Insetti dannosi nell’orto: che fare?

Ora che i frutti sono maturi, le bacche succose, i legumi e i tuberi perfetti da portare in tavola, alcuni insetti dannosi sono pronti ad attaccare il raccolto. Che cosa fare? Armarsi di prodotti biologici e prestare grande attenzione.

Mauro Cavagna
A cura di Mauro Cavagna
Pubblicato il 15/07/2019 Aggiornato il 15/07/2019
Insetti dannosi nell’orto: che fare?

Durante il periodo estivo nell’orto si interviene soprattutto per raccogliere i tipici frutti della stagione, mentre le operazioni colturali sono generalmente limitate a irrigazioni, spesso quotidiane, e rimonda dalle erbe infestanti. Spesso invece vengono sottovalutati, o non adeguatamente contrastati, gli attacchi degli insetti dannosi.

Con il caldo, insetti dannosi, funghi e virus trovano facili condizioni di insediamento, sia su piante giunte al culmine delle fase produttiva, sia su quelle da poco seminate o trapiantate. Occorre quindi proteggere i nostri ortaggi al fine di prolungare il periodo della raccolta e anche le giovani piantine che vanno tutelate nel delicato periodo di inizio del ciclo colturale.

Si tenga presente che, mentre la difesa nei confronti dei funghi spesso risulta inutile (vista la grande aggressività e velocità di diffusione di questi patogeni), il contenimento degli insetti è più semplice ed efficace, purché si intervenga rapidamente e con mezzi adeguati.

Come difendersi

Nell’orto la lotta contro i nemici delle piante prevede l’utilizzo dei prodotti fitosanitari di derivazione naturale o di origine chimica.

I primi sono sempre da preferire, vista la destinazione commestibile delle specie coltivate e il vantaggio in termini di rispetto dell’ambiente, ma hanno generalmente buona efficacia solo nel caso di modesto attacco parassitario.

I prodotti di origine chimica, invece, se ben impiegati controllano meglio i parassiti ma vanno utilizzati con molta attenzione e cautela, rispettando alcuni vincoli fondamentali:

  • impiegare nell’orto solamente prodotti fitosanitari registrati per specie orticole;
  • rispettare il periodo di carenza di ogni prodotto fitosanitario, ovvero il tempo, in numero di gironi, che deve intercorrere tra la distribuzione del prodotto sulla coltura e il consumo dell’ortaggio.
  • salvaguardare e tutelare l’operatore che deve adeguatamente proteggersi durate la distribuzione dei prodotti fitosanitari con idonee dotazioni (guanti, mascherina, occhiali).

L’utilizzo di antagonisti naturali di molti insetti nocivi, per esempio insetti utili quali coccinelle e crisope, predatrici di afidi, è una pratica di grande interesse e in grado di offrire significativi risultati. Tuttavia, visti i costi non lievi di tale intervento e la necessità di corrette metodiche di distribuzione degli insetti utili, trova, al momento, ancora limitato impiego nelle produzioni orticole domestiche.

AFIDI

afidi-su-ciliegioLe colonie degli afidi, verdi o neri, infestano la pagina inferiore delle foglie provocando l’accartocciamento dell’intera lamina; in caso di massiccia presenza, le foglie colpite ingialliscono, disseccano e cadono, causando un vistoso rallentamento dell’attività vegetativa dell’intera pianta. Possono attaccare anche i fiori. I frutti colpiti possono crescere in modo irregolare, deformandosi, soprattutto se ancora verdi e piccoli; quelli in maturazione, imbrattati, subiscono riduzione di valore e possono conservarsi per poco tempo dopo la raccolta. Possono attaccare tutti gli ortaggi.

Difesa: distribuire prodotti naturali a base di azadiractina (Albero di Neem), piretro, aglio, cipolla. Solo nel caso di attacchi massicci, in grado di compromettere la coltivazione, utilizzare insetticidi di provenienza chimica a base di Deltametrina.

ALEUROIDIDI

(Mosche bianche)

Sono piccoli insetti, completamente bianchi, dotati di buona capacità di movimento grazie alle ali. Possono insediarsi sulle foglie di molti ortaggi (particolarmente su pomodoro, peperone, melanzana, cetriolo, zucchino), agendo come gli afidi, ma determinando sintomi spesso più gravi che possono condurre a deperimento parziale o totale la pianta.

