Ortaggi rampicanti, se c’è poco spazio

Chi ha un orto di piccole dimensioni, oppure deve coltivare in vaso perché ha poca terra, può scegliere di eliminare questi problemi con la coltivazione di soli ortaggi rampicanti. La scelta non è molto ampia e comprende oltre ai soliti fagioli, piselli e pomodori, anche zucche e zucchine, nasturzi e cetrioli, da sostenere con le opportune strutture.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 26/03/2020 Aggiornato il 26/03/2020
Ortaggi rampicanti, se c’è poco spazio

La coltivazione degli ortaggi rampicanti offre vantaggi e opportunità diverse rispetto alla coltivazione sul piano di campagna:

– consente di ottenere un raccolto più abbondante per metro quadrato,

– gli ortaggi si sviluppano verso l’alto e quindi occupano poco terreno,

– possono essere coltivati in filari che, se orientati con il percorso del sole, si ombreggiano solo parzialmente fra loro e quindi possono essere anche posti a distanza ravvicinata,

– dove non c’è terra, questa può essere sostituita dalla coltivazione in vaso

– con l’eccezione dei piselli, si tratta di ortaggi a ciclo estivo che lasciano libero il terreno a settembre, quando potrà essere utilizzato per coltivare cavoli, porri, verdure da foglia, rucola, prezzemolo.

Preparare il terreno

Chi decide di coltivare ortaggi rampicanti in piena terra non deve commettere l’errore di preparare il terreno a buche per risparmiare tempo e fatica, ma deve intervenire su tutta l’aiuola perché si tratta di piante con apparati radicali estesi e spesso profondi. Procedete a una vangatura doppia eliminando apparati radicali di precedenti coltivazioni, detriti, sassi e lenti d’argilla. Incorporate, secondo le necessità, fertilizzanti organici come letame o compost maturo, terricciati, e sabbia. Già al momento della preparazione del terreno, occorre sapere quali ortaggi posizionare e dove. Si dividono nettamente, infatti, in due categorie per quanto riguarda la richiesta di concime (letame è l’ideale): ci sono quelli molto esigenti (pomodori, cetrioli, zucche e zucchini) che richiedono cinque chili per metro quadrato, e dall’altra i legumi, specie poco esigenti e con capacità azotofissatrice, che ne richiedono solo tre. Con le dovute integrazioni in sostanza organica e micronutrienti, si possono anche porre in una successione binaria. La sabbia, se il terreno non è già sciolto, migliora il drenaggio.

Per chi decide di coltivare gli ortaggi rampicanti in vaso, ricordate che i ristagni sono i peggiori nemici perché l’acqua che si ferma nel sottovaso, non potendo percolare verso gli strati profondi, causa stati di asfissia, marciume e morte radicale. I primi segni di allarme sono ingiallimento delle foglie, terriccio umido in superficie anche dopo diversi giorni dall’ultima bagnatura, acqua nel sottovaso con odore alterato. Per migliorare il drenaggio mescolate due parti di terriccio da orto con una di sabbia, se potete eliminate i sottovasi oppure svuotateli di quanto vi ristagna un quarto d’ora dopo la bagnatura.

Predisporre i sostegni

Le piante rampicanti devono essere dotate di sostegni per arrampicarsi. Il requisito principale dei sostegni è la loro resistenza così che non si spezzino o non si allettino sotto il peso della vegetazione o sotto l’azione di vento e pioggia provocando in buona parte dei casi la perdita della pianta. Scegliete pali o canne di bambù alti, robusti, di buon diametro e senza segni di marcescenza alla base. Non abbiate timore se vi sembrano inizialmente sovradimensionati rispetto alle pianticelle perché si tratta di specie a rapida crescita e vigorose. Quanto infiggere le strutture nel terreno?

i pali semplici andranno infissi nel terreno per un quarto della loro lunghezza

i pali che formano una struttura a triangolo o a capanna indiana per un quinto della loro lunghezza

le reti metalliche elettrosaldate piegate a “V” rovesciata per un sesto della loro altezza.

Le legature

Non tutte le piante che coltiviamo su sostegni sono chiaramente rampicanti: alcune basta invitarle e, grazie ai viticci e ai fusti volubili che presentano, si aggrapperanno ai sostegni, altre avranno bisogno, fin dall’inizio, di legature.

