More rampicanti nel frutteto

Le more più conosciute sono quelle selvatiche, molto rustiche e spinose. Quelle da giardino possono essere coltivate nell’orto e nel frutteto, dove c’è spazio a disposizione. Regalano frutti grossi e succosi e le piante sopportano bene siccità e terreni aridi.

La coltivazione delle more da giardino può regalare durante i mesi estivi un succulento raccolto di frutti eccellenti ricchi di minerali antiossidanti e vitamina A, da consumare crudi o per fare torte e marmellate. Le more hanno necessità di molto spazio, queste piante in effetti si potrebbero considerare infestanti per via dell’esuberanza delle loro radici che, una volta nel terreno, è difficile eradicare. Per la coltivazione domestica si possono scegliere le More nere senza spine da giardino che, al contrario di quelle selvatiche, sono appunto senza spine e regalano succosi e grandi frutti.

Quando piantarle

Il periodo ideale per metterle a dimora sono i mesi della stagione primaverile, prima che le temperature diventino troppo alte e le piante stentino ad attecchire oltre a dover essere continuamente annaffiate.
Nelle regioni meridionali dove le temperature sono molto più elevate, il momento migliore è l’autunno inoltrato: giornate più miti e nessun pericolo di gelate precoci.

Il substrato giusto

Le more si adattano a terreni di qualsiasi tipologia ma quelli più compatibili sono simili per caratteristiche a quelli di origine, ovvero del sottobosco; si può mescolare sabbia, ghiaia, torba e compost per avere un substrato drenante, e si aggiunge terriccio per piante acidofile che innalzi il pH ad un valore intorno al 5. L’ideale in ogni caso sarebbe concimare il suolo un mese prima dell’impianto con sostanze organiche.

Sole e luce per lo sviluppo migliore

Per uno sviluppo ottimale è necessario che le more crescano in posizioni soleggiate. Maggiore sarà l’irraggiamento di cui possono godere le piante, più zuccherini e lucidi saranno i frutti da raccogliere. Una posizione ideale potrebbe essere adiacente a un muro che faccia da supporto: l’impianto a spalliera è in effetti quello migliore.
Se non si ha un muro adatto, o l’impianto avviene in un’aiuola del frutteto, si potrà costruire un graticcio con delle canne cui legare i rami con dello spago.
Se si mettono le more a dimora nel frutteto è meglio evitare di farlo in aiuole dove siano già state coltivate fragole o lamponi; eventuali malattie fungine potrebbero propagarsi da una coltura all’altra. Fondamentale è coprire le radici con una buona pacciamatura: preservare l’apparato radicale farà crescere la pianta forte e rigogliosa.

1. Per l’impianto, se lavoriamo nel frutteto, è necessario distanziare le piante di almeno un metro una dall’altra; ma avendo maggior spazio a disposizione è decisamente meglio lasciare una distanza maggiore. Se le file sono due la distanza tra loro dovrà essere di almeno 250 cm.

1. Per l’impianto, se lavoriamo nel frutteto, è necessario distanziare le piante di almeno un metro una dall’altra; ma avendo maggior spazio a disposizione è decisamente meglio lasciare una distanza maggiore. Se le file sono due la distanza tra loro dovrà essere di almeno 250 cm.

 
2. Nel momento in cui la pianta è messa a dimora, il pane di terra che contiene l’apparato radicale andrà inserito in profondità, facendo in modo che il colletto rimanga leggermente sotto al piano di campagna.

2. Nel momento in cui la pianta è messa a dimora, il pane di terra che contiene l’apparato radicale andrà inserito in profondità, facendo in modo che il colletto rimanga leggermente sotto al piano di campagna.

 
3. Per creare un buon impianto a spalliera, se non si ha un muro a disposizione, si devono infiggere nel terreno dei pali che emergano per un’altezza di almeno 2 mt, ad una distanza di circa 3-4 m uno dall’altro. Tra uno e l’altro andranno tirati tre fili, a 50, 130 e 180 cm dal suolo, a cui potranno essere legati sia verticalmente che orizzontalmente i polloni.

3. Per creare un buon impianto a spalliera, se non si ha un muro a disposizione, si devono infiggere nel terreno dei pali che emergano per un’altezza di almeno 2 m, ad una distanza di circa 3-4 m uno dall’altro. Tra uno e l’altro andranno tirati tre fili, a 50, 130 e 180 cm dal suolo, a cui potranno essere legati sia verticalmente che orizzontalmente i polloni.