Difesa: è bene intervenire alla comparsa dei primi individui con prodotti base di piretro, azadiractina (neem), spinosad, olio di soia.

CIMICI

cimice-verde-su-pomodoroFacilmente riconoscibili per l’aspetto del corpo, di forma per lo più pentagonale e di colore vario, da verde sino a marrone, le cimici che aggrediscono le piante sono insetti ben visibili a occhio nudo: a seconda della specie possono essere lunghe da circa 5 millimetri, sino a poco più di un centimetro. Si individuano rapidamente anche per l’odore sgradevole che emanano e che trasmettono alle parti vegetali attaccate. Provocano danni a tutte le strutture della pianta, ad eccezione delle radici. Sono molto attive durante le estati molto calde e secche e si nutrono, tramite punture, del contenuto cellulare degli organi vegetali della maggior parte degli ortaggi da frutto (pomodoro, peperone, melanzana, zucchini, meloni) e da legume. Le foglie subiscono decolorazione e ingiallimento; i giovani frutti appaiono cosparsi da puntini giallastri, bloccano la crescita e possono precocemente cadere o crescere deformati. Le punture delle cimici possono anche alterare la consistenza della polpa del frutto, rendendolo più facilmente attaccabile da batteri e da funghi.

Difesa: sono difficilmente debellabili. Nel caso di un numero ridotto di cimici sono efficaci insetticidi naturali a base di estratti di aglio, assenzio, ortica, tanaceto, nicotina. Gli ortaggi sono da trattare sempre al mattino presto, quando gli insetti sono poco mobili. Garantire pulizia da residui di vegetazione rinsecchita o marcescente, dove le cimici trovano facile e sicuro riparo. Evitare carenza idrica alle colture.

UNA NUOVA CIMICE

cimice-asiatica

Identificata come Halyomorpha halys, questa piccola cimice proviene dall’Asia orientale (Cina, Giappone Corea) ed è stata segnalata per la prima volta in Europa nel 2007, in Svizzera; successivamente è arrivata negli Stati Uniti nel 2010 e in Italia nel 2012. Nel nostro Paese è attualmente segnalata in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, ma è destinata ad estendersi rapidamente. Questa cimice non risulta pericolosa per l’uomo ma, grazie alla sua notevole prolificità ed elevata capacità aggressiva nei confronti dei vegetali, è in grado di arrecare ingenti danni soprattutto a frutteti, ma anche a colture di pieno campo (mais, soia, girasole) e ortaggi (legumi, pomodoro, peperone). Il corpo di questa cimice è lungo da 12 a 17 millimetri, ha forma geometrica e colore grigio-marrone, marmorizzato; il capo è rettangolare e le antenne, scure, presentano tacche chiare. Nei nostri ambienti compie una generazione all’anno (4-6 invece nei Paesi di origine) e gli adulti sono presenti, e voracemente attivi sulle colture, in un periodo che va da luglio sino a settembre. Questo voracissimo insetto si ciba del contenuto cellulare degli organi vegetali, provocando lesioni (rottura e spaccatura dei frutti, alterazione della consistenza dei frutti, ingiallimento del fogliame, generale deperimento vegetativo) che a volte compromettono non solo la produzione, ma anche la vita stessa delle piante.

Difesa: il controllo e l’eliminazione di questa nuova cimice si presentano difficili, più che per le classiche cimici, a causa della sua grande capacità di invasione, della notevole densità delle colonie, composte da svariate decine di individui e della mancanza di antagonisti naturali, che la possano distruggere. Gli interventi di difesa devono essere effettuati tempestivamente al primo apparire degli individui. Una buona azione di controllo sulle cimici viene esercitata da soluzioni liquide a base di acqua e sapone di Marsiglia: dopo circa 15-20 minuti dal trattamento, è indispensabile risciacquare con acqua le parti trattate. Tra i prodotti “biologici” di provenienza vegetale, utili si segnalano quelli a base di neem (soluzioni acquose), ortica (macerato), assenzio e tanaceto (soluzioni liquide). Incoraggianti risultati sono stati ottenuti con l’utilizzo di trappole in grado di catturare gli adulti.

