Nell’orto è il momento di trapiantare

Che siano tenere insalatine oppure aromatiche perenni, adesso è ora di procedere con i trapianti nell'orto delle giovani piantine acquistate o seminate. Dopo aver lavorato bene il suolo e prestando le attenzioni necessarie a ciascun tipo di pianta e al suo apparato radicale. Poi ci si deve occupare dell'irrigazione.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini, Fotografa Chiarida Sacco
Pubblicato il 28/04/2021 Aggiornato il 28/04/2021
trapiantare nell'orto

Nel mese di aprile è tempo di iniziare a lavorare nell’orto con maggiore intensità: le giovani pianticelle seminate andranno bagnate con maggiore frequenza, dovranno essere diradate, liberate dalle malerbe e rincalzate sarchiando il terreno; in più inizia anche la campagna dei trapianti.

Erroneamente si ritiene che il trapianto sia una pratica facile e priva di rischi, ma è proprio chi la esegue senza le dovute attenzioni che avrà gravi fallanze, piante che non crescono, esemplari avvizziti che non si riprendono. Trapiantare, come tutto nell’orto, è un’arte. E sarà diverso trapiantare una pianta giovane e tenera come un’insalata o un esemplare ben formato come un’aromatica.

LE INSALATE

Scelta delle piante 

scelta delle piante

Questo passaggio è sempre importante e non va fatto in modo affrettato. Le insalate sono vendute in multipack ossia in contenitori alveolati con diverse piante. Preferire quelli a sei unità dove le pianticelle sono già abbastanza cresciute e sono già pronte per iniziare fin da subito uno sviluppo rapido e vigoroso. E’ importante non farsi ingannare dalle dimensioni della pianticella ma valutarne il vigore e la salute. In modo particolare osservare che fra una e l’altra, dove si toccano, conservino foglie integre e sane e non appassite o con segni di marcescenza. Questo difetto se non  valutato con attenzione, si rivelerà al momento di separare le singole unità.

Attenzione alle distanze

sistanze di impianto

Per una gestione corretta delle distanze, specie per i neofiti, si consiglia di procedere a una simulazione, disponendo sul terreno le giovani pianticelle in zolla estratte dal contenitore. Prima di estrarle dal pack occorre bagnarle con generosità senza però affogarle per far sì che la zolla non si disgreghi quando verrà estratta esponendo le sottili radici non solo all’aria che le seccherebbe ma anche a traumi e rotture. Prima di procedere, verificate sul pack la distanza da tenere tra una pianta e l’altra, solitamente 30 centimetri per un cespo di insalata; questo significa che si deve lasciare uno spazio dal bordo dell’aiuola pari alla metà (cioè 15 cm), in modo da fare crescere liberamente il cespo radicale. Sfalsando le file fra loro, la distanza fra le piante potrà essere ridotta, ma saranno minori gli spazi liberi per lavorare.  

Scavare la buca

trapianto insalata

La buca da praticare nel terreno in cui sarà posizionata la pianticella con la zolla (per quanto possibile intera), rappresenta il nuovo mondo con cui questa dovrà confrontarsi. Solo se il terreno è stato precedentemente lavorato con cura e in profondità, aggiungendo fertilizzanti e ammendanti organici per garantire una buona fertilità e sabbia se necessaria per migliorare il drenaggio, si può procedere con una semplice incisione a misura. Se così non fosse occorre scavare una buca più ampia e riprodurre in piccolo le lavorazioni sopra descritte. Misurare l’altezza della zolla e scavare una buca delle stessa profondità spianando bene il fondo così che possa appoggiare perfettamente. 

