La rotazione delle colture migliora il raccolto

Nell'orto, coltivare le verdure nella stessa posizione per diversi anni successivi, impoverisce molto il terreno. La soluzione è suddividere in quattro parti l’appezzamento e cambiare ogni stagione.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 09/03/2014 Aggiornato il 09/03/2014
La rotazione delle colture migliora il raccolto

I piccoli orti familiari spesso sono coltivati mettendo a dimora nel terreno disponibile gli stessi ortaggi nella medesima posizione per diversi anni consecutivi. Questa pratica oggi è vivamente sconsigliata perché impoverisce il terreno, rende più prolifici i parassiti presenti e più forti le specie infestanti. Le produzioni migliori si ottengono con la rotazione delle colture ovvero alternando gli stessi ortaggi in posizioni diverse ogni anno.

Tre gruppi di ortaggi

Una delle modalità per coltivare le piante attraverso rotazione prevede la suddivisione degli ortaggi in tre gruppi a seconda delle esigenze nutritive.

  • A. Nel primo gruppo si coltivano gli ortaggi definiti “grossi consumatori” di sostanza nutritiva, ovvero quelli che hanno bisogno di terreni ricchi perché assorbono molte sostanze nel terreno, lasciandolo povero. Si tratta di pomodori, zucchini, cetrioli, melanzane, cavoli, porri, patate.
  • B. Nel secondo gruppo ci sono gli ortaggi a medie richieste che utilizzeranno quanto lasciato dalle colture del ciclo precedente e quanto apportato da una media letamazione autunnale. Tra i più comuni troviamo: cipolla, aglio, verdure da foglia, ravanello, cicorie, indivia, carciofi.
  • C. All’ultimo gruppo appartengono ortaggi con basse richieste di sostanza nutritiva che non richiedono una fertilizzazione specifica se quelle precedenti sono state correttamente eseguite. Tra questi: erbe aromatiche, carote, spinaci, bietole e leguminose (piselli, fagioli, fagiolini, fave, lupini).
Come si fa

Suddividere l’appezzamento in 4 aiuole uguali. In ognuna si coltivano uno o più ortaggi appartenenti a un solo gruppo. L’aiuola che rimane vuota si lascia a riposo spargendo sostanza organica oppure vi si coltivano solo leguminose. L’anno prossimo si effettuerà una rotazione, spostando gli ortaggi del primo gruppo nel secondo pezzo di terreno, quelli del secondo gruppo nella terza aiuola e quelli del terzo gruppo nello spazio lasciato vuoto per quest’anno. Una parte del terreno sarà sempre a riposo. Così si ruota per 4 anni; il quinto anno si ripresenterà la collocazione del primo.

rotazione-colture

Le doti delle leguminose

Le leguminose sono tra gli ortaggi più preziosi per il terreno su cui crescono e, a livello nutrizionale, per noi che li mangiamo. Fagioli, ceci, lenticchie, fave, lupino, soia e piselli, a livello delle radici sono provviste di tubercoli dove si insediano i batteri che hanno la proprietà di fissare e trattenere l’azoto. Quando le leguminose sono a fine ciclo questi batteri muoiono lasciando nel terreno l’azoto che potrà essere utilizzato dalla coltura successiva. Non bisogna estirpare le radici, ma solo tagliare le piante al piede e procedere alla vangatura del terreno. Questa pratica, consentita solo per le leguminose e mai per le altre colture, permette di incrementare la naturale fertilità del terreno.

Le leguminose sono tra gli alimenti più ricchi di proteine vegetali e pertanto vengono consumati in grandi quantità dalle persone che hanno scelto di non alimentarsi con la carne. Le leguminose contengono in media tra il 20 e il 25% di proteine, oltre a carboidrati, fibre, vitamine e sali minerali. Sono inoltre povere di grassi e non contengono colesterolo. Sono fonti di vitamine e sali minerali come acido folico, potassio, ferro, magnesio e zinco.

 

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