Le legature dovranno tenere fissato i rami ai sostegni in modo che il peso o il vento non li trascini, ma non così tanto da strozzarli impedendone la crescita e contrastando la circolazione della linfa. Ogni mese provvedete ad allentare le legature eseguite con cordino di materiale plastico deformabile e a riallaciatele partendo dal basso.

Irrigazione

Tutti questi ortaggi richiedono una bagnatura quotidiana localizzata al piede. Si suggerisce di utilizzare una semplice ala gocciolante da riposizionare ogni anno secondo la progettazione delle aiuole.

Gli ortaggi più adatti

I pomodori

Si coltivano a partire da pianticelle acquistate nei garden e oggi quelle innestate sono le più vendute. Produttive, molto vigorose e sane, hanno bisogno di sostegni forti. Non limitatevi a fissare una canna per pianta ma legatele fra loro con almeno due ordini di cavi tesi, a metà e in prossimità della sommità, che andranno poi picchettati a terra ai due estremi così da avere una struttura a filare più stabile, nel caso una cedesse, ma anche in grado di sostenere ramificazioni laterali.

Le piantine di pomodoro devono essere fissate ai tutori con legature non troppo strette da verificare periodicamente per non correre il rischio di “segare” la pianta. A mano a mano che la pianta cresce le legature l’accompagneranno fino al momento della cimatura.

Raggiunta l’altezza desiderata si cimano le piante asportando l’apice con le mani. Il consiglio di intervenire dopo la formazione di quattro-sei palchi è valida solo per chi dispone di molte piante e/o desidera frutti di grossa pezzatura, e prima qualità. Chi ricerca un maggiore volume di produzione, con fruttificazione protratta nel tempo, lascerà crescere la pianta spesso in modo indefinito ed opererà solo una parziale sfemminellatura. Si chiama così l’operazione d’eliminazione, sempre con le mani, i getti laterali. Questi getti laterali, se non eliminati, produrranno altri rami e altre infiorescenze che daranno vita ad altri grappoli di frutti, spesso di taglia minore.

Facili da coltivare i pomodori richiedono bagnature costanti e abbondanti, sempre al piede, da quando la pianta ha raggiunto un’altezza di 60 centimetri e inizia a sviluppare i frutti, distribuzione di un fertilizzante per piante da orto a lenta cessione dopo che ha mostrato di aver attecchito e ha ripreso a crescere, ispezioni settimanali per evidenziare fin dalla loro comparsa problematiche sanitarie così da intervenire tempestivamente.

Zucche e zucchini

Possono essere coltivati a partire da pianticelle acquistate ma è ancora abbastanza diffusa la semina utilizzando anche materiale di propria produzione.

Le zucche sviluppano tralci lunghissimi e possono essere utilizzate anche per creare un arco o fatte arrampicare su una pergola ben sapendo che potranno essere coltivate come rampicanti solo quelle con frutti di taglia media o piccola. Frutti grandi andranno sostenuti oppure finiranno per trascinare verso il basso il tralcio fino a piegarlo e questo potrebbe portare alla strozzatura dei vasi linfatici e alla necrosi dello stesso. La pianta soffre il freddo e tutti gli abbassamenti di temperatura improvvisi provocano arresti di vegetazione favorendo, ripetendosi nel tempo, un precoce stato di senescenza nella pianta. Anche le irrigazioni con acqua fredda non sono gradite ed è consigliato usare acqua a temperatura ambiente lasciata riposare in fusti al sole. Le concimazioni in copertura sono sconsigliate in terreni ben preparati perché non migliorano pezzatura e qualità dei frutti, ma favoriscono un’abbondante produzione di foglie.

Gli zucchini non sono piante rampicanti ma possono essere allevati in verticale legando il corto fusto al cui apice si formano in continuazione nuove gemme. È un interessante metodo di coltivazione che consente, a fronte di un certo lavoro, un ottimo risultato produttivo e un contenimento delle patologie fungine. Può essere consigliato in particolar modo laddove esistono condizioni di elevata umidità e suoli pesanti che non drenando restano umidi, anche in superficie, a lungo.