Per favorire l’attecchimento

comprimere terreno

Una volta posizionata correttamente la zolla nella buca di scavo si proceda ad assestare il terreno riempiendo gli spazi vuoti utilizzando anche le dita per spingere il terreno in profondità. Alla fine appoggiare le mani aperte intorno al colletto della pianta e applicare una leggera compressione, ripetuta un paio di volte, per eliminare le sacche d’aria ancora presenti. E’ in questi spazi vuoti che le giovani radici possono seccarsi e interrompere il loro sviluppo. Terminare con una buona bagnatura al piede che avrà lo stesso significato. In questo modo il colletto sarà certamente posizionato a livello del terreno, non rilevato, non affogato. 

LE AROMATICHE

Disegnare l’aiuola

disegnare aiuola

Trattando di aromatiche dobbiamo pensare che si tratta di piante destinate, se la coltivazione avrà successo, a restare per diversi anni sul terreno e non a essere raccolte a maturazione come un pomodoro da eliminare a fine ciclo. Per questo è necessario non solo disporle sul terreno dopo aver disegnato su carta il progetto facendo riferimento allo spazio a disposizione, alle forme dei cespugli, al colore della vegetazione e alla successione delle fioriture. Quello che è importante conoscere con chiarezza sono le dimensioni finali delle specie e delle varietà impiegate. In un’aiuola simmetrica le più grandi andranno al centro, se addossata a un muro nella zona a ridosso di questa, lasciando ai bordi o sul fronte quelle striscianti o di modesto sviluppo. 

Estrarre dal contenitore

svasare piantaSvasare le piante non estraendole a forza per trazione ma scaravoltando il vaso in modo da fare appoggiare la zolla sul palmo della mano aperta. Se la zolla non si stacca verificare che questo non sia dovuto alle radici che fuoriescono dai fori di fondo. In quest’ultimo caso è possibile tagliarle con le cesoie affilate, e non strapparle, o sbloccarle esercitando una pressione localizzata sulla zona del foro se cedevole. Se le radici sono dentro il vaso, per favorire la fuoriuscita della zolla battere leggermente sul fondo e sulle pareti del contenitore per favorirne il distacco e solo se ce n’è bisogno afferrare le piante arbustive al colletto ed esercitare una leggera ma costante trazione. Quando le radici avvolgono tutta la zolla in un reticolo continuo cercare con cura di aprirlo per favorirne un corretto sviluppo.

Il terreno deve essere drenante 

scavare buca per trapianto

Le aromatiche come salvia, timo, rosmarino e lavanda, ma anche molte altre, possono essere considerate piante mediterranee. Tipiche di luoghi caldi, assolati, con terreno mai troppo fertile e sempre ben drenato, ricco di scheletro e pietrisco che favoriscono una veloce percolazione dell’acqua verso gli strati profondi senza che si creino condizioni di ristagno. Nell’orto occorre garantire condizioni analoghe preparando il terreno d’impianto con l’aggiunta di una buona quota di sabbia a granulometria grossa. Anche così facendo è consigliato scavare una buca più profonda della zolla e mettere sul fondo un buon drenaggio formato da un vespaio di ghiaia o sabbia.

Impianto di irrigazione

sistema di irrigazione

Seppur non abbisognano di bagnature continue, un buon impianto di irrigazione può semplificare la vita anche nella coltivazione di un’aiuola di aromatiche. Posizionati e messi a dimora i cespugli secondo il progetto, si proceda a stendere il tubo flessibile di irrigazione. La scelta migliore sarebbe un tubo intero, senza fori a distanze prefissate, su cui innestare gli ugelli nei punti richiesti. Il tubo dovrebbe passare vicino al centro dei cespugli, all’interno della proiezione della chioma, ma non addossato alla radice principale. Ricordare che quest’ala dell’impianto non può essere messa in linea con quelle che servono gli ortaggi, ma deve funzionare con tempi e scadenze diverse, bagnando non tutti i giorni o a giorni alterni, ma ogni tre nel cuore dell’estate, una volta la settimana in primavera e autunno. 

Il servizio fotografico è stato realizzato negli Orti Fioriti di CityLife Milano, www.city-lift.it. Si ringraziano per la collaborazione la Cooperativa del Sole e Miriam Meroni.  

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