

Un tempo considerato un autentico flagello il grillotalpa oggi può essere combattuto con facilità grazie all’impiego di esche avvelenate. Il grillotalpa è un grosso insetto, lungo 4 cm, che vive sottoterra e scava gallerie visibili all’esterno come fori rotondi non confondibili con quelli di topi e talpe perché più piccoli e a margini netti quasi senza materiale di risulta. Raggiunge gli organi sotterranei delle piante e predilige cibarsi delle radici carnose come ravanelli, carote, rape, barbabietole, patate, topinambur, batate), ma può danneggiare tutte le orticole in genere. I segni sono paragonabili ad un piccolo rosicchiamento. Queste ferite non solo danneggiano la pianta, spesso fino a farla morire, ma favoriscono l’insorgenza di problemi sanitari per marciumi di origine batterica. Una volta che il grillotalpa è entrato nel nostro orto la lotta, con esche apposite, non può essere abbandonata per tre anni almeno perché le larve che sgusciano dalle uova deposte nel terreno impiegano due anni per divenire adulte e quindi il problema può presentarsi ad anni alterni.

3- La grandine

Ad agosto una minaccia sempre in agguato per l’orto è la grandine. Non tutti possono dotarsi di reti antigrandine, impegnative non tanto per la spesa quanto per l’impianto della struttura di sostegno. Come difesa estemporanea si può usare anche un foglio di tessuto non tessuto da stendere sopra le colture di maggior pregio quando si hanno le prime avvisaglie. In caso di grandinata raccogliamo tutti i frutti maturi o prossimi alla raccolta che siano stati danneggiati. Un’utilizzazione anche parziale è meglio della perdita totale che avverrà per i frutti lasciati sulle piante: le ferite spesso non si rimarginano e marciscono rappresentando una via d’ingresso preferenziale a muffe e batteri. Controlliamo anche fragole, zucchini e zucche per scartare i frutti danneggiati. Le verdure da foglia possono essere tagliate, irrigate e concimate per favorirne una ricrescita.

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