Ogni pianta, fin dalla messa a dimora, deve essere dotata di un tutore robusto, una canna di bambù non è sufficiente, infisso nel terreno per almeno 30-40 cm. A questo si lega, accompagnandola nello sviluppo, la pianta, che non si allargherà più sul terreno, ma crescerà verso l’alto. Data la velocità di crescita delle piante di zucchino e la notevole massa di vegetazione che sviluppano, le legature effettuate con materiale estensibile, e il loro controllo, devono avvenire con regolarità. I frutti in questo modo sono sempre puliti.

Cetrioli

La coltivazione sospesa dei cetrioli è consigliata soprattutto per il prodotto destinato ad essere conservato perché una colorazione insoddisfacente dei frutti a contatto con il terreno conferisce un aspetto poco attraente, ma si può utilizzare anche per i normali cetrioli da insalata. I frutti saranno puliti e con una minore differenza cromatica fra i due lati, quello a contatto del terreno e quello sopra. Si potrà intervenire con facilità raccogliendo i frutti alla dimensione richiesta dal consumo o riducendo il numero di bacche per piante se si desidera raccogliere rapidamente frutti di grossa pezzatura.

I sostegni devono essere robusti perché la fitta vegetazione delle piante può fare resistenza al vento causando il crollo delle strutture con perdita delle piante. Si può ricorrere ai classici pali di legno infissi nel terreno, per almeno un terzo della loro lunghezza, collegati fra loro da una serie di fili di metallo paralleli, ben fissati in testa con almeno due tiranti divergenti, oppure, ad una spalliera a “V” capovolta di rete elettrosaldata.

Le piante devono essere accompagnate ai sostegni che devono già essere presenti sul terreno al momento della semina o del trapianto anche se la sproporzione è evidente. Quando si sono sviluppati fusti vigorosi si può ricorrere, come per i pomodori, a legature non troppo strette d’ancoraggio.

Fagioli

I fagioli si seminano a buchette, solitamente in numero di tre, ma anche fino a sei. Solo quando la temperatura del terreno, misurata ad una profondità di 5 cm, raggiunge i 15°C le semine avranno successo garantito e i tempi di germinazione saranno brevi (una settimana). In pratica è meglio attendere il mese di aprile per dare inizio alle semine; al sud si può anticipare a marzo, al nord o in montagna si attenda maggio. I semi vanno posti ad una profondità di 3-4 cm e la distanza fra le buchette di semina è di 20 cm. La distanza fra le fila è di almeno 100 cm.

Le fila, se poste in parallelo, devono essere orientate nel senso del cammino del sole. Nel caso di una fila soltanto è meglio porla perpendicolarmente al senso del cammino del sole.

Il sistema a rete con rete elettrosaldata piegata a “V” rovesciata e infissa nel terreno così da sostenere piante che crescono sui due lati, è considerato il più produttivo perché alle piante è lasciato più spazio per espandersi. Ha anche il vantaggio di potere spostare la struttura ogni anno in uno spazio diverso dell’orto limitandosi ad ancorarla al terreno ed è quella più durevole e, nel tempo, la meno costosa.

Piselli

Le varietà rampicanti vere e proprie con una lunghezza del fusto che può raggiungere i 150 cm, e le varietà semirampicanti, chiamate tecnicamente, a mezza rama, di altezza compresa fra gli 80 e i 120 cm, sono indicate per la semina a fine inverno. Produttive danno risultati affidabili, migliorano la qualità del terreno, e possono essere ripetute su se stesse, lasciano libero il terreno per colture a semina o trapianto estivo e raccolto invernale come i cavoli o i porri, ma anche verdure da taglio in secondo raccolto, ravanelli, spinaci e bietole in autunno.

I piselli rampicanti hanno bisogno di sostegni alti e robusti perché producono una buona vegetazione destinata a restare in essere almeno fino all’inizio dell’estate quando i rovesci temporaleschi possono causare con facilità l’allettamento di pali improvvisati o male infissi nel terreno. Quando i tutori cadono a terra nella maggior parte dei casi, anche se all’inizio può non sembrare, si ha la perdita della pianta perché il fusto erbaceo, anche senza spezzarsi, si piega e si interrompe la continuità dei vasi che consente la circolazione della linfa. I pali, ricavati spesso da potature, così da avere non soltanto un sostegno centrale ma diverse ramificazioni su cui la pianta si potrà aprire a ventaglio sono quelli preferiti dalla tradizione.

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