Le cure estive per le zucchine

Le zucchine sono presenti in tutti gli orti domestici. Adesso è già il momento di raccogliere dalle prime piante trapiantate la scorsa primavera e di seguire al meglio le piantine che si stanno ancora sviluppando. Ecco una breve guida per risolvere tutti i problemi e mantenere elevata la produzione.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 26/06/2015 Aggiornato il 26/06/2015
Le cure estive per le zucchine

I problemi principali della coltivazione delle zucchine in questa stagione sono legati alla maturazione dei frutti troppo contemporanea, tanto che non è facile consumare tutto il raccolti, alle erbacce che invadono le aiuole di coltivazione mettendo in difficoltà le giovani piante che ancora devono svilupparsi e alla raccolta e conservazione.

Maturazione zucchine: non tutte insieme

Per evitare di trovarsi con un eccesso di zucchine in un primo periodo e poi di restare senza già ad agosto, con piante che hanno esaurito il ciclo o sono prossime a farlo, ci sono due modi: piantumare o seminare in epoche diverse, da una parte, trasformare e conservare parte del raccolto, dall’altra. Per evitare di avere una produzione molto elevata in un intervallo ristretto che impone grandi consumi, l’utilizzo di piantine già pronte facilita la possibilità di impostare un altro ciclo di coltivazione ritardato rispetto al primo. Il segreto consiste nel non mettere a dimora tutte le pianticelle contemporaneamente ma scaglionate nel tempo, lasciando trascorrere un mese tra la prima e la seconda piantata. Il divario temporale, fra l’una e l’altra, grande a vedersi, in realtà si riduce di almeno un terzo perché le piantine messe a dimora con un mese di ritardo goderanno, verosimilmente, di condizioni climatiche migliori capaci di promuovere una crescita più veloce. Così facendo le piante, dopo il grande caldo estivo e all’abbassarsi delle temperature, non entreranno tutte in fase di senescenza, ma alcune potranno continuare a produrre.

Dalla pianticella ai primi frutti

La cura delle pianticelle consiste in due sole operazioni: la lotta alle malerbe importante nella prima fase di sviluppo delle piante che, soprattutto se si anticipa la coltura o le temperature sono basse, è piuttosto lenta, e la bagnatura. Lo zucchino è pianta esigente in fatto d’acqua, sia per quantità, sia per qualità. Le bagnature devono essere costanti così da mantenere il terreno sempre fresco, non fradicio, ma leggermente umido. A inizio fruttificazione, che coincide anche con il raggiungimento di buone dimensioni, il fabbisogno aumenta di molto. Bagnature insufficienti portano alla formazione di frutti anomali, di forma non convenzionale. Bagnature irregolari, ad esempio alternando grandi bagnature con periodi di carenza, inducono un precoce stato di senescenza della pianta. Importante è la temperatura dell’acqua impiegata che non deve essere fredda perché può causare arresti nello sviluppo specie in piante giovani. L’ideale è poter disporre di un deposito ben esposto al sole da dove attingere. Si bagna sempre al piede per rendere più efficace l’intervento e diminuire l’umidità sulle foglie e all’interno della chioma, fattori predisponenti per ustioni e proliferazione di parassiti e malattie fungine. Quando il terreno forma una crosta superficiale è necessario romperla con un rastrello per foglie, agendo molto in superficie così da non danneggiare le foglie.

La coltivazione con il telo nero

La coltivazione dello zucchino con il telo nero permette di ridurre al minimo i lavori di accompagnamento perché non si effettua diserbo, e consente di ottenere raccolti precoci perché assorbe la radiazione solare scaldando il terreno sottostante. Si stende sul terreno, si fissa, si aspettano dieci giorni di sole, per consentire un innalzamento della temperatura, e solo dopo si praticano dei tagli a croce per mettere a dimora le pianticelle con pane di terra.

Raccolta a regola d’arte

La raccolta è una fase spesso trascurata. Nella sua semplicità si ritiene non debba essere accompagnata da dovute avvertenze. Gli zucchini si raccolgono sempre tutti i giorni, appena abbiano raggiunto le dimensioni richieste. I frutti che restano sulla pianta, ingrossano e sviluppano semi, sottraggono energie alla pianta in modo più che proporzionale perché regolano il flusso di linfa e nutrienti rallentando e in parte inibendo la crescita degli altri. La raccolta deve avvenire di prima mattina o la sera, secondo la disponibilità di tempo, ma sempre in ore fresche e lontano dalle bagnature. Si staccano i frutti dalla pianta, sempre dotati di un peduncolo di circa 3 cm, con l’aiuto di un coltello affilato e non troncandoli. In questo modo le cicatrici si richiuderanno più in fretta e minori saranno le possibilità di contaminazione da parte di virus e batteri. I frutti che mostrano segni di marcescenza, difetti, o di sviluppo rallentato devono essere eliminati.

La conservazione delle zucchine

Le zucchine possono anche essere conservate: la tecnica del sottolio è forse la più dispendiosa in termini di tempo e di materiale impiegato, molto più pratica la conservazione in freezer. Le zucchine fresche perdono croccantezza una volta scongelate e possono essere utilizzate in modo soddisfacente solo nei passati di verdure, meglio allora conservarle già grigliate e condite, oppure già trasformate in una crema vegetale preparata secondo la ricetta originale inglese con brodo di pollo.

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