COLEOTTERI PERFORATORI

coleotteri-defogliatori-su-melanzanaSono piccoli insetti, di colore bruno-nero, lunghi sino a due millimetri, simili nel corpo a pulci, capaci di muoversi velocemente sulla vegetazione con rapidi salti. Gli adulti sono presenti da maggio ad agosto e attaccano in prevalenza le specie appartenenti alla Famiglia delle Solanaceae (patata, pomodoro, melanzana), le cui foglie vengono bucherellate e si presentano densamente perforate (fori di un millimetro di diametro); la vegetazione viene compromessa e gli ortaggi colpiti possono deperire e ridurre la produzione di frutti. Le larve di questi insetti attaccano i tuberi delle patate, che appaiono pervasi da fitte gallerie e compromessi nella qualità della polpa.

Difesa: è efficace se condotta tempestivamente. Si consigliano prodotti biologici a base di piretro, rotenone, aglio, cipolla contro gli adulti sulla vegetazione, che però, risultando assi mobili, sfuggono facilmente all’azione dei prodotti. Nel caso di gravi attacchi rimuovere velocemente le piante colpite, specialmente nel caso di patate, che appaiono essere gli ospiti preferiti da questi parassiti, chiamati anche, per tale motivo “pulci dei tuberi”.

TRIPIDI

Sono piccoli insetti dannosi, che determinano con le punture degli apparati boccali, ripiegamenti e deformazione delle foglie e dei piccoli frutti in fase iniziale di ingrossamento. Tuttavia si tratta di presenza poco diffusa e limitata a poche specie (pomodoro, peperone, zucchino).

Difesa:in caso di pesanti attacchi distribuire insetticidi a base di Spinosad (intervento biologico, con prodotto derivato da un batterio comunemente presente nel terreno).

TUTA ABSOLUTA

tuta-absoluta-su-pomodoroÈ un lepidottero, nemico esclusivamente del pomodoro, normalmente diffuso in Sud America, ma da alcuni anni presente anche nelle coltivazioni europee, Italia compresa. L’insetto adulto, presente a partire dagli inizi dell’estate, ha un’apertura alare di circa un centimetro, con ali di colore grigio-argentato e punti neri. Le larve a maturità sono di colore verde o rosato, lunghe 7-8 millimetri e penetrano velocemente all’interno di foglie, fusti e frutti, scavando profonde e tortuose gallerie di alimentazione. I pomodori possono essere attaccati in qualsiasi stadio di sviluppo: sulle foglie le larve scavano mine fogliari a chiazza irregolare, che causano estesi ingiallimenti, mentre i frutti, soprattutto in fase di maturazione, mostrano incisioni, depressioni, annerimenti e disseccamenti.

Difesa: il controllo di questo parassita è molto difficile, sia per il grande numero di generazioni nel corso della stagione, sia perché potenzialmente può diffondersi su varie piante appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, non solo ortive. Trattare con insetticida a base di Spinosad (lotta biologica). Buoni risultati si hanno con la cattura degli adulti con trappole a feromoni. È indispensabile la distruzione con il fuoco delle piante infette e dei residui caduti a terra che spesso nell’orto domestico vengono invece lasciati anche durante il periodo invernale e nei quali sopravvivono le crisalidi.

CALABRONI

Attaccano ortaggi da bacca in fase di maturazione (pomodoro, melone, anguria), spesso precedentemente lesionati nella buccia dall’azione della grandine o da spaccature dovute a stress idrico. Questi insetti dannosi rodono estesamente la polpa sino a determinare in molti casi perdite sensibili di prodotto.

Difesa: il ricorso alla lotta chimica è difficile e sconsigliato. A livello preventivo si possono proteggere gli ortaggi coprendoli con una rete ombreggiante a maglie che impedisca il contatto diretto dell’insetto con i frutti. In alternativa è possibile appendere bottiglie di plastica riempite a metà con acqua e miele: la soluzione zuccherina attrae i calabroni, che vi cadono e annegano. In caso di gravi attacchi, su superfici di grande estensione, possono essere utili trappole a feromoni.

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