Il melone si può coltivare nell’orto

Giovanna Rio
A cura di
Pubblicato il Aggiornato il 17/08/2018

In questo periodo dell’anno il melone si può seminare in piena terra oppure mettere a dimora le piantine già sviluppate. L’importante è scegliere la specie più adatta alla zona climatica in cui si vive.

Il melone, Cucumis melo, è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee ed è originaria dell’Africa; si può coltivare in un’area dell’orto soleggiata e in un terreno di medio impasto tendente al sabbioso molto ben drenato. È una pianta costituita da un fusto strisciante, ramificato, provvisto di viticci, per mezzo dei quali può aggrapparsi a sostegni aerei.

Il terreno

Quello per la semina, in questo periodo, dovrebbe essere già pronto ma nel caso non lo sia occorre prepararlo almeno due settimane prima della semina. Vangare e concimare con compost oppure stallatico entrambi ben maturi ed eliminare tutte le piante infestanti.
Finita la vangatura, eseguire una zappettatura e infine rompere le zolle rimaste un po’ più grosse con un rastrello.

Distanza e profondità

Per accelerare la germinazione, prima della semina, mettere i semi di melone a bagno per un giorno. Seminare su file distanti 1,5-2 metri tra di loro; sulla fila i semi devono essere distanziati di circa 80-100 cm e posti ad una profondità di 2 cm.
Posizionare almeno 5 semi per ogni buchetta.

Diradamento e annaffiature

Una volta che le piantine di melone avranno raggiunto l’altezza di 10-12 cm, diradarle eliminando quelle che appaiono più deboli e fragili, in modo che quelle rimaste abbiano il giusto spazio e il nutrimento per svilupparsi.
Annaffiare con regolarità prestando attenzione a non bagnare le piante e le foglie.
Diradare le annaffiature quando i frutti incominciano a maturare.
Durante la coltivazione è indispensabile mantenere il terreno pulito con frequenti scerbature per impedire la crescita delle erbe infestanti.

La cimatura è importante

Un’operazione agronomica che permette al melone di sviluppare la vegetazione laterale è la cimatura che serve a fermare la crescita del getto principale, incoraggiando la pianta a diramarsi e a stimolare la fruttificazione.
Cimare quando la pianta emette la quinta foglia eliminando l’apice che si trova subito sopra la seconda foglia.
Per eseguire questa operazione utilizzare un paio di forbici ben affilate. Devono essere cimati anche i due rametti che si formano a seguito della prima cimatura non appena avranno emesso la quinta foglia all’altezza della terza foglia.
Infine occorre cimare anche una volta che saranno nati i frutti: i rami devono essere tagliati all’altezza della terza foglia (appena sarà spuntata la quinta).
In questo modo, la pianta non continuerà ad allungarsi, e gli elementi nutritivi presenti nel terreno verranno usati a uso esclusivo della crescita del frutto.

1. Prima cimatura del melone

1. Prima cimatura del melone

2. La cimatura in presenza dei frutti

2. La cimatura in presenza dei frutti

Raccolta e conservazione  

La coltivazione del melone dura 120-160 giorni. La raccolta si esegue quando il peduncolo inizia a raggrinzire e la buccia assume il colore tipico della varietà ed emana il suo profumo caratteristico. La raccolta si fa tagliando nettamente il ramo poco sopra il frutto stesso ed è necessario recidere anche il peduncolo che tiene collegato il frutto alla pianta. I meloni si conservano in un luogo fresco e asciutto.

Le varietà principali sono tre

I meloni cantalupi e i meloni retati si coltivano perlopiù nelle regioni del nord Italia, i meloni d’inverno adatti invece alle regioni meridionali.
Tra i meloni cantalupo i più coltivati sono il “Cantalupo di Charentais”, a polpa aranciata, molto profumato e precoce; il “Cantalupo Comune” a polpa rossa. Questi meloni hanno buccia liscia o leggermente verrucosa, di colore verde-grigio, con solchi ben marcati e sono di media pezzatura, ma non si conservano a lungo.
I meloni retati sono chiamati anche meloni americani. Tra i più coltivati troviamo il “Retato degli Ortolani” con frutto lungo coperto da un reticolo di striature e il “Melone Ananasso” a polpa rossa, con frutto piccolo molto profumato. Hanno la buccia fittamente retinata, costolatura spesso assente o poco marcata; non si conservano.
Al sud preferire i meloni da inverno come per esempio il “Melone Brindisino” o “Amarillo Oro”, di forma ovale, buccia gialla e polpa bianca-rosata; il “Gigante di Napoli” con frutto grosso verde scuro e polpa bianca oppure il “Morettino”, che ha frutto ovale di colore verde scuro e polpa verde tendente al bianco. I frutti sono lisci, senza costole, di medie e grandi dimensioni e si conservano a lungo.

Sono infine molto diffuse le varietà ibride F1 come per esempio il melone “Supermarket”, che garantisce produzioni abbondanti e uniformi con polpa aranciata, molto consistente.